FINANZA kaaba POLITICA BANCAROTTA

20.12.2015 ] SIATE TUTTI STRAMALEDETTI! NON è POSSIBILE VINCERE LA GUERRA MONDIALE DI SATANA COMPRANDO, COMMERCIANDO, IL DENARO DA SATANA! .. è CHIARO: VOI INVECE DI CORREGGERE, EDUCARE, LA LEGA ARABA: VOI AVETE DECISO, DI UCCIDERLI TUTTI I MAOMETTANI NAZISTI, DI PUGNALARLI TUTTI ALLE SPALLE, PROPRIO COSì COME IO VI HO ORDINATO DI FARE! PROPRIO COSì COME è GIUSTO di FARE! [ Russia, Mosca pronta a entrare nella top ten dei contributori del Fmi. Christine Lagarde ha accolto con favore l'approvazione della riforma come un “passo cruciale” per il ruolo del Fmi di sostegno alla stabilità finanziaria globale e all'aumento delle sue risorse fondamentali. "Quattro paesi emergenti (Brasile, Cina, India e Russia) saranno tra i 10 più grandi contributori del Fmi — si legge nella comunicazione del Fmi. — I paesi europei avanzati si sono impegnati a ridurre la loro rappresentanza nel Consiglio combinando da due posti". Il direttore Christine Lagarde ha accolto con favore l'approvazione della riforma come un "passo cruciale" per il ruolo del Fmi di sostegno alla stabilità finanziaria globale e all'aumento delle sue risorse fondamentali. "Un Fmi più rappresentativo e moderno sarà ancora meglio attrezzata per soddisfare le esigenze di tutti i suoi 188 paesi membri nel 21esimo secolo", ha sottolineato Lagarde. Gli altri membri della top ten sono Stati Uniti, Regno Unito, Giappone, Francia, Germania e Italia: http://it.sputniknews.com/economia/20151220/1760772/russia-top-ten-contributori-fmi.html#ixzz3uvhRf37p
PROFEZIA UNIUS REI ] my Israel [  Ezechiele 45:9 [ stop signoraggio bancario ] 9. Così parla il Signore, l'Eterno: Basta, o principi d'Israele! Lasciate da parte la violenza e le rapine, praticate il diritto e la giustizia, liberate il mio popolo dalle vostre estorsioni! dice il Signore, l'Eterno. 10. Abbiate bilance giuste, efa giusto, bat giusto. [ stop signoraggio bancario, poi, questo avverrà ] Ezechiele 37. 1. La mano dell'Eterno fu sopra me, e l'Eterno mi trasportò in ispirito, e mi depose in mezzo a una valle ch'era piena d'ossa. 2. E mi fece passare presso d'esse, tutt'attorno; ed ecco erano numerosissime sulla superficie della valle, ed erano anche molto secche. 3. E mi disse: "Figliuol d'uomo, queste ossa potrebbero esse rivivere?" E io risposi: "Oh Signore, oh Eterno, tu il sai". 4. Ed egli mi disse: "Profetizza su queste ossa, e di' loro: Ossa secche, ascoltate la parola dell'Eterno! 5. Così dice il Signore, l'Eterno, a queste ossa: Ecco, io faccio entrare in voi lo spirito, e voi rivivrete; 6. e metterò su voi dei muscoli, farò nascere su voi della carne, vi coprirò di pelle, metterò in voi lo spirito, e rivivrete; e conoscerete che io sono l'Eterno". 7. E io profetizzai come mi era stato comandato; e come io profetizzavo, si fece rumore; ed ecco un movimento, e le ossa s'accostarono le une alle altre. 8. Io guardai, ed ecco venir su d'esse de' muscoli, crescervi della carne, e la pelle ricoprirle; ma, non c'era in esse spirito alcuno. 9. Allora egli mi disse: "Profetizza allo Spirito SANTO, profetizza, figliuol d'uomo, e di' allo Spirito SANTO: Così parla il Signore, l'Eterno: Vieni dai quattro venti o SANTO Spirito, soffia su questi uccisi, e fa' che rivivano!" 10. E io profetizzai, com'egli m'aveva comandato; e lo SANTO Spirito entrò in essi, e tornarono alla vita, e si rizzarono in piedi: erano un esercito grande, grandissimo. 11. Ed egli mi disse: "Figliuol d'uomo, queste ossa, sono tutta la casa d'Israele. Ecco, essi dicono: Le nostra ossa sono secche, la nostra speranza e perita, noi siam perduti! 12. Perciò, profetizza e di' loro: Così parla il Signore, l'Eterno: Ecco, io aprirò i vostri sepolcri, vi trarrò fuori dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi ricondurrò nel paese d'Israele. 13. E voi conoscerete che io sono l'Eterno, quando aprirò i vostri sepolcri, e vi trarrò fuori dalle vostre tombe, o popolo mio! 14. E metterò in voi il mio spirito, e voi tornerete alla vita; vi porrò sul vostro suolo, e conoscerete che io, l'Eterno, ho parlato, e ho messo la cosa ad effetto, dice l'Eterno".

PROFEZIA UNIUS REI ] my Israel [  Ezechiele 45:15. E la Parola dell'Eterno mi fu rivolta in questi termini: 16 "E tu, figlio d'uomo, prenditi un pezzo di legno, e scrivici sopra: "Per Giuda, e per i figliuoli d'Israele, che sono associati". Poi prenditi un altro pezzo di legno, e scrivici sopra: "Per Giuseppe, bastone d'Efraim e di tutta la casa d'Israele, che gli è associata". 17. Poi accostali l'un all'altro per farne un solo pezzo di legno, in modo che, siano uniti nella tua mano. 18. E quando i figliuoli del tuo popolo ti parleranno e ti diranno: Non ci spiegherai tu che cosa vuoi dire con queste cose? 19. tu rispondi loro: Così parla il Signore, l'Eterno: Ecco, io prenderò il pezzo di legno di Giuseppe, ch'è in mano d'Efraim e le tribù d'Israele che sono a lui associate, e li unirò a questo, ch'è il pezzo di legno di Giuda, e ne farò un solo legno, in modo che saranno una sola cosa nella mia mano. 20. E i legni sui quali tu avrai scritto, li terrai in mano tua, sotto i loro occhi. 21. E di' loro: Così parla il Signore, l'Eterno: Ecco, io prenderò i figliuoli d'Israele, di fra le nazioni dove sono andati, li radunerò da tutte le parti, e li ricondurrò nel loro paese; 22. e farò di loro una stessa nazione, nel paese, sui monti d'Israele; un solo re sarà re di tutti loro; e non saranno più due nazioni, e non saranno più divisi in due regni. 23. E non si contamineranno più con i loro idoli, con le loro abominazioni, né colle loro numerose trasgressioni; io trarrò fuori da tutti i luoghi dove hanno abitato e dove hanno peccato, e li purificherò, essi saranno mio popolo, e io sarò loro Dio. 24. Il mio servo Davide sarà re sopra loro, ed essi avranno tutti un medesimo pastore; cammineranno secondo le mie prescrizioni, osserveranno le mie leggi, e le metteranno in pratica; 25. e abiteranno nel paese che, io detti al mio servo Giacobbe, e dove abitarono i vostri padri; vi abiteranno essi, i loro figliuoli e i figliuoli dei loro figliuoli in perpetuo; e il mio servo Davide sarà loro principe, in perpetuo. 26. E io fermerò con loro un patto di pace: sarà un patto perpetuo con loro; li stabilirò fermamente, li moltiplicherò, e metterò il mio santuario in mezzo a loro per sempre; 27. la mia dimora sarà presso di loro, e io sarò loro Dio, ed essi saranno mio popolo. 28. E le nazioni conosceranno che io sono l'Eterno che santifico Israele, quando il mio santuario sarà per sempre in mezzo ad essi. 
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SE poi, noi dobbiamo riconoscere giuridicamente la LEGA ARABA sharia senza reciprocità, poi, noi dobbiamo dichiarare che il genocidio è uno strumento legittimo per il diritto internazionale!
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CHI POTREBBE DIMOSTRARE CHE SI è TRATTATO DI UN FUOCO AMICO, SE GLI USA CIA NATO: SISTEMA MASSONICO, SALAFITI FARISEI BILDENBERG, proprio loro HANNO DIFFUSO LA GALASSIA JIHADISTA SAUDITA NEL MONDO? Falluja, raid Usa uccide soldati Iraq. Diversi soldati iracheni sarebbero rimasti uccisi in un raid Usa vicino a Falluja, in quello che e' il primo caso di 'fuoco amico'. Lo riferiscono i media Usa. no! è STATO UN OMICIDIO INTENZIONALE! ========================== ============= ========== ================ TUTTE MENZOGNE! AI RUSSI NON ACCADONO MAI QUESTI INCIDENTI! VOI AVETE PORTATO I JIHADISTI, I TURCHI LI HANNO FATTI PASSARE, E I SAUDITI HANNO CONFEZIONATO LE AUTOBOMBE! IN SIRIA ED IRAQ SNO SUFFICIENTI I RUSSI: USCITE TUTTI: MASSONI ASSASSINI! NEW YORK, 19 DIC - Un incidente "provocato da errori di entrambi". Così il capo del Pentagono, Ash Carter, commenta il raid Usa vicino a Falluja, in Iraq, che mirava a colpire obiettivi dell'Isis e nel quale sono morti almeno 9 soldati iracheni. Carter ha già parlato con il premier Haider al-Abadi per offrire il proprio cordoglio. "Dispiace a entrambi e ci sarà un'indagine, ma queste cose accadano quando si combatte fianco a fianco", ha detto Carter parlando dalla base militare di Kearsarge, nel Golfo Persico. ===================================== ============= ========== ================
 IO SONO UN SIONISTA BIBLICO ORGOGLIOSO! 1. PERCHé ESSERE SIONISTA è L'UNICA POSSIBILITà PER NON PORTARE A SATANA SPA FMI NWO, TUTTO IL GENERE UMANO! E 2. PERCHé, OGNI POPOLO DEVE AVERE LA SUA PATRIA: ECCO PERCHé, LA LEGA ARABA NON ESISTE, PERCHé LA LEGA ARABA COME UN PARASSITA ASSASSINO SERIALE, SI è INNESTATA CON IL SUO NAZISMO SHARIA, SUL GENOCIDIO che ha fatto a spese di tutti i POPOLI PRECEDENTI! Tre israeliani sono stati accoltellati a Raanana, una cittadina a nord di Tel Aviv. Lo dice la polizia secondo cui l'aggressore, un palestinese, è stato catturato. Delle vittime una sarebbe in gravi condizioni. ============= ========== ================ ============= ========== ================
è MOLTO GRAVE CHE LA TURCHIA, DOPO AVERE INVASO DI TERRORISTI LA SIRIA E L'IRAQ, PER ESSERE STATA LA RESPONSABILE POLITICA DI OGNI GENOCIDIO E PULIZIA ETNICA REALIZZATO IN QUESTE NAZIONI ORA PRETENDE, IN QUESTE NAZIONI, DI ENTRARE CON L'ESERCITO E DI BOMBARDARE CHI VUOLE. I TURCHI DEVONO ESSERE RESPINTI, LA SOVRANITà DI QUESTE NAZIONI DEVE ESSERE RISPETTATA! ho sentito questa notizia al TG, e come Europa possa pensare di associarsi ai delitti nazisti della TuRchia questo è qualcosa che mette i brividi! MA LA MINACCIA TURCA DEVE ESSERE AFFRONTATA ADEGUATAMENTE!
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Erbil airport closure delays Christians leaving Iraq for EuropePublished: Dec. 7, 2015 Fr Douglas reveals news that a flight taking displaced Christians from Iraq to Slovakia is delayed, Dec 2015World Watch Monitor We know that some Eastern European countries have been specifying that they are happy to take Christians direct from Iraqi IDP camps, and months of work had started to identify and move some of them out to a new life in Europe. But now, the closure of all airports in northern Iraq because of anticipated air attacks on Islamic State has left 150 already-displaced Christians temporarily stranded in the Kurdish capital, Erbil. The group had all been selected to have flown to Slovakia today, direct from their camp, but officials told them to expect a delay of 48 hours. Yesterday the group attended a farewell service held in Mar Elia church in Ankawa, the Christian neighbourhood of Erbil. Over the past 15 months the whole Christian community in the church compound has bonded strongly. Many of them have been living in a makeshift camp in the church’s garden after they, and thousands of others, fled cities now under Islamic State control. The Mar Elia leaders tried to accommodate as many of them as possible after they left Mosul, Karamlesh, Qarakosh and other villages on the Nineveh plain. The group have had a common experience of hardship after arriving at the camp – first living in different types of tents, then container-like shelters; bearing the same hot summers and cold winters, and all in a small church garden, with limited personal space. Saying goodbye at a celebration dinner after the church service was a time for mixed feelings. Ramy, 22, said: “It’s difficult for me to smile any more, but I want to, because I believe in goodbyes with a smile instead of with tears.” However, the celebrations at the church were interrupted with bad news. At 8:30pm Father Douglas, the leader of Mar Elia church, was told about the 48-hour closure of Erbil and other airports in northern Iraq. The precise reasons for closure weren’t given but Fr Douglas believes that potential air attacks on Islamic State were to blame: “Russia is said to be sending missiles to several targets and therefore the airspace needs to be ‘free’. My people are a little bit disappointed, but they have been waiting for 15 months already and so two days does not make much difference”. Nisan Hekmat is one of the Christians who was about to travel to Slovakia with his family. “They told me that travel is delayed for 48 hours. In Iraq this is not unusual. In other countries it may be different but here it’s ‘normal’ to hear good news and bad news all at the same time. “It is difficult for us all. Friends and family came to say goodbye and now the journey has been put on hold. We have everything packed and we’ve given away things (that we can’t take with us) like rice and oil that other families will need.” Hekmat and his family are resigned to spending a few more days in Erbil. Fr Douglas hopes the 48-hour closure will not be extended and the families will soon be able to start a new life. “My people want to have a future. I’m not trying to give them a future, but I am trying to provide a path for them to have a future. No one is forced to leave, no one is forced to stay. It is a personal decision.” Iraq’s Civil Aviation Authority has given no update to Sunday evening’s notice about “possible missile movement throughout the airspace of northern Iraq”. ============= ========== ================
The group heading to Slovakia hear news about the delays Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ UniusRei Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ UniusRei Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ 3 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============
Three killed outside 'Christian' radio station in Mali Published: Dec. 18, 2015 Three men were killed when an unidentified gunman opened fire outside a Christian radio station in ...5 years on: what has the Arab Spring meant for Christians? Published: Dec. 17, 2015 The Arab Spring, which began five years ago today (17th December) started with a wave of protests in ... North Korea gives life sentence to Canadian pastor Published: Dec. 17, 2015 Hyeun-soo Lim, the Korean Canadian pastor detained in North Korea since February, was yesterday ... Egyptian brothers add to tally of Christians killed in Libya Published: Dec. 16, 2015 After Aung San Suu Kyi's election win, Myanmar's displaced Kachin are hopeful they can go home for Christmas Published: Dec. 16, 2015 18 Chibok parents have died as wait for girls goes on Published: Dec. 15, 2015Erbil airport closure delays Christians leaving Iraq for Europe Published: Dec. 7, 2015 Indian nationalists blame other faiths as census shows Hindus in decline Published: Dec. 7, 2015 Woman who survived 5 weeks in Boko Haram camp speaks for first time Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ UniusRei Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ UniusRei Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ 3 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============
Christian women in Baghdad face intimidation to veilPublished: Dec. 18, 2015 The offensive poster is aimed squarely at Christian womenThe few Christians still holding out in Baghdad have found themselves at the receiving end of another barrage of intimidation. Posters appeared on the morning of 13 Dec. - a Sunday - near Christian places of worship with a message to Christian women to cover up, the London-based online news Al-Araby al-Jadeed said. The Qatari-owned media, which says it aims to counter sectarian narratives, reported the messages were the work of the government-sanctioned “People’s Mobilisation” Shiite militias. Posters of a veiled Virgin Mary appeared around the mainly Shia neighbourhoods of Karada, Kadhimiya, Zayouna and Ghadir - in areas where Christians still form a noticeable minority. Addressed to “honourable Christian” women, they said “The Virgin Mary was veiled, for such has been the way of the prophets” and included a call to “pause and think deeply.” Their version of the Madonna’s iconic picture, included, however, an extra wrapping of cloth to cover from the chin down, in line with the Shia dress code. Patriarch Sako notes the trend of growing enroachments on freedomsWorld Watch MonitorThey read “The way (of the hijab) emanates from one “common divine source”, “one Lord who is Allah Almighty above all” (both Muslims and Christians). Satan dislikes [this way]”….“You have to follow the Virgin’s example, so why don’t you wear the hijab?” Posters had also appeared in some areas of the city in November, Catholic Fides News added. Al-Hashd Al-Shaabi, ‘People’s Mobilisation’, is a paramilitary umbrella under which various religious Shiite factions operate. The Hashd (‘mobilisation’) was formed by the Iraqi government in June 2014 as a counter-jihad to defend Baghdad, following the fall of Mosul to the Sunni jihadist “Islamic State,” or IS. “People, probably Shiite militias, pasted images of the Virgin on the homes of Christian families," Louis Sako Raphael, Head of the Chaldean Catholic church, said 15 Dec. Quoting eyewitnesses, Al-Araby al Jadeed claimed un-specified Shiite clerics were behind the offensive, which Christians have, not surprisingly, found to lack ‘charm’. “When you find those posters put up by militiamen right at your doorstep and next to your place of worship, it only means one thing: ‘You’d better obey, or else!’” said Hanna Sliwah, a 47-year-old Iraqi Christian. “To again see their freedom to dress thus threatened is very worrying for Christians, let alone for the larger Iraqi society,” French newspaper Le Figaro quoted Sako as saying. The Chaldean Catholic Patriarch cited other examples of intimidation, such as the recent proposed legislation to ban the sale of alcohol throughout the country. In November, the Iraqi Parliament passed a resolution forcing non-Muslim children to become Muslims if their father converts to Islam, or if their non-Muslim mother marries a Muslim. A call for ‘amendment’ was only heeded after Christian protests. Throughout some of the Sunni-dominated areas of Iraq, Christians have had to escape with the clothes on their backs, including in places where, historically, Christianity predominated. In 2014, IS overran Mosul, Iraq’s second largest city, and the surrounding Ninevah Plains to the north. So far, Christians have fared, by a limited margin, relatively better in Shia-majority areas of Iraq. “Apparently, we have no place here, either” said Sliwah, pointing out that similar messages were displayed around Baghdad government offices. Maria al-Chaldeani confirmed this soft-touch intimidation: “I was going about my business, issuing papers from a Baghdad government office. There, right at the entrance to the office stood a large poster of Christ, with the message underneath: ‘Cover up, my children!’ ” She said the instruction, like others, left little in the way of a choice. Isolated Incidents? Iraqi Christian MP Joseph Sliwa dismissed the issue as an “isolated” incident. “Some posters appeared here or there. They were promptly taken down after the matter was taken up with the authorities,” he told World Watch Monitor. Sliwa said it is ‘unthinkable’ the government, or the People’s Mobilisation, or even Shia clerics, could or should, be behind such incidents. Yet he acknowledged that issues abound. He said Christian women had been pressured to present hijab’ed photos to obtain passports. “Christian girls cannot go out to work, study, or even venture out in the streets without hijabs in cities across the (Shiite) south, such as Basra and Babel,”, though Seliwah said this was due to social, not official, pressure. Two-thirds of Iraq’s Christian population fled the country during the chaos that followed the US-led invasion. From around 1,500,000, or above 6% in 2003, current estimates are that barely 0.8% still remain in Iraq. In June 2015, a member of Baghdad municipal council claimed that nearly 70% of Christian-owned homes in Baghdad were illegally seized during the chaos post-2003. In an interview with Iraqi TV station Al-Mada, Mohammed al-Rubai said: “These houses belonged to Christians who fled from Baghdad, seeking refuge from violent attacks targeting them and their homes. The title deed documents have been falsified and the new title deeds have been lodged with the real estate registry. Many properties had been given illegally to other Iraqi citizens.” The result, he said, was that “it is possible that both parties [the original and new owners] can possess legally registered title deeds to the same property”. According to the NGO Baghdad Beituna [Baghdad Our Home], there have been more than 7,000 violations against properties belonging to Iraqi Christians in Baghdad since 2003. Saad Jassim, the group’s director, said in June too: “Most of the Christians who left Iraq for Europe had their homes stolen. Since then, their ownership was transferred, and the homes are now occupied by militia commanders and politicians in or close to power.” Christians have also repeatedly suffered kidnappings as well. For instance, October 2010 saw 58 people, including 41 hostages and priests, killed after an attack on a Catholic church in Baghdad. Long before the current IS came to gain such notoriety, Iraq's indigenous Christians were declared a “legitimate target”. In November 2010, a series of bombings and mortar attacks targeted Christian-majority areas in the capital. Since 2003, church bombings and other attacks by both Sunni militants and Tehran-backed Shia militias have found their way to the international headlines with more frequency. Out of a list of 50 countries where Christians find themselves most pressured, Open Doors’ World Watch List places Iraq as number 3 .
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CI SONO ANCHE I SOLDI PER L'ELMETTO PRAVY SECTOR DELLA MERKEL? [ USA aumentano stanziamenti per aiuti all’Ucraina ] CHE ORA HA IL DOVERE DI FARE VEDERE CHE I SOLDI SONO STATI SPESI BENE! [ 19.12.2015 ] La legge finanziaria degli USA per il 2016, firmata dal presidente Obama, prevede un notevole aumento delle spese. Gli aiuti all'Ucraina sono stati aumentati fino a 658,1 milioni di dollari. L'ambasciata ucraina negli Stati Uniti informa che con questa cifra si potranno finanziare in particolare le forniture a Kiev di armi letali per la difesa. La legge finanziaria, che prevede la spesa complessiva di 1,1 trilioni di dollari, è stata firmata dal presidente Barack Obama dopo l'approvazione di entrambe le camere del Congresso USA. "Il 18 dicembre 2015 il Congresso USA ha approvato, e il presidente Obama ha firmato, la Legge Consolidata sugli stanziamenti di bilancio che aumenta notevolmente il tetto degli aiuti all'Ucraina. In particolare, gli stanziamenti al Dipartimento di Stato per gli aiuti all'Ucraina nell'anno finanziario 2016 ammonteranno ad almeno 658 milioni 185 mila dollari — 145 milioni di dollari in più rispetto a quanto chiesto inzialmente", — dice il comunicato: http://it.sputniknews.com/mondo/20151219/1758444/USA-bilancio-aiuti.html#ixzz3umjeDlSH
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Putin: per le sanzioni non faremo il muso. ] chi ha convinto Putin che il serio interesse della NATO non è distruggere il terrorismo da loro creato, ma distruggere la RUSSIA è il vero obiettivo? [ 19.12.2015. L’interesse dei paesi dell’Unione Europea è quello di congiungere gli sforzi nell’economia, nella politica e nella lotta al terrore, ha dichiarato Vladimir Putin nell’intervista per il nuovo documentario di Vladimir Solovyov “L’ordine mondiale”. La Russia è aperta e pronta a cooperare con i paesi europei nell'economia, nella politica e nella lotta al terrorismo, ha dichiarato il presidente Putin: http://it.sputniknews.com/mondo/20151219/1758370/Putin-sanzioni-Europa.html#ixzz3umiUzEkH
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Turchia non prende sul serio le parole di Putin. 19.12.2015, In precedenza il presidente Putin dichiarava che la Turchia sta guadagnando con il petrolio rubato, e si è detto sbalordito dal modo in cui la Turchia si è comportata dopo l’abbattimento del jet russo. Il primo ministro della Turchia Ahmet Davutoglu ha dichiarato che non prende sul serio le recenti parole "non diplomatiche e offensive" del presidente Putin, riferisce il quotidiano Hürriyet Daily News. Secondo Davutoglu, le parole di Putin non corrispondono alle realtà del mondo contemporaneo e allo spirito delle relazioni russo-turche. "Non lo possiamo prendere sul serio", — ha detto il premier di Ankara. Putin ha dichiarato che Turchia sta guadagnando con il petrolio rubato, come dimostrato con relative prove del ministero della Difesa della Russia, e si è detto sbalordito dal modo in cui Ankara si è comportata dopo l'abbattimento dell'aereo russo. "Quello di cui siamo indignati in modo particolare: se fosse stato davvero un incidente, come dichiarato in seguito — le autorità turche dicono che non sapevano che l'aereo era russo — anche se così fosse, che cosa si usa fare in questi casi? Delle persone sono morte! Allora si prende subito il telefono per spiegare tutto. Invece loro sono corsi subito a Bruxelles, gridando allarme: siamo maltrattati! Ma chi vi ha maltrattati? Abbiamo forse fatto qualcosa a qualcuno? No! Eppure hanno cominciato a coprirsi con la NATO. Ma alla NATO serve? Come pare adesso, non serve", — ha detto Putin durante la sua grande conferenza stampa del 17 dicembre: http://it.sputniknews.com/mondo/20151219/1758295/Putin-Turchia-dichiarazioni.html#ixzz3umhbFOIo
Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ UniusRei Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ ============= ========== ================ Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ UniusRei Dominus4 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ ============= ========== ================ Europa e Turchia chiudono il cielo agli aerei della Russia: CHE COMBATTE IL LORO TERRORISMO ISLAMICO MECCA KAABA SHARIA Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ UniusRei Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ ============= ========== ================ Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ UniusRei Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ 4 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ ============= ========== ================
Europa e Turchia chiudono il cielo agli aerei della Russia: Ministry of defence of the Russian Federation 19.12.2015. I piloti russi che partecipano alle operazioni contro i terroristi in Siria hanno dovuto organizzare una rotta che aggira l’Europa, perché i paesi europei hanno chiuso il loro cielo agli aerei della Russia, ha comunicato il ministero della Difesa. "Quella di Olenegorsk è la nostra base aerea più a Nord, il che permette di estendere il raggio d'azione e di effettuare il rifornimento in volo. C'erano determinate circostanze che escludevano altre varianti. L'Europa non ci faceva entrare e neanche la Turchia", — ha detto il generale Anatoly Konovalov, vice comandante dell'aviazione strategica della Russia. Il generale ha aggiunto che persino in queste condizoni l'aviazione strategica ha dimostrato di essere in grado di assolvere ai compiti che le vengono affidati: http://it.sputniknews.com/politica/20151219/1758049/Europa-cielo-chiusura.html#ixzz3umgLcxMo
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Riassunto della maxi conferenza di stampa di Putin. 19.12.2015( L’undicesima maxi conferenza stampa di fine anno del Presidente russo Vladimir Putin ha registrato un nuovo record – all’evento hanno partecipato oltre 1,400 giornalisti accreditati tra russi e stranieri. Tra gli argomenti affrontati hanno dominato i temi caldi come la crisi siriana, i rapporti con la Turchia, gli Stati Uniti e l'Ucraina. Orietta Moscatelli, caporedattore esteri presso agenzia Askanews ha fatto per il Sputnik-Italia ha riassunto l'incontro di Putin con i rappresentanti di media federali e mondiali. — Che impressione ha avuto dalla conferenza stampa di questo anno? Come è stata diversa dagli altri incontri con i giornalisti in questo formato? Президент России Владимир Путин на одиннадцатой большой ежегодной пресс-конференции в Центре международной торговли на Красной Пресне. Siria, Turchia, Crisi economia e tutto il resto, le risposte di Putin — C'è stata la conferma che Putin ormai è navigatissimo in termini di gestione del rapporto mediatico e nel confronto con grande pubblico. Questo si vede molto bene anche nei dettagli, ad esempio quando Putin ha dato la parola ai giornalisti turchi — è un gesto che vuole essere di dialogo diretto nel momento in cui tra i vertici di due paesi ci sono delle chiare tensioni. Presidente russo anche sa alternare dei toni strappando una risata al pubblico e poi passare invece agli accenti molto più seri anche gravi quando si parla di Turchia. Più che una novità nella rappresentazione generale, direi, che c'è stato un chiaro affidamento ai giornalisti. A mio avviso, Putin stia attraversando una fase in cui gli piacere interloquire con il grande pubblico, si sente a suo aggio, sente di aver ritrovato per il suo paese un posto degno di nota sulla scena internazionale. — Come abbiamo visto, sull'abbattuto jet russo Putin ha mostrato un braccio di ferro dicendo ancora una volta che Ankara aveva compiuto deliberatamente "un atto ostile", ipotizzando che forse la Turchia ha desiderato ingraziarsi gli Usa. Quali conseguenze potrebbe avere questa forte dichiarazione su i già peggiorati rapporti tra la Turchia e la Russia? — Dir la verità io ho avuto un po' l'impressione che, benchè un commento su un altro paese articolato su vari punti e un commento che riguarda la politica estera russa, a me sembrato che Putin ne abbia parlato in funzione interna, abbia lanciato dei messaggi che sono molto più rivolti ai russi che ai turchi e agli stessi americani. Ci sono chiaramente gli entrambi aspetti, perché quando Putin dice che i turchi volevano cosi compiacere gli Stati Uniti, sta dicendo agli Stati Uniti: guardate che la Turchia non è un alleato cosi affidabile come non è affatto affidabile ai nostri occhi nel rapporto con la Russia. Da aggiungere che questo discorso è stato ripreso dai media internazionali dalla seconda battuta perché all'inizio non era pure chiarissimo cosa volesse dire. Il presidente Putin durante la conferenza stampa di fine anno di fronte alla folta platea di giornalisti — Putin ha affrontato naturalmente anche la questione ucraina. Il presidente ha affermato che non ci sono truppe russe in Ucraina, aggiungendo che Mosca porterà avanti il dialogo e lo scambio di prigionieri in condizioni di parità e ha sottolineato che Kiev non vuole rispettare gli accordi di Minsk. Come leggi queste parole del presidente russo? — Le leggo come un ribadire la posizione russa in un momento in cui di Ucraina in Occidente si parla poco, se non per parlare di sanzioni antirusse. Per questo il momento è estremamente importante perché a Bruxelles la questione ucraina ormai si stata affrontata in questi giorni e l'Ue si declina in prolungare le sanzioni alla Russia. Putin ha ribadito che è vero che gli accordi di Minsk vanno rispettati, ma questo lo devono fare tutti e che da parte di Ucraina quantomeno dei grossi ritardi. Usando termini "ritardi" Putin ha cosi puntualizzato su tutto quello che non è stato fatto da parte ucraina. Su questo tema se ne occupa quotidianamente ministro degli esteri Lavrov, però durante la conferenza stampa Putin è entrato in campo con tonno un po' più duro, parlando addirittura di sterminio della popolazione russofona nel sudest di Ucraina. In generale, anche se qui il presidente ha usato dei tonni di poco compromesso, Putin, a mio avviso, sia è mostrato piuttosto dialogante e aperto anche riguardo la collaborazione con questa nuova alianza antiterrorismo guidata dall'Arabia Saudita. — Durante l'incontro con i giornalisti Putin ha dichiarato il suo appoggio all'iniziativa degli Stati Uniti per una risoluzione delle Nazione Unite in Siria che punta ad aumentare le sanzioni contro l'Isis e a tagliare i suoi flussi di finanziamento. Si può quindi sperare per la risoluzione della crisi siriana a livello politico e che la Russia e gli Stati Uniti alla fine faranno parte della stessa coalizione antiterroristica? Putin istituisce commissione speciale per contrastare i finanziamenti al terrorismo — No so se potrà arrivare ad una coalizione formalmente unita. In formato europeo questa coalizione non è stata ufficializzata ma de facto esiste già. Il fatto che il presidente francese Hollande all'indomani degli attaci a Parigi è andato a Mosca, indica che in Europa esiste la necessità di coordinarsi con la Russia, cioè non farsi la guerra dentro la guerra è molto evidente. Io credo che agli Stati Uniti questo sia altrettanto evidente però un po' più difficile da gestire. E' la stessa sensazione probabilmente ha anche Putin. Ho avuto l'impressione che il presidente sta un po' preparando l'opinione pubblica russa a un riavvicinamento o quantomeno a un ritorno di una possibile anche se non ufficiale cooperazione con gli Stati Uniti su certi argomenti: http://it.sputniknews.com/opinioni/20151219/1758153/putin-conferenza-stampa-annuale-moscatelli.html#ixzz3umfYZbL3
Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ UniusRei Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ ============= ========== ================ Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ UniusRei Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ 4 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ ============= ========== ================ Putin allo scontro aperto con Ankara, 'Ora la Turchia provi a volare sulla Siria'. E l'affondo, 'abbattendo un jet russo, forse volevano fare cosa gradita agli Usa' Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ UniusRei Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ ============= ========== ================ Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ UniusRei Dominus HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ ============= ========== ================
VIETNAM LA BESTIA! 17/12/2015 VIETNAM Nguyen Van Dai, avvocato cristiano, arrestato per “propaganda contro lo Stato” Circa 20 agenti di polizia hanno fatto irruzione nella casa del dissidente e lo hanno arrestato mentre si recava ad un incontro sui diritti umani con membri dell’Unione Europea. I poliziotti hanno confiscato computer e simboli cristiani in cerca di prove. Già imprigionato dal 2007 al 2011, Nguyen Van Dai era stato uno dei primi firmatari della petizione che chiedeva la fine del partito unico in Vietnam. Rischia fino a 20 anni di reclusione. Hanoi (AsiaNews/Agenzie) – L’avvocato dissidente Nguyen Van Dai è stato arrestato ieri ad Hanoi con l’accusa di “propaganda contro lo Stato”. L’uomo, di fede cristiana, aveva già scontato una pena di quattro anni per lo stesso capo d’imputazione. Dai era stato aggredito e picchiato una settimana fa da uomini mascherati per aver tenuto lezioni pubbliche sui diritti umani. L’avvocato, 46 anni, è stato preso in custodia da almeno 20 agenti mentre si recava ad un appuntamento con rappresentanti dell’Unione Europea che, il giorno prima, avevano avuto un incontro bilaterale con le autorità vietnamite sui temi dei diritti umani. Secondo la testimonianza fornita dalla moglie Khanh, i poliziotti hanno fatto irruzione nella loro abitazione verso le 8.30 del mattino e, in cerca di prove, hanno confiscato due computer portatili, uno fisso, alcune chiavette Usb, una fotocamera e due videocamere, un quaderno della contabilità domestica e “tutto ciò che avesse un logo dei diritti umani”. “Hanno arrestato mio marito per l’Articolo 88 – afferma la donna – e ci hanno informato che lo terranno per almeno quatto mesi nella prigione B14 [di Hanoi]”. Gli agenti “considerano qualsiasi cosa nella mia casa una prova della sua ‘posizione anti-governativa’”, dice Khanh, aggiungendo alla lista degli oggetti requisiti anche “una maglietta con scritto ‘Oggi Hong Kong, domani il Vietnam’ e tutte le nostre lezioni sulla società civile realizzate dall’ambasciata degli Stati Uniti”. Le autorità hanno portato via anche ogni simbolo cristiano che hanno trovato: “Crediamo in Gesù – afferma la moglie – e ho spiegato loro che è la nostra religione…ma essi hanno ignorato le mie parole”. Nel 2006 Nguyen Van Dai ha fondato il Comitato dissidente per i Diritti umani in Vietnam, ora chiamato Vietnam Human Rights Centre. L’avvocato è uno dei primi firmatari della petizione online per la libertà e la democrazia del 2013 che (sostenuta dalla Chiesa cattolica) chiedeva la fine del partito unico in Vietnam. Tra il 2007 e il 2011 Nguyen Van Dai era stato incarcerato con l’accusa di “propaganda contro lo Stato”. Da allora, la sua licenza di avvocato è stata revocata. L’Articolo 88 del codice penale prevede dai tre ai 20 anni di carcere. Secondo il movimento attivista internazionale Human Rights Watch (Hrw) al momento vi sono fra i 150 e i 200 blogger e attivisti rinchiusi nelle carceri vietnamite, con la sola colpa di aver voluto esercitare (e difendere) diritti umani fondamentali. 27/05/2015 VIETNAM Torna libero e promette nuove battaglie blogger vietnamita pro diritti umani 25/08/2015 VIETNAM Appena scarcerato, blogger vietnamita riapre il sito web di denuncia degli abusi governativi 22/01/2013 CINA Per il Capodanno cinese “scrivete a Gao Zhisheng, in prigione per la giustizia” 19/08/2009 CINA Il noto avvocato attivista Xu Zhiyong in carcere per “evasione fiscale” 02/01/2007 CINA La moglie di un dissidente mongolo chiede al mondo di non dimenticarlo LA BESTIA HA FATTO L'ERRORE DI LEGGERE QUALCUNO DEI MIEI COMMENTI ED è CADUTO IN DEPRESSONE! 19 DIC - Il presidente statunitense Barack Obama è alle Hawaii per trascorrere le vacanze di Natale nello Stato che gli diede i natali. Il presidente, nelle prime ore di oggi, è atterrato alla base aerea Pearl Harbor-Hickam dell'arcipelago a bordo dell'Air Force One. Obama conta di trascorrere due settimane sull'isola di Oahu tornando alla Casa Bianca a inizio gennaio per affrontare il suo ultimo anno in carica.
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RARAMENTE ANSA DESCRIVE LA IDENTITà CRISTIANA O SCIITA DELLA VITTIME! 19 DIC - Ci sarebbero "diversi morti" nell'esplosione avvenuta oggi nel centro di Mogadiscio in Somalia. Lo riporta la Bbc online citando testimoni. Altre fonti parlano di "almeno tre persone rimaste uccise". Quello di oggi è il primo attentato nella capitale somala dopo quello del 1/11 scorso quando gli shabaab tornarono all'attacco contro un hotel causando 15 morti e una decina di feriti.
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si, Putin ha ragione di incazzarsi, ma lui Ahmet Davutoglu, lui sorride sui cadaveri ammazzati DA LUI STESSO: SUL SUO TERRORISMO INTERNAZIONALE, e sul petrolio comprato dall'ISIS sharia! ] E TUTTO IL GENOCIDIO SIRIANO ED IRACHENO? CHE è TUTTA COLPA SUA! PRESTO PIANGERà E MORIRà DI TERRORE! [ 19 DIC - Il governo turco "non prende sul serio" le dure prese di posizione di Vladimir Putin e quindi non risponderà ai commenti "insultanti e non diplomatici" del presidente russo con lo stesso tono. Lo ha detto il premier turco Ahmet Davutoglu aggiungendo che forse Putin "si ricorda dei suoi trascorsi nel Kgb, ma il Kgb è finito da tempo e la propaganda in stile sovietico appartiene alla storia"."Invece di rispondergli con lo stesso tono, sorrido", ha detto ancora.
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IL TALMUD è 100 VOLTE PEGGIORE del Mein Kampf, ED ENTRAMBI SONO SOLTANTO DUE LIBRI brutti e cattivi, che sono uno scherzo di fronte al satanismo esoterico soprannaturale della Kabbalah! ] [ Germania, insegnanti favorevoli al Mein Kampf, Il manifesto del Fuehrer nelle lezioni per le scuole superiori
revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 5 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ ============= ========== ================ Islam spread KAABA coercion SHARIA satana ============= ========== ================ revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 5 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============
SHARIA è TUTTO UN FEMMINICIDIO KAABA MECCA, il totale abbrutimento della dignità della donna! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 5 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ KAABA MECCA SHARIA è LA ierodula del NWO revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 5 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============
Dhimmitude in all muslims country Arab LEAGUE ONU OCI, CIA NATO, is only an total Islamic Slaughterhouses Christians
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Benjamin Netanyahu: Perché tu dici: "mai più un altro Olocausto MECCA KAABA?" Non ho mai pensato che tu, brutta troia, tu avresti mai potuto essere un cristiano armeno bizantino, curdo, iracheno, yazidi, kosovaro serbo, nigeriano, siriano, ecc.. ecc.. NO, NULLA DI TUTTO QUESTO! tu sei soltanto una bestia di Rothschild, tu sei soltanto, un sepolcro imbellettato! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 5 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ Benjamin Netanyahu: TUTTE LE VITTIME INNOCENTI DELL'ISLAM, TUTTI I MARTIRI CRISTIANI e ISRAELINI UCCISI IN QUESTI ULTIMI 5 ANNI? TU e i tuoi complici massoni, voi NE dovrete RISPONDERE! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 6 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ Benjamin Netanyahu: quando ammazzerai tutti i MECCA Kaaba SHARIA? ti pentirai per non averli uccisi tutti il giorno prima! PENSA A COME POTRAI PENTIRTI ALL'INFERNO, PER NON AVERLI UCCISI TUTTI 5 ANNI FA, QUANDO IO TI HO CHIESTO DI FARLO! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 6 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ KAABA è ONU talmud SpA NWO FMI, e questo è un contratto reciproco segretissimo: MECCA sharia Palestina hamas, per fare il genocidio a tutti i cani infedeli israeliani dhimmi schiavi goym senza genealogia materna: perché, Allah è Gufo akbar Rothschild sharia? lui è senza genealogia paterna!!! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 6 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ THIS IS MY EXCOMUNICATIO [ vs ] KAABA Rothschild masonic system MECCA revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 6 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ Pietra nera mecca, IN kaaba mecca? è SOLTANTO UNA VAGINA CHE STA PARTORENDO UN BAMBINO SATANICO ASSASSINO maomettano nazista ignorante fanatico dogmatico religioso! ISLAM è soltanto un genocidio contro il genere umano! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 6 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ MECCA maçonnerie kaaba fraternel SATANA revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 6 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ Benjamin Netanyahu: grazie fratello mio, MA, NON INSISTERE ULTERIORMENTE CIRCA QUESTA MIA CANDIDATURA ALLA GUIDA DI ONU! e poi, lo hanno già detto: i massoni vogliono una donna, io credo che Federica Mogherini sia la donna giusta, perché, lei impara a memoria tutte le pagine che BILDENBERG scrive per lei! Quanto a me, lo sanno tutti che, io ho una memoria molto scadente! Al massimo io posso parlare a braccio come fa Donald TRUMP revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 7 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ Farisei Illuminati SpA FMI, in MECCA sharia kaaba, tutti i giorni adorano e invocano il loro Lucifero Gufo Baal revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 7 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ GOOGLE 666 YOUTUBE A.I. BIOLOGIA SINTETICA ] si! QUEL rottoinculo del tuo alieno? ha tolto l'apice: quasi immediatamente! MA IO HO SEMPRE DUE FOTO PER DIMOSTRARLO! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 7 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ MECCA anticristo kaaba revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 7 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ GOOGLE BLOGGER ] cosa è questo apice che compare in alto sul cursore, nella barra del titolo del post? io ho fatto due foto di questo insolito filtro contro di me! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 7 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ Benjamin Netanyahu: grazie fratello mio, per avere pensato di dare a me la guida di ONU, ma, se, io non sono riuscito a diventare il Re di ISRAELE, in questo 8 anni, che questa è una cosa facile facile, non è realistico pensare che chiamino proprio me alla guida di ONU! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 7 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ TUTTO IL NWO MENTE SPUDORATAMENTE, QUANDO SI TRATTA di fare: IDEOLOGIA GENDER, perché, allora, non si serve di un TRANSESSUALE per guidare ONU? Allora, loro usano gli omossessuali soltanto per fare del male a noi! MENTRE AL CONTRARIO, IO CREDO SINCERAMENTE, CHE SOLTANTO UN GAY: A QUESTO PUNTO: PUò SALVARE DALLA ESTINZIONE tutti i CRISTIANI NEL MONDO SHARIA BESTIA MAOMETTO MECCA kaaba CALIFFATO TROIA! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 8 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ PERCHé NON USANO NEBULIZZATORI DI ACQUA SULLE LORO CIMINIERE? COSì MOLTO PARTICOLATO PRECIPITERà SUBITO TRASCINATO A TERRA DALLE GOCCIOLINE DI ACQUA! Pechino lancia nuovo allarme per smog, teme 'apocalisse'. Visibilità a meno di un chilometro revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 8 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ ONU è UN ISLAMICO OMOFOBO: è PERCHé: NON ELEGGERE UN GENDER, DRAG QEEN, lgbt, GAY LOBBY? non lo dico ironicamente! IO PENSO CHE VENDOLA NIKY; SIA IL CANDIDATO MIGLIORE: IN ASSOLUTO! Onu, al via corsa per dopo Ban: 'Ora una donna' Invito a candidati a farsi avanti, selezione inizia entro luglio revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 8 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ E PERCHé GLI USA SBAGLIANO SEMPRE, ED I RUSSI NON SBAGLIANO MAI? Falluja, raid Usa uccide soldati Iraq. Diversi soldati iracheni sarebbero rimasti uccisi in un raid Usa vicino a Falluja, in quello che e' il primo caso di 'fuoco amico'. Lo riferiscono i media Usa. revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 8 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ kaaba miliardi MECCA terroristi GAZA?! ... come non è vero? chi può vedere i soldi come girano nel FMI SpA, loro fanno fallire e fanno risorgere le Nazioni a loro arbitrio e discrezione! NON è MAI ESISTITO UN CONTROLLO DI BILANCIO SUL FMI! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 8 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ è tutto normale: "Mecca kaaba Sharia" è soltanto, un ennesimo Erdogan genocidio Curdi revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 8 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ "Mecca TEOLOGIA ISLAMICA sharia? è TUTTa UNA TEOLOGIA SOSTITUTIVA di GENOCIDIO kaaba", e me lo ha detto, adesso, proprio Maometto: "Satana terrorizzato da te? mi ha mandato a confessare tutti i miei peccati!" revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 8 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ this is agenda OBAMA TALMUD GENDER GOYIM SpA ] VOI Pregate IDOLO MECCA A Gerusalemme kaaba: perché ISRAELIANI? loro SONO ANDATI A TROVARE I CURDI E GLI ARMENI's ERDOGAN sharia revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 8 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ ANTIMO Mecca MIRANDOLA ("forza Israele") kaaba sharia: is Rothschild corporations SpA Banche Centrali: sistema Talmud massonico Bildenberg, e lui diventò, subito invibile per me, e poiché, nessuno mi aveva mai bloccato in facebook, in precedenza? io non capivo che lui mi aveva bloccato, così, io pensai che era giusto per gli Illuminati Enlightened diventare invisibili nella NATO del Nuovo Ordine Mondiale! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 9 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ new OLOCAUSTO [ ROTHSCHILD MECCA SHARIA kaaba, again: DISTRUGGE ISRAELE ] SHOAH news revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 9 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ FUNNY ] i musulmani possono dire tutto ed il contrario di tutto! [ l'egiziano che io ho incontrato da Notaio ha detto che: Maometto era un benefattore, perché tutte le sue 7 mogli erano donne, ragazze adolescenti e bambine che lui aveva salvato da un bordello! [ ed io ho i due impiegati del notaio che possono dichiararlo! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 9 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ nella LEGA ARABA Erdogan Salman? sono tutti terroristi assassini nazisti sharia moderati, a differenza di ISIS Boko Haram che loro sono terroristi estremi! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 9 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ MECCA DOMANDE kaaba CIA NATO CIRCA 11-09 ] è INUTILE PERDERE ALTRO TEMPO INUTILE: chi ha le armi atomiche inizi ad usarle! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 9 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ MECCA kaaba SHARIA FA IL MALE A TUTTI gli ebrei e a tutti i MARTIRI CRISTIANI NEL MONDO, perché, loro sono i sicari di OBAMA MERKEL BUSH ROTHSCHILD il NWO SPA FMI! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 9 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ MECCA DISTRUZIONE kaaba ISRAELE ] tutti quelli che commerciano con la sharia: sono sotto maledizione, E SOTTO VOTO DI STERMINIO, tutti quelli che sono nel sistema massonico delle false democrazie senza sovranità monetaria SPA BANCHE CENTRALI IL SATANISMO, sono sotto maledizione! TU NON HAI NESSUNA POSSIBILITà STATISTICA, DI POTER ANDARE IN PARADISO! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 9 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ ALL TERRORISTS IS ISLAMISTS NAZISTS NAZISM all despicable criminal as Mohammed HAMAS in MECCA kaaba SHARIA: WORLDWIDE CALIPHATE ERDOGAN metano gas! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 9 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ Caliphate Mecca Rome kaaba: ALLAH IS AKBAR! AKBARRRRRRRRRRrrrrrrrrrrrr ! AKBAR AKBAR AKBAR AKBAR revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 9 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ mecca mamma kaaba sharia ] la cagna iena lupa! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 9 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ MY ============ =================== ============ JHWH ] NON RIUSCIRAI A PROTEGGERLI DA ME, anche questa volta, QUESTA VOLTA TE LI AMMAZZO TUTTI: "I TUOI POVERI PECCATORI!" revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 9 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============
SHARIA TERRORE MECCA kaaba? è SEMPRE UN SPA FMI TALMUD TERRORE CORANO! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 9 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============
 "QUESTI DEVONO ESSERE TUTTI POTERI soprannaturali occulti ed ESOTERICI" ha detto Rothschild Kabbalah: " anche, tutti i POTERI islamici NAZISTI TALMUD sharia MECCA kaaba" tra i loro demoni islamici e nostri demoni SpA Gufo Banche Centrali FMI? tutti devono morire! revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 9 HALLELUIAH JHWH
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lo STALLONE MAOMETTO Profeta, MONTA LA VAGINA TROIA PECORA 9 ANNI senza ciclo bambina! perché la bomba demografica, anche per un lussurioso come lui è qualcosa di ripugnante revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 9 HALLELUIAH JHWH
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MECCA kaaba morire tutti sharia revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 9 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============
 non dovresti preoccuparti, perché: SpA CONTROLLO GLOBALE 666: CIA NATO, sacerdoti di satana, IMF 322 NWO massoni troika Merkel Obama GENDER DARWIN? è ANCHE sempre un controllo MECCA kaaba SHARIA: siamo un buone mani revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 10 HALLELUIAH JHWH
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niente paura: DAI SATANA MASSONI ROTHSCHILD Merkel Bildenberg CI SALVERANNO nel cimitero: tutti i MAFIOSI MECCA kaaba sharia revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 10 HALLELUIAH JHWH
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GENOCIDIO CURDI ARMENI? "già fatto" ha detto: MECCA kaaba SHARIA revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 10 HALLELUIAH JHWH
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Iraq Siria Nigeria Cossovo Africa Europa Asia: "non c’è più un futuro nella vostra terra": ha detto: sharia mecca kaaba revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 10 HALLELUIAH JHWH
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FARISEo MECCA usuraio kaaba SHARIa genocidio Erdogan revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 10 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============ OBAMA MECCA TRADITORE HITLER kaaba SHARIA revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 10 HALLELUIAH JHWH
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PREGHIAMO tutti MECCA kaaba i demoni revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 10 HALLELUIAH JHWH
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 kaaba è pedofili MECCA orientamento sessuale SHARIA revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 10 HALLELUIAH JHWH
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Christian DHIMMI GIRL Kidnapped BY MECCA kaaba SHARIA revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 10 HALLELUIAH JHWH
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MERKEL TROIKA BILBENBERG hanno detto: "nuovo Dio Occidente è MECCA kaaba" revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 10 HALLELUIAH JHWH
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Israele è terra MECCA kaaba GENOCIDIO SHARIA: QUESTO HA DETTO SPA OBAMA ROTHSCHILD revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 10 HALLELUIAH JHWH
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ISRAELE MECCA = SOLUZIONE FINALE revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 10 HALLELUIAH JHWH
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BLATTA NATO MECCA revenge Yitzhak Kaduri revenge Yitzhak Kaduri 10 HALLELUIAH JHWH ============ =================== ============
With Open Doors, you can reach out to those in prison, help defend those without an advocate, and protect defenceless Christian families It could not get worse for Ruth. Her husband threw her out of their home. He took the children, then took her to court. All because she accepted Christ. Open Doors defends her case, and many like her."To be in prison but innocent was the worst feeling. To have a friend and advocate on the outside was more precious than I can say".“ Remember the prisoners as if you were in prison yourself” Hebrews 13.3 Uno sguardo sulla persecuzione nel mondo. Muovete il vostro mouse su questa mappa interattiva per una panoramica sulla persecuzione nel mondo. Porte Aperte - Open Doors opera nei paesi dove esiste la persecuzione a danno dei cristiani. Laddove altre organizzazioni cristiane non possono entrare o sono state costrette ad andarsene, Porte Aperte è presente per consegnare Bibbie, formare responsabili di Chiesa, realizzare progetti di sviluppo socio-economico, avviare interventi umanitari in casi straordinari, senza smettere mai di assicurare preghiera, incoraggiamento e patrocinio a tutti i cristiani perseguitati. Il cuore della nostra organizzazione è dunque il servire. Servire chi soffre a causa della fede in Dio. Servire chi si sente solo e abbandonato. Servire partendo da una semplice domanda: "Come posso aiutarti?" Per maggiori info sulla World Watch List e su come Porte Aperte elabora questa lista di paesi dove esiste la persecuzione.
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PUTIN RUSSIA ] 18 DIC - La Nato ha dato il via libera oggi all'invio di aerei radar, caccia e navi nel Mediterraneo orientale per incrementare la difesa della Turchia [ TU REAGISCI A QUESTA NOTIZIA IMPONENDO LA "NO FLY ZONE" SULLA SIRIA! ANDASSERO A COMBATTERE ISIS SAUDITI DAI BOKO HARAM IN LIBIA, ADESSO!
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KING fratello SALMAN SAUDI ARABIA ] PERCHé, TU ti meravigli, che io ti parlo amichevolmente, tutte le volte, dato che il tuo sistema ideologico senza reciprocità: sharia: mi condanna a morte. ma, UNIUS REI NON HA NEMICI NATURALI, SE, QUALCUNO POTREBBE NUOCERE A DIO ONNIPOTENTE? POI, UNIUS REI POTREBBE AVERE DEI COMPETITORI ANCHE LUI!
google: buona domenica ] vedi che questo tuo server http://dominusuniusrei.blogspot.com/ non risponde ai comandi, ed io ho la 100 MEGA fibra ottica
Putin ha detto: "non abbiamo nessun problema a collaborare sia con USA che con Assad in Siria". REALLY? ma, USA vanno in Pakistan e bombardano un ospedale di medici senza frontiere, vanno in Siria ed uccidono l'esercito siriano, POI, vanno in Iraq ed uccidono l'esercito iracheno! CHE UCCIDONO, ANCHE, QUALChE ISLAMICO ISIS? QUESTO NON è SIGNIFICATIVO, JIHADISTI SONO ANDATI LI PER MORIRE E REALIZZARE IL CALIFFATO SAUDITA TURCO MONDIALE, POI, loro credono di andare il Paradiso ma si sveglieranno all'inferno, insieme a tutti voi!
quello che mi piace dei sacerdoti cannibali di satana come Bush Rothschild Obama e Kerry, farisei e loro salafiti, è CHE LORO CREDONO NELL'INFERNO, POI, CREDONO IN ME, E POI, CREDONO male, nella loro pervertita MERDA RELIGIOSA: il talmud coranico, ecco perché Obama è caduto in depressione cronica!
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1. Bibbia GENESI, PARADISO TERRESTRE: RAPPORTO INTIMO DI AMICIZIA CON DIO! è IN CONTRAPPOSIZIONE A: 2. SUDDITANZA AL DIO GUFO MARDUK EPOPEA BABILONESE: TORRE DI BABELE BAAL JABULLON: questo è il Corano Talmudico: QUESTI, sono due sistemi idEologici incompatibili! Ecco perché con la Creazione dell'uomo e il suo SUCCESSIVO: tradimento peccato originale: la guerra di civiltà non potrà mai terminare! CAINO ROTHSCHILD, CERCHERà SEMPRE DI UCCIDERE ABELE ISRAELE, SE ABELE NON SAPRà ESSERE PIù VELOCE DI LUI!
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ALIENI DISCHI VOLANTI SONO DEMONI! quindi la loro componente invisibile è pari al 999%! Presiedono alla tecnologia delle telecomunicazioni, ecco perché i sacerdoti di satana della CIA, ti possono vedere anche al buio, nella tua camera da letto sotto le lenzuola, perché i tuoi sensi sono dei trasponder per loro, da questo punto di vista, la intuizione di ISIS di rimuovere la parabole satellitari è una precauzione patetica! l'unica difesa che abbiamo contro gli USA è la SANTITà: cioè rispettare con timore la LEGGE della torà!
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ed adesso veniamo ad un aspetto veramente inquietante! WINDOWS10 è un delitto contro tutto il genere umano, perché, è un sistema tecnologico a disposizione del Nuovo Ordine Mondiale ed annulla completamente ogni concetto di privacy! il Responsabile di un CONSORZIO mi ha detto che, windows10 si è installato nel suo computer senza il suo consenso! E VOI NON DOVETE DIRE A WINDOWS: "PERCHé TU NON SEI MORTO PER TUTELARE LA NOSTRA PRIVACY?", PERCHé CON UNA PRIVATA SPA, banche centrali spa, PROPRIETà ROTHSCHILD SPA FONDO MONETARIO? POI, OGNI CORRUZIONE DI SISTEMI POLITICI ED ECONOMICI è UNA CORRUZIONE SISTEMICA IMPOSSIBILE DA VINCERE!
se, voi non intronizzate Unius REI, in ISRAELE regno 12 Tribù: e su tutte le Nazioni del mondo, non soltanto, voi vi farete questa guerra mondiale nucleare Erdogan SALMAN sharia Mecca Kaaba il falso profeta, ma, come dice il libro di Apocalisse, presto vedrete le statue parlare (A.I. biologia sintetica: magia nera: demoni alieni) per fare mettere a morte tutti i traditori del Nuovo Ordine Mondiale!
Obama Satana SpA NWO FED è uno spastico! NON RIESCE MAI A METTERE UN PASSO AVANTI A ME!
VELTRONI PRODI DALEMA: massoni di merda: anticristo Merkel Mogherini ] il vostro satanico Enlightened Spa Banche Centrali: NWO ha creato: OCI ONU Salafiti waabiti, islamici sharia genocidio, Mecca Kaaba: tutti ONU senza reciprocità e senza diritti umani! riesumandoli dall'inferno il vostro caro NWO vi ha condannati a morte! il vostro NWO se li può, e se li deve rimangiare: allora! LA PECORA che tu sei, NON PUò FARE L'ALLEATO DEL LUPO sharia, questo non è un gioco leale, certo la tua pecora porco Darwin GENDER scimmia: morirà!

Russia si meravigliò molto che Turchia avesse tradito Servizi segreti Israeliani in IRAN, così Iran arrestò facilmente le spie di Israele! ] LEGA ARABA SHARIA, è un solo doppio gioco, alto tradimento MECCA KAABA [ ISLAMICI LAVORANO SEMPRE IN PROPRIO! VI PUGNALERANNO TUTTI ALLE SPALLE!
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se, voi date un biglietto: a tutti i cristiani dl Pakistan? fuggirebbero tutti! in Pakistan i cristiani sono schiavi dhimmi, che, devono morire disperati! la storia di questi assassini Erdogan e Salman? è una storia che deve essere risolta prima della guerra mondiale nucleare, non possiamo ucciderci tra di noi appassionamente, mentre loro, gli islamici del genocidio sharia, maniaci psicopatici: tutti criminali paranoici pedopornografici poligami sgozzatori: sono ancora vivi! KABUL, 20 DIC - Solo nel 2015 il conflitto in corso in Afghanistan ha creato 1,2 milioni di profughi interni. Lo ha reso noto a Kabul la Commissione indipendente per i diritti umani afghana (Aihrc), sottolineando che la principale ragione di questo fenomeno è la mancanza di sicurezza.La presidentessa dell'Aihrc, Sima Samar,ha detto che "le statistiche del 2015 mostrano che un totale di 1.257.552 persone sono state costrette ad abbandonare le loro case,il che significa un incremento del 5% rispetto al 2009".
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soltanto TRUMP potrebbe fermare a guerra mondiale che Rothschild ha ordinato a CIA e NATO di realizzare al più presto e ad ogni costo! NEW YORK, 20 DIC - "Nessuno ha dimostrato che abbia ucciso qualcuno". Cosi' Donald Trump torna a difendere il presidente russo, Vladimir Putin, dopo i complimenti espressi dal leader nei suoi confronti. Secondo il tycoon, riferiscono i media Usa, non ci sono prove che il presidente abbia fatto uccidere i suoi oppositori politici o giornalisti.
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quale islamico io lascerò vivere in Siria, ecc.. ecc.. e IN ARABIA SAUDITA? IO SONO LA LEGGE DEL TAGLIONE! GAZA, 20 DIC - Hamas ha condannato la uccisione di Samir Kantar, il miliziano druso-libanese colpito a Damasco in un attacco attribuito ad Israele dai media libanesi. ''Si tratta di un crimine odioso'' ha affermato Hamas, in un messaggio twitter. la dovete smettere di chiamare "martire" chi fa l'assassino terrorista di bambini, e di persone pacifiche uccise a tradimento!" e per definizione nessun islamico nazista può essere definito un martire, perché ogni islamico è una minaccia per il genere umano! Secondo l'agenzia di stampa, il fratello Bassam Kuntar ha segnalato la morte di Samir con un post sulla sua pagina Facebook, dove lo ha definito un "martire".
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conosco un proverbio che dice: "non sempre ride la moglie dell'islamico terrorista SHARIA!" .. e quando questo millantato Osservatorio siriano per i diritti umani, quando i suoi islamici profanavano Chiese, Moschee, e mettevano cristiani, sciiti, ecc.. ecc.. nelle fosse comuni, lui dove era? in Arabia Saudita alla MECCA Kaaba? ORA è IL LORO MOMENTO DI MORIRE! GIRATE LA TESTA E NON GUARDATE: IO NON SONO UN BUGIARDO COME OBAMA E ERDOGAN! ] [ 20 DIC - Un attacco russo sulla città di Idlib, nella Siria nordoccidentale, ha provocato la morte di 36 persone e il ferimento di molti altri. Lo riferisce l'Osservatorio siriano per i diritti umani. Secondo testimoni citati dalla Bbc, tra i luoghi colpiti figurano un mercato delle case e edifici pubblici. La Russia, che ha cominciato una campagna aerea sulla Siria il 30 settembre diretta contro l'Isis ed altri "terroristi", non ha confermato di aver compiuto attacchi nella zona.
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Praticamente in Siria chi vuole, si sveglia la mattina e inizia a FARE ATTENTATI, MANDARE TERRORISTI ISLAMICI: E NATO E LEGA ARABA HANNO MANDATO AL NURSA, A FARE GENOCIDI, CROCIFISSIONI DI BAMBINI, RAGAZZI, STUPRO E SGOZZAMENTI DI RAGAZZE, E A FARE I CANNIBALi CHE LA TESTA DI UN UOMO VALE UN EURO: E SI MANGIANO ANCHE IL CERVELLO! NEL SENSO CHE REGALANO E SI NUTRONO SISTEMATICAMENTE DI CARNE UMANA NELLA MACELLERIA: OVVIAMENTE, C'è UNA FATWA SAUDITA CHE CONSENTE LORO DI FARE I CANNIBALI! INOLTRE TUTTI LORO SONO TERRORISTI MODERATI, LA OPPOSIZIONE CON CUI ASSAD DOVREBBE TRATTARE! TURCHIA E ARABIA SAUDITA HANNO AGGREDITO LA SIRIA E IRAQ: senza nemmeno dichiarare guerra al governo ufficiale. La trattano come terra di nessuno ma così non è. Anni di civiltà e diritto internazionale SONO ANDATI distrutti in un attimo, PER COLPA DI ONU E CIA cioè, da noi occidentali in primis: PROPRIO LI, DOVE LA CIVILTà OCCIDENTALE è NATA: ECCO PERCHé OCCIDENTE è Merkel Pravy Sector,Blldenberg, sono soltanto un ANTICRISTO MASSoNE FARISEO SATANISTA. qUINDI SE, VOI VOLETE INCONTRARE I VERI CRISTIANI? VOI DOVETE ANDARE IN CINA, CHE QUESTO è IL VERO MOTIVO PER CUI HANNO DECISO DI DISTRUGGERE LA CINA, ED è anche, IL VERO MOTIVO PER CUI Io LA PROTEGGERò!
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20.12.2015. Putin: Occidente non ha diritto di imporre agli altri Paesi la sua idea di democrazia. MA QUELLA DEMONOCRAZIA è UNA TRUFFA MASSONICA E BANCARIA è ALTO TRADIMENTO COSTITUZIONALE, QUANTO A ME UNIUS REI, IO HO Gà DICHIARATO GUERRA A TUTTE LE NAZIONI CHE NON RISPETTANO I DIRITTI UMANI UNIVERSALI SOLENNI, di: ONU 1949: e vi accorgerete di questo! io non faccio sconti a nessuno! http://it.sputniknews.com/mondo/#ixzz3utGO5sJr
la dovete smettere di chiamare "martire chi fa l'assassino terrorista di bambini, e di persone pacifiche uccise a tradimento!" e per definizione nessun islamico nazista può essere definito un martire, perché ogni islamico è una minaccia per il genere umano! Secondo l'agenzia di stampa, il fratello Bassam Kuntar ha segnalato la morte di Samir con un post sulla sua pagina Facebook, dove lo ha definito un "martire".
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ECCO COME LEGA ARABA, CIA E LA NATO: LORO PORTANO GUERRA CIVILE DISTRUZIONE PREDAZIONE E MORTE NELLE NAZIONI! Cremlino paragona la destabilizzazione della Siria con la rivoluzione di Maidan in Ucraina [ PER I FARISEI MASSONI SALAFITI QUESTA STRATEGIA DI TERRORISMO, LA CHIAMANO "GEOPOLITICA" "TANTO PEGGIO è PER TUTTI, TANTO MEGLIO è PER NOI!" ] 20.12.2015. In Medio Oriente e Nord Africa sono state ampiamente impiegate le tecnologie per la destabilizzazione delle masse simili a quelle utilizzate in Ucraina 2 anni fa, ha rilevato il portavoce del presidente russo Dmitry Peskov. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha segnalato la somiglianza delle tecnologie di destabilizzazione delle masse impiegate in Ucraina 2 anni fa con quelle utilizzate in Medio Oriente e Nord Africa nell'ultimo periodo. Secondo Peskov, si tratta dell'incitamento delle masse al cambiamento violento del regime. "Ecco i punti rossi di queste tecnologie, che si manifestano sempre allo stesso modo. Certamente per molti aspetti quello che abbiamo visto in Ucraina 2 anni fa ha ovviamente molte caratteristiche simili a quello che abbiamo visto in Medio Oriente e Nord Africa,"- ha detto Peskov nel documentario di Saida Medvedeva "Ordine Mondiale" in diretta su "Rossiya 1".  http://it.sputniknews.com/politica/20151220/1761466/Siria-Libia-Peskov.html#ixzz3utJqhDlV
PROFEZIA UNIUS REI ] my Israel [  Michea 5:2-4. 2. Perciò, Dio li metterà in potere altrui, fino a quando colei che deve partorire partorirà; e il resto dei tuoi fratelli ritornerà ai figli di Israele. 3. Egli starà là e pascerà con la forza del Signore, con la maestà del nome del Signore suo Dio. Abiteranno sicuri perché egli allora sarà grande, fino agli estremi confini della terra. 4 . e tale sarà la pace: EGLI STESSO SARà LA PACE!
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coloro che faranno tutto quello che io voglio? io li farò avvicinare a me, e LO SPIRITO SANTO, LI PERDONERà, non farà a loro del male. IO SONO LA PIENEZZA DI TUTTI I DIRITTI UMANI, MA IO NON SONO LA DEMOCRAZIA, IO SONO LA FORMA UMANA PIù ALTA DI GIUSTIZIA, CHE SIA MAI COMPARSA IN TUTTA LA STORIA DEGLI UOMINI, IO SONO LA MONARCHA ASSOLUTA TEOCRATICA LAICA UMANISTICA E METAFISICA! MA, OGGI, PURTROPPO, PIANGE IL MIO POPOLO OPPRESSO IN BABILONIA USA! [ PROFEZIA UNIUS REI ] my Israel [ Salmo: 80. Preghiera per la rinascita di Israele ] Al maestro del coro. Su «Giglio del precetto». 2. Tu, pastore d'Israele, ascolta, tu che guidi Giuseppe come un gregge. Assiso sui cherubini rifulgi, 3. davanti a Efraim, Beniamino e Manasse. Risveglia la tua potenza e vieni in nostro soccorso. 4. Rialzaci, Signore, nostro Dio, fà splendere il tuo volto e noi saremo salvi. 5. Signore, Dio degli eserciti, fino a quando fremerai di sdegno contro le preghiere del tuo popolo? 6. Tu ci nutri con pane di lacrime, ci fai bere lacrime in abbondanza. 7. Ci hai fatto motivo di contesa per i vicini, e i nostri nemici ridono di noi. 8. Rialzaci, Dio degli eserciti, fà risplendere il tuo volto e noi saremo salvi. 15. Dio degli eserciti, volgiti, guarda dal cielo e vedi e visita questa vigna, 16. proteggi il ceppo che la tua destra ha piantato, il germoglio che ti sei coltivato. 17. Quelli che l'arsero col fuoco e la recisero, periranno alla minaccia del tuo volto. 18. Sia la tua mano sull'uomo della tua destra, UNIUS REI, sul figlio dell'uomo che per te hai reso forte. 19. Da te più non ci allontaneremo, ci farai vivere e invocheremo il tuo nome. 20. Rialzaci, Signore, Dio degli eserciti, fà splendere il tuo volto e noi saremo salvi.
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MY ISRAEL ALLELUIA ] Alzati, Gerusalemme, e rivestiti di luce“ ecco viene da te, la tua luce, la Gloria del Signore brilla su te, alleluia, alleluia (Is 55-66) a questo canto, in Chiesa, io ho pianto per te ( anche se ho cercato di non farmi notare da nessuno in questa mia debolezza ), cioè, a motivo della mia forte emozione per te: io ho pianto, e questo sarebbe successo ugualmente in una Moschea o in una Sinagoga, ecc. perché, la mia comunione è sempre e soltanto con lo Spirito Santo. io amo i salmi interpretati con il canto. [ ALLELUIA ] Anche se, è stato profetizzato, il sacrificio del mattino e della sera, io non sopporto la sofferenza degli innocenti, nessuna creatura innocente deve soffrire alla mia presenza, perché questo mi farebbe diventare violento, quindi durante il tempo del mio regno terreno, io dichiarerò salvifica, la lode, e così come io ho deciso in terra così sarà fatto in cielo!
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KING SALMAN SAUDI ARABIA ] [ dubito che JHWH holy, abbia deciso di REALIZZARE LE SUE PROFEZIE circa il Regno di ISRALE, cioè, di distruggere la LEGA ARABA e USA, e distruggere, cioè, tutti i nemici di ISRAELE, per dire: "OK, dei satanisti massoni, usurai mondiali Rothschild, falsa stella Rothschild sulla bandiera, magia nera esoterismo Kabbalah, e Talmud satanico: culto Hitler contro genere umano goym: sacrifici umani di goym, usura mondiale contro i goym, tutto questo è buono per me: perché, in realtà io sono Satana!" COSì, io in questa realtà, di sistema massonico, io credo, che, IO VINCERò LA MIA SCOMMESSA CONTRO DIO JHWH, ED IL GENERE UMANO DURERà SOLTANTO 250 ANNI, INVECE DI 350 ANNI. PERCHé, NESSUNO DEVE CREDERE, COME UNO STUPIDO, che io sono interessato personalmente a diventare Re di ISRAELE, Unius REI sul mondo! così, voi i massoni, voi avete deciso di fare di tutto, affinché, il GENERE umano, possa diventare, come una sola Siria, fino alla fine del mondo! INFATTI FARISEI E SALAFITI PENSANO ENTRAMBI: "TANTO PEGGIO è PER TUTTI, TANTO MEGLIO è PER NOI!" SOLTANTO CHE, ARRIVERà IL MOMENTO, sicuramente, CHE I FARISEI UCCIDERANNO anche i SALAFITI.

KING SALMAN SAUDI ARABIA ] oggi ISRAELE è un impiccione! [ è logico pensare: che, tutti coloro che, si oppongono al REGNO di: 12 TRIBù di ISRAELE, CIOè SI OPPONGONO AL SIONISMO, poi, attenderanno, un momento di debolezza di ISRAELE, per distruggerlo, perché, in Realtà: ISRAELE è sempre una minaccia per ogni visione totalitaria, e per ogni ideologia totalizzante, in tutto il mondo! ISRAELIANI NON COMBATTERANNO PER IL BENESSERE ALTRUI, MA, LO DENUNCERANNO, almeno al 39%, IL CRIMINE DI VIOLAZIONE DEL LIBERO ARBITRIO, E QUESTO è UN PERICOLO TROPPO GRANDE PER UN NUOVO ORDINE MONDIALE MASSONICO USUROCRATICO ISLAMICO, ECC... UNA MINACCIA PER OGNI SISTEMA TOTALITARIO!
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Hillary è soltanto, un altro anticristo di Obama bis, REGIA HOLLYWOOD ENLIGHTENED! IL MALE CHE QUESTI CORROTTI IPOCRITI E BUGIARDI, POSSONO FARE AL GENERE UMANO: è UN MALE ASSOLUTO E SENZA RIMEDIO! LEI HA GIà DATO IL SUO ANO SODOMA GENDER A SATANA, PER POTER ESSERE UNA PERSONA CREDIBILE! Sanders torna ad accusare una campagna elettorale corrotta e cerca di rilanciare l'immagine di una Hillary troppo vicina ai poteri forti, a quella Wall Street che "sta distrugendo l'economia e la vita di milioni di americani". Lei controbatte sostenendo la necessita' di colpire gli eccessi e gli abusi nel mondo della finanza e delle grandi banche, ma anche quella di collaborare con un settore privato che crea ricchezza e milioni di posti di lavoro. Poi la promessa piu' forte di Hillary: piu' tasse sui ricchi e sulle grandi aziende. Zero aumenti sulla classe media. "Non lo faro' mai, e' fuori discussione", giura. Ricorrendo per i saluti finali (mostrando il suo lato piu' spiritoso) a una delle citazioni che hanno fatto la storia del cinema, tratta da Guerre Stellari: "Che la forza sia con voi".
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nel sistema massonico: voi potete fare, soltanto, quella "MALA MORTE CHE VI PORTERà ALL'INFERNO!" QUESTI HILLARY OBAMA GENDER VELTRONI DALEMA RENZI, ZAPATERO, KERRY, sono i massoni delle Banche CENTRALI SpA, che, per fare del loro meglio è che: possono portare tutto al Grande Fratello SATANA SpA NWO, ed il fatto che, hanno dei successi economici grazie al falso in bilancio delle SPA FMi FED, questo non deve ingannare gli stupidi, perché è sempre una: "miglioria della morte", un piccolo miglioramento transitorio prima del collasso, per tutto il popolo della schiavi, una illusoria bolla economica, che svanisce subito quando vanno forze non gradite alla SpA Banca Centrale Mondiale!
il sistema dei massoni, ormai manipola le elezioni, e perverte, ANCHE, i dati elettorali, non è possibile statisticamente, che, guarda caso, i complici dei banchieri abbiano il 50,1% del consenso elettorale [ IN QUESTO MODO, CI PORTERANNO ALLA GUERRA MONDIALE NUCLEARE CONTRO LA RUSSIA, CONTRO IL NOSTRO CONSENSO! ] MADRID, 20 DIC - Mariano Rajoy porta il suo partito popolare a vincere le elezioni politiche spagnole, anche se con una percentuale, il 28,3 che lo costringerà a cercare alleanze per governare. Alle sue spalle il Partito socialista resiste al secondo posto con il 22,5,1
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a questi nazisti MERKEL Pravy Sector sono giunti i soldi dei satanisti massoni della CIA NATO, e quindi devono far vedere che sono stati soldi spesi bene! 20 Dicembre. Donbass, filorussi denunciano bombardamenti forze ucraine a Donetsk e Spartak: http://it.sputniknews.com/mondo/#ixzz3uvg65TAS QUELLO CHE I POPOLI PENSANO E VOGLIONO: è SOLTANTO UNA INUTILE TEORIA PER IL SISTEMA MASSONICO ROTHSCHILD BILDENBERG!
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ANCHE MUSSOLINI COME MAOMETTO IL POLIGAMO: HANNO ENTRAMBI LEGALIZZATO LA PROSTITUZIONE, due studentesse musulmane: una libanese, ed una tunisina, entrambe, molto ipocrite, anche, se formalmente religiosamente islamiche ferventi, cioè, queste musulmane giustificavano, alla studentessa italiana: convivente: nello stesso appartamento: cioè nei loro discorsi, di fatto: legalizzavano l'adulterio occidentale, attraverso la ragionevolezza della loro poligamia! MENTRE TUTTI SANNO CHE LA LUSSURIA COLPEVOLE, è UN DEMONE DA COMBATTERE E NON DA RAZIONALIZZARE COERCITIVAMENTE IN UN MATRIMONIO BLASFEMO!
SALMAN MY BROTHER ] nessuno, per VERO amore di Satana, più dei satanisti ROTHSCHILD BUSH E KERRY, può essere interessato a studiare i segreti della mia TEOLogia METAFISICA RAZIONALE. COSì ANCHE LORO SI PREPARANO A MORIRE ED A SCENDERE ALL'INFERNO, INSIEME A TE, CONSAPEVOLMENTE!
SALMAN MY BROTHER ] lol. dopotutto i satanisti massoni non potranno mai diventare i miei complici, o miei alleati soltanto perché hanno ubbidito a me: ed hanno distrutto la LEGA ARABA, invece di distruggere CINA RUSSIA INDIA; BRASILE, ecc.. come era nei loro progetti iniziali!
SALMAN MY BROTHER ] se invece di metterti a fottere le bambine, di nove anni, come quell'animale del tuo falso profeta Maometto, tu avessi studiato il profeta Daniele, poi, tu avresti capito che la creta non si può mai fondere con il ferro: ecco perché il tuo gigante Golia cazzone Bush di Nuovo Ordine Mondiale: il GUFO BAAL ALLAH MARDUK JaBullOn: deve venire giù: inevitabilmente, con un grande tonfo boato: comunque! ed anche se nel Mondo, io fossi unico e solo? Questo non vuol dire che la mia fede potrebbe risultare perdente! IO VINCERò! perché Dio JHWH può ricominciare il genere umano, tutto da solo, anche senza di me: se volesse! e lui deve essere veramente un SANTO, dato che non si è ancora stancato di tutti noi!


[745/28dic.1435] La 4° funzione Costituzionale dello Stato Postato in Notizie essenziali LA SOVRANITÀ MONETARIA Di Giacinto Auriti Quando la moneta era d’oro lo stato aveva la sovranità monetaria perché la moneta sin dall’emissione era proprietà del portatore. Dei valori monetari partecipava tutta la collettività secondo il principio della società organica che è la proiezione storica dell’apologo di Menenio Agrippa: lo stomaco gode della sua funzione a parità di condizioni con tutte le membra. Con l’avvento dello stato costituzionale la quarta funzione dello stato è stata assunta dai grandi usurai.
Ciò spiega perché la Rivoluzione Francese fu promossa dalla Banca d’Inghilterra e dall’eresia protestante che entrò in Europa continentale non con la fondazione di una “chiesa” ma di una “banca”: la Banca Protestante presieduta dal Necker consigliere finanziario di Luigi XIV. I banchieri ben sapevano che il valore sta nel “tempo” non nello “spazio”: è una “previsione” e non una “merce” tanto è vero che la moneta ha un valore arbitrariamente illimitato anche se il simbolo è di costo nullo (carta). Anche il valore dell’oro non stava nel metallo ma nella “previsione di poter comprare”. Facendo leva sul riflesso condizionato causato dall’abitudine secolare di dare sempre un corrispettivo per avere denaro le banche centrali hanno emesso la moneta col corrispettivo del debito cioè “prestandola”. In tal modo i grandi usurai non si sono solo limitati ad espropriare i popoli dei valori monetari ma li hanno indebitati di altrettanto caricando sin dall’origine il costo del denaro del 200%. In tal modo le monarchie cattoliche della vecchia Europa sono crollate perché trasformate da “proprietarie” in “debitrici” del proprio denaro. I banchieri si sono comprarti i re digiuni di cultura monetaria con il corrispettivo del debito cioè “arricchendoli” di “moneta-debito”: la c.d. “moneta nominale”.
Quando la moneta era d’oro chi trovava la pepita se ne appropriava senza indebitarsi verso la miniera e questa regola valeva per tutti: re nobili e plebei. Con l’avvento dello stato costituzionale al posto della miniera sta la banca centrale al posto della pepita un pezzo di carta al posto della proprietà il debito perché la banca emette moneta solo prestandola e la moneta circola gravata del debito non dovuto al signoraggio bancario.
Con un costo iniziale del denaro all’origine del 260% comprensivo di capitale ed interessi si è resa impossibile la puntualità dei pagamenti.
È nata così l’epidemia del “suicidio da insolvenza” che non ha precedenti nella storia e che è il segno dell’avvento dell’usurocrazia. Le vicende scandalose dei drammi economici che hanno dilaniato la società del nostro tempo impongono ormai l’assoluta inderogabile necessità di considerare nella costituzione la funzione monetaria dello stato.
Fino ad oggi ciò non era possibile perché mancavano i due cardini fondamentali della scienza monetaria: a) la definizione del valore monetario come valore indotto e b) la legge della rarità monetaria che in sintesi sono i seguenti:
aa) Il valore indotto -
Posto che ogni unità di misura ha la qualità corrispondente a ciò che deve misurare come il metro ha la qualità della lunghezza perché misura la lunghezza la moneta ha la qualità del valore perché misura il valore e la qualità della rarità perché sono rari (economici) i beni di cui misura il valore.. La moneta è pertanto misura del valore e valore della misura che è il potere d’acquisto che basa sulla previsione di poter acquistare (creata per convenzione come ogni misura) e non sulla riserva.
bb) La legge della rarità monetaria.
Poiché il prezzo di mercato non è solo l’indice del valore dei beni ma anche del punto di saturazione del mercato – per cui il mercato è saturo quando i prezzi tendono a coincidere con i costi di produzione - solo quando questa coincidenza tende a verificarsi occorre fermare sia la produzione dei beni che l’emissione monetaria. Su questi fondamentali principi è possibile concepire la funzione monetaria come quarto potere dello stato costituzionale perché consentono di definire il “dover essere” dell’organo monetario.
All’attuale “arbitrio” dei governatori delle banche centrali va sostituita la “discrezionalità tecnica” di una funzione organica esattamente definita ed eticamente e giuridicamente limitata e finalizzata al bene comune non a quello dell’usura.
L’emissione e l’utilizzazione della moneta vanno programmate sulle finalità di interesse pubblico e privato senza alcun problema di rarità perché – liberata la moneta (con la scoperta del valore indotto) dall’equivoco della riserva (peraltro abolita dal 15 agosto 1971) – l’emissione monetaria va commisurata alla quantità dei beni e servizi misurati e misurabili nel valore considerando come tali non solo i beni e servizi esistenti ma anche quelli previsti.
La previsione dei beni producendi è di per se un bene (Si pensi ad es. al valore di un brevetto). Per quanto riguarda la destinazione d’interesse pubblico va evidenziato che – dichiarata la moneta di proprietà dei cittadini – lo stato dovrà trattenere all’origine quanto necessario per esigenze fiscali e di pubblica utilità liberando i contribuenti dal peso di milioni di ore di lavoro banalmente distrutti per mere formalità contabili e amministrative.
Merita inoltre di essere evidenziato il comportamento delle banche centrali che pretendono di vantare come pubblico interesse la destinazione a “riserva” anche dei beni diversi dall’oro. La riserva aveva un significato quando la banconota era convertibile in oro a richiesta del portatore. È diventata ormai una ridicola sceneggiata per mascherare la truffa dell’emissione con cui la banca centrale consegue un arricchimento parassitario pari alla differenza – duplicata dall’equivalente prestito – tra costo tipografico e valore nominale della moneta.
Per quanto riguarda la destinazione d’interesse privato va precisato che ad ogni cittadino spetta all’atto dell’emissione la sua quota di “reddito monetario di cittadinanza” in attuazione del disposto del 2° co. dell’art. 42 della Costituzione che prevede l’accesso alla proprietà per tutti. Si realizza in tal modo un diritto della persona con contenuto patrimoniale non come elemosina di stato ma come acquisto della proprietà a titolo originario perché ogni membro della collettività contribuisce a creare il valore convenzionale della moneta per il solo fatto che l’accetta. Col reddito di cittadinanza si finanziano i produttori finanziando i consumatori che è l’unico modo razionale per evitare elargizioni di moneta in base a scelte arbitrarie e clientelari. Sostituendo all’oro il simbolo cartaceo la moneta nominale ha acquistato due qualità tra loro in contrasto anche se non incompatibili: la rarità programmata ed il costo nullo che hanno dovuto operare nell’esperienza della circolazione monetaria esasperando la separazione culturale tra quelli che sanno: i padroni del signoraggio monetario e quelli che non sanno: gli altri. In conclusione il quarto potere costituzionale deve essere concepito sulla finalità di restituire allo stato la funzione monetaria ed al popolo la proprietà della moneta. Questa riforma è diventata ormai indispensabile per uscire dall’asservimento al “signoraggio bancario” e dare inizio ad un regime di democrazia integrale in cui i popoli non abbiano solo la sovranità politica ma anche quella monetaria per vivere tempi nuovi a dimensione umana liberi dall’angoscia dell’insolvenza ineluttabile dei debiti non dovuti alla grande usura.

Papa Francesco:
"Io vedo la Chiesa come un ospedale da campo dopo una battaglia. "
AMICI questa affermazione del Papa è importantissima perchè riconosce che c'è stata ed è ancora in corso una battaglia e noi sappiamo che è iniziata con l'avvento della moneta-debito avvenuta oltre tre secoli fa ora l'usurocrazia ha conquistato il mondo.
Occorre capire che tutti i soprusi le vessazioni le persecuzioni le miserie i patimenti a danno dei popoli riconducono a piccoli gruppi di potere che hanno il controllo della moneta delle fonti di energia e quindi teoricamente invincibili.

Riteniamo che per rimanere coerente al Vangelo la Chiesa cattolica debba andare oltre la funzione “dell'ospedale da campo” deve individuare e far conoscere la causa delle battaglie e sostenere strategie che portano a vincere definitivamente la guerra contro l'Usura causa di tutti i mali.

Riprendiamoci la proprietà dei nostri soldi.

OGGI la NOSTRA MONETA nasce di PROPRIETA’ della banca che la emette prestandocela. Noi vogliamo che nasca di PROPRIETA’ dei CITTADINI e che sia ACCREDITATA ad ognuno come "REDDITO DI CITTADINANZA".

Per scrivere questa frase che è valida per tutte le monete in circolazione sono occorsi 36 anni di studi universitari ( tesi di laurea convegni ecc.) presso l'ateneo di giurisprudenza di Teramo e "La Sapienza" di Roma.

Poiché democrazia significa sovranità politica popolare il popolo deve avere anche la sovranità monetaria che di quella politica è parte costitutiva ed essenziale in un sistema di democrazia vera o integrale in cui la moneta va dichiarata a titolo originario di proprietà dei cittadini sin dal momento della sua emissione.

Giacinto Auriti.

Le parole di satana

Postato in Notizie essenziali  

La schiavitù monetaria: una mostruosità storica nata nel 1694 con la Banca d’Inghilterra

di Giacinto Auriti

Goethe affermava che “nessuno è più schiavo di chi si ritiene libero senza esserlo”. Questo principio è particolarmente valido nel sistema monetario vigente.

Il cittadino si illude di essere proprietario dei soldi che ha in tasca mentre ne è debitore. La banca infatti emette la moneta solo prestandola sicché la moneta circola gravata di debito.

Il segno della schiavitù monetaria è data dal fatto che la proprietà nasce nelle mani della banca o per meglio dire del banchiere ché emette prestando e prestare è prerogativa del proprietario.

La moneta invece deve nascere di proprietà del cittadino perché è lui che accettandola ne crea il valore; tanto è vero che se si mette un governatore a stampare moneta in un isola deserta il valore non nasce perché mancando la collettività viene meno la possibilità stessa della volontà collettiva che causa questo valore. Come ogni unità di misura (e la moneta è la misura del valore) anche la moneta è una convenzione.

Quando la moneta era d’oro chi trovava una pepita se ne appropriava senza addebitarsi verso la miniera. Oggi al posto della miniera c’è la banca centrale al posto della pepita un pezzo di carta al posto della proprietà il debito.

Non si può comprendere come sia stata possibile questa mostruosità storica (nata nel 1694 con la Banca d’Inghilterra e con l’emissione della sterlina) se non si muove dalla definizione della moneta strumento (sterco) del demonio. La verità di questa definizione è stata avvertita anche da S. Francesco d’Assisi quando vietava ai padri questuanti di ricevere oboli in moneta. Noi ora ne dimostreremo la piena fondatezza sulla base delle stesse parole di Satana che stanno nel Vangelo.

Satana nel Vangelo parla tre volte. Dopo il digiuno di Cristo nel deserto Satana Gli dice: “Tramuta le pietre in pane”. Per lo più queste parole sono interpretate nel senso di considerarle come tentazione in quanto Cristo era affamato e mangiare pane sarebbe stato motivo della tentazione. Questa interpretazione non è accettabile perché la tentazione è sempre relativa ad un peccato e mangiare pane dopo quaranta giorni di digiuno è moralmente ineccepibile.

Dunque la giustificazione delle parole di Satana va intesa diversamente e chi ci dice come interpretare le parole di Satana è proprio Cristo quando rispondendo a Satana afferma (Mt. 44): “Sta scritto non di solo pane vive l’uomo ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”.

Ciò che sorprende in questa frase di Gesù è la novità della proposta mai considerata dai teorici dell’interpretazione di dedurre il significato delle parole non dalla loro espressione letterale ma dalla bocca che le pronuncia. Quelle parole erano uscite dalla bocca di Satana; sicché per interpretarle esattamente va considerata l’ipotesi peraltro assurda che Cristo avesse accettato l’invito di Satana e trasformato le pietre in pane. In tal caso avrebbe potuto ben dire a Cristo: "Tu puoi mangiare pane per mio merito perché io Ti ho dato il consiglio di trasformare le pietre in pane.” Quindi Cristo sarebbe stato trasformato da “padrone” a “debitore” del Suo pane.

A ben guardare questa ipotesi si verifica puntualmente nell’emissione della moneta nominale. Quando la banca centrale emette moneta prestandola induce la collettività a crearne il valore accettandola ma contestualmente la espropria ed indebita di altrettanto esattamente come Satana avrebbe fatto se Cristo avesse accettato l’invito di trasformare la pietra in pane. Se si mette al posto della pietra la carta ed al posto del pane l’oro al posto di Satana la banca si riscontrano nella emissione della Sterlina oro-carta e di tutte le successive monete nominali tutte le caratteristiche della tentazione di Satana.

Con la costituzione della Banca d’Inghilterra e del sistema delle banche centrali tutti i popoli del mondo sono stati trasformati da proprietari in debitori ineluttabilmente insolventi del proprio denaro. La banca infatti prestando il dovuto all’atto dell’emissione carica il costo del denaro del 200%. L’Umanità è così precipitata in una condizione inferiore a quella della bestia. La bestia infatti non ha la proprietà ma nemmeno il debito.

È gran tempo ormai che si comprenda che tutti possono prestare denaro tranne chi lo emette. Con la moneta debito l’Umanità è stata talmente degradata che non a caso si è verificato il fenomeno del “suicidio da insolvenza” come malattia sociale che non ha precedenti nella storia. Ciò conferma la Profezia di Fatima: “I vivi invidieranno i morti”.

Non si possono valutare esattamente le tentazioni di Satana se non le si considerano nel loro contesto globale. Particolarmente significativa in questo senso è la terza tentazione (Mt. 4 8-9):

“… Gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro magnificenza poi disse a Gesù: tutto questo io Ti darò. Se Ti prostri e mi adori”. Adorare prostrati significa mettere Satana sull’altare al posto di Dio. Ciò spiega perché gli adoratori di Satana contestano fondamentalmente e necessariamente l’Eucarestia Cattolica.

La circostanza che il Protestantesimo si sia basato sulla contestazione dell’Eucarestia Cattolica ed abbia promosso la costituzione delle banche centrali come promotrici della moneta-debito parla da se. Non a caso il parlamento inglese approva nel 1673 il Test Act: l’editto con cui viene dichiarata illegittima l’Eucarestia Cattolica e la Transustanziazione.

Non a caso nel 1694 viene fondata la banca d’Inghilterra che emette la sterlina sulla regola di trasformare il simbolo di costo nullo in moneta inaugurando l’era dell’oro-carta.

Non a caso nasce la subordinazione del potere religioso a quello politico quando il re d’Inghilterra diventa anche capo della religione protestante anglicana sovvertendo l’ordine gerarchico del Sacro Romano Impero per cui l’autorità politica era autonoma ed eticamente subordinata alla sovranità religiosa.

Non a caso quando il protestantesimo entra in Europa continentale non fonda una chiesa ma una banca: la Banca Protestante il cui presidente il Neker diventa consigliere di Luigi XIV.

Non a caso tutte le monarchie cattoliche della vecchia Europa si disintegrano perché si indebitano senza contropartita verso i banchieri per la moneta satanica da questi emessa a costo nullo e che gli stessi re avrebbero potuto emettere gratuitamente per proprio conto senza indebitarsi.

Non a caso in Svizzera vige la regola di essere ad un tempo “banchieri” e “protestanti”.

Non a caso la differenza essenziale tra Sacro Romano Impero e Commonwealth Britannico è la moneta. Lì il portatore è proprietario delle moneta qui è debitore.

Non a caso dopo aver tolto Dio dall’altare con la negazione dell’Eucarestia Cattolica e fondata la banca d’Inghilterra il Commonwealth raggiunge nel 1855 una estensione di 22 milioni e 750 mila chilometri quadrati. Oggi tutto il mondo è Commonwealth. Tutto il mondo è “colonia monetaria”.

Satana principe di questo mondo è una persona seria: mantiene le promesse fatte a fin di male. Dopo che il male è stato fatto concede ai suoi adoratori il dominio su tutti i popoli del mondo.

Su queste premesse ci si spiega anche la tentazione di Satana quando esorta Cristo a gettarsi dalla cima del tempio della Città Santa. Chi è padrone di tutto il mondo e di tutto il denaro del mondo o perché lo possiede o perché ne è creditore non desidera sovranità e ricchezza perché già le possiede ma ha sete di vanagloria. Si giustifica così anche questa tentazione.

Postfazione di Giacinto Auriti al libro di Bruno Tarquini -

LA BANCA LA MONETA E L'USURA La Costituzione tradita -

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LA VITA DELLA MADONNA Secondo Suor Anna Caterina Emmerick
agosto 20 2012 Stella del Cielo LA VITA DELLA MADONNA Secondo Suor SAnna Caterina EmmerickD


                                                   LA VITA DELLA MADONNA
 Secondo le contemplazioni
della pia Suora STIGMATIZZATA
Anna Caterina Emmerick
Dai Diari di Clemente Brentano – (Compreso il periodo della vita e della Passione di Gesù)

PARTE INTRODUTTIVA
Esortazione di San Bernardo a rivolgersi alla Madonna E il nome della Vergine era Maria”. Diciamo qualche parola su questo nome che si traduce come “Stella del mare” e che conviene perfettamente alla Vergine Maria. La si compara a ragione ad un astro che diffonde la sua luce senza diminuire d’intensità così come la Vergine partorisce suo Figlio senza perdere nulla della sua purezza verginale. I raggi non diminuiscono la luminescenza dell’astro ed il Pi­glio non toglie nulla all’integrità della Vergine. Ella è questa nobile stella uscita da Giacobbe i cui raggi illu­minano l’universo intero brillano nei cieli e penetrano fin negli abissi. Ella irradia la terra riscalda le anime anziché i corpi favo­risce lo sviluppo delle virtù e consuma i vizi. Ella è questa stella bella e meravigliosa che indispensabile doveva levarsi al di sopra del mare immenso con la brillantezza dei suoi meriti e la luce del suo esempio. Chiunque tu sia in questo mare che è il mondo tu che piut­tosto che calcare la terra ferma ti senti sballottato quaggiù nel mezzo di uragani e tempeste non distogliere mai i tuoi occhi dalla luce di quest’astro se non vuoi vederti subito sommerso dai flutti della marea. Se il vento delle tentazioni ti assale se gli scogli della sventura ti si parano davanti guarda la Stella rivolgiti a Maria. Se la collera l’avarizia la seduzione della carne sballottano la fragile barca della tua anima rivolgi il tuo sguardo a Maria. Quando tormentato dall’enormità e dall’atrocità delle tue col­pe vergognoso per le sozzure della tua coscienza terrorizzato dalla minaccia del giudizio cominci ad essere afferrato dal baratro del­la tristezza e dall’abisso della disperazione pensa a Maria. Nei pericoli nell’angoscia nell’incertezza invoca Maria. Che il suo nome mai abbandoni le tue labbra ed il tuo cuo­re. E per ottenere il sostegno della sua preghiera non cessare di imitare l’esempio della sua vita. Seguendola non ti smarrirai; pregandola non conoscerai la di­sperazione pensando a Lei non ti sbaglierai. Se Ella ti sostiene non affonderai; se Ella ti protegge non avrai timore di nulla; sot­to la sua guida non temere la fatica; con la sua protezione rag­giungerai il porto. Tu proverai allora con la tua personale espe­rienza con quale verità siano state dette quelle parole: “11 nome della Vergine era Maria”.

Note esplicative del curatore della versione italiana
La prima raccolta delle visioni della Veggente di Dùlmen fu curata e pubblicata da Clemente Brentano nel 1833: “La Dolorosa Passione di Nostro Signore Gesù Cristo”. In seguito il poeta preparò le altre due raccolte principali: “La vita di Nostro Signore Gesù Cristo” e “La vita della Madonna”. Le medesime non furono pubblicate dal “pellegrino” perché lasciò questa terra. “La vita della Madonna” fu curata invece dalla moglie di Cri­stiano Brentano (il fratello di Clemente) con l’aiuto di un erudito conoscente biblista e mariologo. La prima edizione potè così uscire nel 1852 a Monaco di Ba­viera1 presentando però un vuoto nella vita di Maria Santissima: dall’infanzia alla Passione di Gesù. Per tale ragione “La vita della Madonna” nelle versioni tede­sche assume carattere di completamento delle due raccolte prece­denti. Chi scrive invece ha fatto l’inverso curando la presente ver­sione italiana in modo che comprendesse tutte le visioni Mariane della Veggente citate nei Diari del “pellegrino Inoltre per mantenermi fedele allo spirito del titolo ho riman­dato alle altre pubblicazioni tutte le visioni della Serva di Dio che sconfinano troppo nell’Antico Testamento e nella Vita di Gesù. Solo quand’è stato necessario ho riportato episodi marginali o com­plementari alla vita della Madre di Dio che la toccano però nel­l’ideale nel simbolismo o la
riguardano strettamente da vicino come la vicenda dei Magi dove mi sono permesso un ap­profondimento. Per rendere più chiaro e discorsivo il contesto biblico e stori­co dell’epoca di Maria Santissima ho creduto opportuno corredare il volume con note e approfondimenti tratti dalla bibliografia cita­ta. Gli interventi del Brentano ed altre citazioni sono in corsivo per meglio distinguerli dalla narrazione vera e propria della Veg­gente sulla vita di Maria. Spero solo di aver fatto cosa gradita ai lettori e a tutti i fede-li di Suor Anna Caterina Emmerick e della Madre di Dio. Con un sincero sentimento di gratitudine verso l’Editrice Ancilla che ci ha concesso quest’occasione. Amburgo 9 febbraio 1997.

Vincenzo Noja. Particolarità delle visioni trattate
Questa “Vita della Madonna” è frutto delle visioni avute dalla venerabile Suora particolarmente nelle diverse ricorrenze dell’ottava dell’Immacolata Concezione di Maria; quando cioè Suor Emmerick entrava negli stati estatici. Tali visioni furono raccolte e messe in­sieme dal poeta Clemente Brentano. Le medesime non seguono perciò il corso della vita della Santa Vergine così come siamo abituati a leggere nel modello evangeli­co e storico nelle altre numerose biografie ufficiali e ufficiose di Maria Santissima ma seguono il filo proprio della sua Vita “inte­riore” e della sua predestinazione nel mondo e per il mondo. Le contemplazioni mariane di Suor Emmerick gettano una luce intensa sui misteri magnifici degli antefatti della preparazione della venerazione e dell’elezione di questo Vaso sublime scelto da Dio onnipotente. Al lettore attento non sfuggirà che in alcuni punti del libro il linguaggio è al presente questo avviene quando Anna Caterina Emmerick parla in stato di estasi. Ci è sembrato giusto introdurre le visioni con la preghiera di Anna Caterina Emmerick alla sua Mamma celeste. Una preghiera che noi tutti dovremmo imitare per uscire dal dolore della nostra miserabile esistenza interiore e dalle tenebre del mondo affidandoci alla misericordia della Madre di Dio e a Gesù Cristo “Porta dell’umanità”

La Preghiera di Anna Caterina Emmerick alla Mamma Celeste:
“O Madre del Salvatore! Tu sei Mamma mia per due ragioni: perché tuo Figlio mi diede a Te come Madre quando disse all’apostolo S. Giovanni: “Ecco tua            Madre!” e perché inoltre mi sono sposata con lo stesso Figlio tuo; adesso dopo aver disobbedito al mio Sposo e al tuo Figliolo m~ vergogno di comparire alla sua presenza. Abbi dunque compassione di me poiché il tuo cuore materno è tanto generoso! Digli che mi perdoni poiché a Te Egli non rifiuterà alcuna grazia nemmeno quella di perdonarmi.”

Un trattato di viva mistica Mariana
Senza voler precorrere le decisioni della Santa Madre Chiesa non si può ignorare che le contemplazioni della Veggente di Dùlmen sviluppano e arricchiscono la nostra conoscenza sulla vita terrena della Santa Vergine Maria. Possono essere paragonate solo alle visioni di Maria Agreda e Teresa di Konnersreuth e anche quelle di Santa Brigida di Sve­zia. Si potrebbe forse dire che le medesime costituiscono un trat­tato di viva mistica Mariana. Pur non avendo pronunciato ancora un parere definitivo sul carattere soprannaturale delle visioni di Anna Caterina Emmerick la Chiesa Cattolica concede da oltre centocinquant’anni l”‘Im­primatur” ecclesiastico il nullaosta per tutti gli scritti e le traduzio­ni che riportano le visioni e la vita della pia Suora non riscon­trando nel carattere generale di queste contemplazioni alcuna con­traddizione con l’insegnamento e la Dottrina cristiana della fede cattolica.

Dichiarazione del Vescovo di Mùnster
“Ho appreso da Roma che Paolo VI ha confermato il 18 mag­gio 1973 la decisione della Congregazione per la Dottrina della Fede di riprendere il processo di beatificazione della Serva di Dio Anna Caterina Emmerick. In quest’epoca di rinnovata barbarie del nuovo paganesimo dedita alla venerazione del dio mammona (quello del denaro per intenderci) tutta rivolta alle scoperte scientifiche sempre più sofi­sticate dove l’ideale del cuore e dell”‘umano” sono sacrificati in­teramente all’ideale faustiano di potenza noi abbiamo bisogno di rivolgere un pensiero profondo a questa Martire e Sorella spirituale che già decise di sacrificarsi per tutte le anime del mondo e del Purgatorio con le quali in modo particolare ebbe rapporti profon­di ed offrì loro quotidianamente suffragi preghiere aspre peniten­ze e opere buone. Ci appelliamo a lei e al suo misericordioso intervento affin­ché molte creature ancora oggi come già fu al suo tempo possa­no riconciliarsi con Nostro Signore Gesù Cristo per mezzo dell’in­tercessione della Santissima Vergine Maria (la quale fu tanto ama­ta da Anna Caterina Emmerick). La pia Suora agostiniana resterà la “Croce sulla Via” per quanti vorranno salvarsi e trovare in lei consolazione ed orientamento sul cammino verso la Patria Celeste. In nome di Gesù Cristo.

Citazioni
La stigmatizzata Teresa Neumann mistica tedesca disse della Emmerick al tempo di Pio XI: “Questo Papa non dirà nulla di Lei; Pio XII dirà poco ma i suoi successori ne parleranno molto. Verrà il tempo in cui ella sarà agnificata di una esaltazione glo­riosa. Sarà coronata con le anime serafiche che circondano Cristo perché possedeva i segreti del Re”.
D. Gueranger Abate di Solesmes: Nelle sue rivelazioni non vi sono contraddizioni con la verità della Bibbia e nemmeno con la tradizione orale della Chiesa. Esse completano meravigliosamente le Sacre Scritture e la storia ec­clesiastica; chiariscono i punti oscuri spiegati ancora insufficientemente dai teologi e dagli esegeti. Quello che sorprende della Emmerick e persuade di quanto disse èla ricchezza inesauribile che sorpassa ogni supposizione umana a riguar­do della vita di Gesù e di Maria. Davanti a questa meravigliosa e inesauribile opera non si può non esclamare: “Qui c’è il dito di Dio! Lei compie una grande missione”.
Il Cardinale Gibbons (1834-1921) così attestò: “Papa Pio IX aveva delle visioni di Suor Anna Caterina un così alto concetto che le ftce tradurre dal testo originale tedesco (Dolorosa Pas­sione di Nostro Signore Gesù Cristo). Notizia del vicepostulatore della causa di Beatificazione di Anna Caterina Emmerick4 Parroco Dr. Clemens Engling Dùlmen: “Herr Festring (Presidente della Commissione Vescovile – Emmerick) ed io restammo dal 15 al 18 novembre a Roma per ricevere informazio­ni sulla reale possibilità della Beatificazione di Anna Caterina Emmerick. Ci recammo per questo motivo da Padre Ambrosio Eszer e dal Postulatore Padre Rojo nella Casa Generalizia degli Agostiniani. Entrambi ci infor­marono che le possibilità per la Beatificazione di Anna Caterina Emme­rick sono concrete. In questo periodo la cosiddetta “Positio” la documentazione di Pa­dre Adam viene attentamente esaminata a Roma. I due Padri ci esorta­no ad inviare sollecitamente a Roma ogni documentazione attendibile che tratti tutte le preghiere esaudite e i risultati con i quali eventualmente si possa attestare un miracolo o una grazia avvenuti per intercessione della pia Suora Anna Caterina Emmerick. A questo punto rivolgo la mia preghiera a tutti i fedeli e in parti­colare ai devoti di Suor Emmerick di informarmi subito nel caso entras­sero in possesso di significative informazioni a riguardo”.
Il Conte Leopold Stolberg dopo la visita a Suor Emmerick scriveva le sue impressioni alla moglie Sofia: “Il suo fisico è delicato il suo viso piacevole e si può percepire uno spirito vivo e sensibile. Questa Suora che ha lavorato duramente ed ha pascolato pecore e munto mucche nella sua infanzia parla con voce fine e delicata e si esprime sulla religione in una lingua così nobile che non avrebbe mai potuto imparare in un convento. Si esprime non solo con consapevolezza ma con uno spirito elevato. Il suo sguardo pieno di spiritualità la sua sapienza chiaramente il­luminata e il suo profondo amore si respirano in tutto ciò che dice. Lei parla sottovoce ma con una voce chiara e pura
Papa Giovanni Paolo Il rende omaggio a Suor Emmerick: Durante il suo secondo viaggio in Germania il i e 2 maggio 1987 il Santo Padre visitò la città e il vescovado di Mùnster. Dopo la Santa Messa e il discorso ai fedeli il Papa si recò a pregare sulla tomba del vescovo e cardinale Clemente Augusto conte di Galen. Nella prima parte del suo discorso egli rese omag­gio pubblico ad Anna Caterina Emmerick con queste parole: “…Sebbene molti altri nomi potrebbero essere citati io mi ricordo in questo momento della Suora Anna Caterina Emmerick che ci mostra con la sua particolare vocazione mistica il valore del sacrificio e della sofferenza in unione con il Signore Crocifisso”.
Paul Claudel poeta francese morto il 23.2.1955 all’età di 87 anni nella sua autobiografia intitolata “La Conversione” così scri­ve: “Le Sacre Scritture” la “Divina Commedia” di Dante e i meravi­gliosi racconti celesti di Suor Emmerick sono le opere che mi hanno aiu­tato a convertirmi sinceramente alla fede cattolica
Clemente Brentano: “Povero cuore il suo perché circondato da una corona di spine! Come sono strani quanti le stanno intorno! La osservano e la spiano! Soffre immensamente per avvenimenti che avvengono lontano da lei! Ma come si mantiene serena anzi allegra! Io quindi nel guardarla posso constatare come sono miserabile…”.
Negli ultimi giorni di vita Suor Emmerick terminò le visioni sulla Vita e la Passione di Gesù mentre si fece vivo sempre più il contatto con la Santa Vergine: “Chi onora la eccelsa Madre di Dio sarà favorito da Lei che intercederà per i suoi devoti presso il Divin Figliolo. Durante le tentazioni conviene mettersi quest’immagine sul petto”.                

PROFILO BIOGRAFICO DELLA VEGGENTE

Preambolo
L’esistenza terrena della pia Suora agostrniana Anna Caterina Emmerick colpisce in primo luogo perché fu profondamente intrisa in Cristo e il suo sentimento devozionale Mariano è conosciuto come molto profondo. Più di tutti i doni mistici con i quali Anna Caterina Emme­rick fu privilegiata risaltano particolarmente la scienza infusa da Dio (discernimento delle reliquie dei Santi e delle erbe medicinali; l’unione spirituale con le altre anime della terra e del Purgatorio la veggenza e le sue innumerevoli visioni bibliche) ma quello che più sorprende fu proprio la sua simbiosi cristica. L’unione mistica di Suor Emmerick alla crocifissione alla Passione e agli insegna­menti di Gesù è attestata dal simbolo e dal privilegio sublime delle sante stigmate. Sembra che la pia Suora sia vissuta fin dalla nascita nello stato contemplativo di Dio fu cioè per predisposizione naturale un Vaso di elezione strumento della Coscienza universale Divina. Come ci dimostra la sua storia espiatoria per le anime del mondo e del Purgatorio. Questa penetrazione interiore di Gesù Cristo in lei fu certo dono della Mamma Celeste la quale apparve spesso con il Santo Bambino alla Serva di Dio per istruirla e consolarla nel suo difficile e tanto sofferto cammino. Anna Caterina nacque proprio nella ricorrenza della nascita della Madonna l’8 settembre 1774 nella comunità contadina di Plamske (Coesfeld/Westfalia). La sua nascita in questo giorno fu interpretata dai credenti come un segno celeste e segnerà la vita della Veggente in un pro­fondo legame interiore con la Santa Vergine. La venerabile Suor Emmerick soffrirà gli stessi dolori che la Madre di Dio ebbe a patire sotto la Croce e ne percorrerà misticamente e in tutti i detta­gli la vita. “Fin da fanciulla i miei pensieri erano rivolti al presepe con il bam­bino Gesù e alla Madre di Dio. Spesso mi sento ferita perché non si racconta quasi nulla e si è scritto così poco sui progenitori della Madre di Dio”. In questo modo la Mistica di Dùlmen si lamentava con il poeta Brentano. Anna Caterina Emmerick vide la Regina del cielo già nella sua infanzia come una donna santissima maestosa e benevola che le correva incontro per i campi la proteggeva e le conduceva il Fi­gliolo Divino sotto diverse forme. La Serva di Dio nacque in un’epoca travagliata dal fanatismo antireligioso dei fautori della “dea ragione” e sembra scelta da Dio quale suo strumento per testimoniare l’eternità dei valori cristiani dell’umanità e il trionfo dello Spirito Santo sulla materia e sulla secolarizzazione del mondo. Era una caratteristica della condotta interiore della Veggente di non dedicare mai le sue preghiere e gli eserdzi espiatori a sin­gole persone o a se stessa bensì sempre e solo per la consolazio­ne delle pene emergenti. In questo caso la sua preghiera diveniva utile rappresentando un’immagine oppure un simbolo. La pia Suo­ra offriva i propri dolori e gli esercizi di penitenza per i peccati del mondo e a beneficio di tutta la Chiesa di tutti i sofferenti e per le anime del Purgatorio con le quali fu fin da fanciulla par­ticolarmente legata5. Esercizi preferiti della sua infanzia furono infatti l’incessante preghiera per i sofferenti e la rinuncia al mon­do e alle cose dei sensi: “Io ho sempre percepito che Gesù Cristo è il Corpo di tutti e tutti portiamo i dolori degli altri. Ho sempre pregato Gesù di farmi avere abbastanza dolori per pagare le pene ed i dolori del prossimo”. La Santa Madre Chiesa si sorregge sul suolo fertile bagnato dal sangue mistico dei Martiri dei Mistici e delle Santità cristiane di tutti i tempi. Alle soglie del terzo millennio la Chiesa cattolica nonostante le cadute gli scismi le proteste e le molteplici conte-stazioni che porta nel seno della sua lunga storia può vantare grazie al patrimonio indissolubile delle molteplici eroiche virtù di costoro una saldezza incontestabile che affonda le sue radici fino ai confini della terra. Noi crediamo che pure Anna Caterina Emme­rick si accompagni a queste gernme spirituali che incastonano la corona del Corpo mistico di Cristo e della Chiesa di Dio.

LA VITA
La pia pastorella fu la quinta dei nove figli di Anna Hiller e Bernard Emmerick famiglia contadina e povera ma ispirata ai più profondi principi cattolici e religiosi. Caterina poteva ricordare il giorno della sua cerimonia batte­simale quando dinanzi agli occhi interiori vide l’Angelo custode e la Santa Vergine con il bambino Gesù come anche le sue Sante protettrici: Anna e Caterina. Nel 1786 ricevette la prima Comunione con gran fervore e vide accanto a sé Santa Cecilia e la sua Patro­na Santa Caterina. Da allora la futura Suor Emmerick fu privilegiata sempre più dalle numerose visioni e contemplazioni che l’accompagnarono fino al momento del trapasso. La Veggente partecipò nel suo intimo più profondo ripercorrendone quasi i passi alla vita biblica di Nostro Signore Gesù Cristo a quella dei progenitori e dei genitori della Madonna Anna e Gioacchino e poi della Santa Vergine degli Apostoli degli Angeli e dei Santi. La piccola e umile Suora fu accompagnata nei suoi viaggi nel Purgatorio dall’Angelo custode e fu sollevata dalle sue sofferenze dalle anime di Chiara da Montefalco Giuliana di Liegi Sant’Igna­zio di Loyola Sant’Agostino il fondatore dell’ordine religioso a cui lei appartenne Santa Rita e tante altre sante Anime che accorsero spesso al suo capezzale per incoraggiarla a patire nel modo più giusto. L’umile pastorella e poi sarta mai si era sentita attratta dalla vita secolare. Aveva sempre sognato di entrare in convento per consacrarsi tutta a Dio. La sua condizione miserabile non le per­metteva però di soddisfare quest’aspirazione sacrificale. Infine quasi in virtù di un prodigio il 13 novembre 1803 potè pronunciare i voti come monaca agostiniana ed entrare a 28 anni nel convento di Agneteberg. La via del convento le era stata indicata da una visione mol­to chiara: Anna Caterina vide un Santo e due Suore beate diriger­si al suo letto dopo averle consegnato un grande libro dorato con fogli dai caratteri rosso e oro somigliante ad un messale di chie­sa il Santo le disse: “Se tu leggerai questo libro apprenderai tutto ciò che è necessario a una monaca”. Poi il santo corteo sparì la­sciandole il libro in latino una lingua che Anna Caterina non ave­va mai studiato ma tuttavia comprendeva bene per grazia divina. Come nella vita laica anche nella vita religiosa consacrata esi­stono illusioni e pesanti frustrazioni; i patimenti e le incom­prensioni nel convento e la sua costituzione delicata favorirono certamente lo sviluppo dei suoi mali. Si unì a questi un incidente domestico a causa dei servizi pesanti che le venivano affidati dal­le sue superiori e che svolgeva volentieri. A questo punto bisogna sapere che il convento di Agneteberg era abbastanza povero e non poteva permettersi di accogliere per­sone di umili condizioni che non potevano badare al proprio man­tenimento. Per tale ragione Anna Caterina fu più volte rifiutata e alla fine venne ammessa solo al seguito e per volontà di una conoscente benestante entrata anch’essa in convento. Fu però trat­tata dalle consorelle spesso come una serva. Inoltre nonostante si fosse sempre preoccupata di celarle le grazie mistiche si facevano sempre più evidenti e finirono per provocare la gelosia seppur in­conscia delle altre consorelle. Sebbene Suor Emmerick fosse con­sapevole di questa situazione pregò sempre per tutte e nei loro confronti si mantenne sempre sinceramente umile. Anche se la vita conventuale le diede queste mortificazioni il suo animo buono e la vicinanza della presenza di Dio l’aiutarono a superarle e ad accettarle con cristiana accettazione. Infatti nel periodo trascorso nel convento di Agneteberg la pia Suora fu molto felice. Durante le malattie Suor Ernmerick si curava con le erbe medi­cinali che conosceva abbastanza bene; pur accontentando d’altra parte il medico del convento il quale con i suoi farmaci non fa­ceva altro che aggravarla. Nel 1811 per disposizione napoleonica si procedette alla chiusura di tutti i conventi e delle case religio­se tra questi fu chiuso anche il convento agostiniano di Agnete­berg. Il buon confessore di Anna Caterina Padre Lambert Martin portò con sé la pia Suora e la sistemò debole e molto malata in una stanzetta presso una vedova devota. Come abbiamo già det­to la sua missione espiatrice sulla terra e la sua devozione a Dio meritò il sigillo celeste delle sante stigrnate che la Emmerick ten­ne in stretta riservatezza finché le fu possibile. In particolare la Serva di Dio è famosa per la croce sul petto apparsa il 28 agosto 1812 e sanguinante ogni mercoledì la noto­rietà involontaria che ne provenne costò alla mistica Suora ancor più sofferenze ed umiliazioni. Infatti Anna Caterina fu sottoposta a numerose indagini da parte di commissioni d’inchiesta ec­clesiastiche e laiche che si succedettero per accertare la veridicità delle manifestazioni mistiche e dell’assenza assoluta di alimenti per lunghi periodi. Tutte le commissioni istituite perfino una laica pre­sieduta da un massone nonostante l’impegno per accertame il con­trario non poterono che documentare l’autenticità soprannaturale e prodigiosa di queste manifestazioni. I sistemi usati dalle suddette commissioni per accertare una verità che volevano sfuggire a tutti i costi toccarono la vera crudeltà (perfino spingendo le dita nelle piaghe). Anche i Diari del medico curante della Veggente poi divenu­to suo devoto il dott. F. W. Wesener provano infatti l’assoluta as­senza di alimentazione e il naturale sanguinamento delle sacre Stig­mate. Profondi devoti ma anche alcuni curiosi accorsero a Dulmen per visitare la mistica Suora che aveva tanto fatto parlare di se. Tra i primi ci furono noti personaggi del mondo ecclesiastico e della cultura come anche tanta gente semplice che dimostrava un vero sentimento devozionale per la pia Suora; ne citiamo appena alcuni: Bernhard Overberg il conte F. Leopold Stolberg scrittore e traduttore i fratelli Brentano Achim von Arnim Luise Hensel Monsignor Ciamberlani il futuro vescovo di Liegi Cornelio van Bommei ecc. Anna Caterina continuava a soffrire inchiodata al letto con il corpo ancora in questo mondo mentre con lo spirito viveva in comunione perenne con i Misteri Divini. Dal 1819 fino al momento del suo trapasso nel 1824 le visioni di Suor Emmerick furono an­notate su sedicimila pagine dal famoso poeta del Romanticismo te­desco Clemente Brentano. Egli abbracciò questo compito come mis­sione divina convertendosi da una vita disordinata e mondana al più fervente cattolicesimo. La pia Suora l’aiutò a convertirsi e a confessarsi bene per dedicarsi con tutto l’animo a Dio. Il poeta che poi Caterina avrebbe chiamato “il pellegrino” (pellegrino su questa terra in cammino verso la Patria celeste) se­dette quasi ininterrottamente al suo capezzale per circa sei anni e annotò tutto quanto la pia Suora esternava. Durante le estasi mi­stiche la Emmerick parlava prodigiosamente in aramaico latino e altre lingue dell’antichità come anche in stretto dialetto vestfalico. Spesso infatti Clemente Brentano fu costretto a consultare un ami­co teologo studioso di lingue antiche all’università di Berlino o gente del luogo per quanto riguarda le frasi dialettali. L’enorme materiale raccolto venne ordinato dal Brentano e poi pubblicato nel seguente modo:
1) La Dolorosa Passione di Nostro Signore Gesù Cristo; 2) La Vita di Nostro Signore Gesù Cristo; 3) La Vita della Santa Vergine Maria; 4) Le Visioni sulle anime del Purgatorio la Chiesa trionfante pur­gante e sofferente la Comunità dei Santi gli Angeli Custodi; 5) Le Visioni sui Misteri dell’Antica Alleanza. Queste furono le raccolte principali; seguirono poi delle anno­tazioni sparse minori come Gli Insegnamenti di Gesù. Anche il dott. Wesener il decano Resing e Padre Overberg raccolsero alcune vi­sioni di Anna Caterina Emmerick. Nel 1842 dopo aver sistemato le raccolte e curata direttamente pubblicazione del libro La Dolorosa Passione Clemente Brentano morì. Aveva appena finito quello che sembrò il suo compito sulla terra: mettere in forma scritta le visioni della pia Suora. Il 9 febbraio 1824 alle ore venti e trenta circa Anna Cateri­na sposa mistica di Cristo lasciò il corpo fisico segnato dai dolo­ri della sua Passione e finì nell’eterno abbraccio del Signore. La sua esistenza terrena sembra essere stata il simbolo del suo insegnamento profònd6 per gli uomini di tutti i tempi. Questo è raccolto nelle sue poche e semplici parole come lei fu piccola e semplice: “Tutti portiamo anche i dolori degli altri”. Noi speriamo che questo suo insegnamento possa aprire i nostri cuori alla vera devozione cristiana.

LA MADONNA Notizie biografiche (dai canoni ufficiali)
Maria deriva quasi certamente dall’aramaico e significa “ama­ta da Dio”. Senza concorso d’uomo concepisce Gesù annunziato dall’ar­cangelo Gabriele che la proclama la “piena di grazia” (cfr. Lc 126-38). Visita la parente Elisabetta moglie di Zaccaria da sei mesi incinta di Giovanni Battista. Da quest’incontro ha origine il Magni­ficat che esprime la gioia sua e della discendenza di Abramo. Per osservare l’editto di Augusto di censimento per tutto l’Im-pero Romano parte di nuovo con lo sposo per la Giudea e a Betlemme in una grotta da alla luce Gesù. Otto giorni dopo Maria e Giuseppe si recano al tempio di Ge­rusalemme per consacrare il Neonato. Qui incontrano Simeone sacerdote pio e giusto il quale predice a Maria alludendo alla Pas­sione di Gesù che una spada le avrebbe trafitto l’anima “perché sia-no svelati i pensieri di molti cuori” (cfr. Lc 233ss). Il re Erode che vuole uccidere Gesù costringe la famiglia a fuggire in Egitto dove questa rimane fino alla morte del tiranno. Invece di tornare a Betlemme territorio del tiranno Archelao figlio e successore di Erode Giuseppe conduce il Santo Bambino e sua Madre a Nazareth compresa nella giurisdizione del tetrarca Antipa (cfr. Mt 213-23). Ogni anno Maria si reca al tempio di Gerusalemme dalla Ga­lilea. Gesù ha dodici anni quando una volta Ella lo smarrisce dopo affannosa ricerca lo ritrova nel tempio dove sta discutendo tra i dottori della Legge (cfr. Lc 241-52). Dopo lunghi anni trascorsi nella vita domestica umile e tran­quilla la rivediamo a Cana di Galilea ad un banchetto nuziale dove sollecita Gesù a compiere il famoso prodigio del vino. Il Redentore è ormai trentenne. Segue Gesù nella predicazione con altre pie donne e i disce­poli confusa tra la folla (cfr. Gv 212; Lc 1127-28; Mt 1246-50) finché la ritroviamo sul Calvario dove agonizzante di dolore rice­ve Giovanni per figlio ed è affidata a questo come Madre (cfr. Gv 1925-27). La sua ultima comparsa è nel Cenacolo di Gerusalemme rac­colta in preghiera insieme con gli Apostoli quale Madre del pri­mo nucleo della Chiesa nascente (cfr. At 114). Per le circostanze della sua vita dopo la morte di Cristo e della sua morte i libri del Nuovo Testamento tacciono. La lettera­tura apocrifa dal Il al VII secolo invece è ricca di dettagli biogra­fici. Solo dal Protovangelo di Giacomo sappiamo che i genitori di Maria si chiamano Gioacchino ed Anna.
La vita della Madonna secondo le Contemplazioni di Anna Caterina Emmerick

PARTE PRIMA

LA PROMESSA SI COMPIE
“L’anima mia magnifica il Signore… perché… grandi cose ha fatto in me…” (Lc ~ 46-49)

Capitolo I

VISIONI SUGLI ANTENATI DELLA MADONNA
I – In generale sui progenitori della Madonna e di Sant’Anna.  2 – I Progenitori di Sant’Anna: gli Esseni – Abiti sacerdotali presso gli Esseni -Le scuole del tempio – I fiorellini di San Luca – Notizie intorno agli Esseni. 3 – La nonna di Anna si consulta con il Proftta del monte Oreb – L’ap­prossimarsi della nascita della Santa Vergine Maria.  4 – Gioacchino di­sprezzato nel tempio ritorna al suo gregge.  5 – Anna accoglie l’annuncio della fecondità e si reca al tempio – L’Angelo del Signore scrive il nome “Maria”.  6 – Gioacchino consolato dall’Angelo si reca ancora una volta al tempio con nuove offerte sacrzficali.  7 – Gioacchino riceve la benedizione dell ‘Alleanza. 8 – Gioacchino ed Anna si incontrano sotto la “porta d’oro”  - Nota esplicativa sulla Concezione della Santissima Vergine Maria.  9 -La rigenerazione dell’umanità mostrata da Dio agli Angeli.  10 – Un’im­magine simbolica di Maria Santissima in Egitto prima di Elia.  il – Elia ha una visione della Santa Vergine e apprende i misteri relativi alla sua venuta.  12 – Chiarimenti intorno alla visione di Elia.  13 – L’immagine della Santa Vergine in Egitto.  14 – Maria Santissima annunciata az m~­stici pagani.  15 – Apparizione della Santa Madre Anna e della Madonna alla Veggente.

1 – In generale sui progenitori della Madonna e di Sant’Anna
   Visioni rivelate al “pellegrino” la mattina del 27 giugno 1819.
Stanotte ho ricevuto di nuovo visioni sui progenitori dell’amata Vergine Maria. Si sono susseguite dinanzi alla mia vista interiore lentamente e per lungo tempo. Mentre le visioni si susseguivano sentivo le mie pene diminuire e trovavo molto sollievo. Adesso posso raccontarle al “pellegrino” che sarà felice di ascoltarle. La storia della Madonna ha avuto per me sempre un’attrazio­ne particolare fin da bambina mi sono sentita intimamente fedele alla storia della Madre di Dio a tal punto da contestare chiunque mi raccontasse la medesima in modo diverso: – No! Non è così! – rispondevo volendo attestare con tutta la forza quello che avevo visto. Tempo dopo quando il mondo mi rese insicura preferii tace­re per meglio custodire nel mio intimo quella verità che avevo ricevuto dalle mie visioni. Stanotte con tanta gioia le ho riviste fin nei minimi particolari. Nella mia infanzia rivolgevo spesso i pensieri al presepe con il bambino Gesù e la Madre di Dio. Non riuscivo a comprendere perché non si raccontasse nulla e si scrivesse così poco dei paren­ti e degli antenati della Santa Vergine. Quando scrutavo nel mio essere interiore mi sentivo ferita per queste mancanze. Rinchiusi alla fine in me questa mia grande sete di conoscenza sulla vita della Beata e Santa Vergine Maria. Questa sete lentamente si trasformò in profonda nostalgia e al­l’improvviso presero a fluire dinanzi ai miei occhi interiori le numerose visioni degli antenati della Madonna fin dalla quarta o quinta generazione. Li vidi come persone pure e innocenti che vi­vevano con una celata e straordinaria nostalgia per la promessa della venuta del Messia. I progenitori della Santa Vergine mi sembrarono differenti dalle altre persone dal portamento e dall’agire selvaggio. Nel notare questa profonda differenza nacque in me un gran­de timore per loro e riflettei assorta nel silenzio della mia contem­plazione: come potevano essi che erano così pieni di grazia e si­lenziosi vivere tra queste persone così rozze e aggressive? Fui presa da ansia e preoccupazione e mi assalì l’impulso di cercarli per aiutarli portandoli lontano dal pericolo desideravo metterli al riparo in un bosco. Li vidi vivere con tanta abnegazio­ne e spesso anche da sposati si separavano per qualche tempo come lo facevano da fidanzati. Quest’usanza mi colmò di letizia pur senza capirne il motivo. Usavano pure separarsi in occasione delle celebrazioni reli­giose delle funzioni con incensamento e preghiere. In queste ceri­monie riconobbi alcuni di loro mentre espletavano le funzioni di sacerdoti. Gli antenati di Maria per non essere turbati nella loro quiete dalla gente cattiva e rozza erano costretti spesso ad emigrare da un luogo all’altro lasciando grandi beni e possedimenti per adat­tarsi ad altri minori. Per costoro il bene supremo erano la pace e la quiete poiché erano animati da una devozione mistica che ar­deva nei loro cuori tanto che quest’impulso li spingeva a correre spesso nei campi solitari supplicando Dio. Li vidi di giorno strapparsi perfino gli abiti dal petto ai raggi cocenti del sole come per invitare Dio a divampare nel loro cuo­re; oppure di notte alla luce lunare o al chiarore delle stelle come a voler saziare la sete di realizzazione della profezia antica. Queste visioni mi si manifestavano mentre solitaria mi trova­vo al pascolo per custodire il gregge o di notte sui pascoli più alti quando mi inginocchiavo per le orazioni; oppure nel tempo dell’Avvento a mezzanotte mentre mi recavo sulla neve ad assi­stere alla funzione religiosa nella chiesa di San Giacomo a Coes­feld distante quasi un ora di cammino dalla nostra comunità con­tadina. Qualche altra volta volli imitare i progenitori di Maria e corre­vo chiamando il Messia così giunsi sempre in tempo a Coesfeld per assistere alla Messa mattutina dell’Avvento sebbene le care anime del Purgatorio mi avessero guidato per lungo tempo attra­verso tutte le stazioni della Via Crucis. Le figure dei progenitori della Santa Vergine affamate di Dio mi apparvero per il comportamento e il modo di vestire estranee lontane e antiche ma d’altra parte anche così chiaramente vicine al mio cuore da averne spesso l’immagine impressa dinanzi agli occhi. In seguito a queste visioni pensavo: “Tutto ciò che vedo di quel tempo antico è già successo eppure essi sono qui ne avver­to la presenza. Io sono con loro!”. Queste brave persone erano molto precise ed esatte in tutte le loro azioni in tutti i discorsi e specialmente nella funzione religiosa e mai si lamentavano per le sofferenze.
Notizie personali della Veggente
Di sera e anche nella notte prego diligentemente per le povere ani­me che forse non avevano risvegliato abbastanza nella vita terrena il desiderio per la salvezza dell’anima loro e si erano abbandonate invece ai desideri per le creature ed i beni del mondo. Tali anime cadute du­rante questa vita nelle varie mancanze adesso languiscono nello struggi-mento per la redenzione. Per questo dedico loro la mia preghiera e la mia supplica a Dio Redentore mi offro volentieri a Lui per espiare io stessa queste colpe. Con tale misericordia ne traggo anche un piccolo vantaggio perso­nale: godo il conforto della loro gratitudine e inoltre vengo svegliata in tempo per le preghiere salvifiche in loro favore e non passo il tempo dormendo. Un giorno in particolare queste anime mi si manifestarono libran­dosi a differenti altezze nell’aria; esse come piccole silenziose e deboli luci si avvicinarono al mio letto svegliandomi in tempo. Grazie al loro aiuto potei così anche quel giorno implorare Dio con le orazioni del mattino poi spruzzai su di me e su di loro dell’acqua benedetta mi vestii e mi recai sulla strada. Vidi le piccole e povere luci gnole accompagnarmi sul cammino ordinate come in processione. Commossa dalla loro tristezza e toccata dalla forte nostalgia per il Divino presi a cantare con il cuore supplicante: “Cielo! Sciogli il Giusto nuvole fatelo piovere!”

2 – I Progenitori di Sant’Anna: gli Esseni Abiti sacerdotali presso gli Esseni – Le scuole del tempio -  I fiorellini di San Luca – Notizie attorno agli Esseni
Visioni rivelate nel periodo giugno-agosto del 1821.
In questo periodo ho visto molto sui progenitori della madre della Santa Vergine Anna. Ieri mi è sembrato di essere quasi tut­to il giorno tra questa gente ma siccome ho ricevuto alcune visi­te ho dimenticato tanto. Voglio raccontare però ciò che mi ricordo: ho visto Anna che viveva a Mara nella zona del monte Oreb. Aveva relazioni spi­rituali ed era affiliata con un genere di Israeliti molto pii e devoti a Dio. Quei religiosi si chiamavano Esseni. Costoro però ebbero nei tempi più antichi altri due nomi: il primo nome Escareni prende origine da Eskara o Askarah come viene chiamato l’incenso odoroso e l’offerta del grano macinato rivolta a Dio. Il secondo da Chassidim che significa “misericordioso” (com­passionevole) e devoto. Da dove altro provenga la parola “Esseni” non lo so più. Questi religiosi hanno la loro origine nel tempo di Mosè e Aronne e cioè di quei sacerdoti che portarono l’Arca dell’antica Alleanza. Essi mantennero nel periodo di tempo tra Isaia e Gere­mia le loro precise regole religiose di vita quotidiana. All’inizio gli Esseni non erano molti poi aumentarono e an­darono ad abitare organizzati in comunità nella terra promessa in una regione che era in lunghezza pari a 48 ore di cammino e 36 in larghezza. Più tardi giunsero fino alla zona del Giordano. La maggior parte di essi abitò il monte Oreb e il Carmelo dove dimorò Elia. Io vidi che gli Esseni erano divisi in tre comunità con ordi­namenti e costituzioni differenti. Quella che viveva sul monte Oreb ebbe una guida spirituale assai valida nel vecchio profeta dal nome Archas o Arkas. La loro costituzione era molto simile alla regola di un ordine spirituale dei nostri giorni: i candidati ammessi do­vevano superare un noviziato di un anno e solo quando essi ave­vano provato di avere sufficiente temperanza venivano accettati per un periodo lungo o breve secondo i risultati dei supremi vati­cmi profetici. Li vidi praticare il più stretto celibato. In un’altra comunità di Esseni alla quale poi appartennero anche i nonni di Sant’Anna era permesso invece il matrimonio. Costoro pur vivendo al di fuori dell’ordine religioso del monte Oreb avevano stabilito nel proprio ambiente lo stesso comporta­mento e le medesime abitudini educative dei primi. Tra i due tipi di comunità intercorreva un rapporto così come lo è oggi tra i cosiddetti Terziari (Terzo Ordine) e il clero regola­re. Infatti questa comunità di coniugati si consultava spesso per le conduzioni spirituali e coniugali con il profeta della cosiddetta Montagna di Dio. Il terzo genere di Esseni che vidi erano anch’essi coniugati costoro commisero molti errori perché portarono all’esasperazione tutti gli insegnamenti e perciò non erano tollerati dagli altri. Essi finirono per costituire una propria comunità. In partico­lare gli Esseni dell’ordine religioso erano molto abili e inclini in cose profetiche ed il profeta della Montagna era spesso nella ca­verna di Elia partecipe alle manifestazioni divine relative alla ve­nuta del Messia. Egli aveva ricevuto dai suoi oracoli profonde conoscenze del­la Famiglia dalla quale sarebbe dovuta provenire la madre del Messia. Quando Archas predisse gli avvenimenti relativi ai proge­nitori di Sant’Anna in relazione alle loro nozze vide anche che la venuta del Messia si approssimava proprio con queste unioni. Egli però non sapeva dire a causa dei peccati quanto tempo anco­ra sarebbe occorso e quali impedimenti ci sarebbero stati per la na­scita della Madre del Salvatore. Questo sarebbe dipeso dalla volontà espiatoria dei progenitori e di tutti gli Esseni. Il profeta in seguito al suo vaticinio esortò perciò ancor più tutta la comunità alla preghiera e ai sacrifici espia­tori di purificazione per favorire la venuta del Messia. Vidi questi pii Israeliti essere fin dai tempi più antichi molto diligenti nella vita devozionale e nelle mortificazioni. Essi vivevano isolati e dispersi prima che Isaia li riunisse e desse loro un regolare statuto. Li vidi sempre con le stesse vesti che non cambiavano e non rammendavano mai finché lacere e consumate cadevano dal corpo. Gli Esseni combatterono con eccellente abilità il malcostume e nella comunità degli sposati le coppie vivevano tra loro come nella vita consacrata: spesso con lunghe astensioni in capanne molto di­stanti tra i coniugi partecipando alla vita coniugale e in partico­lare al rapporto intimo solo con l’intenzione di creare una discen­denza sacra che avrebbe favorito l’arrivo del Salvatore. Vidi gli uomini prendere i pasti separati dalle loro mogli; solo quando l’uomo lasdava il tavolo allora la donna prendeva il suo posto. Tra questa comunità di devoti coniugati c’erano i predecesso­n di Sant’Anna e altra santa gente. Geremia era in contatto religioso e spirituale con alcuni di questi ed in particolare con quelli che erano chiamati “i profeti minori”. Tali profeti vivevano nel deserto intorno alla Montagna di Do e sul Carmelo. In altre visioni ne vidi anche molti in Egitto ma questo dev’essere accaduto successivamente all’epoca in cui vis­sero i progenitori di Anna. Ho visto anche molti Esseni scacciati dal monte Oreb per un periodo di tempo e poi riunirsi sotto nuove guide. Mi apparvero tra costoro i Maccabei. Gli Esseni ebbero una grande venerazione per Mosè al pun­to tale da usare quale oggetto di culto devozionale un sacro lem­bo di stoffa tolto da una sua veste. Questo lembo era stato dato da Mosè ad Aronne ed era divenuto per loro una reliquia santa. In un’altra visione mi apparvero quindici Esseni che subivano il martirio in difesa di questo sacrario. Vidi anche com’era profonda la conoscenza dei santi misteri dell’Arca dell’Alleanza presso i loro profeti superiori. Quelli non sposati del monte Oreb riuscivano a conservarsi illibati ed ema­navano un’aurea di indescrivibile purezza e religiosità. Avevano il compito di educare i fanciulli ad una profonda santità interiore. L’Ordinamento di questi Esseni era molto severo: non si po­teva sperare di essere accolti nell’Ordine prima dei 14 anni; colo­ro che erano già stati esaminati preliminarmente con esito favore­vole erano ammessi come neofiti a un anno di prova poi dove­vano superare due anni di noviziato per divenirne membri. I membri dell’Ordine non potevano commerciare per i loro bi­sogni ma solo scambiare i prodotti del loro campo per lo stretto fabbisogno. Se qualcuno degli Esseni cadeva in un peccato grave veniva emessa una sentenza di esilio dal superiore. La guida spirituale riconosceva i simboli della colpa dagli Oracoli e poteva ben identificare il peccatore e scomunicarlo. Tale scomunica aveva un potere come quella che ebbe Pietro su Anania10. Per tutti i peccati minori gli Esseni ricevevano solo penitenze come per esempio dovevano restare in piedi vestiti di una tunica rigida le cui maniche immobili e allargate in forma crocifissa erano piene di spilli. Abitavano in celle naturali cioè in piccole grotte sul monte Oreb. In una grotta più grande era stata costruita con intrecci di canne una sala in cui i religiosi si riunivano ogni giorno alla stes­sa ora le undici per mangiare. Vidi che ognuno aveva dinanzi a sé un piccolo pezzo di pane e un bicchiere. Dopo che il superiore aveva benedetto il pane si mangiava. Poi tutti ritornavano nelle loro singole celle. In questa sala per il pasto comune si trovava pure un altare e sopra coperti c’erano pani benedetti questi erano considerati come qualcosa di sacro. Io penso che poi venissero distribuiti ai poveri. Gli Esseni allevavano e addomesticavano molte colombe che si cibavano sulle loro mani e con le quali avevano un’usanza rni­steriosa: dicevano qualcosa e subito le colombe si levavano in volo. Vidi anche che essi adoperavano la stessa funzione con i capretti che lasciavano andare nel deserto dopo aver detto loro qualcosa. Ebbi la percezione che gli animali assumessero in se stessi i pec­cati di questa gente. Vidi gli Esseni recarsi al tempio a Gerusalemme tre volte all’anno. I sacerdoti sul monte Oreb pulivano e confezionavano i para­menti sacri. Li vidi prodigarsi nella cura degli allevamenti; del­l’agricoltura e specialmente dell’orticoltura. Questa montagna era piena di giardini e alberi da frutta che stavano tra le capanne degli Esseni. La comunità non produceva la seta occorrente per esem­pio per i paramenti sacerdotali ma veniva scambiata con altri prodotti e smerciata a matasse. A Gerusalemme gli Esseni dell’Ordine avevano una loro zona particolare riservata per abitare e commerciare così nel tempio avevano anche un proprio spazio separato dagli altri. A causa dei loro costumi severi si attiravano l’avversione dei Giudei. Li vidi inviare molti doni per i sacrifici del tempio per esem­pio giganteschi grappoli d’uva appesi a lunghe aste e portate da due uomini come anche l’offerta di molti agnelli non per farli uccidere bensì per lasciarli correre liberi nei giardini del tempio. Non ho mai visto che gli Esseni compissero sacrifici cruenti per il tempio. Si recavano in questo luogo di preghiera con portamento molto serio in spirito contemplativo orazione digiuno e penitenza; perfino preparati precedentemente da autoflaggellazioni. Ma se qualcuno di questi non aveva espiato abbastanza per le sue colpe e commetteva l’errore di recarsi ancora carico di peccati al tempio e inoltrarsi fino al Santissimo moriva improvvisamente. Quando sul cammmo verso Gerusalemme gli Esseni incontra­vano qualche ammalato oppure persone bisognose d’aiuto inter­rompevano il viaggio per soccorrere costoro con tutte le cure del caso. Li vidi prodigarsi con guarigioni prodigiose. Questa gente raccoglieva soprattutto erbe medicinali e preparava bevande e lo­zioni per gli infermi. In un’altra visione ebbi chiaramente alcune immagini su delle persone dai lineamenti spirituali che adagiava­no gli ammalati su una lettiera di erbe medicinali e li curavano con infusi di erbe e misture di fiori oppure con l’imposizione delle mani sul capo e sulle differenti parti del corpo. Li ho veduti an­che guarire in lontananza in un modo meraviglioso. Solo tempo dopo appresi che costoro erano gli Esseni del monte Oreb.

I fiorellini di San Luca
Questa visione di Anna Caterina Emmerick è legata ad un episodio particolare che sarebbe opportuno spiegare dettagliatamente: la figlioletta del fratello della pia Emmerich era stata mandata da lei nell’inverno del 1820 da Coesfeld. La fanciulla si ammalò di convulsioni dal tono forte e ripugnante che si man?festavano in certe determinate ore della sera e spesso duravano fino a mezzanotte. Le pene della nipote che dormiva pro­prio vicino a lei portarono Suor Emmerick a comprenderne il motivo come spesso fu capace di capire la provenienza delle malattie degli altri. Anna Caterina invocò il Signore prostrata in ginocchio affinché le fosse donata la grazia di essere messa a conoscenza di un rimedio adat­to a guarirla; allora improvvisamente vide un fiore a lei già noto per averne visti raccogliere da San Luca contro l’epilessia. In seguito alla precisissima descrizione di questo fiore fatta da Suor Emmerick il dottor Wesener suo medico curante lo trovò nelle vicinanze di Dtilmen. La Veggente riconobbe subito i fiorellini con la pianta co­munemente chiamata “astranzina” appartenente alle specie di Cerastium arvense Linnaei oppure Holosteum caruophylleum veterum (specie di erbe con piccoli fiorellini bianchi). Rilevai poi che anche il libro antico sulle erbe medicinali “Tabermontantani” cita l’uso di questa pianta contro l’epilessia. Nel po­meriggio del 22 maggio 1821 in uno stato di sopore estatico Suor Emmerick disse: “Mi è stato comunicato interiormente che dovrei far bere alla ragazza una pozione di Ruta graveoleus (che lei aveva già precedentemente adoperato) e tre fiori di questa pianta il tutto spruz­zato con acqua benedetta e ben spremuto; la ragazza deve bere il succo dalle mie mani. Questa comunicazione l’ho ricevuta per tre volte non posso più attendere”. Lo scrittore Clemente Brentano desiderando che Caterina gli comu­nicasse qualcosa di più preciso su questo rimedio curativo avvolse in una carta alcune erbette dei fiori medicinali come una reliquia e di sera ap­plicò il mazzettino con uno spillo al suo farsetto. Lei si svegliò e subito disse: “Questa non è una reliquia ma un’ astranzina”. Con tutto ciò Suor Emmerich volle mantenere per tutta la notte l’astranzina appuntata al suo farsetto; la mattina del 23 maggio 1821 la Veggente così raccontò al “pellegrino “: “Ero stesa su un campo pieno di astranzine e vidi anche ogni specie di utilizzazione di quest’erba medicinale poi udii una voce che mi disse: – Se gli uomini venissero a conoscenza degli effetti curativi di questa pianta non sarebbe più tanto facile entrarne in possesso. -Vidi pure diverse utilizzazioni di questi fiori già in un’epoca antichissima. Infine mi apparve un grandissimo campo dove Gesù sfamava cinquemila persone là accampate. Un po’ più appartati non lontani dalla massa di popolo sotto una grande tettoia di fo­glie vidi molti infermi distesi su giacigli fatti di fiorellini i quali erano rivolti verso l’interno dei giacigli stessi mentre gli steli e le foglie al contrario erano rivolte all’infuori. Vidi i poveri ammalati soffrire £on convulsioni e tremori quasi tutti avevano sotto il capo questi fiorellini. Ai piedi gonfi di alcuni di loro venivano applicati pure im­pacchi dei medesimi. Vidi perfino alcuni ammalati mangiarne e berne un infuso. I guaritori o uomini di medicina portavano una lunga veste di seta con la cintola. Prima di adoperare le erbe con i fiori vidi che queste venivano benedette dai sacerdoti. I fiori e la pianta che essi adoperavano pur essendo della stes­sa specie che avevo usato erano più delicati con le foglie rotonde più robuste e più succose. Questa pianta è molto rara e cresce su un suolo molto più fertile. Credo che venga detta comunemente “la consolazione degli occhi”. La vidi presso Dernekamp e ne constatai le proprietà più forti dei fiorellini”. Anna Caterina diede come abbiamo già detto alla fanciulla malata tre di questi fiorellini la seconda volta cinque. Poi la Veggente disse della fanciulla: “Vedo la natura interiore di questa ragazza come un abito lacerato che esige una pezzuola per ogni buco”.
Questi devoti praticavano il culto delle sacre reliquie dell’anti­chità che conservavano in stoffe pregiate di seta e di cotone. Erano le ossa dei profeti e dei figli d’Israele che erano periti in quelle zone. I sacri resti erano custoditi nelle nicchie con infer­riate costruite appositamente nelle caverne dagli Esseni del mon­te Oreb. La venerazione delle reliquie era assai profonda i vasi con le erbe sempre verdi ne erano la testimonianza devozionale. Gli Esseni non ammogliati osservavano l’assoluta castità le loro vesti erano lunghe e anche se lacere apparivano di un can­dore straordinario. Sembravano quasi creature angeliche pellegrine sulla terra. Sul monte Oreb appariva di tanto in tanto il supremo sacerdote per la celebrazione solenne quando il suo paramento sa­cerdotale scintillava al sole egli sembrava come avvolto in una veste di luce in una nube di fuoco sacro. Ma appena egli si spo­stava ed i raggi del sole non investivano più direttamente la lun­ga veste allora essa si rivelava non più così lucente e magnifica svelando la povertà di quella gente. Quella veste sembrava senza taglio e fatta ad imitazione di quella del supremo pontefice di Gerusalemme. Era composta da Otto pezzi. Sul petto e sul dorso del sacerdote si mostrava uno sca­polare: un’importante reliquia la cui tradizione si riportava a Mosè e ad Aronne che l’avevano portata sul petto nudo poi trasmessa agli Esseni. Quando il capo spirituale del monte Oreb profetava indossava sul torace nudo questo scapolare; la parte inferiore del corpo era cinta solo da una fascia. Lo scapolare era composto da un doppio triangolo intagliato superiormente con un foro all’altezza del collo. Aveva la forma di una chitarra senza manico la stoffa era assai ruvida e sembrava fosse composta da capelli umani. Sul petto e sul dorso era trapunta una figura triangolare vedevo anche delle lettere trapuntate con piccoli chiodi che terminavano in acuti uncini e tormentavano il petto del sacerdote. Precisamente non so cosa contenessero questi triangoli. Il supremo sacerdote degli Esseni nelle grandi cerimonie e ricorrenze indossava sullo scapolare una lunga camicia grigia di lana e al disopra la lunga veste bianca che era allacciata da una cintura assai alta ed adornata di lettere. Intorno al collo portava una specie di stola. Mentre la parte anteriore era un po’ più corta la parte poste­riore della lunga veste scendeva fino a terra con due campanelle alle estremità del lembo le quali richiamavano il popolo a raccol­ta per il servizio divino mentre il sacerdote camminava. La barba del sacerdote scendeva sul bavero del collo della sacra veste il quale era rigido e alto appuntato da uncinetti. L’acconciatura del capo era come un turbante imbottito al cui centro si mostrava una piccola lamina d’oro guarnita di pietre pre­ziose. Una piuma di seta era appuntata sul turbante.

Notizie intorno agli Esseni
Anche questa volta le visioni della Veggente di Dulmen vengono convalidate dalle ricerche degli storici e dei ricercatori: secondo le fonti dell’antichità per esempio Flavio Giuseppe (Guerra giud. Il 119-161) Filone Plinio ed altri consultate e raccolte dal Ricciotti (Op. cit. pag. 51 e 52) gli Esseni esistevano già nella seconda metà del Il secolo a.C. in vari luoghi della Palestina e particolarmente intorno al Mar Morto. Erano quattromila. Quest’associazione di religiosi era molto simile agli ordini monastici del Cristianesimo. Per esservi ammessi bisognava fare un noviziato di un anno alla fine del quale si riceveva un battesimo; seguivano altri due anni di pro­bandato poi avveniva l’affiliazione definitiva mediante solenni giuramenti. Tra gli affiliati e i novizi esisteva gran differenza quanto a dignità e a purezza legale tantoché se un novizio toccava per caso un affiliato co­stui con traeva una certa impurità da cui doveva purificarsi. I beni materiali erano posseduti in perfttta comunità ed amministrati da ufficiali eletti a tale scopo; tutti lavoravano specialmente nell’agricol­tura e i proventi andavano nel fondo comune. Erano proibiti il commer­cio la fabbricazione di armi la schiavitù. Il celibato era lo stato norma­le: il solo Flavio Giuseppe da notizia di un particolare gruppo di Esseni i quali contraevano matrimonio sotto condizioni speciali (Guerra giud. Il 160-161) ma il fatto non è ben certo e ad ogni modo non sarà sta­ta che una limitata eccezione alla norma comune secondo Plinio gli Esseni sono una “gens in qua meno nascitur” (in Natur. hist. v 17). Questa mancanza di procreazione faceva sì che accettassero a scopo di proselitismo anche fanciulli come probabili candidati all’associazione. La giornata era divisa fra il lavoro e la preghiera. Di prima matti­na una preghiera comune era rivolta al sole. I pasti consumati in co­mune avevano un carattere di cerimonia sacra perché erano presi in un luogo speciale e dopo aver praticato particolari abluzioni e indossato abiti sacri inoltre erano preceduti e seguiti da particolari preghiere; i cibi sem­plicissimi erano preparati da sacerdoti secondo regole speciali. In tutta la giornata si osservava abituale silenzio. Il rispetto per il riposo del sabato era di un rigore singolare: tanto che per questo rispetto come pure per un accresciuto riguardo alla pu­rezza legale in detto giorno non si soddisfaceva alle necessità corporali maggiori. Per Mosè si aveva somma venerazione e chi ne bestemmiava il nome era punito con la morte. Di sabato si leggeva in comune la Legge di lui e se ne davano spiegazioni; ma oltre ai libri di Mosè l’associa­zione usava altri libri segreti che erano studiati ugualmente durante la consacrazione del sabato. D’altra parte non tutte le prescrizioni di Mosè erano praticate al tempio di Gerusalemme gli Esseni inviavano offerte di vario genere ma non sacrzfici cruenti di animali. Salvo il giuramento per l’affiliazione ogni sorta di giuramento era rigorosamente proibito; ci si dice infatti: “Ogni loro detto ha più forza d’un giuramento”; ma dal giu­rare 5 ‘astengono considerandolo peggiore dello spergiuro giacché dicono che risulta già condannato colui che non è creduto (Guerra giud. Il 135). È probabile che nelle consuetudini degli Esseni e nelle loro dottri­ne il cui fondo principale proveniva certamente dal patrimonio ebraico si fossero infiltrati elementi stranieri: tali ad esempio la dottrina loro at­tribuita della preesistenza delle anime ignota all’ebraismo e la pratica del celibato mai tenuto in onore presso gli Ebrei. Ma la precisa prove­nienza di questi elementi non ebraici rimane dubbia nonostante le mol­te congetture che si sono fatte in proposito. Sembra che gli Esseni esercitassero un’influenza scarsissima sul re­stante del giudaismo contemporaneo dal quale erano segregati anche materialmente da tante norme di vita pratica. Essi dovevano apparire come un “hortus conclusus” che si ammirava volentieri ma rimanendo-ne al di fuori; tuttavia oltre a coloro che entravano stabilmente nell’as­sociazione v’erano taluni che ne seguivano solo per qualche tempo il tenore di vita mossi da un vago desiderio ascetico come narra d’aver fatto nella prima giovinezza Flavio Giuseppe (Vita 10-12). Di questioni politiche gli Esseni ordinariamente non si occupavano mostrandosi ossequenti verso le autorità costituite. Tuttavia nella grande rivolta contro Roma alcuni di essi si lasciarono vincere dall’entusiasmo e presero le armi: un Giovanni Esseno è ricordato con funzioni di co­mando tra i Giudei insorti (Guerra giud. Il 567; III 11 19). Dai vin­citori Romani essi ebbero a soffrire gravissimi tormenti (ivi lì 152-153) ma non per questo violarono i giuramenti della loro associazione. Dopo qualche tempo scomparvero del tutto dalla storia. – È da ricordare che importanti scoperte relative agli Esseni sono state fatte dal 1947 in poi a Khirbet Qumran lungo le sponde setten­trionali del Mar Morto: le scoperte hanno portato alla luce l’insediamento principale degli Esseni con molto materiale archeologico compresi scritti (biblici essenici profani ecc.). –

3 – La nonna di Anna si consulta con il profeta del monte Oreb L’approssimarsi della nascita della Santa Vergine Maria
Una visione mi portò alla conoscenza di Chariot; era un Esse-no dedito ad una vita contemplativa e di espiazione. Aveva la sua dimora nelle vicinanze di Gerico e visse circa cento anni prima di Gesù Cristo Redentore. Vidi poi che gli Esseni avevano un modo di vivere molto austero e misurato: essi mangiavano per la maggior parte solo la frutta che cresceva nei loro giardini. Anche Arcos mangiava della frutta amara e gialla. Il vecchio profeta del monte Oreb guidò gli Esseni per no­vant’anni. Sembra strano che questo veggente abbia profetizzato sempre la nascita di creature di genere femminile e che i progeni­tori di Anna e quest’ultima stessa ebbero per la massima parte una discendenza femminile. Vidi la nonna di Anna consultano in merito alle sue nozze. Sembra che questo profeta rivolgesse tutte le sue preghiere e devozioni a Dio affinché benedicesse le pie madri dalle quali sa­rebbe discesa la famiglia della Vergine Maria la Madre del Salva­tore e le famiglie dei servi e dei discepoli di Gesù Cristo. Anche il luogo di preghiera e dei vaticini del profeta era si­tuato sul monte Oreb nella grotta che era stata la dimora di Elia. Questa grotta era posta lungo una salita sul Monte e vi si accede-va per un’entrata scomoda dopo aver disceso alcuni gradini na­turali scavati nella roccia. Arcos ci andava sempre solo. Quando il profeta si recava in questo luogo assumeva lo stesso significato del supremo sacerdote del tempio quando si recava nel Santissimo poiché nella grotta di Elia si trovava il Santissimo degli Esseni. In questo posto erano celati alcuni misteri sacrali che non si possono svelare e perciò non posso nemmeno ricordare. Spiegherò poi quello che è nelle mie possibilità. Come dissi ebbi una visione nella quale la nonna di Anna prossima alle nozze si recò dal profeta Arcos per avere un consi­glio. Questa pia donna abitava nel deserto a Mara con la sua fa­miglia che faceva parte della comunità degli Esseni coniugati e aveva in questo luogo dei beni. Udii una voce che mi disse il nome di questa antenata: Moruni o Emorun. La voce mi disse che significava “buona madre” o “sublime madre ” Quando giunse il tempo per prendere marito furono in molti a chiedere la sua mano ed ella si recò sul monte Oreb per con­sultare il supremo sacerdote affinché l’aiutasse nella scelta consul­tando gli Oracoli. Le donne potevano parlare in udienza privata con il sacerdo­te solo attraverso un’inferriata in un angolo riservato nella gran­de sala delle adunanze. Vidi Archos con addosso i sacri paramenti salire molti gra­dini e giunto alla cima del Monte ne discese altri che lo condus­sero alla soglia deUa grotta di Elia. Entrò e chiuse dietro di sé la piccola porta della caverna. L’interno ordinato e riempito di sacri arredi era immerso in una luce crepuscolare con venature azzur­re. Alcuni vasi contenevano delle erbe basse dalle proprietà tera­peutiche e miracolose. Saranno le stesse che cresceranno e si rinvigoriranno al passaggio del lembo della veste di Gesù Io conosco quest’erba cresce anche presso di noi sebbene di costituzione più debole. Serviva alle rivelazioni profetiche di Archos perché col fiorire o con l’appassire forniva gli indizi negativi o positivi degli Oracoli. Il simbolismo è chiaro. Tra queste erbe vidi un piccolo alberello con le foglie giallicce rivolte in alto a forma di spirali. Alla mia vista interiore apparvero tante piccole immagini sul­le foglie dell’alberello mi sembrò che fosse il tronco di Jesse~5 o l’albero genealogico che mostrava quanto fosse vicina la venuta della Madre di Dio. Archos teneva sempre nelle mani il bastone di Aronne parti­colarmente quando pregava nella grotta di Elia. Lo vidi con que­sto bastone durante il vaticinio del matrimonio dei progenitori della Santa Vergine. Egli chiese alla divina Provvidenza se il matrimonio contribuisse positivamente alla venuta del Messia al­lora il bastone fiorì alcuni virgulti e fu chiaro che secondo la volontà di Dio la specie doveva continuare in quella direzione. Vidi Archos che osservando in che modo si sviluppavano i virgul­ti profetava interpretando quel vivo simbolismo. Gli Esseni possedevano pure un’altra preziosa reliquia nella ca­verna di Elia sul monte Oreb; era una parte del più sacro segreto dell’Arca dell’Alleanza. Il sacro oggetto era celato da un velo nell’Arca. Solamente i più santi sacerdoti e profeti ne conosceva­no il mistero. Questa reliquia era un mistero divino che preannunciava la venuta della Santa Vergine piena di grazia nella quale per volon­tà dello Spirito Santo si sarebbe incarnato il Verbo fattosi uomo. Gli Esseni conservavano parte di quella santissima reliquia in un calice lucente fatto di pietre preziose; prima della schiavitù babilonese era stata custodita nell’Arca dell’Alleanza. Vidi che da questo sacro calice crescevano talvolta dei piccoli fiori. Archos pregò rivolto verso un’apertura in alto da dove entra­va la luce poi si gettò a terra col viso rivolto al suolo. In questo momento Archos aveva ricevuto un’estasi e una rivelazione profetica: egli vide crescere sotto il cuore di Emorum che gli aveva domandato consiglio un bastone di rose con tre rami ciascuno dei rami portava una rosa. La rosa del secondo ramo era ornata di una lettera credo che fosse la N o la M. Il sacerdote poi vide un Angelo che scriveva delle lettere potè leggere e capirne subito il significato. Subito dopo uscì dalla ca­verna ed annunciò alla progenitrice di Anna la quale lo aveva interrogato che si sarebbe maritata col sesto pretendente al matri­monio e avrebbe partorito una bambina eletta da Dio contraddi­stinta da un segno. Emorum infatti sposò Stolano che era anch’egli un Esseno ma non di Mara dopo il matrimonio assunse il nome di Garescha o Sarzirius. Stolano ed Emorum ebbero tre figlie: Ismeria Emerenzia e Enue. La famiglia si trasferì da Mara a Ephroa. Ho visto Ismeria diventare la madre di Sant’Anna e non Emerenzia come fu detto da alcuni. Emerenzia invece sposò Aphras o Ophras un levita. Dalla coppia nacque Elisabetta la madre di Giovanni il Battista. Un’altra figlia si chiamò Enue come la zia e all’epoca della nascita di Maria Santissima era già diventata vedova. La figlia primogenita di Ismeria e di Eliud si chiamava Sobe ma siccome in questa fanciulla non si era manifestato il segno della promessa la coppia ne era assai afflitta e perciò i coniugi si recarono dal profeta del monte Oreb. Archos li consigliò di pregare di offrire sacrifici e supplicare insistentemente Dio. Ismeria rimase sterile per diciotto anni poi fu di nuovo benedetta da Dio che le diede una visione notturna: vide un Angelo scrivere sulla parete vicino al suo letto la lettera “M”. Quando la coppia si svegliò scorse il segno realmente sulla pa­rete. Dopo nove mesi Ismeria diede alla luce Sant’Annache por­tava la lettera sul petto. A cinque anni la bambina fu inviata alla scuola del tempio come farà anche Maria. Dodici anni dopo ritor­nò a casa e trovò una sorellina di nome Maraha. Un anno dopo Ismeria si ammalò gravemente. Dal letto di morte diede alcune istruzioni e ammonizioni ai suoi parenti rac­comandò loro Anna come futura madre della famiglia. Infine volle parlare solo con Anna la consigliò di sposarsi e di lasciarsi guidare dal profeta del monte Oreb; le raccomandò di prepararsi a divenire un vaso della Grazia divina. Poi lasciò que­sto mondo. I genitori di Anna erano ricchi ma donavano moltissimo ai bisognosi e tenevano per loro solo una piccolissima parte. Li ave­vo già visti insieme a devoti e religiosi portare l’Arca dell’Al­leanza la quale emanava una luce maestosa che presagiva il pros­simo evento delle sacre nascite di Sant’Anna e della Santa Vergi­ne Maria. Sobe la sorella maggiore di Anna si maritò con un certo Sa­lomone e generò due figli: Eliud e la figlia Maria Salome la qua­le si sposò con Zebedeo e partorì Giacomo il Maggiore. Anna aveva ancora una terza sorella molto povera ma che era molto saggia. Sant’Anna era nata a Betlemme tempo dopo i suoi genitori si erano trasferiti a Sephoris poco distante da Nazareth. Essi aveva­no poderi e terreni nella valle di Zabulon. Dopo la morte della consorte il padre della Santa decise di ritirarsi in questo podere con il resto della famiglia. Così entrò in amicizia con i genitori di Gioacchino della tribù di David. Il padre di Gioacchino che pure si era stabilito da tempo in quella valle si chiamava Matthat ed era il fratello minore di Giacomo il padre di San Giuseppe. Sebbene Anna non fosse bellissima sembrava la più bella tra le altre ragazze. Semplice ed innocente. Sua figlia Maria Santissi­ma sarà la più bella di tutte. Anna si conservò per tutta la vita semplice ed innocente. Non voleva prendere marito e rifiutava tutti i giovani che la chiedeva­no in sposa. Ne aveva subito allontanati almeno sei. Secondo la tradizione di famiglia e la volontà di sua madre Anna si recò a chiedere consiglio agli Esseni e seppe che era giu­sto che sposasse un certo Gioacchino; lei però non lo aveva mai conosciuto e mai ne aveva sentito parlare. Quando il padre di Anna si trasferì nella valle di Zabulon Matthat chiese la mano di Anna per conto di suo figlio. Così avvenne che la futura madre di Maria Santissima conob­be Gioacchino. Questi era un giovane molto pio ma non era bel­lo e San Giuseppe non era più tanto giovane però era molto più bello di lui. Il modo di chiedere moglie era semplice: accomodata la cosa con i genitori si faceva la promessa nella sinagoga del paese. il sacerdote pregava sul santo luogo dove erano i sacri Libri della Legge mentre i genitori pregavano a casa loro. Poi il sacer­dote accettava la dichiarazione degli sposi i loro patti e le loro in­tenzioni. Il giorno seguente venivano congiunti con numerose ce­rimonie che si svolgevano all’aperto. Quando Anna si sposò aveva circa diciannove anni. Un solo sacerdote assistè alla cerimonia. Essi andarono ad abitare a casa di Eliud il padre di Anna la cui casa era poco di­stante da Sephoris; vi abitarono per sette anni. Il loro aspetto era chiaramente ebraico ma lasciava intravedere tratti somatici fini ed insoliti. La serietà e la compostezza che sprigionava dal loro at­teggiamento e dai costumi di vita erano assai rari. Nonostante fossero giovani mostravano una maturità e una saggezza da persone più che anziane. Come i loro antenati essi donavano quasi tutti i loro averi al tempio ai poveri e ai parenti bisognosi; vivevano con molta temperanza donando il superfluo ai più bisognosi. Vidi spesso che quel poco che la coppia tratteneva per sé dopo poco si moltiplicava per essere diviso ancora. Per questo da ragazza pensavo che chi dà riceve sempre il doppio. In ogni occasione parlavano con grande ansia dell’attesa del Messia. Spesso li vedevo insieme ad amici e parenti seduti al suolo in cer­chio parlare di cose sante. Tra i parenti bisognosi vidi alcuni malvagi che invidiosi ed arroganti chiedevano solo doni. Nonostante quest’atteggiamento costoro ricevevano molto e venivano trattati bene. A causa di una disgrazia in famiglia Anna partorì una bam­bina prematuramente non era quella dell’antica Promessa perché non ci furono i segni. Sant’Anna ritenne per questo di aver pec­cato e temendo che fosse stata la conseguenza del castigo di Dio divenne molto triste. Malgrado ciò furono felici per la nascita del­la fanciulla che venne chiamata Maria. Essi amarono questa bambina ma non avendo ricevuto il tanto atteso santo frutto erano contemporaneamente inquieti e tristi. Vissero in reciproca astinenza e penitenza per un lungo pe­riodo di tempo. Anna diventò sterile e ritenendo ciò come conse­guenza dei suoi peccati aumentò le sue opere buone. Vidi le sue preghiere solitarie e gli sposi vivere divisi per molto tempo. Le loro offerte al tempio furono quasi raddoppiate. Decisero di vivere in solitudine per guadagnarsi di nuovo la benedizione di Dio allora lasciarono la casa del padre Eliud e si recarono in un podere nei dintorni di Nazareth un lascito dei genitori di Gioacchino. I parenti. di Anna prep ararono tutte le cose occorrenti: divise­ro il gregge sortirono le stoffe impacchettarono i vasi fragilissi­mi e le tante altre cose che occorrono alla partenza definitiva di una famiglia che è vissuta sette anni in una stessa casa con i pa­renti. Vidi i parenti dare in una borsa alla coppia in partenza un piccolo oggetto ma pesante simile ad un pezzo di metallo prezio­so. Quando tutto fu pronto Anna e Gioacchino presero commia­to da quella brava gente con profonda commozione. Il corteo di servi e ancelle che spingevano avanti il bestiame si mosse per primo seguito da Anna e Gioacchino seduti sugli asini. Nella colonna tra la polvere alzata dai buoi gli asini e le pecore scorsi pure il viso di Maria Heli la prima figlia di Anna dell’età di circa cinque o sette anni. La nuova abitazione si trovava a circa un’ora di cammino da Nazareth e si erigeva su una collina circondata da prati era tra la valle di Nazareth e quella di Zabulon. La casa era fatta di pie­tra. Più avanti si erigeva una tettoia e le stalle per il bestiame non lontani si trovavano gli alloggi della servitù. Vicinissimo alla casa vidi un albero molto strano era grandissimo e i suoi rami scen­devano fino a terra mettevano radici e spuntavano da queste nuovi alberi più piccoli. L’interno della casa aveva la struttura di una chiesa non tan­to grande era suddiviso molto bene in numerose stanze con pa­reti mobili fatte di intrecci di vimini che non giungevano fino al soffitto le pareti erano alte poco più di una persona. C’era la grande sala del banchetto e un’antisala alcune sepa­razioni di vimini potevano servire all’occorrenza per formare pic­colissime stanze da letto per numerosi ospiti per esempio in oc­casione di un grande banchetto nuziale di più giorni. Al centro della casa si trovavano quattro stanze da letto a destra e quattro a sinistra tutte erano formate con lo stesso siste­ma delle pareti di vimini. Dalle medesime si penetrava nella ter­za parte della casa la posteriore che finiva con la forma di mez­zo cerchio come il coro di una chiesa. Al centro di questo spazio si trovava il grande focolare davanti al quale al soffitto era appe­so un candelabro con cinque candele. Dietro al focolare alcuni arazzi coprivano ancora due locali: quello in cui la famiglia pranzava e il luogo di preghiera e di meditazione l’oratorio. Fuori della casa c’era un giardino meraviglioso con un bel frutteto dietro apparivano i campi di grano e un grande bosco che si estendeva fino ai piedi di un monte. Quando la pia famiglia giunse nella nuova dimora trovò tut­to in ordine perché la servitù aveva già provveduto ad organiz­zare e pulire la casa. I servi furono di grande aiuto erano coscienti e intelligenti come lo era la servitù in quell’epoca. In poco tempo tutto fu in ordine ed ebbe inizio la nuova vita. Vidi i membri della famiglia spesso seduti in cerchio sul tap­peto con altre persone mentre discorrevano della santa attesa. Essi continuavano a donare buona parte dei loro averi ai po­veri e al tempio mentre ritenevano solo la parte minore e peggiore di tutte le loro sostanze. Miracolosamente quanto più li vidi donare gran parte del rac­colto e delle mandrie tanto più tutto si moltiplicava im­provvisamente. Spesso vidi dormire Anna e Gioacchino in stanze separate. Vivevano nella più grande continenza e spirito di abnegazione. Vidi Gioacchino pregare mentre pascolava le pecore e gli agnelli. La tristezza di questa coppia andava sempre aumentando per­ché Anna era sterile da diciannove anni da quando era nata la loro prima figlia. Sebbene lei si vergognasse di non essere feconda era fiduciosa nella venuta del Messia per mezzo di qualche sua parente. La gen­te cattiva del vicinato parlava male di loro perché non avevano altri figli. Anna frattanto si sforzava con Gioacchino di raggiungere una sempre maggiore purezza. Vidi Gioacchino di costituzione piccola e robusta recarsi a Ge­rusalemme col bestiame destinato al tempio. Anna era divenuta molto debole e infossata nelle guance che però mantenevano il colore roseo.

 4 – Gioacchino disprezzato nel tempio ritorna al suo gregge
Passarono così molti anni invocando la benedizione del Si­gnore sulla loro unione; Gioacchino si approssimava ad offrire un ennesimo sacrificio al tempio. Alcuni giorni prima di quest’offer­ta la coppia si era ritirata in orazione rivestita di dolorosi cilici. L’ultima notte in particolare rimasero prostrati al suolo. All’alba Gioacchino si incamminò con i suoi servi verso il tempio: portavano colombi uccelli di varie specie agnelli ed altre cose da sacrificare e offrire a Dio. Li vidi su un prato verde gran­dissimo che si trova a mezza strada tra Betania e Gerusalemme sul quale vidi in altre occasioni anche Gesù. Prima di entrare nel tempio lasciarono i loro asini nelle stalle adiacenti vicino al mer­cato del bestiame. Il gruppo salì le scale e varcò la soglia del sacro luogo. Mentre i servi consegnavano le vittime Gioacchino attraversò le diverse sale del tempio anche quella dove si trovava il bacino dell’acqua in cui si lavavano tutte le vittime prima del sacrificio. Poi attraversò un lungo corridoio ed entrò in una sala posta alla sinistra dello spazio dell’altare su cui ardevano le vittime dove c’era la tavola del pane di propiziazione ed il candelabro dalle sette braccia. In questo luogo vidi come Gioacchino fu messo alla prova dal sacerdote Ruben il quale disprezzò i doni sacrificali del pio uomo gettandoli in un canto e non mettendoli con gli altri in mostra sotto le inferriate sul lato destro della sala. Inoltre Ruben rimproverò Gioacchino dinanzi a tutti gli astanti a causa della sua infecondità. Il pover’uomo si mise per la vergogna in un angolo in cui vi era uno steccato chiuso da sbarre. Poi se ne andò addolorato riprendendo la via del ritorno. Passando per Betania nella zona di Machàrus si recò ad una riunione di Esseni per rinvigorirsi alle loro parole e ricevere con­sigli e consolazione. In questa stessa casa vivrà il profeta Manachem che predisse ad Erode i suoi misfatti. Poi Gioacchino passando il Giordano si ritirò tristemente sul monte Hermon che da un lato è illuminato dal sole verdeggiante e coperto di alberi rigogliosi di frutta mentre dall’altro lato è ri­coperto di neve. Sull’Hermon Gioacchino aveva un gregge di pe­core. era il più lontano dalla sua abitazione.

5 – Anna accoglie l’annuncio della fecondità e si reca al tempio L’Angelo del Signore scrive il nome “Maria”
Gioacchino non fece sapere ad Anna che si era ritirato sul­l’Hermon. Dopo l’offesa al tempio egli si sentiva frustrato ed af­flitto al punto che non poteva parlare con nessuno e non voleva mostrarsi nemmeno a sua moglie. Anna seppe da altre persone della vicenda del tempio e si senti profondamente rattristata. Vidi la pia donna piangere col volto chinato al suolo e fortemente preoccupata perché non sapeva dove era finito Gioacchino. Egli restò per cinque mesi presso il suo gregge ritirato in que­sto modo. Una sera Anna ebbe un alterco con una sua ancella che vole­va recarsi alla festa dei Tabernacoli. Per vari motivi fu costretta a rimandare quest’ancella a casa dei genitori. Inviperita per l’affron­to la serva le rinfacciò la sterilità e l’abbandono del marito. Dopo quest’offesa Anna si senti malissimo e si ritirò nelle sue stanze a meditare e a bussare alla porta di Dio. In seguito a que­ste preghiere seguendo la voce Celeste andò in giardino e avvol­gendosi interamente in un ruvido panno che le copriva pure la te­sta si pose sotto il grande e strano albero che formava una spe­cie di pergolato. Accese una lampada appesa in una specie di cassetta fissata all’albero e si dispose a leggere delle preghiere scritte su un papiro. I rami di quest’albero grandissimo cadevano fin sul terreno e sul muro circostante e vi mettevano perfino ra­dici. Queste radici producevano nuovi rami che a loro volta cade­vano al suolo e facevano crescere altri rami; così si era formato un lunghissimo viale di pergolati. Quest’albero era molto raro era della stessa specie di quello del frutto proibito del Paradiso terrestre. Produceva della magnifica frutta che pendeva dai rami credo che fossero grandi pere assai succose. Le foglie poi erano gran­dissime direi quasi enormi della stessa fattezza di quelle che usa­rono Adamo ed Eva per coprirsi dopo il peccato. Gli Ebrei ado­peravano le foglie specialmente in occasione della festa dei Taber­nacoli per adornare le pareti disponendole a scaglie. Anna seduta sotto l’albero s’immerse in una preghiera pro­fonda e pregò Dio che se anche l’avesse condannata alla sterilità almeno le facesse ritrovare Gioacchino. Mentre pregava in questo modo scese dalla sommità dell’albero un Angelo di Dio che le apparve improvvisamente e le annunciò che l’Onnipotente avreb­be esaudito tutte le sue suppliche e le avrebbe dato tutto quanto abbisognava. Infine la esortò a recarsi al tempio con due ancelle e a portarvi un sacrificio di due colombe. Le annunciò che avrebbe incontrato Gioacchino sotto la “porta d’oro” poiché anch’egli era stato avvertito che era entrato nella grazia del Signore. Poi le dis­se che presto avrebbe saputo il nome della figlia che era prossi­ma per volontà celeste. Subito dopo l’Angelo scomparve. Anna si senti riempita di grazia e colma di gioia ringraziò Dio onnipotente e misericordioso. La pia donna rientrò subito nelle sue stanze in uno stato di felicità estatica. Vidi che dopo essersi svestita si avvolse dalla te­sta ai piedi in un lenzuolo molto ampio. Quindi si mise a letto pregò e si sdraiò sul fianco destro. Dormi alcune ore improvvisa­mente un Angelo luminoso scese su di lei mentre tutta la stanza fu avvolta da una luce potente. Vidi che l’Angelo stese su di lei la mano e scrisse sulle grandi pareti luminose il nome “Maria”. Poi la santa presenza scomparve nella luce. Anna era rimasta come rapita in un sogno estatico. Ripresa co­noscenza si sedette sul letto e pregò fervidamente; poi ricadde in un sonno profondo. A mezzanotte come per una chiamata inte­riore Anna si svegliò e vide con immensa gioia del cuore lo scrit­to alla parete. Erano come grandi lettere rosse dorate e luminose; Anna le contemplò fino all’alba quando disparvero con il fascio luminoso. La santa Donna era divenuta bellissima e sembrava ringiovanita la visita dell’Angelo e il nome di sua figlia l’aveva­no rigenerata nelle più intime profondità del cuore. Vidi che Anna era divenuta un vaso per contenere la volontà di Dio la donna scelta per essere la madre della Santa Madre era stata trasformata in un tabernacolo vivente e miracoloso per acco­gliere e custodire degnamente una tale santità. Credo che Anna avesse a quel tempo quarantatre anni. La futura madre di Maria riempita di spirito e di santità si alzò accese la lampada pregò e preparo il suo viaggio verso Gerusalemme con i doni sacrificali. Quella mattina tutta la casa sembrava più luminosa e la ser­vitù si dimostrava inebriata da una gioia meravigliosa sebbene nes­suno avesse appreso la notizia o avesse visto apparire l’Angelo.

6 – Gioacchino consolato dall’Angelo si reca ancora una volta al tempio con nuove offerte sacrificali
Vidi Gioacchino sul monte Hermon in grande tristezza men­tre si preparava per la festa dei Tabernacoli. I pastori suoi dipen­denti non sapevano della sua storia e non sospettavano nemme­no il motivo per cui egli si era ritirato sul monte vicino al Gior­dano. Guardava i capretti saltellare vicino alle loro mamme e si rat­tristava pensando che non poteva aver mai più figli. Mentre pre­gava e si sentiva scoraggiato di recarsi come al solito a Gerusa­lemme per l’offerta al tempio gli apparve l’Angelo che lo conso­lò esortandolo ad andare al tempio poiché le sue offerte questa volta sarebbero state ben accolte e le sue preghiere esaudite. Egli si sarebbe congiunto con la sua sposa sotto la “porta d’oro” del tempio. Allora vidi Gioacchino illuminarsi dalla gioia e suddividere il gregge in tre parti: la minore per lui la migliore agli Esseni e la più bella parte quella scelta con accuratezza la inviò al tem­pio per mezzo dei suoi servi. Egli giunse a Gerusalemme il quar­to giorno della festa dei Tabernacoli e si diresse subito al tempio. Nello stesso giorno arrivò anche Anna e andò ad alloggiare presso i parenti al mercato del pesce. Quando Anna e Gioacchino si incontrarono sotto la “porta d’oro” era l’ultimo giorno della festa. Entrambi si riempirono di luce. Vidi come questa volta i sacerdoti accolsero bene le offerte del sant’uomo addirittura alcuni di essi gli andarono incontro nel ve­stibolo appena egli fu annunciato. La sua offerta sacrificale al tempio di Gerusalemme consisteva in due agnelli e tre animali graziosi credo che fossero capretti. Molte persone che lo conoscevano si complimentarono con lui per la buona accettazione dei suoi doni sacrificali. Vidi il tempio tutto aperto e luminoso a causa della festa era adornato di ghirlande di foglie e frutta una capanna di frasche veniva addobbata dove c’erano otto colonne ancora libere. Gioac­chino percorse la stessa via dell’ultima volta e vide le sue bestie uccise e bruciate sull’altare sacrificale del tempio. Qualcosa di que­ste vittime era stato già bruciato a destra del vestibolo vicino alla grande cattedra. Vidi i sacerdoti nel Santotenere un sacrificio incruento con l’incenso odoroso. Furono anche accese le sette candele nei sette bracci del candelabro d’oro ma non contemporaneamente. Ho visto spesso infatti che le candele disposte nel candelabro vengono accese in momenti particolari e non tutte insieme poiché ogni braccio ha il suo significato particolare. Quando il sacrificio fu consumato e sali al cielo vidi un rag­gio di luce scendere sui sacerdoti nel Santo e contemporaneamente Gioacchino che era fuori nella sala fu anch’egli riempito della medesima luce. Seguendo un comando celeste vidi due sacerdoti dirigersi improvvisamente nella sala dove si trovava il pio uomo lo presero e lo portarono con loro attraverso le sale laterali fino all’altare d’oro dei sacrifici odorosi. Il sacerdote allora sciolse sull’altare una miscela di ingredienti che appartengono alla tradizione religiosa Giudea dei sacrifici odo­rosi quotidiani. Da questo mucchio di erbe aromatiche si alzò un odore acre e penetrante che dall’incensiere d’oro dell’altare dei sacrifici rag­giunse il vestibolo del Santissimo. Poi i sacerdoti se ne andarono lasciando Gioacchino solo nel Santo. Mentre il sacrificio odoroso si consumava egli rimase prostrato in ginocchio con le braccia aper­te e sollevate in stato di profonda adorazione. Improvvisamente calò su lui la figura di un Angelo avvolta in un fascio di luce radiosa che gli diede un foglietto sul quale lessi tre nomi scritti con lettere luminose: Elia Anna Myriam. Vicino a quest’ultimo nome vidi l’immagine di una piccola Arca dell’Alleanza oppure di un Tabernacolo. Gioacchino depose con cura questo foglietto sul petto sotto la sua veste. L’Angelo gli disse che la sua infecondità del momento si sa­rebbe rivelata per lui una gloria e non una vergogna poiché l’at­tesa avrebbe presto fruttificato quello che la sua sposa doveva accogliere: il Frutto immacolato della Benedizione Divina la massi­ma benedizione di Abramo. Siccome Gioacchino non poteva comprendere quanto gli dice­va l’Angelo quest’ultimo lo guidò dietro una tenda non lontana dall’inferriata del Santissimo. Vidi poi l’Angelo avvicinarsi all’Arca dell’Alleanza e prendervi qualcosa che diede al sant’uomo. Era una sfera luminosa o un cerchio di luce l’Angelo gli or­dinò di alitarci sopra e guardare. L’alitare di Gioacchino produceva delle immagini nel cerchio di luce egli le guardava con mera­viglia e silenziosa devozione. Il suo alito non rendeva opaca la sfera. L’Angelo allora gli disse: “Come è rimasta pura questa sfera dal tuo alito così verrà accolta la bambina da Anna”. L’Angelo allora innalzò la sfera di luce nell’aria ed io vidi attraverso un apertura laterale della medesima susseguirsi un ca­rosello di immagini sacre e di simboli: dalla caduta fino alla reden­zione dell’umanità. L’una dopo l’altra si susseguirono le molteplici immagini relative allo sviluppo dell’umanità. Furono talmente nu­merose che le ricordo solo confusamente. Ricordo però che su tutte le immagini si stagliava la Trinità sotto e dilato vedevo il Para­diso. Vidi Adamo ed Eva il peccato la promessa della redenzione e così tutte le immagini legate alla Promessa: Noè il diluvio l’Ar­ca la Benedizione di Abramo la tradizione della Benedizione che si trasmetteva al primogenito da Abramo a Isacco da Isacco a Gia­cobbe; poi vidi quando la Benedizione venne presa da Giacobbe e quest’ultimo lottare con l’Angelo; indi mi fu mostrato come essa raggiunse Giuseppe in Egitto e come entrò in lui e nella sua spo­sa in un’altissima solennità spirituale. Vidi pure le reliquie di Giu­seppe e Asenet sua moglie; e come per mezzo di Mosè il sacrario della Benedizione venne portato fuori dall’Egitto e divenne il Santissimo dell’Alleanza la sede del Dio vivente tra i suoi popoli. Vidi ancora il servizio e la condotta del popolo di Dio in relazio­ne al Sancta Sanctorum e il succedersi della santa generazione che avrebbe procreato la Santa Vergine e il Salvatore; la loro presenza eterna nella storia del mondo e dei profeti. Vidi tutto questo roteare in una giostra di immagini simboli­che all’interno del cerchio di luce e anche sotto e sopra di esso: grandi città torri palazzi troni portoni giardini fiori e tutte le immagini e i simboli collegati armonicamente tra loro da fasci di luce. Tutto era però turbato e minacciato da animali feroci e da figure orrende. Queste fiere mostruose simbolizzavano i molteplici turbamenti e le lotte attraverso le quali si sviluppava la stirpe della Santa Vergine da cui Dio si farà carne per divenire uomo. Mi ricordo di aver visto anche un magnifico giardino circondato da una fitta siepe di spine la quale era ricolma di serpenti e di altri animali ripugnanti. Essi non riuscivano a penetrare nel luogo meraviglioso nonostante l’assediassero e facessero di tutto per invaderlo. Vidi anche una torre attaccata da tutte le parti da guerrieri che poi una volta conquistata precipitavano da essa. Vidi molte im­magini e simbolismi in stretta relazione con la storia della Santa Vergine e i suoi progenitori; i passaggi e i ponti che tutto colle­gano significano la vittoria sui turbamenti e sugli ostacoli alla salvezza.
“Vedo una carne pura e un sangue purissimo che erano stati offer­ti dalla misericordia di Dio per la salvezza dell’umanità. Questa carne e questo sangue entrarono disperdendosi nel torrente oscuro del mondo terreno in quel torrente che tendeva sempre più a straripare e ad intor­bidirsi. Intanto per mezzo delle innumerevoli grazie di Dio e delle ftde­li devozioni offerte dagli uomini con immensa fatica furono ritrovati gli elementi dispersi di questa carne e questo sangue ed uscì finalmente fuori dal torrente placato la Santa Vergine dalla quale il Verbo si è fatto carne ed ha abitato tra noi”.
Tra quello che vidi nella sfera di luce c’erano anche le imma­gini che conosco da tempo esse si riferiscono alle Litanie lauretane; quando prego la Madonna con queste Litanie le contemplo con la vista del cuore. Come ho detto le migliaia di immagini si susseguirono nella sfera fino al compimento di tutta la misericordia di Dio e alla ca­duta dell’umanità. La sfera luminosa mostrò inoltre l’altra parte del Paradiso di fronte alla Gerusalemme Celeste ai piedi del Trono di Dio. Quando tutto scomparve mi resi conto che la sfera non era altro che un punto di luce meravigliosa in cui si erano avvicendate le immagini del~ rivelazione dell’Angelo.

7 – Gioacchino riceve la benedizione dell’Alleanza
Adesso vidi che l’Angelo con la punta del suo pollice e del­l’indice segnava oppure ungeva la fronte di San Gioacchino e gli metteva qualcosa nella bocca mentre un raggio di luce rendeva luminoso il bocconcino; poi da un piccolo calice irrorato di luce splendente gli diede da bere un liquido chiaro. Gioacchino afferrò il calice con due dita e bevve. Il calice era simile a quello usato da Gesù nell’ultima Cena solo che mancava la parte inferiore. Mi sembrò che l’Angelo con quel bocconcino gli avesse dato una piccola spiga di grano luminosa e dell’uva luccicante. Subito dopo questa funzione tutte le colpe le voglie peccaminose e le impurità di Gioacchìno scomparvero. Compresi interiormente che l’Angelo aveva fatto partecipe Gioacchino del santissimo fiorire di quella benedizione all’origine data da Dio ad Abramo e che finalmente da Giuseppe in poi era divenuta il sacrario dell’Alleanza la sede di Dio tra i suoi popoli. L’Angelo diede a Gioacchino questa benedizione nello stesso modo come l’aveva ricevuta Abramo. Il benedicente Angelo di Abramo la prese dal suo stesso petto mentre con Gioacchino fu presa dal Tabernacolo del Santissimo come fosse trasmessa ad un sacerdote nel quale il Verbo si incarna. Dio introdusse la tradizione di questa grazia con la benedi­zione di Abramo e così la medesima si tramandò attraverso tutti i Padri del suo futuro popolo. Fin dalla mia prima gioventù nelle molteplici contemplazioni sull’Antico testamento spesso ho visto nell’Arca dell’Alleanza la base per la fondazione di una Chiesa perfettissima ma molto auste­ra. Mai vidi le Tavole della Legge ma tantissime altre cose.

8 – Gioacchino ed Anna si incontrano sotto la “porta d’oro”
Quando l’Angelo scomparve Gioacchino guidato da un’intui­zione Divina si diresse verso un vestibolo sotterraneo santificato che si trova sotto il pavimento del tempio e la “porta d’oro”. Ho avuto visioni sul significato e l’esistenza di questo vestibolo sotter­raneo del tempio e anche sulla sua funzione: seppi che era santificato per la benedizione degli infecondi. In questo luogo si usava praticare dietro determinate con­dizioni la purificazione e la propiziazione del Cielo l’assoluzione dai peccati e così via. Così la devota coppia si ricongiunse e fu riempita di luce. Maria Santissima stava per essere concepita senza peccato. Questo vestibolo dove Gioacchino era entrato per una picco­la porta era meraviglioso: all’inizio la sala era in discesa e stretta poi si allargava sempre più; le pareti irradiavano una luce dorata con venature verdine come se fossero state coperte d’oro. Dall’alto appariva una luce vermiglia. Dappertutto c’erano magnifiche colon­ne. Gioacchino percorse più della metà della grande sala e giun­to ad una colonna che raffigurava un albero di palma con foglie ricurve e frutti incontrò Anna. Essi si abbracciarono colmi di san­ta letizia manifestandosi reciprocamente la felicità interiore che li pervadeva. Li vidi avvolti come da una nuvola luminosa. Vidi su questa nuvola una schiera di Angeli la quale porta­va una torre alta e piena di luce che si librava su Anna e Gioac­chino. Questa torre d’avorio era simile a quella di David delle Litanie lauretane. Infine quando la torre scomparve i due rima­sero circondati da un’aureola raggiante di strali lucenti. Vidi allo­ra in seguito alla benedizione ricevuta svilupparsi la Concezione di Maria pura e pulita dal peccato originale. Ebbi una visione indicibile: su di loro si aprì il Cielo magni­fico e si manifestò la gioia della Santa Trinità degli Angeli e di tutte le Sante Anime partecipanti alla benedizione segreta dei genitori di Maria. Lodando Dio Anna e Gioacchino si diressero in alto verso la “porta d’oro”. Giunsero sotto un arco bellissimo e alto come una specie di cappella illuminata da candelieri e dal fuoco di numerose torce. Qui vennero accolti dai sacerdoti che li guidarono all’uscita del tempio. Passarono per la sala del Sinedrio sita giusto sopra la sala sotterranea dell’incontro. Così Gioacchino ed Anna si trovarono presto fuori dal tem­pio al più esterno margine della montagna verso la valle di Gio­safat dove non si può andare avanti ma bisogna voltare a destra oppure a sinistra. Dopo aver fatto visita ad una dimora di sacerdo­ti la coppia si incamminò sulla via del ritorno. Giunti a Nazareth Gioacchino tenne un allegro banchetto dove sfamò molti poveri e distribuì loro elemosine. Spesso questa pia coppia dedicò sinceramente a Dio copiose lacrime di gratitudine. Il profondo sentimento religioso di Anna e Gioacchino agi for­temente sui figli facendo lievitare in loro la sincera devozione per Dio; la Santa Vergine crebbe quindi in un clima di lucente purez­za e massimo rispetto verso le leggi divine. Vidi come tutte le asti­nenze e le moderatezze di questa coppia particolarmente dopo il Concepimento di Maria Santissima allontanarono dal frutto i nu­merosi germogli dei peccati. Con queste visioni ebbi occasione di capire sempre più come fosse smisurata la radice dei peccati e la loro deformità negli esseri umani.
Nota esplicativa alle visioni sulla Concezione della Santissima Vergine Maria
Le visioni che seguono furono raccontate dalla venerabile Suor Emmerick nell’ottava delle celebrazioni della Concezione di Maria. Le visioni gettano una luce magnifica sul mistero dell’elezione del­la preparazione e della venerazione del Vaso della grazia. La Veggente le raccontò in modo frammentario al poeta Brentano perché era afflitta da molteplici sofferenze. Lo scrittore cercò di dare loro una forma discorsiva e unitaria.

9 – La rigenerazione dell’umanità mostrata da Dio agli Angeli
Ebbi una meravigliosa visione di Dio il quale dopo la caduta dell’uomo mostrava agli Angeli in che modo intendeva rigenerare l’umanità. A prima vista io non compresi quella visione ma poco dopo essa mi apparve chiarissima. Vidi il trono di Dio e la Trinità Santissima e contempora­neamente le Tre Persone che La compongono; i nove Cori degli Angeli e l’indicibile giubilo che ricevettero quando il Signore an­nunciò loro il modo in cui voleva fosse rigenerata l’umanità avvi­lita. Le intenzioni benefiche del Signore per l’uomo mi si apriro­no allo sguardo interiore con un molteplice simbolismo. Vidi que­sti simboli manifestarsi dinanzi ai nove Cori degli Angeli forman­do una specie di storia generale del destino dell’umanità. Gli Angeli si erano predisposti all’accoglienza di quelle imma­gini con la contemplazione più profonda. Non mi è possibile ricordare l’ordine in cui si svolsero que­ste visioni ma mi affiderò a Dio nella narrazione. Comparve dinanzi al trono del Signore un monte di pietre preziose con dei gradini; lo vidi crescere finché assunse la forma definitiva di una torre contenente tutti i tesori spirituali e tutti i doni della Grazia Celeste. La torre era circondata dai nove Cori angelici. Allora vidi apparire in cielo una figura simile ad una Vergine che si posò prima sulla torre e poi scomparve in essa. La torre era molto larga ed aveva alla sommità una piattafor­ma aperta dalla parte posteriore per la quale mi parve fosse en­trata la Vergine. Non era la Santa Vergine Maria nel tempo mate­riale bensì nell’eternità Celeste e in Dio. La sua figura si trasformava a poco a poco dinanzi alla San­tissima Trinità in una piccola nube che usciva dall’alito di Dio. A questo punto della visione scorsi tra i Cori degli Angeli un Vaso della Santissima Trinità che si ricoprì a poco a poco di nu­merosi simboli dal significato più diverso; ai lati stavano due fi­gure che si tendevano la mano. Il Vaso si ingrandiva divenendo sempre più splendido e magnifico. Allora la piccola nuvoletta luccicante fu inviata dall’alito di Dio in quel Vaso dove ivi giunta disparve dentro. La nuvoletta leggerissima che aveva attraversato i nove Cori degli Angeli era la benedizione pura che recava la Grazia Divi­na alla sacra discendenza affinché potesse procreare spiritualmente senza peccato. Vidi poi una schiera di figure simboliche sinistre rappre­sentanti gli spiriti del peccato e dell’errore emergere dalle più basse profondità della terra per bloccare il piano universale salvi-fico deciso dall’Onnipotente. Ma gli Angeli combatterono contro di esse e le ricacciarono. Vidi ancora sorgere dal basso una chiesa falsa perché non aveva il campanile. Infatti gli Angeli la respin­sero e vidi che crollando si rovesciava su di un solo lato. Gli Angeli prepararono un calice che aveva una forma simile a quello della santa Cena e lo inviarono dalla Santa Vergine. Vidi altresì comparire una casa o torre mozza dalle molte porte. Grandi masse di gente vi entravano e nella folla mi parve di riconoscere le figure di Abramo e dei figli d’Israele. Credo che si alludesse alla loro schiavitù e la torre rotonda e fatta a gra­dini simbolizzava l’Egitto. Fu respinta pure dagli Angeli e crollò da un lato. Poi vidi erigere un tempio egiziano alla cui estremità scorsi degli idoli e l’immagine di una vergine velata. Vidi il messo di Elia descrivere ai sacerdoti il simbolo della nascita della Santa Vergine che il profeta aveva visto sul monte Carmelo di cui parlerò più avanti. Questo tempio venne pure allontanato dagli Angeli e fu messo in posizione obliqua come gli altri. Vidi infine fiorire fra i Cori degli Angeli alla destra della san­ta torre un ramo che si trasformò in un vero albero genealogico con molte piccole figure d’uomo e di donna che si porgevano la mano. L’albero terminava con una piccola mangiatoia dove giaceva un bambino. Infine comparve un tempio grande e magnifico. Tutte queste immagini erano legate tra loro da una meraviglio­sa armonia e da un legame misterioso. La descrizione dei simboli sembra quasi impossibile. Credo che le apparizioni malvagie e di cattivo significato come la torre rotonda e la falsa chiesa respinte dagli Angeli dovevano servire alla purificazione del mondo terre­no. Erano tutti simboli relativi alla salvezza e all’approssimarsi della venuta della Santa Vergine sulla terra.

10 – Un’immagine simbolica di Maria Santissima in Egitto prima di Elia
Molto tempo prima di Elia in una parte remota dell’antico Egitto piuttosto lontana dalla Terra Promessa vidi un avvenimento simbolico legato alla venuta della Santa Vergine: un idolo assai strano era stato consacrato a un tempio pagano un’immagine sacrificale e crudele con la testa che non aveva né la forma di un uomo e neppure di un bue e mostrava tre cornadelle quali una sporgeva in mezzo alla fronte. L’idolo era cavo internamente per bruciarvi dentro le vittime. I piedi avevano la forma di zanne. In una mano teneva una pian­ta che sorge dall’acqua simile ad un giglio che si apre e si chiu­de sempre rivolto al sole mentre nell’altra teneva una spiga di gra­no. Vidi poi vicino all’idolo un’orribile ed oscura apparizione; ma fui però immediatamente illuminata dalla visione di un grande Angelo simile a quello che comparve a Giovanni l’Evangelista. L’Angelo battè col bastone il dorso della figura oscura e que­sta che era il diavolo in persona dovette inchinarsi e parlare dal­l’idolo dicendo al popolo che doveva consacrare il tempio non a lui ma ad una Vergine che sarebbe apparsa sulla terra; disse inol­tre che bisognava crederle perché si doveva a Lei ogni vittoria sugli spiriti del male. Allora quel popolo si convinse ed eresse un nuovo tempio consacrandolo all’immagine di una vergine alata che fu posta sul­la parete. L’immagine raffigurava una vergine che si librava su una navi­cella in cui giaceva un bambino in fasce. La navicella si posava su una piccola colonna. Due figure indistinte ponevano alcune cose in una bilancia che pendeva da una delle due braccia che la vergine teneva aperte. La navicella nella quale riposava il fanciullo era simile a quella in cui era stato posto Mosè sul Nilo con la sola differenza che era tutta aperta nella parte superiore mentre quella di Mosè meno una piccola apertura era interamente chiusa.

11 – Elia ha una visione della Santa Vergine e apprende i misteri relativi alla sua venuta
Vidi la Terra Promessa languire per mancanza di piogge ed Elia accompagnato da due servi ascendere il monte Carmelo e pregare il Signore per la grazia di una pioggia ristoratrice. Salirono un’erta scoscesa poi salendo altri gradinì scavati nelle rupi arrivarono ai piedi di un’altura sulla quale si ergeva un sa­lita di grossi massi con in cima una caverna. Elia raggiunse quel­la cima mentre i servi seguendo il suo ordine erano rimasti sul pianoro ai piedi dell’altura; ad uno di essi era stato affidato il com­pito di osservare il lago di Galilea che si presentava in uno stato deplorevole: quasi prosciugato con fosse piene di acqua stagnante e di scheletri imputriditi. Elia si genuflesse al suolo chinò il capo fra le ginocchia e supplicò ardentemente il Signore di mandare la grazia della piog­gia per far cessare tutta quell’aridità. Quindi domandò per sette volte al servo se avesse visto qualche nube. Per sei volte il servo rispose sempre negativamente alla settima vide sollevarsi una pic­cola nube sul lago e lo annunciò ad Elia che appena apprese la notizia spedì immediatamente il servo dal re Achab. Subito dopo vidi al centro del lago formarsi un bianco vor­tice che poi divenne una nuvoletta nella quale vidi stagliarsi la piccola figura luminosa di una Vergine con il capo circondato da un’aureola luminosissima. Aveva le braccia aperte nel simbolo della croce e da una delle sue mani pendeva una corona simbolo di vit­toria salvifica. Portava una lunga veste fin sotto ai piedi. Mi sem­brò che la Vergine volesse distendere le braccia su tutta la Terra Promessa. La nuvoletta si sciolse lentamente in gocce di rugiada che vidi cadere sopra alcuni luoghi santi e benedetti dove abitavano uomi­ni pii e desiderosi dell’eterna salvezza. Mi fu rivelato che la be­nedizione della rugiada su quei luoghi era il simbolo della grazia. In questo modo la terra veniva resa feconda e preparata ad accogliere la nascita della Madonna. Feci poi un sogno nel quale vidi i misteri relativi alla venuta della Santa Vergine nel mondo. Poiché Ella apparve alla settima chiamata Elia ne dedusse che sarebbe comparsa sulla terra nella settima età dell’universo. Egli vide pure la genealogia dalla quale la Vergine avrebbe avuto origine: scorse il simbolo di un albero genealogico assai basso e molto largo mentre dalla parte opposta gli apparve un altro albero largo assai alla radice il quale si assottigliava verso la cima ed inchinava la sua sommità verso il primo. Con questa visione Elia comprese come e quando sarebbe stata concepita la fu­tura Madre del Salvatore. Dopo questa rivelazione allargò la spelonca in cui pregava e cercò di stabilire una diversa disciplina devozionale tra i figli dei profeti. Tra questi ci furono alcuni che diedero origine alla devozio­ne della Vergine supplicando Dio per la sua venuta. La devozione continuò durante tutta l’esistenza di Maria San­tissima sulla terra prima da parte degli Esseni e poi tra gli eremiti dai quali provennero i monaci Carmelitani. Questi portaro­no avanti il culto della Madonna fino ai giorni nostri.

12 – Chiarimenti intorno alla visione di Elia
Vidi il popolo in gran tumulto dinanzi al tempio di Gerusa­lemme: gente agitata correre di qua e di là dappertutto vidi par­lare e crearsi piccole assemblee di popolo. Tutti pregavano e invocavano Dio per la pioggia si cercava Elia in ogni luogo. Frattanto l’Angelo del deserto lo dissetava con un bariletto lucente a strisce bianche e rosse. Vidi Elia con Achab il sacrificio sul Carmelo la sconfitta dei sacerdoti idolatri le sue preghiere per ottenere l’acqua e la formazione delle nubi. Il profeta invocò con le sue suppliche la grazia divina dopo di che si addensarono le nubi che egli suddivise e dispose secon­do il contenuto interno altrimenti ne sarebbe derivato un acquaz­zone rovinoso. I sette interrogativi da lui rivolti al servo prima che comparisse il simbolo della grazia accennavano a sette epoche o generazioni che dovevano succedersi prima che la vera benedizio­ne ponesse ferme radici in Israele. Nella prima nube che comparve vide egli stesso un simbolo della Santa Vergine e vi riconobbe parecchi misteri che erano re­lativi alla famiglia ed alla prossima apparizione sulla terradella Madre di Dio. Vidi quelle nuvole piene di rugiada costeggiare il Giordano ed addensarsi su alcune zone; vidi anzi che i vortici rilucenti cade­vano particolarmente sopra Ainon davanti a Salem sui luoghi che più tardi avrebbero dovuto essere testimoni del Santo Battesimo. Domandai al mio Angelo il significato degli orli variopinti che si vedevano nelle nubi rugiadose: questi mi spiegò la cosa col paragone di una conchiglia marina la quale porta i colori dell’i­ride alle estremità ed esposta al sole ne assorbe le tinte fin nelle viscere dove nasce la perla candida e bella.. Il     riferimento simbolico era abbastanza chiaro. Mi fu pure detto che senza quella rugiada e quella pioggia ristoratrice la venuta della Santa Vergine sarebbe stata ritardata di un secolo; invece la terra così inumidita e benedetta avrebbe risto­rato e nutrito la gente con i suoi frutti e la carne si sarebbe nobi­litata ricevendo la grazia. Scorsi la luce della rugiada fecondatrice passare di generazione in generazione fino alla Madonna. Vidi anche che prima di Elia il terreno e la carne languivano inariditi per la mancanza d’acqua come lo spirito degli uomini prima del battesimo di Giovanni. Questa visione raffigurava chia­ramente la condizione dell’umanità prima di San Giovanni Batti­sta. Quelle angustie quel languore le preghiere per ottenere con la pioggia un refrigerio ed un conforto la ricerca dappertutto di Elia altro non erano che il vivo desiderio con cui l’umanità stan­ca ed avvilita dalla cecità della Sinagoga aspettava la luce e l’ac­qua del battesimo la rigenerazione dall’ignoranza e l’inizio della missione di Giovanni.

13 – L’immagine della Santa Vergine in Egitto
Secondo la visione che ebbi il messaggio salvifico fu diffuso in Egitto nel modo che segue. Elia ricevette il comando divino di convocare da levante da settentrione e da mezzogiorno tutte le devote famiglie che viveva­no disperse a questo scopo scelse tre discepoli a cui affidò la mis­sione di annunciare questa convocazione. La scelta dei legati fu molto difficile perché i messi dovevano essere capaci di evitare le numerose insidie e le difficoltà a cui andavano incontro. Quando venne il segnale l’uno si diresse verso settentrione l’altro verso levante ed il terzo verso mezzogiorno. Quest’ultimo doveva attraversare l’Egitto dove gli Israeliti correvano il concreto pericolo di essere uccisi. Il messo di Elia fece la stessa via che più tardi percorrerà la Santa Famiglia nella sua fuga in Egitto; infatti lo vidi passare nelle vicinanze di On dove sarà condotto tempo dopo Gesù bambino. Vidi il messo passare trafelato dinanzi ad un tempio idolatra che si ergeva sopra una vasta pianura ed era circondato da prati e da molti edifici. Quando passò per questo luogo i pagani stavano proprio in quel momento adorando un toro vivente. Nel tempio avevano l’immagine di un toro e di parecchi altri idoli. I loro sacrifici erano orrendi uccidevano anche tutti i bambini nati deformi. Il discepolo del Profeta appena fu visto dagli adoratori del toro fu afferrato e condotto dinanzi ai sacerdoti. Per la forte cu­riosità di sapere chi era non pensarono di ammazzano subito in­vece gli domandarono chi fosse e perché fosse passato per quel luogo. Egli rispose loro sinceramente che stava per nascere una Vergine da cui sarebbe provenuta la salvezza dell’universo per mezzo della quale sarebbero stati distrutti tutti gli idoli. La sua dichiarazione impressionò profondamente i pagani; così essi lo lasciarono andare senza arrecargli alcun male. Dopo aver discusso a lungo tra loro decisero di scolpire l’immagine di una vergine con le braccia aperte che assicurarono al centro del sof­fitto del tempio. Questa figura era piuttosto simile a tutti gli altri idoli del loro tempio: metà donna e metà leone. La vergine portava sulla testa un canestro da frutta piccolo ma alto; la parte superiore delle braccia fino al gomito era paral­lela quasi unita al corpo; la parte inferiore sporgeva fuori e im­pugnava delle spighe di grano. Aveva tre mammelle una molto grossa nel mezzo del petto; le altre due più piccole stavano ai lati. La parte inferiore del corpo era avvolta in una lunga veste i piedi erano assai piccoli in proporzione alla persona e terminavano in una forma appuntita. Sulle braccia si mostravano delle ali fatte di finissime penne intrecciate tra loro. Così pure lungo i fianchi si vedevano penne intrecciate che scendevano fino alla metà del corpo. La veste non formava pie­ghe di sorta. Il popolo pagano adorava quest’immagine e le offriva sacrifici di ringraziamento affinché non distruggesse il dio Apis e tutti gli altri dei della loro tradizione. Ma nonostante il nuovo culto isti­tuito essi continuarono i loro riti orrendi. Scolpirono la figura della vergine descritta dal discepolo di Elia secondo la loro immaginazione.

14 – Maria Santissima annunciata ai mistici pagani
Vidi allora che il Signore nella sua infinita misericordia vol­le che si annunciasse ai devoti pagani la futura nascita del Mes­sia per mezzo di una Vergine della Giudea. Una stella del firmamento fu il segnale che rivelò questo av­venimento ai Caldei popolo che studiava intensamente il corso degli astri e da cui provennero i Santi tre Magi. I Caldei ne trassero i vaticini. I simboli che esistono nei loro templi mi mostrarono in che modo essi fossero pervenuti alla conoscenza della Santa Vergine. Dì questo ne ho parlato esaurientemente quando ho racconta­to le visioni sul viaggio di Gesù dopo che Egli richiamò Lazzaro in vita.

15 – Apparizione della Santa Madre Anna e della Madonna alla Veggente
Nel pomeriggio del 26 luglio 1819 dopo aver narrato molte cose intorno alla vita di San t’Anna Suor Emmerick si addormentò. Il        giorno seguente così disse:
“Nel dormiveglia vidi una ragazzina avvicinarsi al mio letto l’avevo già vista altre volte nei sogni e nelle meditazioni: era ver­gine graziosa e bella; il suo capo era coperto da una benda can­dida che si allacciava sulla nuca e vi teneva raccolti i capelli; la lunga veste che la ricopriva era di lana bianca con le maniche chiuse ma alquanto rigonfie vicino al gomito. Sopra portava un mantello lungo di lana scura credo fosse di cammello. Si avvici­nò ancor più al letto dicendomi laconicamente: – Tu hai parlato assai di me ora devi osservarmi e tenermi presente – allora le chiesi: – Ho parlato troppo? – No! – rispose seccamente quin­di spari. Rimasi assopita in una specie di estatica letizia quando ad un tratto apparve innanzi al mio letto un’anziana ebrea di circa cin­quant’anni. Aveva la testa un po’ inclinata e le guance infossate. Sebbene avesse una figura assai macilenta era di gradevole aspetto. Mi stavo chiedendo appunto cosa volesse da me quella donna anziana quando mi parlò così: – Non ti devi spaventare giacché intendo mostrarmi a te come effettivamente ero quando ho generato la Madre del Signore. – Allora le domandai: – Dov’è Maria quell’amabile bambina? – ed Anna così mi rispose: – Non è più con me. -Le domandai ancora: – Quanti anni ha adesso? – Quattro! – mi fu risposto. La pregai di aiutarmi a non parlar troppo di loro. Sant’Anna non mi rispose e scomparve. Un simbolo bellissimo da contemplare apparve subito dopo ai miei occhi interiori ma poiché fui assalita da dolori lancinanti ne persi subito la memoria”.

Capitolo Il

VISIONI SUI MISTERI E IL CONCEPIMENTO  DI MARIA SANTISSIMA
16 – Visioni intorno alla festa della Concezione di Maria Santissima. 17 – La Santa Vergine parla dei misteri del Concepimento.  18 – Il Monte dei Profeti – La Veggente di Dulmen annuncia la Concezione di Maria San­tissima nei vari Paesi del mondo. 19 – I Santi tre Magi celebrano la Con­cezione di Maria. 20 – Abolizione dei sacrifici cruenti di fanciulli da parte dei popoli Caldei osservatori delle stelle. 21 – Visione ed interpretazione delle offerte sacrificali dei fanciulli. 22 – Visioni sulla storia della Concezione di Maria Santissima.  23 – Precisazioni dello scrittore sull’incontro di Gioac­chino ed Anna. 24 – Concepimento di Maria Santissima. 25 – Nascita di Maria Santissima. 26 – Letizia in Paradiso per la nascita di Maria. 27 -La nascita della Santissima Vergine è annunciata nel Limbo agli antichi Pa­triarchi.  28 – Commozione nella natura e negli uomini per la nascita del­la “Vergine Celeste” – Considerazioni su Simeone ed Anna.  29 – La na­scita di Maria Santissima è annunciata ai Caldei da cinque vergini-veggenti. 30 – La caduta della “vergine alata” in Egitto.  31 – Visite alla neonata Maria. 32 – La neonata riceve il nome “Maria”.  33 – L’avvenimento che diede origine alla ftsta della nascita di Maria.  34 – La Preghiera nella ri­correnza della nascita di Maria (La novena delle partorienti).  35 – Sacri­ficio di purificazione della Santa Madre Anna.  36 – La festa della vesti­zione della Santa Vergine.  37 – Partenza di Maria Santissima per il tem­pio e il simbolismo dei profeti. 38 – In viaggio verso il tempio. 39 – Arrivo a Gerusalemme: la città e il tempio – L’abitazione dei sacerdoti – La casa di Zaccaria.  40 – Maria Santissima viene presentata e accolta al tempio: passaggio della Santa Vergine attraverso la “porta d’oro” – Il sacrificio di Gioacchino – Maria portata all’altare sacnficale – Le cerimonie di presenta­zione – La cella di Maria nel tempio.  41 – Visioni intorno alla vita di Maria nel tempio – Noemi la maestra delle vergini del tempio.  42 – Vi­sioni sulla gioventù di San Giuseppe: la casa di Giuseppe – L’infanzia e la sua famiglia – Le angherie dei fratelli; la fuga – I fratelli maggiori di Giu­seppe – Le pie Essene e il vecchio falegname – L’Angelo del Signore  No­tizie su un fratello maggiore di Giuseppe. 43 – L’Angelo annuncia a Zac­caria la nascita di Giovanni.

16 – Visioni intorno alla festa della Concezione di Maria Santissima
Narrazione dell’8 dicembre 1819.
Dopo aver trascorso tutta la notte assorta nella triste contem­plazione dei peccati e delle colpe degli uomini allo spuntar del­l’alba mi addormentai e vidi Gerusalemme mi vidi vicina al tem­pio poi mi recai nei dintorni di Nazareth dove c’era la casa di Anna e di Gioacchino. Riconobbi quei posti per averli contemplati altre volte. Improvvisamente nella visione vidi sorgere dal terreno una debole colonna di luce che come uno stelo portava alla sommità un fiore simile ad un calice. Esso portava alla cima una chiesa ottangolare piena di luce: era la Chiesa celeste. La colonna luminosa assumeva la forma di un alberello al­l’interno della chiesa sui cui rami stavano le figure dei componenti la famiglia della Beata Vergine Maria. La Santa Madre Anna stava tra San Giacomo e un altro uomo forse suo padre. Sotto il petto della Santa vidi uno spazio lumi­noso a forma di calice in cui appariva in embrione la figura di una fanciulla vestita di luce la quale diveniva sempre più grande inva­dendo lo spazio luminoso. Teneva le mani incrociate sul petto e la piccola testa pure inclinata sul petto mandava un’infinità di raggi lucenti verso una determinata direzione del globo. Mi sorprese di vedere che i raggi erano diretti in una sola e precisa direzione. Sopra gli altri rami dell’albero vidi diverse figu­re in adorazione mentre intorno alla Chiesa c’erano Cori innume­revoli di Santi che pregavano e veneravano la Santa Madre della Madonna. La dolce armonia e la concordia soave che prendeva sempre più posto in quel rito non può essere descritta con le parole uma­ne perché appartiene al mondo celeste. A queste visioni mi sovviene però l’immagine di un soave campo di fiori i quali emanano il loro profumo nell’aria e mo­strano i variopinti colori al sole da cui hanno ricevuto la vita. Questo era il simbolo della festa della venerazione dell’Imma­colata Concezione. Alla cima dell’alberello si riprodussero nuovi rami dove vidi Maria e Giuseppe inginocchiati e sotto di essi la Santa Madre Anna in preghiera: essi adoravano solennemente il bambino Gesù che sedeva alla cima suprema dell’albero circonda­to da uno splendore abbagliante mentre manteneva il globo del mondo. Vidi inoltre genuflessi a terra assorti in profonda orazione i Re Magi gli Apostoli i pastori e i discepoli e ad una certa di­stanza da tutti i Cori dei Santi. Più in alto ancora scorsi delle for­me indefinite di altre potenze e dignità Celesti illuminate da un fascio di luce vivissima. Ancora più sopra come attraverso la cu­pola di una chiesa provenivano i raggi di un mezzo sole. Ebbi la sensazione spirituale che quest’immagine annunciasse la prossima festa della Nascita di Cristo dopo quella della Conce­zione. Dapprima contemplai la visione sentendomi fuori della chiesa celeste ma poco dopo mi sentii all’interno vicino alla colonna di luce. A questo punto mi fu svelato nei particolari il mistero della Concezione senza il peccato originale allora vidi la nascitura che da sotto il cuore luminoso della Santa Madre Anna inviava i rag­gi dorati dell’amore più sublime in direzione di una chiesa in cui si onorava questa nascita divina. Il sacro luogo poi andò distrutto a causa di indecenti controversiesul santissimo mistero; la Chie­sa celeste però continua a festeggiarne la ricorrenza nello stesso po­sto.

17 – La Santa Vergine parla dei misteri del Concepimento
Così narrò in stato estatico Suor Emmerick il 16 dicembre 1822 interrompendo le visioni sulla vita di Gesù.
Spesso odo la Santa Vergine partecipare alle sue devote Gio­vanna Chusa Susanna di Gerusalemme e altre i misteri della sua vita e quelli del suo Signore. La Madonna aveva appreso questi misteri per rivelazione interiore al tempio e in parte anche dalla sua Santa Madre Anna. Un’altra volta Maria raccontò a Susanna e a Marta che quan­do portava Nostro Signore sotto il proprio cuore non ebbe a risen­tire il minimo dolore ma la gioia più grande. Anch’Ella fu concepita sotto il cuore di sua madre per inter­vento dello Spirito Divino nel momento solenne in cui Gioacchi­no ed Anna si erano ritrovati sotto la “porta d’oro” del tempio. Maria Santissima disse che altrettanto pura come la sua sarebbe stata la concezione di tutti gli altri uomini se non ci fosse stato il peccato originale. Poi parlò della sua amata sorella maggiore Maria Heli la quale non era il vero frutto promesso. Allora i genitori divenuti coscienti della propria impurità decisero di ritirarsi nel­l’astinenza più completa e nelle preghiere. Mi fece piacere sentire proprio dalla Santa Vergine quelle stes­se cose che avevo precedentemente udito da altre persone e visto in altre occasioni. Rividi quei due sposi eletti circondati da una schiera di An­geli fiammanti. Credo che sotto la “porta d’oro” si eseguissero pure gli esami e le cerimonie di purificazione e di assoluzione delle donne incolpate di adulterio e altre cerimonie di riconciliazione. Sotto il tempio si contavano cinque sotterranei simili uno dei quali era sito sotto il corridoio abitato dalle vergini. Dopo alcune cerimonie espiatorie occorreva un permesso per essere introdotti in uno di questi vestiboli di “espiazione purifi­cazione e conciliazione” il cui accesso non era concesso con mol­ta facilità. I sacerdoti infatti erano assai austeri nel concedere permessi alle coppie condannate alla sterilità. Le mie visioni mi mostrarono solo Gioacchino ed Anna intro­dotti nel vestibolo sotterraneo.

18 – Il Monte dei Profeti. La Veggente di Dùlmen annuncia la Concezione di Maria Santissima nei vari Paesi del mondo
L’8 dicembre 1820 nella festa dell’Immacolata Concezione di Maria Santissima l’anima della Veggente fu trasportata dal suo Angelo custo­de in numerose regioni della terra. Dalle visioni su questo lungo viag­gio della sua anima che lei comunicò al “pellegrino” diamo solo un accenno di quelle che qui ci riguardano. La Veggente giunse a Roma e si recò presso il Santo Pontefice visitò una monaca in Sardegna a lei assai cara; poi fu a Palermo arrivò in Palestina e nelle Indie finalmente salì sopra un Monte chiamato “dei profeti” . Giunse poi nell’Abissinia e salì sopra un’altra rupe sulla quale sorge­va una meravigliosa città ebraica vi si recò a visitare la regina Giuditta con la quale tenne una conversazione intorno al Messia e all’odierna festa della Concezione di Maria. In questo lunghissimo viaggio mistico attraverso il mondo e i conti­nenti la Veggente di Dulmen si comportò come un diligente Apostolo approfittando di ogni occasione per pregare insegnare prestare soccorso consolare e preparare il mondo di quell’epoca alla festa della Concezione di Maria.

19 – I Santi tre Magi celebrano la Concezione di Maria
L’8 dicembre di ogni anno secondo la loro corrispondente da­tazione i Magi celebravano col popolo una solennità di tre giorni per commemorare la ricorrenza dell’apparizione della cometa. Quel­la era la stella promessa da Balaamche quindici anni prima della nascita di Cristo essi avevano veduto nella notte ed era attesa da diversi secoli dai loro antenati. I Magi riconobbero nella stella il simbolo di una Vergine che teneva in una mano lo scettro e nel­l’altra la bilancia. Manteneva da un lato della bilancia una bella spiga e sull’altro un grappolo in modo da stabilire un perfetto equilibrio. Dei tre Magi ne sopravvissero poi due che celebrarono sem­pre più devotamente la ricorrenza dell’8 dicembre.

20 – Abolizione dei sacrifici cruenti di fanciulli da parte dei popoli Caldei osservatori delle stelle
Dalla notte in cui la stella fece la sua apparizione nei cieli della Caldea annunciando la Concezione della Santa Vergine i popoli astronomi abolirono l’orribile culto del crudele sacrificio di fanciulli usanza sanguinaria praticata fin dai tempi più antichi. Il rito proveniva da rivelazioni diaboliche. Costoro sceglievano un fanciullo tra i figli di una donna nota per la sua devozione la quale si sentiva felice di vedere suo figlio prescelto per il sacri­ficio. La vittima veniva cosparsa di farina poi la si immolava e se ne raccoglieva il sangue. La farina intrisa nel sangue veniva tran­gugiata come un cibo sacro e finché il ragazzo non era del tutto dissanguato continuavano a coprirlo di farina ed inghiottirla. In­fine la vittima veniva tagliata a pezzi divisa e divorata. La pratica cannibalesca affondava la sua origine in una devozione demoniaca e grossolana. Dalla mia voce interiore seppi che questi sacrifici orrendi erano frutto della cattiva interpretazione dei profeti intorno alle visioni della santa Cena. Nel giorno della Concezione di Maria il re della Caldea ebbe una rivelazione celeste in cui venne esortato interiormente ad abo­lire quei sacrifici disumani.

21 – Visione ed interpretazione delle offerte sacrificali dei fanciulli
Una notte mentre ero stesa sul mio giaciglio vidi alla mia destra l’immagine straziante del fanciullo assassinato. Ne fui molto spaventata mi voltai sul fianco sinistro e mi trovai ancora dinanzi la sanguinosa scena. Pregai ardentemente il Signore che mi liberasse da quell’im­magine così orribile. Allora mi svegliai e mentre udivo battere l’o­rologio mi apparve il mio Sposo celeste che indicò col dito lo spazio intorno a sé dicendomi: “Guarda quante offese si commettono ogni giorno nel mondo contro di me!” Si presentò così nella mia anima una visione in cui mi fu con­cesso di contemplare in modo profondo la crudeltà di quel sacrifi­cio e di tutti i crimini orrendi della cosiddetta umanità. Scorsi Gesù stesso crudelmente immolato sull’altare sacrificale celebrato falsamente e spietatamente così come oggigiorno i Santi Misteri vengono celebrati da alcuni sacerdoti. Vidi il bambi­no Gesù giacente sull’altare dinanzi a sacerdoti indegni e degene­rati mutilato con la patena. Vidi i tormenti e le persecuzioni fatte a innumerevoli brave persone ed anche ai buoni sacerdoti veri figli Dio come se questi tormenti fossero fatti a Gesù Cristo stesso. I nostri tempi sono davvero orribili nessuno può più sfuggire la nebbia densa della colpa che pesa sull’universo intero. La cosa più tragica è che vedo l’uomo perseverare con fredda indifferenza nelle perversità. Mentre venivo trasportata con l’anima da un luogo all’altro del mondo mi si presentavano numerose visioni tra queste ancora al­cune sulla festa della Concezione di Maria.

22 - Visioni sulla storia della Concezione di Maria Santissima
Mentre dormivo fui trasportata in luoghi lontanissimi e in epoche diverse dove ho veduto celebrare la solennità della Con­cezione della Santa Vergine. Ad Efeso vidi la celebrazione di questa solennità nella casa della Madre di Dio la casa mi apparve in forma di tempio e die­tro vidi la seconda Via della Passione eretta da Maria. La prima Via Crucis fu segnata a Gerusalemme con le lacrime della Madonna sulle orme insanguinate di suo Figlio la terza poi a Roma. Molto tempo prima che si staccassero dalla Chiesa cattolica vidi i Greci che celebravano già la Concezione di Maria. Mi apparve un Santo (forse Sabas) il quale aveva veduto la Santa Vergine sul globo terrestre mentre schiacciava la testa del serpente. Da allora egli comprese che la Madre di Dio era stata concepita Immacolata cioè non toccata dall’alito del serpente. In questo contesto vidi anche che una chiesa dei Greci o un vescovo non voleva accettare la festa dell’Immacolata Concezione. Allora l’immagine dell’Immacolata si presentò a loro attraversando il mare entrò nella chiesa e si collocò sull’altare maggiore. Subito dopo quell’evento miracoloso la festa fu accettata e celebrata. Allo stesso posto dove era apparsa l’Immacolata Conce­zione fu appeso un dipinto meraviglioso di San Luca raffigurante in grandezza naturale la Santa Vergine biancovestita e con un velo dello stesso colore che corrispondeva all’abbigliamento effettiva­mente usato nella sua vita. Io credo che quel dipinto fosse un dono di Roma e sostituì in quella chiesa un altro di Maria Santissima a mezzo busto. In Inghilterra vidi introdurre e celebrare la festa dell’Im­macolata Concezione fin dai tempi più antichi. Alla festa di San Nicolò ebbi una visione in cui un prete inglese che si trovava su un vascello in alto mare correva il serio pericolo di annegare nei marosi. Mentre tutti i marinai invocavano soccorso alla Madre Divi­na vidi apparire nell’aria la figura del vescovo Nicolò di Myra inviato dalla Madonna che librandosi sulle onde agitate s’avvici­nò al vascello ed offrì al prete inglese la salvezza a condizione che egli introducesse in Inghilterra la celebrazione della Concezione del­l’Immacolata. Quando il prete domandò quali preghiere si dovessero eleva­re il Santo gli rispose: “Le stesse che si usano in occasione del parto di Maria”. Dopo che la festa fu istituita si suppose che il sacerdote sul vascello in pericolo fosse stato un certo Anselmo. Vidi la so­lennità introdotta anche in Francia e San Bernardo opporsi con i suoi scritti perché la festa non era stata ufficializzata da Roma

23 – Precisazioni dello scrittore sull’incontro tra Gioacchino ed Anna
Nella ricorrenza dell’Immacolata Concezione del 1821 Suor Emmerick ebbe la percezione che l’incontro tra Gioacchino e Anna sotto la “porta d’oro” non si sarebbe svolto in occasione della festa dei Taber­nacoli (25 novembre- Casleu) citata dalle fonti ufficiali ma piuttosto alla fine dei Tabernacoli durante la ricorrenza della consacrazione del tem­pio fatta da Salomone. A quest’ultima vi assistè una volta anche Gesù nel secondo anno di predicazione. Le più autorevoli fonti di antichità ebraiche tacciono su questa festa. Durante la solennità Dio benedì con la sua grazia l’incontro della santa coppia e con i raggi luminosi della sua volontà sigillò la nuova epoca di purificazione  nel mondo.

24 – Concepimento di Maria Santissima
Fui confortata da una meravigliosa visione sull’unione dell’ani­ma di Maria Santissima col suo castissimo corpo: mi apparve una massa luminosa che assumeva dimensioni sempre più grandi. Si trovava sotto la Santissima Trinità. Era un’anima pura che lenta­mente veniva rivestita di forme materiali finché assunse l’aspetto di una figura umana. Era sola al cospetto di Dio. Vidi il Signore indicare l’indescrivibile bellezza di quell’anima agli Angeli e questi ultimi provare un indefinibile gioia nel con­templarla. Non posso descrivere con parole opportune questa me­ravigliosa visione. Subito dopo vidi Anna a buon punto con la sua gravidanza: aveva concepito nel suo seno la Santa Vergine da diciassette setti­mane e due giorni. La vidi dormire tranquilla nel letto della sua casa vicino a Nazareth ricoperta da un raggio luminoso. Da que­sto se ne prolungava un altro che penetrava all’interno del suo corpo e si trasformava in una piccola figura umana luminosa. Ad un tratto Anna avvolta da uno splendore indescrivibile si alzò dal giaciglio. La vidi entrare in uno stato di santo rapimento contemplava l’interno del suo corpo trasformato nel tabernacolo salvifico del­l’umanità. Quello fu il momento in cui Anna iniziò a sentire il corpicino di Maria che si muoveva sotto il suo cuore. Allora si vesti e partecipò la sua gioia a Gioacchino; quindi ambedue ringra­ziarono il Signore con l’orazione. Vidi la Santa pregare in giardino vicino all’albero dove fu consolata dall’Angelo.


25 – Nascita di Maria Santissima
Giunse il momento del parto vidi Anna mentre lo annunciava a Gioacchino. Quindi la santa Donna inviò alcuni messi ad invitare le parenti a recarsi da lei: a Sephoris presso sua sorella minore Maraha nella valle di Zabulon dalla vedova Enue e dalla sorella Elisabetta ed infine anche a Betsaida dalla nipote Maria Salome. Vidi queste donne mettersi in viaggio: la vedova Enue fu ac­compagnata da due servi mentre le altre due dai rispettivi mariti che le accompagnarono fino alle porte di Nazareth. Il giorno prima del parto di Anna Gioacchino mandò i suoi servi a pascolare il gregge. Egli stesso se ne andò al pascolo più vicino mentre a casa restarono solo le ancelle. Maria Heli si assun­se la cura delle cose domestiche; allora aveva diciannove anni ed era sposata con Cleofa il capo dei pastori di Gioacchino. Maria di Cleofa di quattro anni era la loro figlioletta. Gioacchino scelse i migliori agnelli capretti e buoi per offrirli a Dio come dono di ringraziamento; li fece quindi condurre al tem­pio dai pastori. Egli ritornò a casa a notte inoltrata. Quella stessa sera giunsero da Anna le tre congiunte: entrate nella stanza da letto dietro al focolare abbracciarono la santa Don­na. Anna disse loro che il momento del parto era vicino allora tutte insieme intonarono il salmo: “Lodate Dio il Signore poiché ebbe pietà del suo popolo ha redento Israele ed ha compiuto la promessa fatta nel paradiso ad Abramo; il seme della donna schiac­cerà la testa al serpente…”. Vidi Anna che rapita in questa preghiera iniziò ad esaltare la Vergine con simpatiche espressioni: “In me è maturato il seme dato dal Signore ad Abramo”. Poi parlò della promessa fatta ad Isacco e Sara: “Il fiore dello scettro d’Aronne è nato in me”. Mentre Anna innalzava questi canti di lode vidi la stanza il­luminarsi intensamente di una luce meravigliosa e apparirle vici­no la Scala di Giacobbe; credo che anche le altre donne avessero avuto quest’apparizione perché le vidi intimamente rapite in estasi profonda. Dopo le preghiere seguì un pasto frugale consistente in pane frutta e aromi. Le donne mangiarono in piedi poi andaro­no a riposarsi e dormirono fino a mezzanotte momento in cui Anna le destò. Si alzarono e si recarono in un luogo chiuso da una tenda dove la Santa era solita ritirarsi in meditazione. Vidi Anna accostarsi vicino ad un piccolo armadio infisso nella parete che conteneva alcune reliquie chiuse in un’urna con due candele ai lati. Nel reliquiario posto su una specie di sedia a due braccioli vidi una ciocca di capelli di Sara per i quali Anna coltivava una devozione particolare inoltre c’erano le ossa di Giuseppe che Mosè aveva recato con sé dall’Egitto e alcune reliquie di Tobia consi­stenti in brandelli di una sua veste; vidi pure quel piccolo bicchiere scintillante a forma di pera in cui aveva bevuto Abramo quando fu benedetto dall’Angelo. Questo bicchiere fu poi tolto dall’Arca e dato a Gioacchino quando gli fu impartita la grazia. Adesso comprendo che la gra­zia gli fu donata nel pane e nel vino il cibo e ristoro. Dopo aver aperto l’armadio Anna s’inginocchiò e iniziò a cantare un salmo nel quale mi sembrò si accennasse al roveto ar­dente di Mosè. Frattanto due delle parenti si posero ai lati della santa madre l’una a destra e l’altra a sinistra la terza si mise die­tro a lei. Allora vidi una luce soprannaturale invadere nuovamen­te la stanza poi agitandosi vicino al corpo di Anna si condensò intorno a lei. Le parenti frattanto si erano genuflesse a terra in contemplazione profonda e il fascio di luce che avvolgeva inten­samente Anna aveva assunto una forma simile a quella del roveto ardente veduto da Mosè. Così fu che Anna accolse tra le proprie mani quella luce fatta di forme umane la bambina Maria intrisa di splendore. La Santa Madre l’avvolse subito nel proprio mantello e se la strinse al seno poi continuando a pregare la depose nuda dinan­zi al reliquiario sulla sedia. Appena la Neonata iniziò a piangere Anna l’avvolse nei pannolini color rosso e bruno che aveva estratto dall’ampio mantello. Le lasciò scoperto solo il petto le braccia e la testa. Frattanto il roveto ardente che la circondava era scomparso. Le donne invase dalla gioia e dalla magnificenza del momento miracoloso presero tra le braccia la Neonata intonando un nuovo canto di lode. Infine Anna protese in alto Maria Santissima in atto di offerta al Creatore per la salvezza del mondo e dell’umanità. A quel gésto vidi la stanza invasa dai raggi del sole affollar­si di numerose figure angeliche che intonavano il Gloria e l’Alle­luia. Gli Angeli comunicarono ad Anna che trascorsi venti giorni la Neonata avrebbe dovuto ricevere il nome “Maria”. Quindi la Santa Madre si recò nella sua camera e si coricò. Le donne frattanto bagnarono Maria la fasciarono e la pose­ro dentro una piccola cesta di vimini vicino a sua madre. Appena le tre donne annunciarono a Gioacchino l’evento que­sti entrò nella stanza e avvicinandosi al letto di Anna s’inginoc­chiò e pianse commosso contemplando la Neonata. Poi la prese tra le braccia e l’offri anch’egli al Cielo in segno di offerta devozionale mentre intonava un canto di lode simile a quello di Zaccaria quan­do nascerà Giovanni. Nell’inno di lode di Gioacchino si celebrava il salmo del seme posto da Dio in Abramo. Il seme che si era conservato nell’Al­leanza suggellata dalla circoncisione e aveva reso possibile quella nascita benedetta. Si compiva così anche l’Oracolo del profeta: “Nascerà un ramo dalla radice di lesse”. Gioacchino esclamò con profonda umiltà che in quel momen­to di radiosa letizia avrebbe voluto morire. Durante la notte molti avevano visto la casa di Anna stranamente illuminata. Fin dal primo mattino servi ancelle e gente del popolo furono richiamati dalla notizia del lieto evento. Numerosi invasero l’alloggio della pia famiglia. Dopo aver atteso a poco a poco vennero introdotti nella stanza di Anna e videro la Neonata. Non pochi si sentirono intimamente convinti che quella nascita fosse miracolosa essendo stata Anna per molto tempo sterile. Alcuni si sentirono profon­damente commossi e toccati nella coscienza si dedicarono alla vita devota. Sebbene Maria Heli fosse madre di Maria di Cleofa non le fu consentito di assistere alla nascita della Santa Vergine forse in osservanza alla legislazione religiosa ebraica.

26 – Letizia in Paradiso per la nascita di Maria Santissima
Contemporaneamente alle visioni della venuta di Maria San­tissima nel mondo La vidi in Cielo al cospetto della Santissima Trinità salutata dai Cori celesti dei Santi e degli Angeli con giu­bili di gioia indescrivibili. Appresi allora che in quel momento le fu rivelato tutto il suo passaggio sulla terra: le future letizie e i dolori. Nonostante i grandi misteri che le furono svelati Maria si mantenne sempre umile ed innocente. Questo suo modo silenzio­so di conoscere le cose Celesti è certamente a noi sconosciuto. L’in­tuizione della Santissima Maria era profondissima e la sede dell’ap­prendimento era il centro del cuore. La Santa Vergine conosceva tutto in un modo molto semplice e ingenuo così come un bambino che conosce istintivamente la sede dell’allattamento nel seno della madre. Scorsi la Madonna istruita dalla Grazia del Cielo; la vidi per la prima volta piangere. Sono sicura che non potrei descrivere le altre meravigliose immagini nel modo giusto e nemmeno gli altri le saprebbero com­prendere nel significato più profondo perciò preferisco tacere.

27 – La nascita della Santissima Vergine è annunciata nel Limbo agli antichi Patriarchi
Nello stesso momento in cui nacque Maria Santissima giunse nel Limbo l’annuncio di quest’avvenimento e vidi gli antichi Pa­triarchi dell’umanità festeggiarlo con giubilo immenso. Particolarmente Adamo ed Eva videro in questa nascita il compimento della Promessa del Cielo. Appresi che da quel mo­mento essi avanzarono nello stato di grazia la loro dimora s’illumi­nò e s’ingrandì e da allora acquistarono maggiore influenza sulla terra. Era come se la penitenza e i dolori che avevano sostenuto la lotta la speranza il desiderio di redenzione avessero raggiunto il loro compimento salvifico.

28 – Commozione nella natura e negli uomini per la nascita della “Vergine celeste” – Considerazioni su Simeone ed Anna
Quando nacque Maria Santissima ci fu un risveglio generale della natura assopita negli animali e nei cuori delle persone buo­ne mentre una deliziosa armonia si diffondeva su tutta la terra. Al contrario i peccatori erano invasi da angoscia e da spaven­to. Infatti in tutta la terra promessa in particolare nella zona di Nazareth al momento della santa nascita molti ossessi caddero in un delirio disperato. Con strida violente venivano gettati di qua e di là ed i demoni insediati nelle viscere di costoro sussurravano: “Dobbiamo cedere non abbiamo speranza! Dobbiamo andarcene da questo luogo!” Il vecchio Simeone un sacerdote di Gerusalemme che abitava vicino al tempio rimase spaventato dalle grida strazianti dei paz­zi e degli ossessionati che stavano rinchiusi in un edificio sito vi­cino al tempio. Simeone aveva con altri l’incarico di sorvegliare quei nume­rosi infelici. A mezzanotte quando le urla di questi indemoniati si erano fatte terrificanti il sacerdote si recò nella piazza dinanzi alla Casa degli ossessionati e domandò ad uno di loro quale fos­se il motivo per cui mandava tali grida che svegliavano tutti dal sonno. Questi gridando forte gli disse che voleva uscire; allora gli fu aperta la porta e il posseduto si precipitò fuori mentre Satana gridava all’interno di lui: “Devo partire! È nata la Vergine celeste! La terra è piena di Angeli che ci tormentano; dobbiamo andar via non possiamo possedere più nessuno”. Il vecchio sacerdote pregò ardentemente per quel povero uomo posseduto dal demonio; alla fine dopo essere caduto in convulsioni tremende lo spirito in­fernale dovette abbandonare la vittima e allontanarsi. Mi ha fatto molto piacere aver avuto visioni del vecchio Simeone. Anche le profetesse Anna e Noemi quest’ultima era la sorel­la della madre di Lazzaro si svegliarono improvvisamente e per mezzo di visioni vennero edotte sulla nascita dell’eletta Fanciulla. Esse si comunicarono quanto avevano veduto; credo che co­noscessero già la Santa Madre Anna.

29 – La nascita di Maria Santissima è annunciata ai Caldei da cinque vergini veggenti
Nella stessa notte in cui nacque la Madonna vidi cinque ver­gini sibille in una città caldea. Queste ebbero una visione molto significativa della nascita della Madre di Dio e subito corsero ad avvertire i sacerdoti. Annunciarono dappertutto la Concezione di una Vergine più grande di tutte le vergini in ossequio alla quale erano scese sulla terra numerose figure angeliche e spiriti buoni mettendo in fuga i demoni e gli spiriti del male. Quel popolo osservatore degli astri aveva già veduto in una stella l’immagine di una Vergine con una bilancia dentro c’era dell’uva e del frumento; ma quando Maria Santissima venne alla luce e fu annunciata dalle cinque veggenti nell’astro l’immagine non si vide più. Dopo l’annuncio delle vergini-veggenti i Caldei collocarono nel loro tempio un idolo mostruoso che si riferiva a questa Vergi­ne. Tempo dopo posero un’altra immagine della Vergine e un pic­colo giardino recintato con una grata d’oro. Nel tempio Caldeo c’erano animali dalle più strane fattezze; vidi anche dei cani assai grandi ben accuditi capii allora che que­gli animali servivano da loro alimento. Nel tempio dei Santi Magi si manteneva per tutta la notte un’illuminazione magnifica con torce e lampade. Guardando ver­so il soffitto vi era dipinto un cielo stellato simile al naturale al­cuni lumi erano disposti in modo tale da ottenere quest’effetto. Quel cielo artificiale seguiva il cambiamento delle osservazio­ni delle stelle: i candelieri erano disposti nella posizione adatta ad indicare le diverse situazioni. Così avvenne anche in occasione della nascita di Maria Santissima: l’illuminazione fu disposta in modo che i raggi di luce provenissero dal di fuori verso l’interno.

30 – La caduta della “vergine alata” in Egitto
Quando nacque Maria Santissima vidi che l’idolo della vergi­ne alata in Egitto fu rovesciato in mare. Qualche tempo dopo il tempio fu sostituito da una chiesa. Nello stesso giorno nell’altro tempio egiziano l’idolo della vergine con tre mammelle assicurato al soffitto improvvisamente si lesionò: il volto e tutta la parte inferiore del corpo si frantuma­rono in cento pezzi mentre la corona che la statua teneva sul capo le braccia che tenevano le spighe di frumento e le ali rimasero intatte.

31 – Visite alla neonata Maria
Due giorni dopo la nascita della Santa Vergine cioè il dieci settembre numerosi parenti si recarono in visita dalla Santa Ma­dre Anna. Sentii pronunciare i nomi di molte persone. Dai pasco­li più lontani vidi giungere i pastori di Gioacchino. A tutti venne mostrata la Neonata e li vidi ricolmi di gioia. Fu tenuto un alle­gro banchetto. Il 10 e l’11 settembre altre persone giunsero in visita alla pic­cola Maria e fra queste gli altri parenti di Gioacchino che abitava­no nella valle di Zabulon. La Bimba venne portata nella parte an­teriore della casa e posta con la sua culla sopra un alto piedistal­lo simile ad un tronco su cui si sega il legname. In questo modo tutti poterono ammirarla meglio. Fu avvolta in un panno rosso che la fasciava fin sotto le ascelle ed intorno al collo aveva un velo trasparente. La piccola culla era dipinta esternamente di bianco e di rosso. Vidi Maria di Cleofa una bella bambina accarezzare Maria e giocare con lei. Era molto robusta e indossava una piccola veste bianca senza maniche il cui orlo rosso era adornato di bottoncini dello stesso colore che parevano piccole mele. Le sue braccine ignude portavano dei braccialetti bianchi fatti di penne seta o lana.

32 – La neonata riceve il nome “Maria“  Visioni del 22-23 settembre.
Oggi ho veduto nella casa di Anna una gran festa; tutte le pareti di vimini erano state rimosse per preparare un’ampia sala con al centro una tavola lunghissima e bassa addobbata di vasi e di altri arredi per il banchetto. Vidi molti arredi e vasi che altre volte non avevo notato. Si mostravano colà disposti dei vasi leggerissimi e forati alle estremità somigliavano a canestri e pareva che dovessero servire per riporvi dei fiori. Sopra un tavolo vidi dei piccoli bastoncini bianchi che parevano d’osso cucchiai che assomigliavano a profon­de conchiglie munite di un manico e terminanti con un anello delle canne ricurve che servivano forse a succhiare bevande. Nel mezzo della sala si ergeva una specie di altare addobba­to di rosso e bianco sul quale stava una culla dai medesimi colo­ri con una piccola coperta azzurra; vicino a questa vidi un leggio con sopra vari rotoli di pergamene sacre per le preghiere. Cinque sacerdoti di Nazareth stavano dinanzi all’altare rudi­mentale fieri nei loro pomposi abiti sacerdotali. Uno di quei reli­giosi portava una veste adornata con i simboli del supremo sacer­dote. In mezzo a costoro vidi anche Gioacchino. Circondavano l’al­tare molti uomini e donne con abbigliamenti da cerimonia. Vidi anche la sorella di Anna Maria di Sephoris e altri. Nonostante si fosse alzata Anna non si presentò alla cerimo­nia ma rimase nella propria camera dietro al focolare. Enue pose Maria tra le braccia di Gioacchino la Neonata era tutta fasciata fino agli omeri da un velo rosso e trasparente. I sacerdoti avanzarono verso l’altare ponendosi intorno alle sacre pergaméne e cominciarono a pregare ad alta voce.Due di essi sostenevano lo strascico dei paramenti al sommo sacerdote. Allora Gioacchino tese la Neonata a quest’ultimo che la solle­vò verso il cielo elevandola alla grazia di Dio e offrendola in sa­crificio indi la ripose nella culla sull’altare. Poi prese un paio di forbici alla cui estremità c’era un pic­colo contenitore dove cadeva quello che si era tagliato e tagliò alla neonata tre ciocche di capelli: l’una a destra l’altra a sinistra e la terza nel mezzo del capo; quindi le arse sopra un braciere. Prese una boccetta d’olio e unse alla Neonata le sedi dei cinque sensi col pollice le strofinò le orecchie col balsamo gli occhi il naso la bocca e la cavità del petto. Scrisse infine sopra una pergamena il nome “Maria” e pose lo scritto sul petto della Fanciulla. Poi Gioacchino riebbe Maria e la consegnò ad Enue che la riportò ad Anna. Quindi si intonarono dei salmi ed incominciò il banchetto. A questo punto non vidi più nulla….

33 – L’avvenimento che diede origine alla festa della nascita di Maria Santissima
La sera del 7 settembre la vigilia della solennità sebbene Suor Emmerick si sentisse assai male appariva d’umore straordinariamente lieto come poi confermò Lei stessa. La pia Suora parlò vivacemente del giubilo che inondava l’intera natura per la ricorrenza della nascita di Maria. Disse che l’indomani sarebbe stato un giorno di vera gioia per lei e per molti altri.
Odo il cinguettio degli uccelli vedo gli agnelli ed i capretti che saltellano e le colombe che volano aggirandosi sul luogo dove fu la casa di Anna. Adesso non è rimasto nulla che la ricordi è tutto abbandonato. La natura però emana una piena armonia come se fosse stata rigenerata. Nei tempi antichi questo luogo fu abitato da eremiti scesi dal monte Carmelo. Vidi alcuni pellegrini di passaggio domandare meravigliati agli eremiti quale fosse la causa della gioia che regnava nella natura. I pellegrini portavano il cappuccio calato sul volto ed erano appoggiati ai loro bordoni essi attraversavano questo territorio con profondo spirito devozionale ed avevano ricevuto da Dio la sensibilità di percepire i movimenti interiori della natura circo­stante. Alla domanda dei pellegrini risposero che alla vigilia di ogni ricorrenza della Concezione di Maria la natura reagiva con movi­menti di gioia e di armonia anche per il fatto che probabilmente in quel luogo si era trovata la casa di Anna. Mi fu poi mostrata l’origine della festività della nascita della Madonna. Duecentocinquant’anni dopo la morte della Beata Vergine Maria vidi un mistico pellegrinare in Terrasanta; visitò tutti i luo­ghi dove era vissuto il Salvatore i suoi discepoli e i parenti. Sen­tii che quell’uomo era guidato da ispirazioni divine lo vidi sof­fermarsi meditare e pregare per diversi giorni nei luoghi che por­tavano impressi i ricordi più evidenti delle sante persone vissute all’epoca di Gesù. Spesso il mistico cadeva in dolcissimo rapimento. Da molti anni nella notte tra il sette e l’otto settembre percepiva il levarsi nella natura ed udiva una deliziosa armonia diffondersi nell’aria. Una volta gli comparve in sogno un Angelo e gli rivelò che quel­la data corrispondeva all’anniversario in cui era nata la Vergine Maria. Egli ebbe tale visione mentre era in viaggio per il monte Sinai. L’Angelo gli rivelò pure che su quel Monte si trovava la caverna del profeta Elia ed in essa una cappella murata eretta in onore della Madre del Messia; infine lo esortò a comunicare que­ste notizie agli eremiti di quel luogo. Il mistico giunse al Sinai precisamente nel luogo dove ora sorge il convento; in quel tempo gli eremiti vivevano isolati nelle caverne. Dalla parte della valle il Monte si ergeva a picco e quindi per raggiungere la cima bisognava farsi alzare per mezzo di rudi­mentali carrucole di legno e funi. L’uomo manifestò la cosa ad un gruppetto di eremiti e poi si genuflesse assorbendosi in preghiera e chiedendo a Dio che gli fosse rivelato dove si trovasse la caverna di Elia. Per mezzo della locuzione interiore gli fu risposto che avreb­be riconosciuto la caverna del profeta da un segno evidente: dal rifiuto di un Giudeo di entrarvi. Un vecchio si prestò ad accompagnarlo e insieme si posero alla ricerca della grotta. Dopo aver cercato tra le numerose caverne abitate dagli eremiti e dagli Esseni ne trovarono a fatica una che sembrava quella di Elia con la cappelletta eretta in onore della Vergine. La spelonca era circondata da giardini di piante fruttifere ormai inselvatichite. Quando giunsero all’ingresso angusto della spelonca il Giudeo ne fu rigettato fuori da una forza misteriosa. In tal modo il misti­co e gli eremiti seppero con certezza che quella era la caverna di Elia. Scoprirono all’interno della medesima una seconda caverna murata. Vi praticarono quindi un foro e penetrarono nel luogo in cui Elia aveva pregato per il compimento della Promessa. L’ingresso era stato chiuso con grandi pietre scolpite a florami le quali più tardi furono adoperate per erigere la chiesa. Nel­la spelonca furono rinvenute le sante ossa dei profeti e degli an­tichi abitanti delle caverne così pure i resti delle pareti di vimini e gli arredi sacri che erano servite ai riti antichi. Tutto questo venne conservato nella chiesa che sorse più tar­di. In quest’occasione vidi molte cose intorno al monte Oreb ma ora mi ricordo solo del posto dove Mosè scorse il roveto ardente “il luogo dell’ombra di Dio”. Vidi anche un monte di sabbia rossa sopra il quale cresceva della bellissima frutta. In seguito alle rivelazioni del mistico i devoti eremiti celebrarono la Festa della nascita della Santa Vergine l’8 settembre dell’anno 250. La solennità sarà adottata poi da tutta la Chiesa di Gesù Cristo.

34 – La preghiera nella ricorrenza della nascita di Maria Santissima (La novena delle partorienti)
Ebbi molte visioni su Santa Brigida la quale mi comunicò al­cune rivelazioni che aveva avuto sulla Concezione e la nascita della Madre di Dio. La Santa Vergine fra l’altro così le aveva detto: “Se le partorienti celebreranno la vigilia della ricorrenza della mia na­scita con digiuni e con la devozione delle nove Ave Maria onoreran­no la mia permanenza nel grembo materno e se questa commemorazione fosse rinnovata più spesso dalle partorienti anche durante il corso della loro gravidanza innanzi tutto alla vigilia del loro parto con l’accoglienza dei Santi Sacramenti allora io porterò le mie preghiere davanti a Dio per loro. In particolare per quelle partorienti che si trovano in circostanze difficili esorterò Dio a soc­correrle affinché abbiano un parto fortunato”. Stamattina ho avuto io stessa un’apparizione della Santa Ver­gine che avvicinandosi al mio letto mi ha detto tra l’altro: “Chi oggi a mezzogiorno per onorare la mia nascita e per dimostrare il suo amore per me nel tempo della mia permanenza nel grembo materno potrà recitare le nove Ave Maria e proseguire così per nove giorni l’Angelo allora riceverà da queste preghiere quotidia­namente nove fiori. Egli me li porterà ed io ne farò subito dono alla Santissima Trinità esortandoLa ad esaudire la preghiera dell’orante”. Quindi mi sentii come trasportata sopra un’altura fra il cielo e la terra. La terra era mesta ed oscura sotto i miei piedi; in Cie­lo vedevo i Cori degli Angeli i Santi ed in mezzo a loro la Santa Vergine dinanzi al trono di Dio. Vidi due porte e due troni di gloria innalzarsi alla Vergine crescere e divenire templi e poi trasformarsi in intere città nate dalle preghiere dei credenti. Era meraviglioso vedere quegli edifici formati da erbe fiori e ghirlande che esprimevano la maniera ed il valore dei diversi modi con cui erano state elevate quelle pre­ghiere dai singoli credenti. Gli Angeli ed i Santi prendevano dalla mano degli oranti le loro preghiere sacrificali e le portavano in Cielo.

35 – Sacrificio di purificazione della Santa Madre Anna
Alcune settimane dopo la cerimonia battesimale Anna e Gioac­chino con la Figlioletta intrapresero un viaggio verso il tempio per offrire il sacrificio di ringraziamento. Condussero la Neonata nel tempio come atto di devozione e di gratitudine verso Dio che li aveva liberati dalla lunga sterilità. Il giorno seguente al loro arrivo offrirono il sacrificio e pro­misero di consacrare per alcuni anni la loro Bimba al servizio di Dio nel tempio. Quindi ritornarono a Nazareth con Maria. Così pure farà la Santa Vergine quando obbedendo alla Leg­ge offrirà nel tempio il bambino Gesù.

36 – La festa della vestizione della Santa Vergine
Il 28 ottobre 1821 in stato estatico la Veggente così descrisse le sue visioni sulla piccola Maria: Alcuni anni dopo la Fanciulla era già preparata per essere con­dotta al tempio di Gerusalemme: Anna sedeva in una stanza della sua casa di Nazareth e istruiva Maria Santissima alla preghiera mentre si attendevano i sacerdoti che dovevano esaminare la Fan­ciulla per ammetterla al tempio. Nella casa di Anna si festeggiava la festa della preparazione e presso di lei vedevo raccolti tutti gli ospiti parenti uomini donne e perfino ragazzi. Vidi tre sacerdo­ti tra i quali Sephoris un nipote di Anna un altro di Nazareth e l’ultimo di un paese di montagna distante circa quattro ore da Nazareth. Erano venuti per esaminare se Maria Santissima fosse stata idonea per essere presentata al tempio ed anche per istruire i geni­tori sui dettagli della vestizione prescritta per quest’occasione dal tempio. Tre erano gli abbigliamenti di differenti colori e consistevano ciascuno in una piccola giubba in una tunica e in un man­tello. Si aggiungevano due ghirlande aperte una di seta e l’altra di lana e una corona con sopra piccoli archi. il sacerdote tagliò al­cune parti degli abiti e le adattò insieme secondo la prescrizione di rito.
Alcuni giorni dopo il 2 novembre la narrazione della mistica continuò.
Oggi ho visto di nuovo una gran festa in casa dei genitori della Santa Vergine. Non posso dire se questa fosse una continua­zione della festa che vidi o solo una ripetizione della mia visione perché già da tre giorni mi si presenta la stessa immagine dinan­zi agli occhi. Ho visto ancora i tre sacerdoti numerosi parenti e molti figli come per esempio Maria Heli con la figlia di sette anni Maria di Cleofa molto più forte e robusta della Madonna. Maria Santissima infatti aveva un fisico molto delicato aveva i capelli biondi un po’ rossicci e ricci. La Santa Fanciulla sapeva già leggere e tutti si meravigliavano della sapienza delle sue rispo­ste. Era presente anche la sorella di Anna Maraha venuta da Sephoris con le sue figlie; vidi altri parenti con le loro figliole. Dopo che i sacerdoti ebbero tagliato le vesti di Maria Santis­sima le donne le ricucirono insieme. Quegli abiti furono fatti indossare alla Fanciulla in differenti occasioni. Mentre si abbigliava delle sacre vesti le furono poste varie domande. La cerimonia fu solenne. I vecchi sacerdoti guardavano sorridendo con santa soddisfa­zione la saggia Fanciulla ed i suoi genitori che piangevano di gioia. La funzione si svolgeva in una camera quadrata vicino alla sala dei banchetti ed era illuminata da un’apertura praticata nel soffitto e ricoperta da un velo. Un tappeto rosso era steso al suo­lo dove s’ergeva l’altare addobbato di rosso e bianco. Una specie di tenda nascondeva un piccolo armadio in cui stavano gli scritti sacri e le pergamene delle preghiere. Sulla ten­da era ricamata o cucita un’immagine. Oltre ai tre abbigliamenti liturgici dinanzi all’altare erano state offerte molte stoffe donate dai parenti per la vestizione della San­ta Vergine. Una specie di piccolo trono su alcuni gradini si vede­va quasi al centro della sala e intorno vi erano radunati Gioacchi­no Anna e tutti gli altri parenti; le donne stavano ritirate da un lato ma le ragazzine invece circondavano Maria Santissima e la guardavano ammirate. I sacerdoti camminavano a piedi scalzi. Adesso erano cinque ma tre soli vestivano paramenti sacerdotali durante la cerimonia. Uno di questi prendeva i singoli pezzi del vestiario di Maria Santissima e dopo averne indicato l’uso e il suo significato li passava alla sorella di Anna giunta da Sephoris la quale vestiva la piccola Maria. Prima di tutte le altre vesti la donna porse alla Santa Vergi­ne una tunica gialla con piccoli fiocchi e con uno scapolare o un ornamento sul petto guarnito di nastri. Quest’abbigliamento veniva infilato prima intorno al collo quindi scivolava sul corpo coprendolo. Quindi Maria indossò un mantello scuro che aveva fori per passarvi le braccia. Calzava dei sandali di colore marrone che avevano le suole alte di color verde. I capelli arricciati alle estremità erano ben pet­tinati. Si pose poi attraverso la testa della pia Bambina un gran panno di forma quadrangolare di color cenere che poteva passare fin sotto i gomiti permettendo alle braccia di riposare fra le due grandi pieghe. Sembrava che fosse un mantello da utilizzare in viaggio o per la preghiera o da penitenza. Quando Maria Santissima fu così completamente abbigliata i sacerdoti la istruirono e le rivolsero varie domande sul metodo di vita che dovevano tenere le ancelle del tempio fra le altre cose le dissero: “Quando i tuoi genitori ti hanno consacrata al tempio hanno fatto voto per te che non avresti assaggiato né vino né ace­to e nemmeno uva o fichi; vuoi aggiungere tu stessa a questo voto un altro? Pensaci durante il banchetto”. Bisogna sapere che gli Ebrei e specialmente le donne amava­no assai l’aceto e Maria pure lo gradiva moltissimo. Perciò la rinuncia al medesimo costituiva da parte di un ebreo un vero sacrificio. Dopo simili interrogazioni fecero cambiare a Maria il primo abbigliamento e le si fece indossare il secondo. Questo consisteva in una veste color celeste un corpetto molto più pesante del pri­mo e un mantello di colore azzurro-chiaro un altro di seta scin­tillante e formato a pieghe era assicurato sulla testa da una coroncina di foglie verdi. Poi i sacerdoti la rivestirono di un velo bianco annodato su­periormente come un cappuccio. Tre fibbie lo tenevano unito in modo che il cappuccio si fosse potuto alzare dal viso per un ter­zo per una metà o interamente. La Bambina venne istruita sull’uso che doveva fare di questo velo: doveva alzarlo mentre mangiava ed abbassarlo quando rispondeva alle domande dei sacerdoti e così via. Inoltre venne istruita su tutte le altre pratiche da osservarsi durante il pranzo; poi tutti passarono in una sala vicina dove avrebbero pranzato. Durante il banchetto il posto di Maria Santissima fu in mezzo a due sacerdoti l’altro le sedeva dirimpetto. Le donne e le fanciulle sedevano separate dagli uomini all’altra estremità del tavolo. Durante il pranzo Maria fu interrogata più volte sull’uso del velo poi le dissero che poteva gustare ogni cibo e le presentaro­no diverse vivande per tentarla ma la pia fanciulla non cadde nel­l’inganno e prese solo una piccola porzione di alcune vivande. Con i suoi assennati ragionamenti fece meravigliare tutti. Vidi che durante il banchetto fu ispirata dagli Angeli. Più tardi tutti ritornarono dinanzi all’altare. Maria indossò allora il terzo indumento che era il paramento solenne. Questo consisteva in una veste di color violetto scuro a fiori gialli e un corsetto ricamato a vari colori. Sopra indossava un mantello color violaceo più ador­no e pomposo degli altri che terminava nella parte posteriore con uno strascico ricurvo. Le falde del manto avevano sul davanti tre strisce in argento e tra queste si vedevano rose dorate come bottoni. All’altezza del petto il manto era tenuto da una sciarpa che passava per un nodo del corsetto. Degli uncini tenevano unito il manto nella parte inferiore del corpo e lungo i lembi si scorgevano cinque linee di ricami. Anche l’orlo era adorno di ricami. Lateralmente nella direzio­ne delle braccia il manto pendeva in ricche pieghe. Infine le si pose sul capo un gran velo scintillante bianco da una parte e vio­laceo dall’altra. La corona questa volta consisteva in un cerchio piccolo e leggero di cui l’arco superiore che era più ampio di quel­lo inferiore era formato a punte ed adornato di nodini lucenti e da cinque pietre preziose. il cerchio risplendeva internamente d’oro. Superiormente alla corona si congiungevano cinque piccoli fili di seta che la chiudevano sul capo formando un nodo piuttosto grande. Così solennemente abbigliata e dopo essere stata sufficien­temente istruita sull’uso speciale di ciascuna parte dell’abbigliamen­to Maria fu condotta sul piccolo palco dinanzi all’altare. Le altre giovinette rimasero vicino a lei. Allora Ella manifestò le rinunce che intendeva sostenere nel tempio. Disse che mai avreb­be mangiato carne né pesce e non avrebbe bevuto latte che sareb­be stato sostituito da una bevanda consistente in succo di canna palustre con acqua e qualche volta si sarebbe permessa di aggiun­gere a quella pozione un po’ di succo di terebinto. Le famiglie povere nella Terra Promessa usano quella bevan­da pressappoco come da noi si usa l’acqua di orzo. Il succo di terebinto è una specie di olio glutinoso assai rin­frescante sebbene non sia pregevole come il balsamo. Maria rinun­ciò a qualunque specie di radice e alla frutta con la sola eccezio­ne di alcune bacche gialle le quali crescono in grappoli e servo­no di nutrimento alla povera gente. La pia fanciulla disse che avrebbe voluto dormire sulla terra nuda e che tre volte ogni notte si sarebbe alzata per pregare. Le altre novizie non si alzavano che una volta per notte. I genitori di Maria furono intimamente commossi dalle sue parole. Gioacchino l’abbracciò esclamando: “Oh! Mia diletta figliola questa vita è per te troppo severa ed il tuo vecchio padre for­se non ti rivedrà più”. I sacerdoti le dissero che bastava si alzas­se una sola volta per notte come tutte le altre. Inoltre mitigarono anche i suoi proponimenti mistici per esempio permettendole di mangiare pesce nei giorni di grande solennità. A questo punto vidi il grande mercato del pesce situato in uno dei quartieri più bassi di Gerusalemme. Vidi pure un rivolo d’acqua proveniente dal lago di Bethseda che forniva l’acqua al quartiere. Quando una volta il rivolo si es­siccò Erode il grande pensò di costruire una fontana ed un acque­dotto; per sostenerne le spese pensò di vendere i paramenti sacri ed i vasi del tempio; quando si diffuse tra il popolo la notizia poco mancò che non scoppiasse una sommossa. Gli Esseni che avevano gran considerazione e devozione per gli abiti sacerdotali si riunirono e si recarono a Gerusalemme per opporsi chiaramente al disegno di Erode. Dopo queste visioni rividi Maria in mezzo ai sacerdoti. Essi le dissero: “Molte novizie che non possono sostenersi e non han­no corredo vengono ugualmente ricevute al tempio devono però corrispondere alle spese di mantenimento lavando i sacri abbiglia­menti cosparsi dal sangue sacrificale delle vittime. Inoltre in un’età più matura e appena le loro forze lo concederanno devono lava­re le altre ruvide stoffe di lana. Quest’ultimo è un lavoro molto duro e faticoso spesso le mani sanguinano ma tu non hai biso­gno di farlo poiché i tuoi parenti hanno la possibilità di mantenerti al tempio”. Maria allora senza esitazione alcuna dichiarò che si sarebbe assunta volentieri anche quell’incarico se i sacerdoti l’avessero creduta degna di adempierlo. Con questi colloqui ai quali Maria partecipò con molta umil­tà e saggezza si concluse la festa della vestizione. Durante la sacra cerimonia l’immagine di Maria Santissima appariva al mio sguardo gigantesca in mezzo ai sacerdoti che la circondavano. Ciò mi parve un simbolo della sapienza e della gra­zia di cui Dio la colmava. Vidi i sacerdoti pieni di santa ammirazione. Appena la cerimonia ebbe termine il loro superiore imparti a Maria la benedizione. Due sacerdoti stavano ai fianchi della Santa Vergine che sedeva su un piccolo alto trono. Mentre costoro pregavano secondo le pergamene su cui era­no scritte le preci il capo dei sacerdoti benedisse la Santa Vergi­ne stendendo su di lei la mano. Nello stesso momento ebbi un’al­tra visione in cui vidi le condizioni dello spirito della Santa Fanciulla. Fu uno spettacolo meraviglioso: la benedizione del som­mo sacerdote penetrò di luce la futura Madre del Redentore e sotto il suo cuore vidi che le si manifestò circondato da una luce indescrivibile quello splendore che avevo già veduto nell’Arca dell’Alleanza. Ebbi poi una visione in cui il frumento ed il vino la carne ed il sangue si fondevano insieme. Vidi infine il cuore della Madre di Dio aprirsi a questa fusione come la porta di un tempio. L’apertura del suo cuore era circondata da pietre preziose di ogni genere. Fu come se avessi visto l’Arca entrare nel santuario del tem­pio. Vidi infine il cuore della divina Fanciulla chiudersi dopo aver raccolto in sé il supremo bene della terra. Mi restò dinanzi agli occhi la divina Fanciulla penetrata dal favore della Grazia e mi parve che illuminata da Dio s’alzasse aleggiante dal suolo. Nello stesso momento vidi cadere su uno dei sommi sacerdoti un rag­gio di quella Grazia ricevuta dalla Vergine. Così egli fu convinto che Maria Santissima fosse l’eletto Vaso della salvezza. Quando Maria fu abbigliata solennemente i sacerdoti la con­dussero alla presenza dei suoi genitori. Anna strinse la figlioletta al petto materno e la baciò con fervore devozionale. Gioacchino profondamente commosso le strinse con rispetto la mano. La sorella maggiore di Maria abbracciò la Santa Vergine con molta più vivacità di Anna che era in tutte le cose prudente e moderata. Maria di Cleofa la piccola nipote anch’essa piena di spontaneità le gettò le braccia al collo. Quando tutti gli astanti se ne andarono la Fanciulla si spogliò delle sacre vesti ed indossò il suo solito abbigliamento. Gli ospiti e fra questi alcuni sacerdoti prima di ritornarsene alle proprie abitazioni presero un piccolo pasto con frutta e pane e bevvero tutti da un solo bicchiere in segno di fraternità; le don­ne come era d’uso erano rimaste separate dagli uomini.

37 – Partenza di Maria Santissima per il tempio e il simbolismo dei profeti
Vidi alcuni parenti nella casa di Maria Santissima immersi nel sonno era notte fonda. La santa Famiglia era già pronta per in­traprendere il viaggio verso Gerusalemme. Vicino al focolare una lampada con numerose piccole luci illuminava la sala. Tutti si sve­gliarono e si posero lentamente in movimento. il giorno prima Gioacchino aveva già inviato per mezzo dei servi al tempio le bestie per il sacrificio. La spiegazione del racconto si riferiva tutta a Mosè. il fanciullo minore portava nelle mani il rotolo con lo scritto e lo faceva sal­tare di qua e di là come un giocattolo. Mai potrei descrivere la profonda e sincera simpatia che senti­vo per quei fanciulli; erano ben diversi da tutti gli altri che si trovavano in quel luogo.
Senza poter stabilire veramente chi fossero costoro la Veggen­te continuò a parlare con loro con un interesse ingenuo. Dopo un certo tempo quando si sentì intimamente convinta così si espresse:
“Ho compreso finalmente chi fossero quei ragazzi essi non erano realmente presenti ma erano simboli dei profeti. il maggiore portava il suo rotolo con estrema serietà. Mi mostrò quel passo del secondo libro di Mosè quando que­sti vede nel roveto ardente il Signore il quale gli ordina di levar­si i sandali. Il fanciullo mi spiegò come mai il roveto ardesse sen­za consumarsi e mi disse che similmente ardeva in Maria Santis­sima era il fuoco dello Spirito Santo che Lei portava innocentemente in sé senza averne la minima coscienza. Il fanciullo-profe­ta mi parlò della prossima fusione della divinità con l’umanità. Il fuoco si riferiva a Dio il roveto di spine agli uomini. Mi spiegò anche quale fosse il significato del levarsi i sandali di Mosè. Sebbene non mi rammento tutto credo avesse detto che l’ora in cui “il velo” sarebbe caduto era prossima e con questa si sa­rebbe manifestato l’Essere superiore a Mosè e a tutti i profeti: Colui che avrebbe compiuto la Legge. L’altro fanciullo più semplice che agitava il rotolo simbo­lizzava la purezza e l’innocenza della Vergine Santissima ed il prossimo compimento della promessa divina.
A questo punto la Veggente mentre era scossa dai dolori e dalle intime sofferenze esclamo:
“Quanto è semplice e bello tutto ciò che mi riveli! Come di­stintamente tu ti manifesti a me! Eppure io non posso raccontare bene tutto quello che vedo dimentico molto a causa delle doloro­se e tristi vicende di questa vita terrena”.
Verso la metà del novembre 1820 l’estatica parlando delle visioni che aveva avuto sulla resentazione di Maria Santissima al tempio tor­nò a discorrere della comparsa di quei fanciulli simboli dei profeti. La sera del 16 novembre mentre la Emmerick dormiva le fu posta vicino una cintura penitenziale una larga fascia di cuo­io con dei chiodi acuti. Questa cintura era stata fatta da una persona che usava grandi mortificazioni però mancando di una vera e illuminata direzione spirituale passò all’esagerazione con la conseguenza che non riuscì più a portare lo strumento della penitenza. Quando la Veggente si svegliò gettò via la cintura di mortificazione con queste parole:
“È irragionevole! Nei primi anni di gioventù ho portato una cintura di penitenza per mortificarmi ma era fatta di piccoli pun­giglioni di filo d’ottone. La persona che portava questa cintura avrà sofferto molte pene e poi alla fine non avrà potuto sopportarla più nemmeno un paio di minuti. Non possiamo assolutamente fare queste cose senza il permesso di una guida spirituale”.
Il giorno dopo la Veggente così disse:
“Arrivai a Gerusalemme guidata dal mio Angelo custode pen­so che fosse l’epoca degli antichi re Ebrei. Mentre peregrinavo alla ricerca della casa della Santa Madre Anna in Nazareth incontrai i due fanciulli-profeti che facevano lo stesso cammino. Mostrai loro quella cintura di penitenza ed Elia-fanciullo mi disse: “Questo è uno strumento di penitenza che non è lecito ado­perare. Io ho portato una cintura penitenziale poi l’ho lasciata sul monte Carmelo ai Carmelitani che sono discendenti del mio Ordi­ne. La cintura che ho usato però non era così severa e mi ha gio­vato”. Mi mostrò quindi la sua cintura larga come il palmo di una mano era segnata con linee e simboli che si riferivano alle lotte e mortificazioni con il sé medesimo al numero dei giorni per por­tarla indicati secondo la struttura degli uomini. Giungemmo all’abitazione di Anna ma non potei entrare il mio Angelo custode mi disse che per farlo dovevo ritornare all’età di nove anni cioè prima dell’epoca in cui avevo trascorso tre anni a curarmi dell’abbigliamento e a farmi apprezzare vanamente dagli altri. Mentre riflettevo sulle parole dell’Angelo mi sentii spiri­tualmente di avere nove anni. Mi vidi nella casa di Anna e Ma­ria Santissima mentre mi veniva incontro una vispa fanciulla di tre anni della mia stessa statura. Non mi meravigliai di avere in que­sta visione della mia vita spirituale nove anni come non si mera­vigliavano i due profeti di essere presenti con lo spirito di fanciulli in quel luogo.”

38 – In viaggio verso il tempio
Sull’arco della porta della casa di Anna vedemmo il gruppo partire alla volta di Gerusalemme. Era ancora notte. La Santissima Vergine indossava quell’abito gialliccio ricevuto dai sacerdoti per la prima fase d iniziazione e si era avvolta nel suo gran velo che circondandole strettamente il corpo formava due rigonfiamenti in cui manteneva le braccia distese. Gioacchino conduceva l’asino dov’era seduta Maria Santissima mentre si appoggiava ad un alto bastone alla cui sommità aveva un gran nodo di forma circolare come il classico bastone dei pelle­grini. Anna lo precedeva di alcuni passi con la piccola Maria di Cleofa e una serva. Altre donne e ragazzi tutti parenti accompagnarono Anna per un tratto di cammino; poi man mano li vidi prendere la loro stra­da. Era con loro anche uno dei sacerdoti. Il piccolo corteo illuminava il tragitto tenendo le fiaccole ac­cese. il chiarore delle fiamme si perdeva nello splendore della sacra Famiglia. Mi sembrò di camminare a fianco di Maria Santissima e dei fanciulli-profeti che spesso intonavano il salmo: Eructavit cor meum verbum; ed il nono: Deus deorum dominus locutus est che do­vevano essere cantati da due cori quando la fanciulla sarebbe en­trata nel tempio. Quando si affacciò l’alba la comitiva si fermò ai piedi di una collina nei pressi di una fonte che dava vita ad un ruscelletto vi­cino ad un prato. In questo luogo i viaggiatori si riposarono presso un cespu­glio di erbe balsamiche che dopo raccolsero in alcuni vasi. Mangiarono col pane della frutta o bacche che crescevano sulle vicine siepi. Frattanto i fanciulli-profeti erano scomparsi dalla mia vista interiore. Compresi però che la piccola Vergine continuava a vederli con la fantasia propria di tutti i fanciulli o come alcuni casi di adulti che vedono comparire le immagini dei Santi e delle Sante senza che siano visibili agli altri. il gruppo entrò in una casa isolata nella campagna abitata dai parenti che accolsero i viaggiatori affettuosamente offrendo loro cordiale accoglienza e rinfreschi. La piccola Maria di Cleofa fu rimandata indietro alla sua abitazione; non ne conosco il motivo. Dopo poco i viaggiatori ripresero il faticoso cammino sui mon­ti e attraverso le valli nebbiose e ingombre di vapore dove non si conserva traccia alcuna di vegetazione al di fuori di alcuni rari luoghi su cui splende la luce del sole. Essi tennero durante il viaggio la stessa direzione che avrà Gesù tempo dopo quando nel settembre del suo trentesimo anno partirà da Nazareth alla volta di Betania per farsi battezzare da Giovanni. Sempre la stessa direzione terrà anche la Sacra Famiglia nella fuga da Nazareth verso l’Egitto. Questo tragitto è disseminato da numerosi paesi sparsi nella vastità del paesaggio. La Famiglia si riposò a Nazara un piccolo villaggio fra Massaloth ed una città posta sopra un alto monte. Questa fu la prima tappa. La città aveva mancanza d’acqua e per­ciò gli abitanti erano costretti a portarla dalla pianura con delle vasche legate da funi. L’ospizio dove i viaggiatori chiesero allog­gio era posto ai piedi del monte.
Il 4 novembre 1821 Suor Emmerick proseguì il suo raccontò.
Questa sera vidi giungere ad una locanda non molto distante da Gerusalemme Gioacchino Anna e la Beata Vergine Maria era­no preceduti da un’ancella e dal servo. Quest’albergo era solito ospitare i mandriani che conducevano al tempio le offerte sacrifi­cali di Gioacchino. Vidi Maria Santissima dormire insieme con la madre. In que­sto giorno fui tanto occupata nel pensare alle anime infelici dei peccatori che dimenticai molte cose relative al viaggio di Maria.
Il 5 novembre 1821 Anna Caterina disse:
“Questa sera ho veduto i santi Viaggiatori giungere nella cit­tà di Bethoron che si trova vicinissima a Gerusalemme. La città sorge ai piedi di un monte. Prima di arrivarvi attraversarono un fiume che sbocca in mare in vicinanza di un paese dove Pietro predicherà poco dopo la discesa dello Spirito Santo. Questa città è a sei ore di cammino da Gerusalemme. Bethoron è abitata da leviti; nei suoi dintorni vegetano rigo­gliose viti e piante da frutta. La santa Famiglia fu ospitata da amici; il padrone era un maestro che teneva nella sua casa una scuola di leviti. Fu grande il mio stupore nel veder qui riuniti nuovamente tutti i parenti di Anna e molte di quelle donne partite da Naza­reth Sephoris e Zabulon; essi dopo aver assistito all’esame della Santa Vergine si erano affrettati per vie più brevi a raggiungere Gerusalemme per preannunciarvi e prepararvi l’arrivo della santa Famiglia. Vidi pure la sorella maggiore della Madonna con Maria di Cleofa partite da Sephoris altre persone e numerosi fanciulli. Maria fu fatta sedere su una specie di trono e venne inter­rogata dal maestro della scuola e da altri astanti su diversi argo­menti dopo di che le posero una corona sul capo. Ascoltai che di­scorrevano anche di un’altra fanciulla molto savia di nome Susan­na che poi sarà tra le pie donne che seguiranno il Redentore. Questa ragazza aveva lasciato il tempio proprio in quei giorni per ritornare dai suoi genitori Maria Santissima l’avrebbe sostituita co­prendo il numero ammesso delle fanciulle. Susanna aveva lasciato il tempio all’età di quindici anni ave­va circa dodici anni più di Maria; era entrata nel tempio come Anna all’età di cinque anni. La Santa Vergine si sentiva molto felice di trovarsi così vici­na al tempio. Suo padre piangeva e se la stringeva al petto conti­nuando a dire: “Oh! Figlia mia forse non ti rivedrò più”. Frattanto il banchetto era pronto e tutti presero posto vidi la piccola Maria che correva per la sala e spesso cingeva al collo sua madre con le sue deliziose manine”.
Il 6 novembre Anna Caterina comunicò il seguito delle sue visioni:
“La santa Famiglia riparti per Gerusalemme muovendo da Bethoron. Ad essa si associarono i parenti con i rispettivi figli por­tando con loro i doni per Maria vestiti e frutta. Mi sembrò che in quei giorni si svolgesse a Gerusalemme una grande festa. Nel viaggio non passarono né da Ussen Scheera e neppure da Gofria bensì nelle vicinanze di questi luoghi”.

39 – Arrivo a Gerusalemme: la città e il tempio L’abitazione dei sacerdoti – La casa di Zaccaria
La stessa sera la Veggente riprese il racconto.
Ho visto l’arrivo a Gerusalemme della Beata Vergine e di tutto il suo seguito; era verso mezzogiorno. Gerusalemme era una città straordinaria: profonde vallate e colline circondavano le mura alle quali si appoggiavano gli alti edifici che rivolgevano al centro le loro facciate. I quartieri venivano costruiti a ritmo accelerato l’uno dopo l’altro occupando a poco a poco tutte le colline circostanti fuori della città antica lasciando però sussistere le antiche mura. Le valli erano collegate da ponti di pietra alti e massicci. Le stanze che davano nei cortili interni protetti dall’ombra di grandi pergolati erano quelle più abitate delle case. Gli abitanti di Gerusalemme lasciavano le loro dimore ed i cortili solo per recarsi al tempio o per i loro affari perciò le stra­de non erano molto affollate. Infatti nelle contrade regnava un pro­fondo silenzio ad eccezione dei luoghi pubblici di mercato ed i palazzi del governo in cui vi era un movimento di guardie e di viaggiatori. Quando la popolazione veniva chiamata al tempio in occasio­ne delle solennità religiose alcuni quartieri si spopolavano e diventavano senza vita. Gesù poteva aggirarsi tranquillo con i suoi seguaci per quelle stradine appunto per la vita silenziosa e tran­quilla che vi regnava e per la solitudine assoluta in cui si trova­vano molte vie che percorrevano le valli. Gerusalemme mancava d’acqua; lunghi acquedotti la conducevano in città e veniva inviata nelle alte torri per mezzo di pompe. Nel tempio c’era bisogno di molta acqua per abluzioni o per lavare i vasi sacri perciò si prestava ogni attenzione per moderarne il consumo. Molti negozianti abitavano a Gerusalemme e teneva­no depositata la merce sotto i portici che circondavano i mercati o in leggere capanne costruite sulle pubbliche piazze. Vicino alla “porta delle pecore” si trovavano molti negozianti di gioielli oro e pietre preziose; essi pure vivevano in piccole ca­panne di forma rotonda e nere come se fossero tinte di pece o resina. Sebbene queste fossero costruite con materiale leggero erano assai solide. Contenevano tutto quello che occorreva per gli usi domestici mentre la merce veniva esposta fra una capanna e l’al­tra. Il tempio sorgeva su un monte ad un lato del quale c’era un lieve declivio con case e stradine. I sacerdoti ed i servi abitavano in questa zona della città. I rifiuti che venivano gettati dal tempio come per esempio gli avanzi e le ossa degli animali sacrificati venivano trasportati dai servi giù per questo declivio fino ad una grande fossa fuori dalle mura della città e poi bruciate per giorni e giorni. Alla sommità del monte dove sorgeva il tempio si vedeva ve­getazione i sacerdoti ne avevano fatto un giardino. Sotto il tem­pio si trovavano molte gallerie sotterranei e fonderie di metalli. Nell’edificio tutto era massiccio e poderoso ma io non vi rinvenni alcun buon luogo. I numerosi cortili del tempio erano angusti ed oscuri con molte panche e scanni esposti allo sguardo pubblico. I continui sacrifici cruenti ed il sangue che scorreva incessan­temente erano cosa davvero spiacevole sebbene tutti i sacrifici ve­nissero eseguiti con una grande precisione. Vidi i viaggiatori al seguito di Maria entrare in città ma no­nostante la porta nord fosse più vicina al loro cammino non en­trarono da quel lato bensì si diressero verso i giardini ed i palaz­zi di Gerusalemme verso la porta meridionale. Attraversarono una parte della valle di Giosafat e lasciando a sinistra il monte degli Ulivi e la via di Betania entrarono per “la porta delle pecore” che conduce al mercato delle bestie. Presso la porta c’era lo stagno nel quale si lavavano le pecore prima del sacrificio; questo non era lo stagno di Bethesda. Il corteo si inoltrò nelle strette vie della città fino al mercato del pesce dove si trovava la casa paterna di Zaccaria di Hebron. In questa casa vi abitava un vecchio forse lo zio di Zaccaria. No­nostante avesse finito il suo servizio sacerdotale al tempio Zacca­ria vi si era soffermato per assistere e preparare la presentazione della Santa Vergine. Molti parenti di Gioacchino erano rimasti ad attendere fuori della casa il gruppo di viaggiatori. Il sole picchiava rovente sul capo di quella gente: donne uo­mini giovani e fanciulle adorne con ghirlande e ramoscelli anda­rono impazienti incontro alla comitiva in arrivo. Vidi tra questa gente che attendeva anche due fanciulle nipoti di Elisabetta giun­te da Betlemme e da Helbron con i loro genitori. Elisabetta non era intervenuta. Tutti accolsero gli stanchi viaggiatori con grida di gioia e di indicibile allegrezza e li condussero nella casa di Zaccaria dove ci fu un vero tripudio universale. Più tardi rientrò Zaccaria che vol­le accompagnare gli ospiti all’alloggio provvisorio presso il tempio. Allora tutti si disposero come in processione: Zaccaria Anna e Gioacchino guidavano il folto gruppo di parenti e conoscenti del­la fanciulla consacrata al tempio seguiva Maria Santissima che in mezzo a tre o quattro fanciulle vestite di bianco indossava il se­condo abbigliamento solenne col mantello color azzurro poi veni­vano i parenti delle quattro fandulle-ancelle con le loro famiglie. Passarono dinanzi al palazzo di Erode e poi alla futura abitazione di Pilato e per molte altre contrade. Avanzarono così sfidando i raggi prepotenti del sole verso il lato del tempio tra levante e settentrione lasciandosi dietro la for­tezza Antonia. Salirono molti gradini fino ad un alta muraglia. Vidi la Santa Fanciulla piena di vivacità salire rapidamente da sola i gradini sotto lo sguardo ammirato ed attonito degli astanti. L’alloggio era un edificio vastissimo; numerosi locali simili si trovavano nelle vicinanze del tempio ed erano adibiti ad ospitare i visitatori giunti da lontano. Zaccaria aveva affittato quest’alloggio per la sacra Famiglia. Il locale era formato da quattro camere da letto una sala gran­de per accogliere gli ospiti ed una cucina. Il mobilio consisteva in basse tavole. Vicinissimo si trovava l’altro cortile dove stavano le stalle con il gregge e le mandrie destinate ai sacrifici. Le due ali dell’edificio erano abitate dai servi del tempio. Quando la comitiva prese dimora in quest’appartamento vennero dei servi a lavare i piedi agli uomini e delle serve alle donne poiché questa era l’usanza tradizionale con i nuovi arrivati. Dopo questa cerimonia passarono in una sala al cui centro pen­deva una gran candeliere a più luci sotto il quale si trovava un largo bacino di bronzo colmo d’acqua nel quale ciascuno si lavò il viso e le mani. Gli asini liberati dai loro pesi furono condotti nelle scuderie da un servo. Gioacchino annunziò di essere venuto per il sacrificio e nel vicino cortile lasciò esaminare ai servi del tempio le bestie. Dopo alcune ore Gioacchino Anna e Maria si recarono nell’a­bitazione di un sacerdote. Questa era posta in una posizione elevata. Maria Santissima vivificata da un’energia incredibile e come spinta da uno spirito interiore salì i gradini in pochi secondi. In quella casa vidi due sacerdoti: uno assai vecchio e l’altro più giovane. I prelati salutarono cortesemente i nuovi ospiti che erano già attesi. Ambedue erano tra quei sacerdoti che avevano partecipato all’esame di Maria a Nazareth. Li sentii parlare del viaggio e della prossima iniziazione della pia Fanciulla. Essi dis­sero che al tempio si trovavano delle celle in cui le vergini consa­crate all’altare si ritiravano per la preghiera e la meditazione inol­tre potevano guardare inosservate l’interno del santuario. Quindi fecero chiamare un’anziana vedova addetta al luogo sa­cro che era incaricata di vegliare sulla piccola Maria. La matrona abitava con le altre donne in una casa vicino al tempio ma alquanto discosta si occupava dei lavori femminili e dell’educazione delle fanciulle. Si potrebbe paragonare nei tempi moderni ad una “maestra” dei nostri paesi cioè a quelle donne dallo spirito devoto che riuniscono intorno alla loro esperienza le fanciulle del luogo che vogliono imparare il ricamo a scrivere e a leggere per prepararsi alla vita coniugale. La donna arrivò quindi avvolta nella sua veste e le si poteva scorgere a malapena parte del volto. Dai genitori e dai sacerdoti le fu presentata la futura allieva. Vidi il suo viso illuminarsi dalla gioia per quel nuovo com­pito che lei sentiva molto importante. La Santa Vergine l’accettò con un contegno umile e rispetto­so. La matrona venne istruita sulla nuova pupilla e sulla consacrazione di quest’ultima al tempio quindi accompagnò in silenzio la Vergine e i suoi genitori al loro alloggio per prendere in con­segna gli effetti più preziosi della pia Fanciulla poi se ne ritornò al tempio a disporre l’accoglienza della nuova arrivata.
Il 7 novembre Suor Emmerick continuò.
In tutto il giorno ebbi visioni che riguardavano i preparativi di Gioacchino per il sacrificio e l’accettazione di Maria al tempio. Allo spuntar dell’alba Gioacchino ed alcuni altri condussero il bestiame al luogo sacro. I sacerdoti lo esaminarono di nuovo le bestie che rifiutarono furono subito inviate al mercato mentre quel­le accettate furono condotte nel cortile del macello dove vidi ese­guire alcune operazioni. Di queste ricordo solo che Gioacchino prima che le bestie fossero uccise poneva una mano sul loro capo. Poi vidi alcuni pezzi degli animali uccisi che furono salati e messi da parte per l’offerta sacrificale all’Altissimo. Sacerdoti e leviti si muovevano a due per volta regolarmente e con molta precisione. Nell’abitazione provvisoria di Anna e Gioacchino frattanto si teneva una festa solenne alla quale partecipavano ben cento per­sone. Tra queste vidi più di ventiquattro fanciulle di diverse età anche la giovinetta Seraphia di dieci anni; costei dopo la morte di Gesù fu chiamata Veronica. Si erano preparate e disposte ghir­lande e corone di fiori per Maria e per le persone che l’ac­compagnavano. Sette fiaccole adornate ardevano rendendo l’am­biente molto solenne. Vidi molti leviti e sacerdoti entrare ed usci­re dalla stanza. Anche alcuni sacerdoti presero parte al banchetto mostrandosi stupiti per la generosità di Gioacchino il quale dichia­rò che la sua riconoscenza verso l’Altissimo era assai grande. Erano veramente lontani i tempi in cui egli si era visto rifiu­tare la sua offerta al tempio. Vidi Maria passeggiare nei pressi del­la casa in compagnia di altre fanciulle.
        
 40 – Maria Santissima viene presentata e accolta al tempio: passaggio della Santa Vergine attraverso la ‘1porta d’oro” – Il sacrificio di Gioacchino – Maria portata all’altare sacrificale Le cerimonie di presentazione – La cella di Maria nel tempio
L ’8 novembre 1821 La Veggente così narrava:
“Di buon mattino Gioacchino Zaccaria ed altri si avviarono al tempio erano seguiti a poca distanza da Anna Maria di Heli la nipotina Maria di Cleofa e la Santa fanciulla Maria. La Vergine indossava la veste dal manto color azzurro mentre le braccia e il collo erano ornate di corone; portava in mano una fiaccola ornata di fiori. Tre giovinette la accompagnavano erano vestite di bianco con ricami d’oro e si coprivano con un mantello azzurro; tra le mani portavano fiaccole come quella della Santissima Vergine. Ghirlande di fiori ornavano le braccia ed il collo delle giovi­nette. Seguivano uno stuolo di fanciulle con lampade accese era­no le altre vergini consacrate al tempio vestite tutte a festa e con i mantelli sugli omeri. Dietro a loro seguiva ancora una lunga fila di donne. Alle prime luci dell’alba furono viste queste simpatiche persone snodarsi in corteo. Nell’andare dalla casa al tempio la compagnia fece un largo giro attraversando diverse contrade cittadine. La gente nel vedere quella santa processione si prostrava e qualcuno aveva esposto degli addobbi in segno di riverenza devozionale. Nel contegno e nell’aspetto di Maria Santissima si notava la santità e l’emozione per il vicino evento solenne”.
Dio ha colmato Maria delle grazie e dei doni soprannaturali più grandi infatti l’Angelo la saluterà: “Ave Maria piena di grazia” come sede di tutte le grazie e i doni di Dio. La Santa Vergine si preparava così ad essere l’annuncio della pri­mavera del mondo Luce della salvezza di tutti gli uomini della terra.
Quando la processione giunse al tempio vidi i servi indaffa­rati per aprire un’altissima e pesante porta scintillante come se fosse d’oro. Infatti questa era proprio la “porta d’oro” sotto la quale passarono Anna e Gioacchino al tempo della Concezione. Per passare sotto questa porta bisognava salire una scala di quindici gradini. Si voleva condurre Maria per mano ma Lei non volle anzi piena di fervore salì rapidamente tutti i gradini senza mai inciampare; allora tutti la guardarono di nuovo ammirati e commossi. Vidi il banchetto già disposto e la pia Fanciulla che fu ricevuta da alcuni sacerdoti i quali la condussero a destra dell’entrata in un andito che si divideva in parecchie sale. In una di queste i sacerdoti sottoposero la Santa Fanciulla all’ultima prova con alcu­ne domande. Frattanto le donne e i fanciulli si erano recati nell’oratorio e Gioacchino e Zaccaria preparavano il sacrificio. Infine rimasti soddisfatti della saggezza di quella Bambina i religiosi del tempio furono convinti in modo definitivo. Allora Anna la vestì del terzo abbigliamento solenne quello violetto con il manto il velo e la corona. Vidi Gioacchino con due sacerdoti ai suoi lati prendere il fuoco con una specie di braciere e porlo dinanzi ad un altare. I riti che accompagnarono l’offerta sacrificale della Santa Ver­gine all’Onnipotente e al tempio furono molto commoventi: all’al­tare si poteva accedere solo da tre lati i pezzi degli animali sacrifi­cati erano collocati circolarmente in vario modo. Mentre l’offerta di Gioacchino ardeva già sulla fiamma Anna con Maria accompagnate dalle donne si erano recate all’atrio delle dimore femminili nel tempio. Una muraglia separava quest’atrio dal luogo del sacrificio le donne potevano assistere al sacrificio da una porta semiaperta che dava direttamente sull’altare. In un luogo appartato si trovava uno stuolo di fanciulli erano novizi biancovestiti addetti al tempio; essi suonavano flauti ed arpe. Dopo il sacrificio fu collocata davanti alla porta che comu­nicava con l’atrio delle donne una specie di tavola ricoperta come un altare. Vidi poi Gioacchino Zaccaria e un sacerdote che lasciarono il cortile per recarsi dinanzi all’altare dove li attendevano un altro sacerdote e due leviti i quali tenevano in mano i sacri papiri e l’occorrente per scrivere. Anna vi condusse pure la figlia adornata con gli abiti cerimoniali. Le altre fanciulle che avevano accompa­gnato Maria Santissima si ritirarono in un angolo dell’immensa sala del tempio. La Santa Vergine avvolta da un bagliore luminoso s’inginocchiò mentre i genitori le imposero le mani sul capo; allo­ra il sacerdote tagliata una ciocca di capelli la bruciò su un bra­ciere. I genitori pronunciarono alcune parole rituali che accompa­gnarono l’offerta al tempio della Fanciulla. Queste parole veniva­no scritte dai leviti su una grande pergamena. Allora le fanciulle che stavano in disparte iniziarono a into­nare il salmo quarantaquattresimo: Eructavit cor meum verbum bonum ed i sacerdoti a loro volta il salmo quarantanovesimo: Deus deorum dominus locutus est. mentre dall’altra sala si levava la mu­sica soave dei fanciulli. Vidi la Madonna infusa in una trascendenza di simboli cele­sti. Due sacerdoti i più anziani la presero per mano e salendo alcuni gradini la fecero sedere su una specie di trono fatto a nic­chia dal quale Lei poteva dominare tutta l’immensa sala. I due preti rimasero ai suoi fianchi mentre gli altri si erano disposti lungo i gradini e leggevano a voce alta le preghiere nei loro libri. Al di là della parete divisoria si vedeva un vecchio sacer­dote che stava dinanzi all’ara delle oblazioni aveva una statura così alta che metà del corpo era visibile al di sopra della parete stessa. Il fumo delle sue oblazioni saliva in nuvole e si disperdeva nell’etere dinanzi a Maria. Mentre si svolgeva la cerimonia vidi apparire un simbolo sot­to il cuore della Vergine che a poco a poco pareva invadere il tempio intero. L’aureola sotto il cuore della Santa Fanciulla consa­crata al tempio era certamente l’annuncio dell’Evento la benedi­zione più grande tra tutte le grazie divine. L’arca di Noè stava per trasformarsi nell’Arca della nuova Alleanza. Poco dopo quelle immagini scomparvero e vidi comparire nell’aureola sotto il cuore di Maria il Calice della santa Cena. Un pane segnato da una croce apparve sul Calice davanti alla bocca di Maria. Vidi quindi la Beata Vergine circondata da innumerevoli rag­gi di luce che mostravano alle loro estremità i misteri e i simboli a lei relativi come quelli delle Litanie lauretane. Dalla spalla destra e sinistra della Vergine Santa si in­crociavano due rami diversi quello dell’ulivo e l’altro del cipres­so i quali si appoggiavano ad una bella palma che con un pic­colo fiocco di foglie vidi spuntare pure dietro il suo dorso. In mezzo a quelle verdi foglie si mostravano in piccola dimensione gli strumenti della Passione di Gesù. Poi lo Spirito Santo in for­ma umana e di colomba assieme si librò su Maria Santissima e i suoi simboli. Il Cielo era aperto e scorsi la Gerusalemme celeste la città di Dio con tutti i suoi giardini i palazzi e le dimore pron­ta per accoglière i futuri Santi e Martiri del Cristianesimo. Angeli giubilanti e l’aureola che circondava la Vergine riem­pivano la luminosissima visione. Questa visione è stata simile a quella del santo Rosario. I simboli che fanno riferimento alla Santa Vergine nell’Anti­co nel Nuovo Testamento e nell’eternità si tramutavano di continuo. Molte persone che sembrano sagge ne parlano con poca rive­renza mentre gente ignorante pratica la devozione del santo Ro­sario con sincero amore e spontaneità ricevendone le grazie. Durante questa visione il tempio mi era apparso spoglio come se avesse perduto ogni magnificenza e ornamento perfino la me­ravigliosa e immensa sala dell’altare e del trono adesso mi sem­brava una cosa rozza e meschina. Tutto cadeva nell’ombra e sem­brava dissolversi dinanzi alla luce della magnificenza di Maria Santissima. Adesso io non avevo più dinanzi agli occhi Maria fan­ciulla bensì la Vergine adulta la Madonna. Il sacerdote del tempio esortò infine tutti i fedeli a ringraziare il Signore per aver loro concesso la presenza di quella Vergine portatrice di grazie di inestimabile valore. Anche se nessuno degli astanti vedeva ciò che circondava la Santa Fanciulla molti però ne percepivano la spiritualità sublime per questo motivo li vidi as­sorti in solenne raccoglimento e profondo rispetto. A poco a poco tutto scomparve rimase solo l’aureola splendente attorno al cuore di Maria Santissima. La promessa divina che si adempiva. Vidi allora la fine della cerimonia d’iniziazione: la Fanciulla abbigliata solennemente e circondata dai sacerdoti. Essi avevano ricoperto Maria con un velo bruno e dopo averle tolto le corone dalle braccia e la fiaccola dalla mano la fecero discendere dal trono e la condussero in una sala. Qui erano ad attenderla sei vergini adulte del tempio appena la videro le andarono incontro spargendo dei fiori ai suoi piedi davanti a Lei. Dietro stavano la maestra Noemi zia di Lazzaro la profetessa Anna ed un’altra matrona. Consegnata Maria a quelle donne i sacerdoti come anche i genitori ed i parenti si ritirarono mentre i canti e i cori cessarono lentamente. Tutto cadde nel profondo silenzio delle misteriose volte del tempio. Prima di allontanarsi Gioacchino strinse al petto Maria e la pregò con le lacrime agli occhi di voler raccomandare a Dio l’ani­ma sua. Dopo ciò Maria e le maestre con le altre fanciulle si ritirarono nella parte settentrionale dell’edificio riservata alle donne. Esse dimoravano in celle scavate nelle profondità delle mura del tempio e per mezzo di corridoi e di scale a chiocciola poteva­no salire in piccole stanze dove recitavano le loro preghiere vici­ne al Sancta Sanctorum. I parenti della Santa Vergine mangiarono nella sala vicina alla “porta d’oro” insieme ai sacerdoti. Sentii allora Anna dire entusiasta alle altre che l’attorniavano: “Adesso entra nel tempio il vero Spirito dell’Arca dell’Alleanza il Vaso della Promessa divina”. Non tutte capirono ma quelle che compresero ebbero il concreto presentimento della predestinazione della Vergine. Finito il breve pasto alcuni seguirono Anna e Gioacchino al­l’uscita del tempio altri invece rimasero assorti in preghiera. Vidi che Anna nonostante fosse di condizioni agiate viveva nell’astinenza e senza prendere cibo caldo. Forse si limitava per far più elemosine ai poveri. La servitù invece era trattata e nutrita bene. Anna Gioacchino ed i parenti partirono alla volta di Betho­ron. Più tardi vidi le donne del tempio celebrare il rituale della “festa dell’accoglienza” nella quale Maria chiese alla maestra e alle condiscepole di essere ammessa tra loro. Poi seguì un banchetto e alcune danze sul tipo del minuetto. Talvolta il ritmo delle danze richiedeva l’inchino del corpo come usano gli Ebrei durante la preghiera. Alcune vergini suonavano flauti timpani ed altri strumenti fra cui uno che era graditissimo all’orecchio e consisteva in una cas­setta sulla quale erano stese le corde musicali. Lo strumento era tenuto sulle ginocchia della suonatrice. Infine Noemi condusse Maria nella piccola cella a Lei as­segnata. Questa non era perfettamente quadrata e le pareti erano adorne di figure triangolari a vari colori. Il mobilio consisteva in uno scanno e un tavolino. In un angolo si trovava un giaciglio e un piccolo spazio per riporvi gli abiti. Maria Santissima pregò Noemi affinché le concedesse il permesso di alzarsi frequentemente la notte ma quest’ultima per il momento non glielo permise. Le vergini del tempio erano velate e portavano vesti lunghe e larghe con maniche molto larghe. Tutte avevano delle cinture alla vita. All’epoca in cui Maria Santissima entrò al servizio del tempio circa dodici anni prima della nascita di Gesù erano in corso i re­stauri di quest’edificio.
21 novembre.
Oggi ho visto la cella abitata da Maria era posta nella parte settentrionale della muraglia del tempio che si affaccia sul Santo alla parete sinistra vidi un tappeto arrotolato che steso sul pavi­mento formava il suo giaciglio. Nella parte superiore vidi i pic­coli oratori che comunicavano con le celle delle vergini. Quello di Maria era uno dei più vicini al Santissimo. Un corri­doio era separato da una tenda che formava una specie di anti­camera con la sua cella. Vidi degli armadi dove si conservavano abiti e arnesi. Dalla parte laterale vicino alla porta della cella di Maria c’era­no dei gradini che conducevano al piccolo oratorio nel quale un’apertura praticata nel muro e ricoperta da un velo permetteva di vedere la sala del tempio. Una torcia era accesa in una nicchia nel muro della cella vidi Maria aureolata di luce ed assorta nella lettura di alcune pergame­ne e rotoli con fiocchi rossi. La Santa Vergine portava una veste a righe bianche e celesti coperte di fiori gialli. Era veramente com­movente vedere quella fanciulla così piccola e innocente immolarsi per la salvezza dell’umanità. Vidi Anna l’addetta al tempio che entrò e pose su un tavo­lino rotondo una piccola bottiglia e un piatto con della frutta dal­la forma simile ai fagioli.

41 – Visioni intorno alla vita di Maria nel tempio Noemi la maestra delle vergini del tempio
Nel corso di undici anni nella ricorrenza della solenne presentazio­ne della Santa Vergine al tempio la Veggente rivelò le sue contemplazioni sul soggiorno di Maria in questo luogo.
Maria era per la sua età abbastanza abile nei servizi al tem­pio vidi che trascorreva i suoi giorni nel luogo sacro lavando e tessendo esili bende attaccate a lunghi bastoni e adoperate dai sa­cerdoti o la vidi intenta a lavare i vasi dei fiori e delle offerte. Spesso la scorsi solitaria nella sua cella assorta nella preghie­ra e nella meditazione immersa nello studio dei Sacri Testi e nel lavoro. Qualche volta la vidi in compagnia delle altre vergini nel­le loro celle. Mai la vidi punita corporalmente o con la mortifica­zione non ne aveva bisogno. Come tutte le sante persone si nu­triva solo per conservarsi in vita non usava altri cibi al di fuori di quelli che aveva scelto ed era tutta dedita alla continua offerta dei suoi voti fervidi. Alzava al cielo le più ferventi preghiere e mentre tutti dormivano si alzava dal suo giaciglio e pregava mentre abbondanti lacrime scorrevano irrorandola di divino splendore. Quando divenne adulta la sua veste mi apparve sem­pre più azzurra e scintillante. Durante la preghiera si teneva velata e così pure quando par­lava con i sacerdoti o quando andava nella sala terrena del tem­pio a prendervi o a recarvi il lavoro. Il tempio aveva dai tre lati vasti locali in cui vi si conservavano molti arredi custoditi dalle ancelle; questi locali mi riportano alla mente le nostre sagrestie. Vidi la Beata Vergine passare i suoi giorni in contemplazione ed astinenza rapita dall’entusiasmo della preghiera sembrava quasi che non fosse sulla terra ma vivesse in una condizione spirituale di abnegazione assoluta. Compresi che spesso veniva consolata dalle benedizioni cele­sti. Immenso era il suo desiderio di vedere avverata la Profezia nella sua umiltà osava appena accennare al desiderio di divenire un giorno l’infima serva della Madre del Salvatore. Non pensava nemmeno lontanamente di essere Lei la predestinata da Dio. Noemi aveva circa cinquant’anni e come le altre inservienti del tempio proveniva da famiglie essene. Da costei Maria Santissima imparò a tessere i nastri. La Vergine l’aiutava a ripulire i vasi e gli altri arredi sacri dal sangue delle vittime; l’aiutava inoltre in cucina nella preparazione dei pasti per le donne del tempio ed i sacerdoti. I pasti consistevano spesso in alcune parti della vittima sacrificata. Quanto più Noemi diventava anziana tanto più la Santa Fan­ciulla si affaccendava per soddisfare le esigenze della comunità religiosa. Zaccaria la visitava spesso quando era di servizio al tem­pio. Anche Simeone la conosceva. Ai sacerdoti non era ignota la predestinazione della Santa Vergine. La sua sapienza la sua bontà e tutto il suo contegno non erano passati inosservati agli attenti religiosi nonostante Lei aves­se cercato di velarli col più profondo senso di umiltà. In seguito ai loro vaticini e alle profonde meditazioni i preti del tempio avevano saputo perché Costei viveva nel mondo pur senza prendere parte al mondo. Essi specialmente i più anziani scrissero molte cose intorno alla Madre di Dio. Infatti se ben mi rammento una volta mi vennero mostrati quegli scritti che giace­vano polverosi in mezzo ad antichissime pergamene.
A questo punto l’estatica sospese le visioni della Madonna al tem­pio e diede invece alcune notizie sulla gioventù di San Giuseppe.

42 – Visioni sulla gioventù di San Giuseppe:la casa di Giuseppe – L’infanzia e la famiglia – Le angherie dei ratelli La fuga – I fratelli  maggiori di Giuseppe Le pie Essene e il vecchio falegname – L’Angelo del Signore Notizie su un fratello maggiore di Giuseppe
Queste visioni furono comunicate dalla Veggente il 18 marzo 1820 ed il 18 marzo 1821.
Vidi molte cose relative alla gioventù di San Giuseppe dirò quello che mi rammento: Giuseppe era il terzo di sei fratelli. Suo padre si chiamava Giacobbe ed abitava in un grande edificio vicino a Betlemme. La costruzione che era la casa paterna di Davide aveva qual­che similitudine con quelle dell’antica Roma un lato dell’edificio era circondato da numerose colonne e da un ridente pergolato. Sot­to questo portico vidi alcune figure o statue che mi parvero per­sonaggi molto antichi. Da un lato del cortile vi era un pozzo ricoperto da un tempietto di pietra. Fontane simili a fauci di belva zampillavano acqua fresca. Non si vedevano finestre lungo il piano inferiore della casa solamente alla sommità si scorgevano alcune aperture circolari. La casa aveva una sola porta. In alto ai quattro lati si mostravano delle piccole torri che terminavano in piccole cupole da dove si poteva osservare tutto quello che accadeva intorno sen­za essere visti. Il palazzo di Davide in Gerusalemme portava simili torri e fu appunto da una di queste che Davide osservò Betsabea nel bagno. Giuseppe e i fratelli dormivano tutti in una sola stanza vicino ad una torre e appena sopra al piano superiore abitava un vecchio ebreo che era il loro istruttore. I letti erano disposti in cerchio; consistevano in tappeti che durante il giorno venivano arrotolati verso la parete. I diversi gia­cigli erano separati da stuoie mobili. Vidi questi fanciulli giocare con pupazzi raffiguranti animali in forma di “cagnotti” (così Anna Caterina usa chiamare tutte quelle figure di animali o quei brutti visi che non conosce). I genitori di Giuseppe non saprei definirli buoni o tantomeno cattivi non si curavano dei loro figli e avevano con loro ben pochi contatti. Giuseppe aveva circa otto anni e differiva assai nel contegno degli altri fratelli aveva molto talento e imparava ogni cosa rapi­damente; era di temperamento mite semplice silenzioso devoto e senza superbia. Spesso veniva insultato dai fratelli che lo burlavano e lo perseguitavano. Ciascuno di essi aveva la propria aiuola con dei pali sui quali si potevano scorgere delle immagini sacre simi­li a quelle impresse sulle tende di Anna e Maria al tempio in Ge­rusalemme e in tutto il mondo ebraico. Vidi quelle figure pure in Egitto con qualche variazione. Pensai che rappresentassero Mosè quando ancor bambino fu lasciato sul Nilo. Vidi i fratelli distruggere l’aiuola i cespugli i fiori e gli albe­ri di Giuseppe cagionandogli grave dolore. Durante la preghiera i fratelli lo prendevano a calci e lo urtavano con villania selvag­gia. Vicino e dentro alla casa dei genitori di Giuseppe vidi donne della servitù portare acqua lavare e scopare arrotolare i letti e porre pareti di traliccio. I fratelli di Giuseppe parlavano e scher­zavano con loro mentre egli era serio e riservato nel contegno. Le stanze seppur simili nella struttura erano più spaziose della casa di Anna. Giuseppe non godeva troppo la considerazione dei genitori perché era ingenuo e dedito alla preghiera. Per sottrarsi alle violenze dei fratelli a dodici anni andò ad abitare presso alcune pie donne nei dintorni di Betlemme dalla parte opposta del paese precisamente vicino alla Grotta del Pre­sepio. Le pie donne erano Essene che vivevano ritirate in spelonche ai piedi del monte sul quale sorgeva Betlemme coltivavano pic­coli giardini e istruivano i figli degli altri Esseni. Vidi Giuseppe che leggeva alcune preghiere da antiche perga­mene e pregava con loro. Così egli si conquistava la propria pace e cresceva nello spirito mentre si occupava di semplici lavori di carpenteria lignea. Era al servizio di un vecchio falegname che aveva l’officina proprio in questo luogo con lui Giuseppe impa­rava il mestiere e parlava di cose sante. Il giovane aveva appreso da un precettore nella casa pater­na i principi di geometria che gli furono molto utili per il mestiere che aveva intrapreso. Vidi il giovane Giuseppe ritirarsi spesso in preghiera in quella stessa grotta che testimonierà più tardi la na­scita del Redentore. A diciotto anni siccome i fratelli malvagi continuavano a per­seguitarlo con l’aiuto di un conoscente si allontanò per sempre da Betlemme. Andò a guadagnarsi la vita a Libonah. Lavorò in questo paese alle dipendenze di un altro falegna­me presso il quale Giuseppe ebbe l’occasione di perfezionarsi in questo mestiere. Il maestro abitava in un quartiere poverissimo in una casu­pola appoggiata ad un vecchio muro che costeggiava uno stretto sentiero infossato nel monte. Mi sembrò che la stradina conducesse ad un castello dirocca­to su un colle. Giuseppe lavorava certi lunghi bastoni che servivano da sostegno ai tralicci. La stanza da lui abitata aveva pareti altissime con le finestre poste in alto. Il suo padrone era molto povero e si occupava di rozze co­struzioni Giuseppe era un lavoratore assennato e tutti gli voleva­no bene. Lo vidi raccogliere le schegge di legno e portar le assi e le travi sulle spalle. Alcuni anni dopo quando passò per questo paese con la Santa Vergine visitò l’officina in cui aveva lavorato. I fratelli frattanto dopo una lunga ricerca lo trovarono e lo sgridarono severamente per il suo modo di vivere tanto misero allora Giuseppe per tutta risposta abbandonò Libonah per trasfe­rirsi a Thanath o Taanach città non molto lontana da Megiddo sulla riva di un piccolo fiume (il Kison). Questo paese è vicino ad Apheke terra d’origine di Tommaso l’apostolo. Giuseppe trovò alloggio presso un agiato legnaiolo che produceva buona falegna­meria. In un altro tempo ho veduto che lavorava presso un altro fa­legname di Tiberiade e che dimorava solo in una casa sulla riva di un fiume. A quel tempo egli aveva trentatre anni. La sua famiglia era decaduta i genitori erano morti da molto tempo e due dei suoi fratelli vivevano ancora a Betlemme gli al­tri si erano dispersi; la casa paterna era passata in altre mani. Giuseppe era un uomo assai pio e pregava con fervore per la venuta del Messia. Mentre pensava di adibire nella sua casa un angolo dedicatò alla preghiera gli apparve un Angelo del Signo­re. Questi lo avverti che per volere di Dio come l’altro Giuseppe era divenuto amministratore dei granai dell’Egitto egli sarebbe divenuto l’amministratore del granaio salvifico dell’umanità. L’umi­le uomo non lo comprese e continuò fervidamente la sua orazio­ne allora ebbe dal Cielo il comando concreto di recarsi al tempio per divenire lo sposo della Santa Vergine. Giuseppe ebbe un po’ di timore perché era un uomo molto casto ed evitava ogni relazione col sesso femminile.
Nel giorno di San Bartolomeo il 24 agosto 1821 la Veggen te tenendo tra le mani le reliquie di San Giuseppe comunicò le visioni avute di un fratello maggiore del Santo:
Il padre di Bartolomeo di Gessur dimorò un tempo presso i bagni di Betulia poi si stabili nei dintorni della città anche per­ché aveva stretto amicizia sincera con Zadok un fratello maggio­re di San Giuseppe. Egli andò quindi ad abitare nelle vicinanze di Dabbeseth nel­la valle in cui abitava Zadok uomo assai virtuoso. I due avevano una profonda stima reciproca e rimasero affezionati. il fratello mag­giore di Giuseppe aveva due figli e due figlie che avevano buoni rapporti con la Santa Famiglia. Quando Maria Santissima e Giuseppe cercavano Gesù rimasto nel tempio vidi che andarono a cer­carlo anche presso i figli di Zadok. Questi giovani rimasero sem­pre amici di Gesù.

43 – L’Angelo annuncia a Zaccaria la nascita di Giovanni
A causa della sterilità di Elisabetta Zaccaria era ricevuto con freddezza al tempio. I sacerdoti mantenevano quest’atteggiamento anche quando lui era di servizio nel luogo sacro; ciò accadeva due volte all’anno. L’abitazione di Zaccaria non era proprio ad Hebron ma poco lontana da Juta. Sembra dai molti ruderi esistenti che nell’antichità questi luo­ghi fossero stati congiunti in una sola città estesa come Gerusa­lemme. In Hebron abitavano i sacerdoti minori gli altri avevano la loro residenza a Juta. Zaccaria ed Elisabetta in virtù della loro discendenza diretta da Aronne e per la loro devozione erano molto considerati ed onorati presso quella popolazione; Zaccaria era considerato da molti come un sommo sacerdote. Il sant’uomo istruiva gli altri sacerdoti e pregava con loro il che era una specie di preparazione all’imminente servizio al tem­pio. Infatti lo vidi con alcuni di questi primi ritirarsi per un pe­riodo in un piccolo podere di sua proprietà a Juta. Gli stessi religiosi lo accompagnarono a Gerusalemme e là si fermarono ancora per quattro giorni prima che Zaccaria venisse chiamato per officiare al tempio. Egli trascorse quel periodo in assoluta preghiera e meditazione per prepararsi all’ufficio liturgi­co. Lo vidi entrare nel Sancta Sanctorum e porsi dinanzi all’ara d’oro del sacrificio che ardeva all’entrata del santuario. Essendo stato tolto il soffitto che stava al di sopra dell’ara si poteva scor­gere liberamente il cielo sereno. Mentre Zaccaria entrava un sa­cerdote gli disse qualcosa e se ne andò. Rimasto solo Zaccaria entrò in una stanza oscura attraverso una tenda e vi prese qualcosa che bruciò sull’ara. Allora una fi­gura luminosa scese su di lui e lo avvolse di splendore; lo vidi cadere a destra dell’altare rapito in estasi. Un Angelo lo rialzò e parlò con lui per molto tempo vidi Zaccaria rispondergli. Un altro Angelo luminoso discese dal cielo e gli tolse qual­cosa dal corpo mentre il primo dopo aver accolto la risposta di Zaccaria gli immise una specie di corpicino luminoso nel fianco. Quest’apparizione fu simile a quella che ebbe Gioacchino quando gli fu promesso dall’Angelo che sarebbe stata concepita la Santa Vergine. Vidi frattanto il popolo orante attendere inquieto perché era consuetudine che il sacerdote subito dopo aver acceso il fuoco sull’ara del sacrificio uscisse dal luogo santo. Zaccaria era diventato muto perciò prima di uscire scrisse su una tavoletta alcune parole. Il popolo si affollò intorno appena lo vide ma egli continuava a mostrare a tutti la tavoletta. Poi man­dò la medesima ad Elisabetta affinché fosse subito istruita delle promesse misericordiose del Signore. Egli scrisse alla sua sposa come era divenuto muto e che presto avrebbe fatto ritorno a casa. Anche Elisabetta ebbe una visione ma non saprei dire quale…
A causa delle atroci sofferenze che la tormentavano la pia Suo­ra interruppe la narrazione noi con tinuiamo con i passi del Vangelo:
“Allora gli apparve un angelo del Signore ritto alla destra del­l’altare dell’incenso. Quando lo vide Zaccaria si turbò e fu preso da timore. Ma l’angelo gli disse: «Non temere Zaccaria la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio che chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza e molti si rallegreranno della sua nascita poiché egli sarà gran-de davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti sarà pieno di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricon­durrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio. Gli camminerà innanzi con lo spirito e la forza di Elia per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e pre­parare al Signore un popolo ben disposto»” (Lc 111 55.).
La preghiera di Zaccaria di avere un figlio da quanto lui stesso dirà subito dopo non era molto recente. Giovanni che sign:fica “Dio è misericordioso” ricevette il nome da Dio stesso. Non solo ma venne san tIficato da Dio fin nel grembo materno. Le sue rinunce ne fecero quasi un nazireo consacrato con voto speciale a Dio (cfr. Nm 61>. La sua missione era ben delineata: sarebbe divenuto il precursore colui che avrebbe spianato la strada al Messia disponendo il popolo alla sua venuta. Egli era l’Elia predetto da Malachia:  “Ecco io invierò il profeta Elia prima che giunga il giorno grande e terribile del Signore perché converta il cuore dei padri verso i figli e il cuore dei figli verso i padri; così che io venendo non colpisca il paese con lo sterminio”. Elia aveva valore simbolico Giovanni era dotato dello spirito profetico e della forza di convinzione dell’antico pro­feta. Ma non era Elia ridisceso sulla terra. Quando gli venne chiesto se fosse Elia Giovanni aveva risposto: “Non lo sono” (Gv 121). Tuttavia la sua assimilazione sarà confermata da Gesù: “Orbene io vi dico che Elia è già venuto” (Mc 913). “Zaccaria disse all’angelo: «Come posso conoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie è avanzata negli anni». L’angelo gli rispose: «Io sono Gabriele che sto al cospetto di Dio e sono stato mandato a parlarti e a portarti questo lieto annunzio. Ed ecco sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno perché non hai creduto alle mie parole le quali si adempiranno a loro tempo»” (Lc 118-20.). Zaccaria aveva chiesto un segno perché la cosa gli sembrava incredi­bile nonostante i precedenti biblici delle nascite di Isacco Sansone e Samuele. Certo aveva mostrato poca fede: solo l’apparizione dell’Angelo avrebbe dovuto convincerlo. E il segno l’avrebbe avuto in se stesso: sa­rebbe rimasto muto fino alla nascita del bambino. E come vedremo anche sordo. “Intanto il popolo stava in attesa di Zaccaria e si meraviglia-va per il suo indugiare nel tempio. Quando poi uscì e non poteva parlare loro capirono che nel tempio aveva avuto una visione. Faceva loro dei cenni e restava muto” (Lc 121-22). Forse il popolo attendeva anche la benedizione che Zaccaria non potè pronunciare. Fece dei cenni per far capire che non poteva parlare. “Compiuti i giorni del suo servizio tornò a casa. Dopo quei giorni Elisabetta sua moglie concepì e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva: «Ecco che cosa ha fatto per me il Signo­re nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia vergogna tra gli uomini»” (Lc 123-25.). Elisabetta si servì delle parole di Rachele (cfr. Gen 306) per ricor­dare la grande grazia di Dio. Per la donna ebrea era una grande vergo­gna non avere dei figli. Poi forse anche per non dar luogo a strani com­menti l’anziana signora preferì restare appartata per cinque mesi. Dal nascondimento la trarrà la visita di Maria Santissima nel sesto mese.

LA VITA DELLA MADONNA

Parte Seconda

L’AVVENTO
“Beato il ventre che ti ha portato e il seno da cui hai preso il latte!” (Lc 1127)

Capitolo III
LE NOZZE DELLA SANTA VERGINE MARIA

La vita di Maria dalle sue nozze fino alla nascita del bambino Gesù.
44 – La Santa Vergine viene promessa a Giuseppe.  45 – Visioni sulle nozze e sulle vesti nuziali di Giuseppe Maria Santissima.  46 – Visioni sull’anello nuziale di Maria Santissima. 47 – L’Annunciazione dell’arcangelo Gabriele.  48 – Maria e Giuseppe si mettono in viaggio per recarsi da Eli­sabetta.  49 – La Visitazione: Giuseppe e Maria arrivano alla casa di Zac­caria e di Elisabetta – Le due maternità più eccelse della storia cristiana si incontrano. 50 – Il Magn~cat il Santo Sacramento e l’Incarnazione di Dio – Maria punto di congiunzione tra l’Antica e la Nuova Alleanza.  51 -La nascita di Giovanni – Maria ritorna a Nazareth e Giuseppe è consolato da lì ‘Angelo.

44 – La Santa Vergine viene promessa a Giuseppe
Le vergini lavoravano occupandosi di ricami adornando e la­vando i tappeti le vesti sacerdotali e gli arredi sacri. All’età di quattordici anni prendevano marito e lasciavano il tempio. I santi genitori presentando al tempio Maria l’avevano dedi­cata al Signore come prescriveva la tradizione delle pie famiglie. I sacerdoti israeliti più elevati spiritualmente attendevano da tale sacrificio l’atteso Messia. Secondo il regolamento del tempio anche per Maria e altre sette compagne giunse il momento di prendere marito. Allora vidi Anna recarsi a Gerusalemme; Gioacchino frattanto non viveva più e lei aveva preso un altro marito su invito di Dio. Vidi la Vergi­ne tristemente commossa quando seppe che doveva lasciare il tem­pio la sentii dire ai sacerdoti che era suo desiderio non andar via dal luogo sacro perché voleva dedicarsi interamente al Signore. Ma le fu risposto che era obbligata a sposarsi. Allora Maria si ritirò nella cella e pregò ardentemente. Spossata dall’emozione e dall’orazione prese un vaso e andò ad attingere acqua da un pozzo; improvvisamente sebbene non ve­desse alcuna apparizione o forma umana senti una voce che la ammoni e la confortò esortandola ad abbracciare la volontà di Dio e ad acconsentire all’unione che le sarebbe stata proposta. Non fu ancora la vera Annunciazione perché questa avvenne a Nazareth. Eppure quand’ero giovinetta scambiavo spesso quest’avvenimento con quello dell’Annunciazione. Vidi il sommo sacerdote che sic­come era assai vecchio e non poteva reggersi da sé veniva por­tato su una sedia fino al santuario. Mentre il fuoco del sacrificio ardeva lo vidi leggere in lun­ghe pergamene appoggiate su un leggio. Improvvisamente cadde in estasi vidi che l’indice della mano gli era caduto sul passo in cui il profeta Isaia dice: “Ed uscirà un ramo dalla radice di Jesse ed un fiore spunterà dalla sua radice”.  Quando il sacerdote ritornò in sé lesse quel passo e fu illuminato sul suo significato. Allora fece rivolgere un appello a tutti gli scapoli della tribù di Davide affinché si radunassero al tempio per prendere moglie. All’appello del tempio risposero numerosi uomini di devota fama e di buon nome. Il giorno in cui Maria Santissima doveva essere presentata ai devoti astanti pianse nella sua cella perché voleva restare vergi­ne. Il sommo sacerdote seguendo la sua locuzione interiore por­se a ciascuno dei convenuti un ramo e ordinò loro di segnarci sopra il proprio nome e tenerlo in mano durante la preghiera ed il sacrificio. Poi i rami vennero raccolti e posti sull’altare dinanzi al Santissimo il religioso allora disse ai giovani pretendenti che la Vergine Maria di Nazareth avrebbe sposato colui il cui ramo avesse sviluppato un germoglio. Mentre il fuoco ardeva e si faceva il sa­crificio tutti erano assorti in preghiera i ramoscelli giacevano di­nanzi al Santo dei Santi. Infine il sacerdote verificò i ramoscelli e siccome nessuno dei medesimi era fiorito li restituì a tutti gli sca­poli rinviandoli a casa. Fu allora che vidi un giovinetto bellissimo pregare con fervo­re in uno degli atri del tempio con le braccia rivolte verso l’alto. Rividi questo giovinetto sul Carmelo presso i figli solitari dei pro­feti; qui visse nel sacrificio della continua preghiera affinché Dio concedesse all’umanità la salvezza e il compimento della Promes­sa. Vidi i sacerdoti cercare nei registri per verificare se avessero trascurato qualcuno dei discendenti di Davide dopo approfondite ricerche trovarono quindi segnati sei fratelli di Betlemme tra i quali uno si era assentato dal paese da lungo tempo. I prelati videro in questo fratello disperso una chiara indi­cazione simbolica e ne ebbero pure un antico ricordo. Lo fecero quindi cercare e lo trovarono in un paesino attraversato da un fiume non lontano da Samaria; Giuseppe lavorava vicino all’acqua. Ossequioso all’esortazione del sommo sacerdote il pio uomo si pulì e indossata una nuova veste si recò al tempio di Geru­salemme. Egli aveva pregato fervorosamente per fare la volontà dell’Angelo che significava l’adempimento delle antiche promesse messianiche. Sottoposto anch’egli alla prova degli scapoli quando depose il ramoscello sull’ara questo fiorì. In tal modo Giuseppe fu rico­nosciuto come lo sposo destinato dal Signore alla Santa Vergine. Il sant’uomo fu così presentato a Maria al cospetto di Anna. La figlia della grazia lo accettò umilmente quale suo sposo sottomessa al volere divino liberata nella volontà di Colui al quale si era dedicata con tutta l’anima e il corpo.

45 – Visioni sulle nozze e sulle vesti nuziali di Giuseppe e Maria Santissima
Il matrimonio di Maria e Giuseppe si celebrò a Gerusalemme in una casa sita sul monte Sion che spesso veniva presa in affit­to per tali solennità. La festa delle nozze durò quasi otto giorni. Oltre alle maestre e alle condiscepole di Maria vi assistettero molti parenti di Anna e Gioacchino ed una famiglia proveniente da Gophna alla quale appartenevano due vergini. Le nozze furono solenni e molti agnelli furono immolati come sublime offerta al Signore. Ciò che attirò l’ammirazione generale fu l’abito nuziale della Vergine che era magnifico e divenne oggetto di attenzione da parte delle ospiti della festa. Ho visto distintamente Maria abbigliata con la pomposa ve­ste nuziale. Era una veste larghissima azzurra senza maniche le braccia erano coperte con le bende di lana bianca della camicia; allora le camicie non avevano le maniche ma solo bende penzolan­ti. Poi la Vergine si era posta subito sotto il collo una collana tempestata di gioielli e ricamata con perle ed altri ornamenti. Notai che questa collana era formata dagli stessi disegni che si mostravano sull’orlo inferiore della veste dell’esseno Arcos. Grandissime rose rosse bianche e gialle miste alle foglie ver­di erano tessute sull’abito o vi erano ricamate ad imitazione de­gli antichi abbigliamenti sacerdotali. Il lembo inferiore era adorno di fiocchi e frange il superiore si univa col panno che ricopriva la testa. Al di sopra della veste si mostrava uno scapolare come quello di alcuni ordini monastici per esempio dei Carmelitani: era di seta bianca ricamato a fiorami d’oro e largo mezzo braccio la parte esterna era adorna di pietre preziose. La Beata Vergine indossava sulla veste un ampio manto color azzurro che le ricadeva sulle spalle e terminava in uno strascico adorno di fiorami d’oro. I capelli erano stati acconciati in un modo veramente artisti­co: in tante ciocche riunite fra loro da fili di seta bianca e da per­le di cui le estremità erano rivolte all’indietro. Si veniva a forma­re così come un’ampia rete che ricadendo all’indietro lungo il dor­so lo ricopriva fino alla metà del mantello. Questa capigliatura era coperta da un ornamento che consisteva in frange e perle intrec­ciate tra loro. Sul capo portava una corona adorna di gioielli alta circa un palmo e nel mezzo sopra la fronte aveva incastrate tre perle così tre altre ornavano ciascun lato. Le vergini del tempio si erano impegnate con abilità ad accon­ciare con destrezza la capigliatura di Maria. Nella mano sinistra la Santa Vergine portava una piccola ghir­landa di rose di seta di color bianco e rosso e nella destra come uno scettro manteneva un candelabro dorato senza piedistallo sopra vi ardeva una fiammella. Ai piedi portava sandali di stoffa verde dalle suole alte circa due dita tenute unite al piede da due nastri di color bianco e dora­to. Inoltre le dita dei piedi erano ricoperte da un pezzo di stoffa unito alla suola come portavano le donne di condizioni agiate. Quando Anna le portò trepidante i begli abiti la Santa Vergine era così umile che non voleva indossarli. Dopo le nozze i capelli le furono rivolti sul capo le fu tolta la corona e le si poggiò sulle spalle un velo candido come il latte. La Vergine aveva un’abbondante chioma color biondo-rossic­cio le ciglia nere e ben formate la fronte alta l’occhio grande lo sguardo basso dignitoso e modesto allo stesso tempo sopracciglia nere e vivaci; il naso ben profilato la bocca piccola e graziosa il mento acuto. Maria era di media statura e il portamento nel suo magnifi­co abbigliamento era solenne e pieno di dignità. Dopo le nozze indossò una veste a righe molto modesta io ne posseggo gelo­samente un lembo tra le mie reliquie. A Cana e in altri luoghi la vidi portare questa stessa veste mentre indossava l’altra quella della cerimonia solo nelle occasioni solenni. Durante le nozze gli ospiti di posizione agiata usavano cambiare più volte gli abiti. Quando Maria indossava i suoi abiti solenni assomigliava ad alcune donne famose nella storia dei tempi posteriori per esem­pio all’imperatrice Elena e perfino alla regina Cunegonda mentre la veste ordinaria delle Ebree la faceva somigliare piuttosto alle donne romane. Le stoffe erano opera di molti tessitori che abita­vano a Sion nelle vicinanze del Cenacolo. La bellezza di Maria Santissimaè indescrivibile. Giuseppe invece indossava una veste lunga e larga di color celeste come quella dei mugnai chiusa fino all’orlo inferiore me­diante dei fermagli. Le ampie maniche si allacciavano ad uncinetto avevano larghi risvolti e delle tasche interne. Intorno al collo ave­va avviluppata una stola larghissima.

46 – Visioni sull’anello nuziale di Maria Santissima
Il 29 luglio del 1821 la Veggente ebbe una visione inerente alla Sindone in cui venne avvolto Gesù e dove si impresse la sua immagine corporea in particolare il volto. Poi ella vide i luo­ghi dove si trovavano le sante reliquie dimenticate dall’uomo ma venerate dagli Angeli e dalle anime devote. Tra queste Suor Caterina Emmerick vide anche l’anello nuziale della Santa Ver­gine che così descrisse:
“Vidi l’anello nuziale di Maria Santissima: non è né d’oro e neppure d’argento né di alcun altro metallo ma di materia bruna luccicante e largo più di un dito. La superficie liscia dove si vedo­no intarsiati dei piccoli triangoli con delle lettere e una lastrina dorata. Vidi questa preziosa reliquia conservata in un piccolo e bel reliquiario in una chiesa o un santuario; tutti gli sposi toccavano il reliquiario con i loro anelli”.
Visioni del 3 agosto 1821.
Oggi ho avuto alcune visioni relative all’anello nuziale della Santa Vergine: ricordo bene una festa in una chiesa italiana in cui la preziosa reliquia veniva esposta sull’altare in un ostensorio adornato magnificamente. Durante la festa vidi comparire San Giuseppe e la Beata Ver­gine Maria abbigliati con le vesti nuziali; quando Giuseppe infilò l’anello al dito della Santa Sposa vidi contemporaneamente scintillare e muoversi l’anello nell’ostensorio. Sull’altare di questa chiesa italiana vidi un quadro dell’Ecce Homo il quale era giunto miracolosamente nelle mani di un go­vernatore romano. Quest’uomo politico era assai devoto e amico di San Pietro. Alla sinistra nel quadro vedevo la Sindone in cui era stato avvolto nostro Signore. Ebbi poi la visione di un banchetto nella casa di Anna. Intor­no alla tavola su cui vedevo alcuni calici sedevano Anna col suo secondo marito Maria Giuseppe e tutti i parenti con alcuni fanciulli e sei ospiti stranieri. La Vergine indossava un mantello variopinto rosso celeste e bianco lavorato a fiorami come gli antichi paramenti per il sacri­ficio della Messa. Aveva un velo trasparente ed al disopra di que­sto un altro nero. Mi parve che fosse una festa in occasione delle nozze. Quando la festa fini Anna ritornò a Nazareth insieme agli altri parenti seguita da Maria e dalle altre fanciulle congedate dal tem­pio. Abbigliate pomposamente uscirono tutte insieme dalla città ma non so dire quando le vergini si accomiatarono dal gruppo per proseguire verso le proprie dimore. Vidi però che pernottarono nella scuola levitica di Bethoron. Maria fece tutto il viaggio a pie­di. Giuseppe invece si era recato a Betlemme per espletare alcune commissioni.

47 – L’Annunciazione dell’arcangelo Gabriele
Anna aveva disposto per la Sacra Famiglia la piccola casetta di Nazareth di sua proprietà; quando Giuseppe si assentava la Ver­gine dimorava con sua madre. Stanotte durante la meditazione cercai la Santa Vergine al­lora il mio spirito fu subito trasportato dall’Angelo custode in casa di sua madre Anna. Ne riconobbi ogni angolo ma non vidi alcu­no: né Maria e nemmeno Giuseppe. Vidi però Anna attraversare un bosco per recarsi a casa di Maria. La casa di Giuseppe era più piccola di quella di Anna davanti c’era un piccolo cortile quadrato. Anna salutò la figlia e le diede un fagotto; forse era la prima volta che incontrava sua figlia dopo le nozze. Dopo aver conversato per molto tempo di faccende domesti­che vidi Anna accomiatarsi da Maria. La Vergine accompagnò sua madre per un lungo tratto di cammino. In un’altra visione vidi Giuseppe in viaggio mentre nella casa erano rimaste con la Santa Vergine due fanciulle la madre Anna e una sua parente vedova. Credo che le due ragazze fossero con­sorelle del tempio. Le vidi mettere in ordine la casa quindi si riunirono nel cor­tile e conversarono amichevolmente. Verso l’imbrunire si sedettero intorno ad un tavolo rotondo pregarono e mangiarono delle erbe. Dopo la cena ognuna si ritirò nella propria stanza solo Anna fece prima un giro per la casa per controllare se tutto era a posto. La stanzetta di Maria si trovava accanto al focolare e vi si en­trava dalla cucina. La Vergine vi entrò ed indossò una lunga ve­ste di lana poi si preparò alla preghiera coprendosi il capo con un lungo velo color giallo pallido. Si era tolta il velo nero che si abbassava sul volto quando parlava agli uomini. La fantesca entrò con un lumicino e accese un candeliere che pendeva dal soffitto; poi si ritirò. Allora vidi Maria prendere un basso tavolino a tre gambe coperto da un tappeto azzurro e rosso sul quale si trova­va un rotolo di pergamena. La Vergine collocò il tavolino fra il letto e la porta a sinistra della stanza dove al suolo era steso un tappeto con un cuscinetto di forma rotonda sul quale si genufles­se. La Madonna dopo essersi calata il velo sul candido viso e congiunte le mani sul petto senza incrociare le dita pregò per lungo tempo e con fervore con lo sguardo rivolto al Cielo. Ella chiese a Dio che la sua preghiera potesse accelerare il tempo della venuta del Redentore. Allora penetrò dall’alto una luce fortissima che andò diritta al suo fianco destro in linea obliqua. Ne fui io stessa abbagliata tanto che caddi sul pavimento vicino all’ingresso. In mezzo a quei raggi di luce intensa vidi librare la figura dell’arcangelo Gabriele dinanzi alla Santissima Vergine. Di fronte a tanta luce magnifica Maria era rimasta impietrita. Il Santo Gabriele era un giovinetto lucente dalla lunga chioma. Lievemente parlò alla Vergine muovendo le braccia ed emet­tendo le parole dalle labbra come lettere infuocate. Maria aveva rivolto timidamente a destra il capo velato e non osava guardare l’Angelo. Gabriele continuava a parlare ed allora la Vergine Bea­ta quasi come se ubbidisse ad un comando alzò il viso e gli rispose. L’Angelo parlò di nuovo e questa volta Maria alzò interamen­te il velo e fissandolo in volto ripetè le sante parole: “Ecco l’an­cella del Signore; sia fatto di me secondo la tua parola”. Dopo aver pronunciato queste parole ben chiare la Vergine Santa rimase assorta in profonda estasi. Non vedeva più la luce della lampada né il soffitto della camera poiché la stanza era inondata da un torrente di luce. In quell’occasione sembrò che il Cielo si fosse aperto e quando Maria levò lo sguardo in alto vide una striscia luminosa popolata da Angeli all’estremità di quell’oceano di luce si mostrava la Santa ed adorabile Trinità nella forma di una fiamma triangolare le cui irradiazioni si compene­travano reciprocamente. Quando la Vergine pronunciò le parole: “Avvenga di me se­condo la tua parola!” vidi scendere un alato messaggero era lo Spirito Santo non in forma di colomba come viene ordinariamente dipinto ma la sua testa aveva tratti umani aureolati da una luce soprannaturale. Due ali rilucenti gli si spiegavano a destra e a si­nistra dalle mani e dal petto gli uscivano tre torrenti di luce di­retti al petto e al fianco destro dell’Annunziata dove tornavano a riunirsi. La Vergine trasfusa di luce era divenuta quasi trasparente; sembrava che la sua carne si dileguasse a quella luce potente come la notte all’approssimarsi del sole. Lo splendore tanto e talmente la compenetrava che nulla più in lei era oscuro e velato la sua figura splendeva adesso in ogni sua forma. Appena l’Arcangelo si ritirò anche la luce scomparve quasi che il Cielo l’avesse riassor­bita. In questo momento vidi cadere sulla Vergine un’infinità di rose bianche ciascuna accompagnata da una foglia verde. Mentre contemplavo questa visione meravigliosa provai contemporaneamente una sensazione orrenda e di agitazione come se qualcuno mi stesse per tendere un’insidia. Vidi un orribile ser­pente strisciare sui gradini di accesso e giungere vicino alla porta della stanza della Santa Vergine. Era avanzato fino al terzo gradino quando la luce riempì la Santa Vergine. Il serpente era un vero mostro alto all’incirca come un fanciul­lo; il corpo era piatto e largo sul petto aveva due corte zanne. I colori più orribili concorrevano a sfigurano mi ricordava il serpente del Paradiso terrestre. Allora quando l’Angelo uscì dalla camera della Vergine di­nanzi alla porta calpestò il serpente che mandò sibili spaventosi. Rabbrividii dall’orrore. Poi vidi comparire tre spiriti che calpe­standolo e battendolo lo spinsero fuori dall’abitazione. Vidi Maria rimasta in tranquilla solitudine rapita in estasi profonda che nelle sue preghiere adorava la presenza del promesso Salvatore. A Gerusalemme le donne dovevano rimanere nell’atrio e non potevano entrare nel tempio nel santuario solo i sacerdoti pote­vano accedere; ma a Nazareth la Vergine Santissima stessa era di­venuta il tempio che ospitava il Santo dei Santi in lei cresceva il Sacerdote supremo del mondo. Tutto mi apparve pieno d’amore e di grandezza tutto così semplice e naturale! In quel momento vidi glorificare le parole di Davide nel suo quarantacinquesimo salmo: “Il Signore ha santificato la sua capanna: Dio è nel suo interno né alcuno potrà turbarla”. Era mezzanotte quando Anna svegliata da uno strano movi­mento della natura vide una nube luminosa sulla sua casa. Così turbata si alzò e svegliate le altre donne si recò nella stanza di Maria. Appena videro la Vergine inginocchiata e assorta in devota preghiera le donne si ritirarono rispettosamente. Maria Santissima si avvicinò all’altare accostato alla parete e calò il rotolo dove vi era raffigurata un’immagine maschile velata simile a quella che avevo veduto nella casa di Anna. Accèsa la torcia assicurata alla parete la Beata Vergine pregò con fervore dinanzi a questo simbolo. All’alba si coricò. Su un alto leggio vidi delle pergamene. Fu grande il mio spavento quando vidi di nuovo l’orribile serpente strisciare verso di me quasi cercasse un rifugio fra le pie­ghe del mio abito. il mio Angelo custode mi sottrasse subito al pe­ricolo e mi allontanò dalla bestia. Vidi i tre spiriti che comparve­ro e batterono un’altra volta il mostro che emetteva tremendi si­bili. Rabbrividisco ancora al solo pensiero. La Santa Vergine adesso sapeva che avrebbe partorito il futu­ro Messia. Non aveva compreso però ancora a fondo il simboli­smo del trono di David e che questo Figlio non era di questo mon­do. Come non aveva capito le parole di Gabriele secondo le quali la casa di Giacobbe su cui suo Figlio avrebbe regnato nell’eternità simbolizzava la Chiesa e la comunione dell’umanità rigenerata. Maria era il puro Vaso della grazia promesso da Dio ai suoi progenitori destinata a partorire il Messia. Tutti i suoi devoti antenati quei santi figli di Dio avevano contribuito ad accelerare la sua venuta e quindi quella di Cristo Redentore dell’umanità peccatrice. Lei sola in quest’epoca costituiva il puro oro di tutta la terra il sangue immacolato dell’umanità in­tera. La venuta della Madre dell’Eterno piena di grazia era stata prevista fin dall’inizio dei tempi. Nelle solennità dedicate a Maria Santissima la Chiesa fa parlare la Santa Vergine per bocca della divina Sapienza nei proverbi di Salomone (Pr 822-36):
La Sapienza creatrice dell’Universo “Il Signore mi ha creato all’inizio della sua attività prima di ogni sua opera fin d’allora. Dall’eternità sono stata costituita fin dal principio dagli inizi della terra. Quando non esistevano gli abissi io fui generata; quando ancora non vi erano le sorgenti cariche d’acqua; prima che fossero fissate le basi dei monti prima delle colline io sono stata generata. Quando ancora non aveva fatto la terra e i campi né le prime zolle del mondo; quando egli fissava i cieli io ero là; quando tracciava un cerchio sull’abisso; quando condensava le nubi in alto quando fissava le sorgenti dell’abisso; quando stabiliva al mare i suoi limiti sicché le acque non ne oltrepassassero la spiaggia; quando disponeva le fondamenta della terra allora io ero con lui come architetto ed ero la sua delizia ogni giorno dilettandomi davanti a lui in ogni istante; dilettandomi sul globo terrestre ponendo le mie delizie tra i figli dell’uomo. Ora figli ascoltatemi: beati quelli che seguono le mie vie! Ascoltate l’esortazione e siate saggi non trascuratela! Beato l’uomo che mi ascolta vegliando ogni giorno alle mie porte per custodire attentamente la soglia. Infatti chi trova me trova la vita e ottiene favore dal Signore; ma chi pecca contro di me danneggia se stesso; quanti mi odiano amano la morte”. In principio prima che Dio creasse cosa alcuna io ero presso di Lui. Io esisto fino all’eternità e dall’origine dei tempi e fui prima che fosse la terra. Non esistevano ancora gli abissi ed io ero già le sorgenti non sca­turivano ancora né i monti ancor si appoggiavano con la loro mole grave sulla terra e neppure erano sorte le colline ed io già esistevo. Non era ancor creata la terra né i fiumi e neppure i poli del circolo terrestre. Io ero presente quando Iddio creava i cieli quando con leggi geometri­che segnava le orbite dello spazio quando assicurava il firmamento de-terminava il livello delle fonti poneva confini al mare e dettava leggi alle acque in modo che le onde non oltrepassassero i limiti assegnati. Ed io ero presente quando Lui poneva le fondamenta della terra; con Lui io dis ponevo tutte le cose. Mia gioia era stare sempre alla sua pre­senza; mi dilettavo con l’Universo: la mia allegrezza è abitare con i fi­gli degli uomini. Uditemi dunque figli miei! Felici sono coloro che osservano le mie vie. Ascoltate ai miei insegnamenti e siate saggi: non rigetta te le mie ammonizioni! Felice chi mi ascolta e veglia ogni giorno alle mie porte vigilando alla soglia di casa mia; perché chi trova me trova la vita e ottiene il favore del Signore; chi invece mi perde danneggia se stesso e chi mi odia ha scelto la morte”.
Quando Gesù Cristo assunse le sembianza umane la Santa Vergine contava poco più di  quattordici anni.

48 – Maria e Giuseppe si mettono in viaggio per recarsi da Elisabetta
Alcuni giorni dopo l’Annunciazione dell’Angelo a Maria Giu­seppe ritornò a Nazareth per sistemare alcune faccende e vi dimorò solo alcuni giorni. Egli non sapeva ancora nulla dell’incarnazione che si era compiuta nella sua sposa. Maria Santissima divenuta la madre di Dio e la serva del Signore conservava il segreto per umiltà. Quando la Vergine si accorse che il Verbo si era incarnato nel suo corpo senti un’ardente necessità di recarsi a visitare la cugina Elisabetta in Juta presso Hebron poiché l’Angelo le aveva detto che il corpo di Elisabetta era stato benedetto come il suo sei mesi prima. Giuseppe accompagnò Maria ed intraprese il viaggio verso Jutaperché voleva recarsi a Gerusalemme per celebrarvi la Pa­squa. Si diressero quindi verso il sud e portarono con loro un asino sul quale saliva Maria quando era stanca di camminare a piedi. L’asino portava il carico di una bisaccia con i viveri e vari arnesi. La santa Coppia aveva portato con sé ben conservata una veste marrone di Maria con una specie di cappuccio; questa si chiudeva con dei nastri e la Vergine l’indossava quando andava al tempio. Maria indossava per il viaggio una camicia scura di lana so­pra aveva un abito grigio con una cintura e in testa portava una specie di cuffia gialla. Non restarono molto in viaggio. Li vidi attraversare la pianu­ra di Esdrelon e dirigendosi verso il sud entrarono in Dothan città posta sopra un’altura; presero alloggio nella casa di un ami­co del padre di Giuseppe. Il padrone di casa si chiamava Eldoa ed era considerato qua­si un fratello da Giacobbe il padre di Giuseppe. Ela Eldoa o Eldadera un uomo agiato e discendeva da un re della tribù di Davide. Una volta li vidi pernottare in un tugurio ed un’altra volta li ho veduti prendere alloggio in una capanna di vimini per i viag­giatori. La capanna si trovava a circa dodici ore di cammino dalla dimora di Zaccaria; il verde dei rami coperti di candidi fiori ne rendeva l’aspetto graditissimo. In quella regione si vedono nume­rosi pergolati di questo tipo o anche massicci edifici che eretti lungo le strade maestre servono ai pernottamenti o alle soste dei pellegrini. Qualche famiglia delle vicinanze si prendeva cura della capanna e forniva ai viaggiatori quanto occorreva loro di più es­senziale ricevendone un lieve compenso. Dopo aver assistito alle celebrazioni della Pasqua la santa Coppia si diresse verso Juta prendendo la via più lunga ma confortevole. Passarono vicino ad una piccola città nei pressi di Emanus. Queste strade saranno battute più tardi da Gesù nei suoi pellegrinaggi. Vidi San Giuseppe e Maria seduti in una valle per riposare. Tra i dintorni montuosi mangiarono e si dissetarono con acqua mista ad un balsamo da loro molto usato. Ripresero il cam­mino passando tra enormi rupi ed arbusti secchi dappertutto c’erano spaziose caverne dove si vedevano pietre stranissime di svariati tipi. Le valli erano assai fertili. Il loro percorso attraversava boschi campi e immensi prati; giunti in vista della casa di Zaccaria vidi un albero adorno di bel­lissime foglie di un bel colore verde e mazzetti di fiori. Ogni fio­re era composto di nove campanelle di color rosso pallido. Com­presi il simbolismo mistico di questo fiore bellissimo.

49 – La Visitazione: Giuseppe e Maria arrivano alla casa di Zaccaria e di Elisabetta Le due maternità più eccelse della storia cristiana si incontrano
La casa di Zaccaria era posta sopra una collina isolata attor­niata da gruppi di case sparse nella zona. Un torrente scorreva da un monte non molto lontano. Dopo aver celebrato la Pasqua al tempio Zaccaria ritornò a casa. Vidi Elisabetta agitata andargli incontro. Era una donna attempata d’alta statura e di viso gentile ave­va la testa coperta da un velo. La vidi percorrere emozionata la strada verso Gerusalemme. Zaccaria si preoccupò non poco nel ve­derla così lontana da casa in quelle delicate condizioni. Appena lei lo vide gli narrò di aver sognato che la cugina Maria di Nazareth era in cammino per visitarla. Il pio uomo servendosi di gesti e segni cercò di dissuaderla dimostrandole con diverse argomentazioni l’inconcretezza del so­gno. Egli era convinto che una donna sposata da poco tempo non avrebbe potuto intraprendere un viaggio così lungo. Malgrado tutte le premure di Zaccaria per convincere la con­sorte a desistere da quell’attesa la santa Donna non sapeva rinunciarvi. Aveva visto in sogno che una sua parente sarebbe divenuta madre del promesso Messia. Il pensiero correva alla Santissima Maria e nel suo spirito la vedeva arrivare. Alla destra del vestibolo dell’abitazione di Zacca­ria c’era una stanza con delle sedie là sedutasi il giorno seguen­te Elisabetta stette per molto tempo ad osservare l’orizzonte. Im­provvisamente scorse due figure lontane allora si alzò e corse loro incontro. Maria lasciando indietro Giuseppe affrettò il passo. Le due donne si porsero calorosamente ma con timidezza la mano; ammirai allora un fascio di luce trasmettersi dalla Vergine a Elisabetta. Giuseppe era rimasto indietro rispettoso. La meravigliosa figura carismatica della Vergine aureolata di luce soprannaturale aveva attratto la timida curiosità della gente del vicinato che pur mantenendosi rispettosamente ad una certa distanza fu inconsapevolmente testimone del santo incontro. Le vedo l’una al braccio dell’altra attraversare il cortile inter­no ed entrare in casa. Giunte alla porta Elisabetta diede nuova­mente a Maria Santissima il benvenuto ed entrarono. Giuseppe frattanto tirava il somaro conducendolo all’interno del cortile della dimora di Zaccaria e consegnatolo ad un servo entrò in una sala della casa dove vide l’anziano sacerdote. Al cospetto del venerabile saggio Giuseppe s’inchinò umil­mente e si mostrò stupito di trovarlo muto. Zaccaria abbraccian­dolo con effusione gli scrisse su una tavoletta il motivo per cui era rimasto muto dall’apparizione dell’Angelo che Maria già sa­peva. Le due donne oltrepassata la soglia entrarono in una sala che mi pareva servisse anche da cucina. Qui si abbracciarono per la felicità di essersi trovate. Vidi di nuovo il raggio che più luminoso di prima da Maria Santissima penetrò nel cuore di Elisabetta. Questa allora inonda­ta di Spirito Santo e di ardore celeste alzò le palme al cielo ed esclamò: “Tu sei la benedetta tra le donne e benedetto è il frutto delle tue viscere. Come posso spiegarmi il turbamento che tutta mi commuove? Perché è venuta a me la madre del mio Signore? Quando mi hai salu­tata il mio bambino è balzato di gioia vicino al mio cuore! Oh! tu sei la fortunata fra le donne! Tu hai creduto e ciò che credesti si avverò e si verificherà quello che ti fu promesso dal Signore”. Mentre Elisabetta parlava in questo modo condusse Maria nella stanzetta che aveva già disposto per lei affinché potesse ripo­sarsi dal lungo cammino. La Santa Vergine allora incrociò le mani sul petto e nella sua estasi intonò il canto di lode: “L’anima mia onora il Signore e il mio spirito si vivifica in Lui mio Salvatore perché Egli si è degnato di contemplare la nullità della sua ancella; ed ecco che da quest’istante tutte le genti mi chiameranno beata perché in me il Potente fece grandi cose Egli che è grande il cui nome è santo la cui misericordia si spande di generazione in generazio­ne su tutti quelli che lo temono. Egli ftce opere di potenza col suo braccio ed ha distrutto le vane speranze dei superbi; ha deposto dal loro seggio i potenti ed ha esaltato gli umili; ha colmato di doni i poveri e riman­dato senza conforto i ricchi. Egli ha accolto Israele suo servo memore della sua misericordia come aveva promesso ai nostri padri ad Abramo ed ai suoi figli per l’Eternità” (cfr. Lc 147-55). Vidi Elisabetta assorta in estasi che cantava il Magnificat poi le due sante donne si avvicinarono ad un piccolo tavolo su cui si trovavano dei bicchieri. Oh! come sono stata felice di poterle accompagnare con la mia preghiera!
Suor Emmerick al pomeriggio dello stesso giorno così continuò in uno stato estatico:
“Giuseppe e Zaccaria sono assieme e discorrono della prossima venuta del Messia e del compimento dell’antica profezia. Zaccaria è un bell’uomo anziano vestito da sacerdote. Egli ri­sponde sempre con segni oppure scrivendo su una tavoletta. La stanza dove essi si trovano ha una porta sul giardino il sole splende e tutto richiama all’armonia del cuore. Vedo adesso i due nel giardino all’ombra di un grande albero; sono seduti al suolo su un tappeto. Dietro l’albero vi è un pozzo da cui si attin­ge l’acqua aprendo un rubinetto. Ammiro meglio questo giardino: è coperto di erba molto verde ci sono fiori ed alberi carichi di pic­cole susine giallognole. Mentre discorrono lentamente mangiano un po’ di frutta che prendono dal sacco portato da Giuseppe. Zaccaria prosegue la conversazione sempre scrivendo sulla tavoletta. Com’è commovente la loro semplicità! I due servi e le due ancelle addette alla casa si affaccendano nei servizi domestici preparano la tavola sotto un altro albero dove sopraggiungono Zaccaria e Giuseppe per mangiare qualcosa. Giuseppe rimane otto giorni a casa di Zaccaria. Fino a questo momento egli ignora ancora le condizioni in cui si trova il corpo della Santa Vergine. Maria ed Elisabetta che si comprendono per i moti interiori dell’animo tacciono. Alcune volte specialmente poco prima del pranzo le sante donne intonano una litania e poi pregano tutti insieme. Vedo apparire in mezzo a loro una croce.
3 luglio
Ieri sera si trattennero fino a mezzanotte sotto l’albero del giardino. Una torcia li rischiarava. Poi Giuseppe e Zaccaria si riti­rarono per la preghiera anche Maria ed Elisabetta rapite in esta­si cantarono e contemplarono il Magnificat come ogni sera. Vidi Zaccaria condurre San Giuseppe in un orticello che apparteneva pure alla casa e siccome era un uomo ordinato e precisissimo così pure quest’orto mostrava una coltura diligente: era ricco di belle piante e di alberi da frutta. Vidi nell’orto una casetta quasi nascosta tra il fogliame in cui scorsi due figure; penso che rappresentassero Zaccaria ed Elisabetta quand’erano più giova­ni. Di più non saprei dire perché la visione di quelle figure fu assai breve e indistinta. Frattanto Elisabetta e Maria erano rimaste a casa assai affac­cendate. La Vergine prendeva parte a tutte le vicende domestiche e preparava tutto quanto occorreva per l’imminente parto della cugina. Lavoravano insieme a tessere un gran tappeto che doveva servire da letto ad Elisabetta. Le ebree si servivano di tappeti nel cui centro era assicurato un largo mantello di lana in modo tale che la partoriente vi si potesse avvolgere dentro interamente col nascituro. L’orlo del tappeto era ricamato a fiori e vi erano incisi dei proverbi. Le due donne prepararono pure molte cose da rega­lare ai poveri in occasione del parto. Zaccaria e Giuseppe dopo aver pregato sotto le stelle si riti­rarono a dormire nella capanna dell’orto. Allo spuntar dell’alba tornarono a casa dove si ritrovarono con le rispettive consorti. Stanotte ho visto le sante donne assorte in preghiera. Improv­visamente in questa visione ho compreso molte allusioni contenute nel Magnificat fra le quali una relativa all’istituzione del Santo Sacramento. Al passo: “Tu hai fortificato il tuo braccio…” mi sono comparsi moltissimi simboli relativi al Santo Sacramento dell’altare contenuti nell’Antico Testamento fra questi Abramo mentre stava per sacri­ficare Isacco e Isaia che predicava la verità ad un re cattivo il quale lo scherniva. Ho visto numerose cose da Abramo fino ad Isaiae da questi fino ai tempi della Santa Vergine. Ho visto che i giorni del Santo Sacramento e della Chiesa di Gesù Cristo erano veramente prossimi. Il saluto dell’Angelo aveva consacrato la Santa Vergine alla Chiesa e quand’Ella pronunciò le parole dell’accoglimento: “Ecco l’Ancella del Signore avvenga di me come tu hai detto” il Verbo di Dio che dimorava nel tempio Celeste andò a germogliare nel suo seno. La Vergine in quel momento si trasformava nel tempio terre­no e nell’Arca della Nuova Alleanza di Dio. Il saluto di Elisabetta e la vivificazione di Giovanni nell’utero della madre erano stati i primi omaggi tributati dall’umanità all’Eletta del sacro Santuano.
Prima di addormentarsi Suor Emmerick recitò le litanie dello Spirito Santo particolarmente il Veni  Sancte Spiritus. La sera seguente come una fanciulla innocente Suor Emmerick levò in alto le mani segnate dai santi sigilli e continuò la nar­razione.
Oggi non ho conversato quasi con alcuno molte visioni che avevo dimenticato mi sono tornate alla mente come il mistero del Santo Sacramento dell’Antica Alleanza. Ho vissuto un momento di quiete profonda; com’è stato bel­lo! Ho visto di nuovo la Terra Promessa dove abitava Maria. Fa­ceva molto caldo. Vedevo quelle sante persone entrare nel giardi­no prima Zaccaria e Giuseppe poi Elisabetta e Maria. Erano sotto una specie di capanna vicino ad un albero gigan­tesco sedevano su piccole sedie mangiavano e discorrevano ogni tanto passeggiavano poi si fermavano per meditare e pregare. Hanno trascorso così la notte intera in quel giardino sotto la vol­ta celeste. Mentre la bellezza della natura illuminata dalla volta stellata li circondava Maria ha annunciato a Zaccaria che egli presto avreb­be ricevuto la grazia della parola. Il mio Angelo custode mi ha illuminato il cuore con un simbolo il quale mostrava che solo un’ingenua e viva fede in Dio può operare e realizzare ogni cosa. Più tardi Giuseppe si è preparato per il viaggio di ritorno a Nazareth che avrebbe fatto da solo; Zaccaria gli sarebbe stato com­pagno per un tratto di strada.
7 luglio.
Nella casa di Elisabetta ho visto la Vergine dormire nella sua stanza era distesa su un fianco ed appoggiava la testa sul brac­cio. Maria era avvolta in un lenzuolo bianco dalla testa fino ai piedi. Sotto il suo cuore ho visto una gloria luminosa a forma di pera circondata da un cerchio di luce chiarissima. Avevo visto anche in Elisabetta manifestarsi una simile aureola che sebbene fosse più ampia nella forma presentava però minor pienezza di luce di quella di Maria.
Sabato 8 luglio.
Ieri sera venerdì ebbero inizio le solennità del sabato nella casa di Zaccaria. Alcune torce illuminavano il volto di Giuseppe e Zaccaria che con altre sei persone dei dintorni pregavano genuflessi intorno ad una cassa sulla quale stavano aperte le pergamene delle preghie­re. Le teste degli oranti erano avvolte in panni. Mi sembrò che pregassero come gli Ebrei moderni. Un tramezzo di vimini divi­deva l’oratorio maschile da quello femminile dove pregavano Maria Elisabetta ed altre due donne. Vidi Zaccaria con una veste bianca con maniche non molto larghe portava una larghissima cintura ornata di lettere e nastri pendenti. Un cappuccio era cucito alla parte posteriore della veste ed era ripiegato all’indietro. Anche Giuseppe indossava una veste sacerdotale assai bella. Consisteva in un mantello pesantissimo tes­suto di stoffa bianca e color porpora; non aveva maniche era ag­ganciato sul petto per mezzo di tre fermagli ornati di gioielli. Dopo aver celebrato il banchetto del sabato la Santa Vergine ed Elisabetta si ritirarono a pregare. Le vidi una di fronte all’altra con le braccia congiunte sul petto e il velo nero sul volto. Durante la seconda parte del cantico un fascio di luce celeste scese su Maria. Era appena calata la notte quando Giuseppe accompagnato da Zaccaria si preparò ad intraprendere il cammino sotto le stelle. Prima di partire si genuflessero ancora una volta in preghiera. Giuseppe si appoggiava al suo bastone ritorto alla sommità e portava con sé un sacchetto con dei pani ed un piccolo fiasco. Anche Zaccaria si era munito di un lungo bastone. Prima della partenza strinsero le proprie consorti al petto in segno di fraterno amore; non vidi che si baciassero. Le pie donne li accompagnarono per un tratto poi si sepa­rarono per rientrare in casa. Zaccaria e Giuseppe proseguirono da soli il cammino confortati dalla limpida notte serena.
Martedì 11 luglio.
I due santi uomini passarono la notte in una capanna. Ave­vano preso la strada più lunga per far visita ad alcuni parenti. Cre­do che avessero calcolato per quel viaggio tre giorni complessivi di cammino.
13 luglio.
Ieri ho visto Giuseppe solo nella casa di Nazareth. L’ancella di Anna aveva ogni cura di provvederlo del necessario. Anche Zaccaria dopo essere stato a Gerusalemme era ritor­nato alla sua dimora. La Santa Vergine ed Elisabetta intanto la­voravano e pregavano. Dopo cena passeggiavano nell’orto gode­vano la brezza serale e parlavano di Dio. Di solito le sante donne si coricavano alle ventuno per alzarsi prima dello spuntare dell’al­ba. Maria rimase presso Elisabetta per tre mesi fin dopo la nasci­ta di Giovanni; non assistè alla circoncisione del nascituro.
Tutto questo fu quanto Suor Emmerick vide sulla Visitazione della Vergine ad Elisabetta. Ella raccontò le visioni del santo incontro nel mese di luglio ma in realtà la visita di Maria ebbe luogo in marzo.
Abbiamo pensato di completare questo racconto della Veggente con i     seguenti passi dal Vangelo di Luca: “I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva esaltato in lei (Eli­sabetta) la sua misericordia e si rallegravano con lei” (Lc 158). “All’ottavo giorno vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo col nome di suo padre Zaccaria” (Lc 159). La circoncisione costituiva il segno dell’alleanza tra Dio e Israele (Gen 1711) e si praticava l’ottavo giorno (Lv 123). Questa poteva far­la chiunque ma comunemente la faceva il padre. “Ma sua madre intervenne: “No si chiamerà Giovanni”. Le disse­ro: “Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome!”. Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamas­se. Egli chiese una tavoletta e scrisse: “Giovanni è il suo nome!”. Tutti furono meravigliati. In quel medesimo istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua e parlava benedicendo Dio. Tutti i vicini furono presi da timore e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Coloro che le udivano le serbavano in cuor loro: “Che sarà mai questo bambino?” si dicevano. Davvero la mano del Signore stava con lui. Zaccaria suo padre fu pieno di Spirito Santo e profttò dicendo: “Benedetto il Signore Dio d’Israele perché ha visitato e redento il suo popolo e ha suscitato per noi una salvezza potente nella casa di Davide suo servo come aveva promesso per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo: salvezza dai nostri nemici e dalle mani di quanti ci odiano. Così egli ha concesso misericordia ai e si è ricordato della sua santa alleanza del giuramento fatto ad Abramo nostro padre di concederci liberati dalle mani dei nemici di servirlo senza timore in santità e giustizia al suo cospetto per tutti i nostri giorni. E tu bambino sarai chiamato profeta dell’Altissimo perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza nella remissione dei suoi peccati grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra di morte e dirigere i nostri passi sulla via della pace”. Il fanciullo cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele”.  (Lc 160-80).

51 – La nascita di Giovanni – Maria ritorna a Nazareth e Giuseppe è consolato dall’Angelo
La Vergine dunque ritornò a Nazareth e Giuseppe fece la metà del cammino per incontrarla. Durante la strada che portava da Juta a Nazareth San Giu­seppe notò per la prima volta che Maria era gravida. Egli fu turbato da molti sospetti poiché nulla sapeva dell’An­nunciazione fatta dall’Angelo alla Santa Vergine. Piena di umiltà Maria aveva conservato in sé il segreto di Dio. Molto inquieto Giuseppe combattè dentro se stesso l’angoscia del sospetto che lo pervadeva. La Vergine che aveva previsto il turbamento di Giuseppe divenne pensierosa e sempre più severa nel suo contegno; questo aumentò l’inquietudine del pover’uomo. Arrivati a Nazareth si fermarono per due giorni presso alcu­ni parenti che genereranno Parmena il quale nacque all’epoca di Gesù e fu uno dei sette diaconi nella prima comunità cristiana riunita a Gerusalemme. Mentre alloggiavano presso questa famiglia l’inquietudine di Giuseppe era giunta a tal punto che pensò di lasciare Maria e fuggirsene segretamente per non condannarla in pubblico. Stava appunto meditando quest’idea quando gli apparve un Angelo che lo consolò.

Capitolo IV
LA NASCITA DI GESÙ CRISTO

Visioni sull’Avvento e la Nascita del bambino Gesù. I Magi.
52 – Preparativi per il parto.  53 – Giuseppe è invitato dall ‘Angelo a mettersi in viaggio con Maria per recarsi a Betlemme.  54 – Giuseppe co­munica d Maria l’invito dell’Angelo: partenza della Sacra Famiglia.  55 -Il viaggio: come la Sacra Famiglia si lascia guidare dall’asinella – L’albero di terebinto della sacra tradizione. 56 – La Vergine istruisce i figli dell’oste – Il viaggio continua. 57 – Il viaggio si avvicina alla fine – Ingresso nella grande casa del pastore. 58 – L’ultimo tratto di cammino – L’arrivo a Bet­lemme. 59 – La Grotta del Presepio.  60 – La “Grotta del Latte o dei lat­tanti”. 61 – La Sacra Famiglia si stabilisce nella grotta. 62 – Maria San­tissima trascorre le ultime ore del sabato nella caverna di “Maraha”.  63 -La Nascita di Cristo.  64 – Gli Angeli annunciano la Nascita del Signore ai pastori – Movimento ed emozione negli uomini e nella natura – La torre dei pastori.  65 – La Nascita di Cristo viene annunciata nel mondo antico: a Gerusalemme a Roma e in Egitto.

52 – Preparativi per il parto
Domenica 11 novembre 1821.
Maria ricevette grande sostegno dalla madre finché questa vis­se. La casa di Anna era sita nella valle di Zabulon distante circa un’ora di cammino da Nazareth. Durante l’assenza di Maria Anna aveva provveduto alle necessità di Giuseppe inviandogli la sua ancella ogni giorno. Vidi che la Santa Vergine si preparava al parto già da due settimane cuciva e ricamava tappeti bende e pannolini di ogni specie. Tutto era stato disposto nei minimi particolari. Il nuovo marito di Anna si occupava nel tempio alla cura del bestiame per i sacrifici. Gioacchino era ormai morto da molto tempo. Ogni giorno Anna inviava a suo marito pesci e pani mentre egli pascolava il gregge. il cibo veniva portato in una tasca di pelle divisa internamente in vari scompartimenti. Vidi anche una giovinetta che aiutava Maria nelle faccende domestiche e veniva istruita da Lei. Credo che fosse figlia di Maria di Cleofa. Il suo nome era pure Maria. In questo periodo Giu­seppe si era recato a Gerusalemme ad offrire il bestiame per il sacrificio. Vidi la Santa Vergine circondata da molte altre donne nella sua stanza. Lo stato della sua gravidanza mi parve molto avanzato. Le donne stavano preparando vestiti ed altre cose che dovevano servire al parto di Maria. In particolare le vidi intente a rifinire ed avvolgere un grande tappeto finemente cucito. Eseguivano ricami d’oro e d’argento. Esse sedevano intorno ad una cassa e avvolgevano un filo di vari colori per mezzo di due piccole aste di le­gno. La Vergine si preparava in modo adeguato ad accogliere il nascituro e ad organizzare nel modo più conveniente l’ospitalità alle parenti e alle compagne che si sarebbero recate ad aiutarla. La magnificenza di quest’ospitalità avrebbe sancito la nascita del Fanciullo promesso. Quindi furono pure preparati un gran nu­mero di tappeti eleganti e coperture di ogni specie. Avevo già visto uno di quei tappeti in casa di Elisabetta quan­do era nato Giovanni: era ornato da una quantità di immagini e di sacre sentenze e nel mezzo si vedeva assicurato una specie di mantello chiuso e comodo entro il quale si avvolgeva la partorien­te ma già ne avevo parlato a suo tempo. Anna era affaccendata per prendere la lana e per organizzare i vari lavori domestici.

53 – Giuseppe è invitato dall’Angelo a mettersi in viaggio con Maria Santissima per recarsi a  Betlemme
Visioni ricevute dalla Veggente lunedì 12 novembre.
Dopo aver lasciato l’offerta sacrificale in una stalla vicino a Ge­rusalemme Giuseppe si mise in cammino verso Betlemme per osservare la legge la quale ordinava che ciascuno dovesse pren­dere istruzioni nel luogo di nascita circa le nuove disposizioni sul censimento e le imposte. Giunto a Betlemme Giuseppe pensò di stabilirsi qui con Ma­ria dopo che Lei avesse compiuto il rito di purificazione al tem­pio di Gerusalemme. Non saprei dire perché Giuseppe non dimorasse volentieri a Nazareth. A Betlemme egli infatti si informò sul materiale occorrente per fabbricarvi la sua abitazione. Quando ebbe ottenuto tutte le informazioni necessarie se ne tornò all’albergo vicino a Gerusalemme; prese gli animali dalla stalla e li condusse al tempio poi si affrettò a ritornarsene a casa. Era forse mezzanotte la notte era assai fonda quando egli si trovò ad attraversare il campo Chimki a sei ore circa di distanza da Nazareth. Improvvisamente il cammino gli venne interrotto da una luce radiosa allora Giuseppe vide un Angelo che lo esortò a prendere Maria e a ripartire subito alla volta di Betlemme dove Lei avrebbe dato alla luce il Bambino. Poi l’Angelo lo istruì perfi­no sugli arnesi e sulle cose che avrebbe dovuto portare. Gli raccomandò di condurre con sé oltre all’asino su cui si sa­rebbe seduta Maria anche un’asinella di un anno che non avesse ancora generato. L’asinella avrebbe fatto loro da guida segnando il cammino perciò doveva essere libera da ogni cavezza o fune. Anna aspettava a Nazareth l’arrivo di Giuseppe ignara di tut­to; era convinta che il Pargoletto avrebbe visto la luce nella casa di Nazareth infatti si era affaccendata con Maria per organizzare la casa in funzione di questo evento ma i disegni del Signore era­no altri. Alla sera giunse Giuseppe.

54 – Giuseppe comunica a Maria l’invito dell’Angelo: partenza della Sacra Famiglia
Visioni di martedì 13 novembre.
Appena giunse nella casa di Nazareth Giuseppe raccontò ciò che nella notte gli era stato comunicato dall’Angelo. Andarono quindi all’abitazione di Anna e fecero i preparativi per la parten­za. Anna si mostrava assai afflitta; Maria invece sapeva già che il parto sarebbe avvenuto a Betlemme e aveva taciuto solo per un sentimento di umiltà. La Vergine infatti era stata istruita dalle profezie sulla nascita del Messia. Questi scritti le erano stati forniti dalle maestre del tempio con alcune rivelazioni orali. Spesso Maria li rileggeva e poi pregava Iddio ringraziandolo della prossima nascita del Redentore dell’umanità. La Madonna si affrettava quindi a compiere il vole­re divino senza curarsi dell’asprezza della stagione senza temere il freddo delle valli che si accingeva ad attraversare. Quella stessa sera Giuseppe e Maria partirono accompagnati da Anna Maria di Cleofa e alcuni servi. Vidi Maria seduta sulla sella dell’asino condotto per mano da Giuseppe; il somaro era carico anche dei bagagli. Frattanto il marito di Anna era sul pa­scolo ad accudire il gregge.

55 – Il viaggio: come la Sacra Famiglia si lascia guidare dall’asinella. L’albero di terebinto della sacra tradizione
Visioni di mercoledì 14 nonché del 15 e 16 novembre.
Stamattina ho veduto i santi Viaggiatori giungere al campo di Ginim quello situato a sei ore da Nazareth il luogo dove appar­ve l’Angelo a Giuseppe. I servi di Anna avevano procurato loro un’asinella di un anno che avrebbe dovuto guidare la santa Coppia sulla strada giusta. Commovente fu l’addio che Anna e Maria di Cleofa fecero ai viaggiatori prima di tornarsene all’abitazione con i servi. Il viaggio continuò diretto verso i monti di Gilboa. Quindi lasciarono da parte le città e continuarono per le vie solitarie che indicava l’asinella con il suo trotto. Li vidi alloggiare in un pode­re di Lazzaro nella direzione della Samaria. L’amministratore del podere li accolse amichevolmente perché aveva avuto l’occasione di conoscerli già durante gli altri viaggi. Questo podere era ricco di bei frutteti e viali; la posizione era così elevata che dal terrazzo si godeva una magnifica ed estesa prospet­tiva. Lazzaro aveva ereditato questo podere da suo padre. Gesù nei suoi pellegrinaggi si fermò più volte a predicare in questi dintor­ni. I padroni di casa si intrattennero amichevolmente con la Santa Vergine si meravigliarono però che nelle sue condizioni avesse osato intraprendere un viaggio così lungo. Vidi poi l’asinella saltellare in modo strano intorno a loro. L’animale guidava Giuseppe e Maria con dei simbolismi molto chiari: se bisognava proseguire diritti senza voltare a destra o a sinistra essa andava avanti o li seguiva saltellando; invece se bi­sognava voltare a un bivio li precedeva indicando con i suoi pas­si il retto sentiero. Quando la santa Coppia faceva sosta l’asinella rimaneva tranquilla a breve distanza. Dopo alcune ore di cammino la Sacra Famiglia attraversò una fredda valle che portava verso un colle. Era notte e sembrava che fosse scesa molta brina. La Vergine aveva molto freddo ed era stanchissima chiese allora a Giuseppe di fare una sosta. Appena espresse questa richiesta l’asinella si fermò sotto un grande albero antico di terebinto vicino al quale c’era un pozzo. Giuseppe stese sotto l’albero alcuni tappeti e preparò il gia­ciglio alla Vergine; poi prese una lampada dalla sua bisaccia e l’ap­pese ad uno dei rami inferiori dell’albero come usavano i vian­danti che viaggiavano di notte. La Vergine pregò ardentemente Id­dio che non la facesse soffrire troppo per il rigore della stagione. Mentre pregava in questo modo si senti pervadere nelle profondi­tà del cuore da un’ondata di calore; allora porse le mani a Giu­seppe per trovare conforto. Fecero un breve pasto con piccoli pani e frutta e bevvero acqua mista al balsamo che Giuseppe aveva portato in un fiaschetto per confortare Maria. Il sant’uomo soffriva molto nel vedere la Vergine in quelle condizioni e cercava perciò di consolarla in ogni modo. Quando Maria si lamentava per il freddo egli le parlava del buon alloggio che sperava di trovare a Betlemme. Le disse di co­noscere una famiglia presso la quale con un modico compenso avrebbero ricevuto una buona sistemazione. Giuseppe espresse l’opinione che è sempre meglio pagare qualche piccola somma piuttosto che ricevere un alloggio gratuito; egli si attendeva molto da Betlemme. Le sue erano speranze umane. Non credo che aves­sero trascorso tutta la notte sotto quell’albero. L’albero di terebinto della sacra tradizione Il luogo in cui la Sacra Famiglia fece questa tappa appartiene alla sacra tradizione ebraica dell’Antico Testamento. Il terebinto è considera­to un albero sacro ed antico che si trova nella pianura di Moreh presso Sichem. In questo stesso luogo sotto quest’albero vidi Abramo mentre riceveva dal Signore la promessa del Paese per i suoi successori; Abra­mo vi innalzò un altare. Inoltre Giacobbe vi sotterrò gli strani idoli di Labano ed i gioielli della sua famiglia quando si recò a sacrificare in Bethel. Sotto quest’al­bero poi Giosuè edificò la capanna in cui pose l’Arca dell’Alleanza in­nanzi alla quale il popolo radunato promise di abbandonare il culto de­gli idoli. In questo luogo Abimelech figlio di Gedeone fu salutato re dei sichemiti…
Vidi la Santa Famiglia giungere ad un cascinale sito a circa due ore di strada a sud dell’albero sacro. La padrona della locanda era assente ed il marito li cacciò via bruscamente rifiutando loro l’ospitalità. La Sacra Famiglia allora fu costretta a continuare il viaggio finché l’asinella si fermò dinanzi ad una capanna. Maria e Giuseppe vi entrarono e videro alcuni pa­stori affaccendati costoro li accolsero bene e diedero loro della paglia per riposare. Essi ebbero particolare riguardo per Maria. Più tardi questi pastori si recarono al cascinale e raccontarono alla padrona quanto brava e pia fosse la Coppia che loro ospita­vano. Dissero inoltre che Maria donna bella e dall’aspetto di una santa aveva bisogno di un pasto caldo perché gravida e stanca. Allora la padrona commossa dopo aver rimproverato aspramente il marito per aver negato l’ospitalità a gente così brava si recò con due fanciulli e delle provviste a far visita alla Coppia. Ella senti il bisogno di scusarsi sinceramente per il malfatto del marito. In un primo momento non osò entrare nella capanna perché si sentiva in colpa ma poi si fece coraggio entrò ed offrì le vivande. Chiese quindi perdono per la scortesia del suo consorte. La donna li consigliò di continuare il viaggio e superare il colle poiché dall’altra parte avrebbero trovato una buona locanda per ri­posare. Il luogo dove essi adesso si trovavano era fra Samaria e Thebez a nord di un’alta collina. A mezzogiorno di questo luogo al di là del Giordano si trova Succoth e più lontano ancora Ai-non. Seguendo il consiglio della locandiera i santi Coniugi si rimi­sero in cammino verso mezzogiorno e dopo circa due ore giunse­ro alla locanda descritta dalla donna. Il luogo era composto di alcuni edifici circondati da giardini. Erano ricoveri per il pernotta­mento. Vi si scorgevano anche alte masse d’arboscelli di erbe terapeu­tiche nel lato sud della foresteria. La Vergine discese dall’asino che era condotto per la cavezza da Giuseppe e si avvicinarono alla casa. Ma l’oste si scusò dicen­do che la casa era già tutta occupata. Allora la Vergine si avvi­cinò alla moglie di costui e la pregò umilmente per il ricovero. La donna profondamente intenerita da quel contatto profondamente umano pregò il marito di aiutare quella Coppia in qualche modo. Vidi infine il padrone della locanda assegnare loro una comoda stanza in una capanna vicina. Quando costui condusse l’asino nella stalla non vidi più l’asinella infatti durante le soste non la vede­vo mai. Nella stanza Giuseppe iniziò a pregare fervorosamente insie­me alla Santa Vergine per celebrare il sabato. il loro sentimento devozionale mi commosse nella profondità del cuore. Dopo esser­si ristorati si riposarono sulle stuoie.

56 – La Vergine istruisce i figli dell’oste – Il viaggio continua
Sabato 17 novembre.
Oggi ho visto la Santa Coppia trattenersi il giorno intero in questa locanda. Vidi la Vergine che aiutava i tre figli dei proprie­tari a leggere. Vicino a Lei c’erano anche alcune donne: la madre dei bam­bini e la moglie dell’oste che li aveva scacciati. Quest’ultima si era recata di nuovo in visita perché attratta dal carisma della Santa Vergine. Maria aureolata d’amore faceva leggere i fanciulli su piccoli rotoli di pergamena istruendoli in un modo così gentile che i pic­coli sembravano profondamente affascinati dalle sue parole. Era commovente vedere quella scena ancor più toccante per lo spirito era sentir parlare Maria. Intanto San Giuseppe passeggiava con l’oste nei dintorni e ammirando i prati e i giardini discuteva di argomenti edificanti. Tale è l’uso delle pie persone in occasione della festa ebraica del sabato. La Sacra Famiglia si trattenne in questo luogo anche la notte successiva.
Visioni del 18 novembre domenica.
La famiglia di quest’oste era veramente buona si era affezio­nata tanto alla Santa Vergine da offrirLe ospitalità per il parto. Affabilmente i padroni della locanda le mostrarono una stanza comodissima che le sarebbe stata assegnata per il tempo del par­to. La padrona offrì in modo molto cordiale ogni servizio. Ma essi rifiutarono perché consci della missione che dovevano compiere. Il mattino seguente quindi si rimisero in viaggio seguendo la direzione sud-est ed allontanandosi sempre più dalla Samaria. Discendendo dal colle scorsero il tempio sul monte Garizim che si vede anche in grande lontananza. Leoni e un’infinità di figure di animali statue dai molteplici aspetti esposte ai raggi del sole adornavano le terrazze superiori del monte. Sembravano custodi dell’eternità. Giuseppe e Maria viaggiarono per altre sei ore poi presero alloggio in una ragguardevole dimora di contadini dove furono accolti cortesemente. Questa casa era situata circa ad un’ora da Sichemnella direzione sud-est. il padrone era sovrintendente dei giardini della città che appartenevano ad alcune famiglie agiate. La dimora era posta sopra un lieve pendio. Da questo luogo a Betlemme si stendeva una catena di lunghe vallate dove vi era­no disseminate numerose case di pastori. Anche qui tempo dopo si fermerà a predicare Gesù. Ho visto molti fanciulli che Giuseppe benedisse prima di ripartire.
Visioni di lunedì 19 novembre.
Vidi Giuseppe e Maria mentre percorrevano un paesaggio montuoso; spesso la Santa Vergine scendeva per camminare a piedi. Per la Madre di Dio a causa dell’avanzata gravidanza il viag­gio era divenuto quasi impossibile. Infatti Maria si stancava pre­sto e ogni qualvolta si presentava un luogo adatto si fermavano a riposare ed a ristorarsi. Vidi che si ristoravano spesso con quella bevanda assai rinfrescante a base di balsamo e mangiavano picco­le forme di pane. Inoltre durante le numerose soste la santa Coppia si nutriva e si dissetava con la buona frutta degli alberi. Vedevo Maria se­dere sulla sella senza cavalcare l’asino ma appoggiando i piedi da un solo lato. Il movimento dell’animale era docile; in questo modo Lei poteva viaggiare nonostante fosse gravida. Spesso i santi Viandanti si bagnavano i piedi per ristorarli dal­la calura e dal peso del cammino. Nell’oscurità della notte vidi Giuseppe chiedere ospitalità ad un oste. Questi senza tenere in al­cun conto le condizioni di Maria lo trattò bruscamente mandan­dolo via. Furono costretti a continuare il cammino finché l’asinella si arrestò davanti ad un tugurio in cui c erano paglia e avena. Giuseppe accese la lampada e preparò un giaciglio a Maria aiutato da lei stessa. Poi condusse dentro l’asino. La santa Coppia dopo aver mangiato pregò e dormi per alcune ore. Erano a ventisei ore di cammino da Nazareth e a dieci da Gerusalemme. Finora mai avevano battuto alcuna strada maestra ma sempre seguito da vicino le carovaniere che conducevano dal Giordano alla Samaria. Le vie laterali e le scorciatoie che Maria e Giuseppe at­traversarono tra i monti erano assai strette e anguste; gli asini però potevano percorrerle con destrezza.

57 – Il viaggio si avvicina alla fine Ingresso nella grande casa del pastore
Visioni di martedì 20 novembre.
Lasciato questo tugurio continuarono il cammino risalendo il colle. Credo che toccassero la strada che conduce da Gabara a Gerusalemme la quale formava il confine tra la Samaria e la Giu­dea. Mi sembrò che la santa Coppia fosse distante ancora molte ore da Betania quando Maria senti il bisogno di riposo e di risto­ro. Giuseppe allora volse per una via laterale e andarono avanti ancora per circa mezz’ora. Giunsero così ad un bel fico dove spes­so in altri viaggi Giuseppe aveva visto accampati pellegrini e mer­canti ma lo trovarono spoglio e si sentirono molto afflitti. Così proseguirono ancora per un tratto e giunsero presto nel­le vicinanze di una casa allora Giuseppe bussò a quest’uscio e chiese ospitalità al padrone. Quest’ultimo alzò la lampada sul viso della Santa Vergine e subito beffò Giuseppe chiedendogli se fosse per gelosia che conduceva con sé una moglie così giovane e bella in quelle condizioni. In quel momento uscì la moglie di costui e mossa a pietà dello stato di Maria assegnò loro cortesemente una stanza in un’ala separata della casa e portò pure dei pani perché si rifocillassero. Anche il marito che subito dopo si era pentito per la beffa fatta prese a trattare i santi Viaggiatori con ogni genti­lezza. Il giorno seguente si rimisero in cammino poi li vidi entrare in un altra casa abitata da giovani. Un vecchietto girava per le stanze appoggiandosi ad un bastone nessuno si curava di loro e tutto dava un’impressione di squallore. Vidi Gesù dopo il battesimo che visitò la casa in cui il pro­prietario si era beffato di Giuseppe; Egli vide una specie di altare eretto nella stanza dove avevano dormito i suoi Genitori. Ebbi la percezione che quella famiglia avesse costruito quell’altare appena aveva appreso la meravigliosa nascita di Cristo. Il viaggio di Maria e Giuseppe si avvicinava dunque alla fine mentre la Santa Vergine risentiva sempre più le pene fisiche della stanchezza. Invece di attraversare il deserto di Betania via molto scomoda ma molto più breve essi allungarono il cammino di un giorno e mezzo percorrendo le campagne poste ad oriente di Gerusalemme. Giuseppe conosceva benissimo questi luoghi poiché suo padre vi aveva posseduto i pascoli nelle vicinanze. Prodigiosamente l’asinella li aveva guidati per quest’altra stra­da attraverso le valli avvicinandosi così al Giordano.
Mercoledì 21 novembre.
Ho veduto i santi Viaggiatori entrare in una grande casa po­sta a tre ore di cammino dal luogo del battesimo di Giovanni sul Giordano e sette circa da Betlemme. Questa è la stessa dimora dove trent’anni dopo Gesù vi trascorrerà la notte dell’11 ottobre quando si recherà a visitare il Battista dopo il battesimo. Pare che il padrone fosse assai ricco la casa era grande ave­va annesso un cascinale e nel cortile si vedeva un pozzo. Vedevo servi andare e venire recando cibi e radunarsi per il pasto. Il padrone accolse gentilmente i viaggiatori si dimostrò cortese e pieno di premure verso di loro. Li fece entrare in una comoda sala ed ordinò che si avesse cura del loro asino. Un ser­vo condusse Giuseppe al pozzo e gli lavò i piedi poi gli diede altre vesti mentre puliva il suo abito dalla polvere. Un’ancella ren­deva uguali servizi a Maria. In questo luogo la santa Coppia man­giò e trascorse la notte. La consorte del padrone aveva un carattere assai stravagante viveva isolata in una camera. Era ancor giovane e di mentalità vana perciò avendo veduto di nascosto i due viaggiatori fu gelo­sa della bellezza di Maria. Non volle che si fermasse a lungo o partorisse in casa sua così fece di tutto affinché i santi Viaggiato­ri ripartissero il giorno seguente. Vidi in quella casa anche alcuni fanciulli. Questa è la stessa donna che trent’anni dopo l’11 ottobre fu trovata da Gesù cieca e deforme; Egli la guarì dopo averla ammonita per la sua vanità e la sua inospitalità.
Giovedì 22 novembre.
Oggi verso mezzogiorno ho visto la santa Coppia ripartire da quella casa; alcune persone accompagnavano i due Sposi per un tratto di strada. Poche ore dopo Giuseppe e Maria entrarono in un villaggio consistente in due lunghe file di caseggiati con cortili e giardini. I caseggiati erano attraversati da una strada molto larga. Giuseppe aveva dei parenti in questo luogo e intendeva chiedere a loro ospitalità. Appena giunti alla periferia del paese trova­rono subito la grande abitazione dei parenti. Nel cortile si vedeva una grande fontana dappertutto c’erano drappi neri e videro molti uomini riuniti certamente per una cerimonia funebre. Entrati nella casa notarono che erano state tolte le pareti di vimini che servivano a formare altrettanti locali separati così si aveva un solo e vasto locale nel cui centro vi era il focolare col condotto per il fumo. Davanti al focolare era collocata qualcosa che assomigliava ad una bara avvolta in una stoffa nera. Numerose persone erano intorno a questa bara e pregavano; vestivano abiti lunghi e neri sopra i quali avevano indossato del­le camiciole bianche. I padroni erano occupati nella cerimonia e non accolsero gli ospiti i servi però andarono loro incontro e usa­rono ogni riguardo specialmente con Giuseppe. Solo alcune ore dopo la famiglia senza più indosso le camiciole bianche si recò a visitare Maria e Giuseppe e si intrattenne amichevolmente con loro; presero tutti insieme qualche ristoro pregarono e poi anda­rono a dormire.

58 – L’ultimo tratto di cammino – L’arrivo a Betlemme
Visioni di venerdì 23 novembre.
Oggi verso mezzogiorno ho visto Giuseppe e Maria ripren­dere il cammino alla volta di Betlemme. La padrona della grande casa voleva intrattenere Maria perché era sicura che il momento del parto era prossimo; si preoccupava perché a Betlemme la Vergine certamente non avrebbe trovato alloggio a causa del censimento. Allora Maria disse che dovevano andar via senza indugio per motivi personali e che mancavano solo trentasei ore all’Evento. Quindi partirono. Vidi che Giuseppe prima di accomiatarsi parlò con il parente dell’asinella; gli disse qualcosa per giustifica­re il motivo per cui l’aveva portata con sé. Giuseppe era convinto a torto di trovare buona accoglienza a Betlemme perché aveva qui molti amici. Anche la gente più santa può sbagliarsi sulla realtà della vita! Il sole illuminava il colle tra Betania e Gerusalemme il tem­po era magnifico e per niente freddo. Vidi Maria scendere dall’asi­no per porsi in ordine le vesti quando si trovarono alle porte di Betlemme dalla parte di ponente. La santa Coppia entrò in un grande edificio affollato che era posto a pochi minuti fuori dalla città. Davanti al medesimo vidi molti alberi e numerose tende dei nuovi arrivati. Quel palazzo era l’antica dimora davidica ed era ap­partenuto al padre di Giuseppe vi abitavano ancora i parenti che trattarono Giuseppe freddamente come uno straniero. Questo palazzo era stato fissato dalle autorità romane come sede per il pagamento dell’imposta. Giuseppe si fece annunciare ed ottenne un permesso per en­trare in città. Vidi che teneva l’asino per la briglia e Maria gli camminava a fianco l’asinella non la vedevo più.
Dopo qualche pausa l’estatica così riprese:
“L’asinella non li accompagnava più adesso la vedo corre sola nella città dalla parte di mezzogiorno dirigendosi verso una valle. Mentre Giuseppe entra nel palazzo per sbrigare le formalità del censimento vedo Maria recarsi in una piccola casa ed intrat­tenersi con delle donne che la trattano cortesemente e le offrono del cibo. Le donne stanno preparando il cibo ai soldati… sono ro­mani li riconosco dalle corregge di cuoio che scendono sul men­to. Il palazzo conta molte sale che sono piene di scrivani ed im­piegati fra i quali alcuni di alto livello romani e giudei. Nelle sale superiori vi sono solo romani per la massima parte militari. Vedo Giuseppe che è in una grande sala ai piani superiori gli domandano il nome poi guardano in lunghe pergamene di cui numerose sono appese alle pareti. Infine spiegano sul lungo tavo­lo alcuni di questi rotoli e gli leggono l’elenco della famiglia cui appartiene poi gli leggono anche la stirpe di Maria”. Mi parve che Giuseppe non sapesse che Maria discendeva come figlia di Gioacchino dalla famiglia di Davide e che egli stes­so derivasse da un anteriore ramo davidico. Quell’impiegato gli disse che per il censimento non era necessaria la presenza della consorte. Egli non pagò imposte perché quando fu interrogato dichia­rò che non possedeva né case e neppure campi ma che viveva del proprio lavoro artigianale e di un sussidio che riceveva da sua suocera. Dopo altre dichiarazioni e trascrizioni vidi Giuseppe lasciare la sala. Scese le scale ed incontrò in una stanza a pianterreno la Santa Vergine che nonostante quanto avesse detto l’impiegato era stata chiamata da uno scrivano. Mi parve che gli impiegati si beffassero di Giuseppe confrontando la sua età con quella della giovane consorte gravida. Il sant’uomo si vergognava molto per queste offese egli teme­va che Maria notasse come nel suo paese natio fosse così poco ri­spettato. Poi vidi il numero sette prima cinque dita e poi subito dopo due compresi interiormente che il censimento e le imposte furono assai disordinate per sette anni a causa delle agitazioni po­polari.

59 – La Grotta del Presepio
Entrarono quindi a Betlemme attraverso un muro diroccato. Vidi che Maria si era fermata con l’asino all’inizio della stra­da mentre Giuseppe cercava alloggio tra le prime case del luogo ma anche questa
volta senza ottenere alcun risultato. Betlemme in quei giorni brulicava di stranieri. Andarono verso il centro per le contrade e dall’altra parte del paese ma ogni sforzo fu vano. Maria attendeva paziente con l’asi­no per molto tempo all’angolo delle strade mentre Giuseppe faceva ritorno da Lei ogni volta sempre più scoraggiato. Vidi la Santa Vergine che camminava al fianco di Giuseppe mentre l’asino veni­va condotto per la briglia da lui poi giunti ad un certo punto si diressero verso il lato sud di Betlemme. La contrada sembrava più una via di campagna che una stra­da di città le case erano costruite sulla sommità delle piccole col­line che costeggiavano la via stessa. Anche in questo luogo peri­ferico la ricerca di un alloggio fu vana. Tutti i conoscenti gli amici ed i parenti sembravano non riconoscere più Giuseppe. Anzi quand’egli li implorava chiedendo asilo per Maria vidi che que­sta gente si inaspriva e diventava ancor più dura. Costoro non sa­pevano che scacciavano il Redentore la Grazia dell’umanità! La santa Coppia si mosse allora verso un altro quartiere arri­varono in un luogo aperto un grande piazzale dove le case erano disseminate dappertutto. Al centro vi si vedeva un albero assai grande che simile ad un tiglio diffondeva un’ombra spaziosa. Giu­seppe sistemò la Santa Vergine sotto quest’albero preparandole con i ramoscelli una specie di sedile. L’asino fu legato con il capo ri­volto al tronco. Così egli continuò la ricerca di ospitalità nelle case dei dintorni. Maria rimasta sola fu presto oggetto di curiosità da parte dei passanti. Molte persone si erano fermate a guardarla attratte da quella santa bellezza e dal contegno umile e fiducioso della Ver­gine; appariva affaticata ma tranquilla e paziente. La Madonna era seduta sulle proprie ginocchia piegate all’insotto aveva il capo chinato e teneva le mani congiunte sul petto in attesa della volontà del Signore. La candida e lunga veste senza legacci o cinture le scendeva libera fin sotto i piedi un bianco velo le copriva il capo. Qualcuno spinto dal forte curiosità giunse perfino a doman­darLe chi fosse. Giuseppe frattanto era tornato ancora una volta sfinito addolorato e pallido in volto: tutti gli avevano negato un alloggio anche chi lo conosceva e si ricordava di lui. Vidi il sant’uomo scoppiare in lacrime. Perdute anche le ultime speranze di trovare una sistemazione a Betlemme la santa Coppia iniziò a pensare di uscire dalla città. L’unica soluzione fu quella di cercare alloggio in un ricovero di pastori dove Giuseppe si era nascosto nella sua gioventù. Si misero quindi di nuovo in cammino e questa volta verso oriente. Uscendo da Betlemme presero un sentiero solitario che volgeva a sinistra. Il sentiero era fiancheggiato da mura fosse e bastioni diroccati. Dopo essere saliti su un colle scesero dal pendio e raggiun­sero una prateria amena su cui crescevano diversi alberi. Questa prateria si trovava appena fuori di Betlemme dalla parte di levan­te e terminava con una collina circondata da una specie di antica muraglia. Sul campo verdissimo vi erano abeti pini cedri e terebinti ne vidi anche altri dalle foglie piccole come il nostro albero cosiddet­to “semprevivo”. Il paesaggio era tipico della periferia di un pic­colo borgo di campagna. Sul versante meridionale delle colline ai piedi di una di esse si snodava un sentiero tortuoso che conduceva verso l’alto qui si trovavano numerose caverne tra cui anche quella che Giuseppe conosceva e dove aveva pensato di alloggiare con la Santa Vergine. La caverna scavata nella parete rocciosa dei monti era alquan­to profonda. Dalla parte settentrionale iniziava con uno stretto cor­ridoio di pareti rocciose e finiva all’interno in modo molto irrego­lare: per una metà con uno spazio mezzo rotondo e per l’altra an­golare le cui estremità mostravano tre angoli che finivano sul ver­sante meridionale. La caverna era rocciosa ed era rimasta naturale e grezza; solo dalla parte meridionale dove la via dava sulla val­le dei pastori alcune parti delle pareti erano state rafforzate o direi rifinite come un muro rudimentale. Sempre da questo lato vi era un’altra entrata otturata da grosse pietre. Giuseppe liberò quest’in­gresso e lo restituì all’antica funzione. Sul lato sinistro di quest’accesso si affacciava un’altra caverna dall’ingresso più largo della prima il quale immetteva in un profondo e angusto tugurio in posizione sottoelevata a quella del Presepio. L’ingresso settentrionale della Grotta del Presepio quello usa­to normalmente dai pastori nel periodo estivo e primaverile si affacciava su alcuni tetti e torri della periferia di Betlemme. Da questo lato a destra della grotta si trovava ancora un’al­tra caverna profonda in cui l’oscurità era l’assoluta padrona e nella quale vidi una volta la Santa Vergine nascondersi. Dalla parte meridionale la grotta aveva tre aperture in alto che servivano a dare aria e luce all’interno. La pianta della Grotta del Presepio potrebbe paragonarsi ad una testa umana col relativo col­lo. Vidi una specie di piccolo locale laterale dove Giuseppe soleva accendere il fuoco per gli usi quotidiani. Verso il lato di settentrione era stato scavato nella rupe un locale adibito a stalla largo abbastanza per l’asino; era pieno di avena di fieno e di altri foraggi per gli animali. Quando la “Luce dell’universo” fu partorito dalla Santa Vergi­ne e giunsero i Magi ad offrirLe i doni Maria era assisa davanti al presepe con il bambino Gesù alla parete di mezzogiorno. Giuseppe si era costruito per sé una piccola stanza con tavo­le di vimini vicino all’ingresso che aveva riaperto. Lungo la parte meridionale della grotta la via volgeva verso la valle dei pastori e si vedevano numerose case sparse per le colline e sulla distesa dei campi. La collina dove si trovava la grotta era costeggiata da una valle profonda larga circa un quarto d’ora di cammino. Sul pendio della medesima vi erano cespugli alberi giardini e immensi prati. Attraversando un ruscello che scorreva in mez­zo all’erba rigogliosa del prato e scendendo in direzione sud-est dalla Grotta del Presepio si arrivava ad un’altra grotta chiamata comunemente Grotta del Latte o della nutrice perché vi era stata sepolta la nutrice di Abramo Maraha. In questa trovò rifugio in varie occasioni la Santa Vergine col bambino Gesù. Al disopra vi era un grande albero che dominava Betlemme. Nell’antica caverna accaddero vari avvenimenti al tempo dell’An­tico Testamento così vidi che Eva vi concepì e generò Seth il fi­glio della promessa dopo aver trascorso sette anni in penitenza. Fu in questo medesimo luogo che l’Angelo disse ad Eva che Dio le accordava Seth quasi per consolarla del perduto Abele. Fu anche qui che Seth venne nutrito e allevato mentre i fratelli lo perseguitavano come fecero con Giuseppe gli altri figli di Gia­cobbe. Ho visto spesso che nei tempi primitivi qui intorno gli abi­tanti delle caverne erano soliti scavare degli spazi appositi in cui dormivano con i loro fanciulli sull’erba o sulle pelli di animali. Nelle mie meditazioni vidi Gesù che subito dopo il battesi­mo visitò la Grotta del Presepio dov’era nato. Era un sabato ed il Signore ne celebrava il ricordo. I pastori l’avevano tramutata in luogo di preghiera; Egli disse loro che questo santo luogo era sta­to fissato dal Padre Celeste quando nacque la Vergine Santissima.

60 – La “Grotta del Latte o dei lattanti”
Abramo aveva avuto come nutrice una donna che egli vene­rava molto si chiamava Maraha. Costei raggiunse un’età molto avanzata e seguiva sempre Abramo sul cammello quand’egli si recava da un luogo all’altro. Fu in Sukkothche Maraha passò gran parte della sua esistenza presso Abramo; trascorse il resto della vita nella valle dei pastori quando Abramo eresse le sue tende nelle vicinanze di queste caverne. Maraha aveva oltre cento anni e quando giunse il momento di transitare all’altra vita chiese di essere sepolta in una caverna che chiamò con il nome di Grotta del Latte o dei lattanti. La caverna della tomba della nutrice era in una relazione bi­blica con la Madre del Salvatore che pure allattava il neonato men­tre era perseguitata ed inseguita. Infatti anche nella storia dell’in­fanzia di Abramo si fa menzione alla persecuzione per salvarlo dalla quale Maraha lo aveva trasportato nella caverna. Vidi il re del paese di Abramo che sognò o apprese dalle profezie che sa­rebbe nato un fanciullo per lui pericoloso allora diede gli ordini necessari per prevenire ogni danno contro la sua potenza. Per questo motivo la gravidanza della madre di Abramo rima­se segreta e partorì in questa caverna il bambino rimase poi na­scosto con la nutrice Maraha. Costei visse come povera schiava lavorando in solitudine pres­so la caverna in cui allattava Abramo. Quando i genitori ripresero il loro fanciullo lo trovarono forte e robusto. Divenuto giovinetto le sue espressioni e il suo modo di agire meraviglioso diedero adito a forti sospetti da parte degli emissari del re. Maraha dovette allora fuggire di nuovo nascondendo Abramo sotto il suo ampio mantello. Fu ricercato in ogni luogo e numerosi giovinetti della sua età vennero trucidati senza pietà. Fin da quei tempi remoti questa grotta diventò un luogo devozionale specialmente per le madri che avevano lattanti e vo­levano chiedere per essi una grazia. Più tardi esse venerarono nella nutrice di Abramo il simbolo della Santa Vergine nel modo stesso in cui Elia scorgendola nella nube gravida d’acqua fece erigere sul Carmelo un luogo di preghiera. Maraha dunque allattando il fondatore della stirpe della Ma­donna aveva cooperato alla venuta del Messia. Vidi un pozzo pro­fondo nelle vicinanze della grotta in cui si attinse finché ne sgorgò un’acqua limpidissima. Al di sopra della grotta cresceva un albero meraviglioso asso­migliava ad un tiglio che spargeva un’ombra spaziosa aguzzo in cima e largo alla radice. Questo era probabilmente un terebinto grosso e antico che produceva della frutta oleosa gradita al pala­to. Vidi Abramo e Melchisedeck sotto quest’albero. I pastori i viaggiatori ed in generale tutto il popolo tenevano in gran venerazione l’albero e spesso si radunavano sotto il suo fresco fogliame sia per riposare che per pregare. Mi sembra di aver visto una volta che l’albero ha qualche re­lazione con Abramo o forse lo ha piantato egli stesso. Presso il terebinto si usava accendere il fuoco che si copriva con le pietre; solo in una determinata stagione i pastori potevano attingere dal pozzo l’acqua considerata santa. Ai due lati si vedevano delle ca­panne libere per chi voleva trascorrervi la notte. Una siepe cir­condava l’albero il pozzo e le capanne.

61 – La Sacra Famiglia si stabilisce nella grotta
Venerdì 23 novembre.
Il sole calava già all’orizzonte quando Maria e Giuseppe giun­sero alla grotta; vi trovarono l’asinella che saltellava lietamente davanti all’ingresso. Maria allora disse al suo sposo: “Ecco certamente è il volere del Signore che noi alloggiamo qui”. Ma Giuseppe era sconsolato ed afflitto perché era stato molto deluso dalla cattiva accoglienza che aveva trovato a Betlemme. Dopo aver sistemato l’asino sotto la tettoia dinanzi all’entrata della caverna Giuseppe preparò un sedile provvisorio per la sua diletta consorte. L’ingresso era assai angusto quasi occupato da ra­moscelli e da paglia al di sopra dei quali pendevano stuoie di colore scuro così anche all’interno impedimenti di vario genere erano d’ostacolo ed impedivano un minimo di vita in quel luogo. Allora Giuseppe incominciò a ripulire la grotta nel modo migliore; prima però appese la lanterna alla parete per diradare l’intensità delle tenebre. Quindi fece stendere la sua diletta sposa sul letto di ramoscelli foglie e coperte appena preparato nella parte di mezzogiorno. Il sant’uomo si sentiva profondamente umi­liato e si scusava ancora per il cattivo alloggio. Maria al contra­rio era intimamente lieta e piena di speranza. Mentre la Vergine Santa riposava Giuseppe prese un otre di cuoio e si recò dietro la collina ad un ruscelletto che attraversava il prato. Dopo aver riempito l’otre sul fondo del ruscello ritornò alla grotta. Quindi andò in città a fare acquisti. Si avvicinava la solennità del sabato in città le vie formicolavano di forestieri e per meglio soddisfare il bisogno di tante persone agli angoli delle strade erano stati collocati dei tavoli cari­chi di alimenti. Vidi Giuseppe sulla strada del ritorno tra gli acquisti che egli aveva fatto notai una cassetta metallica chiusa da inferriate che portava appesa ad un bastone; conteneva carboni ardenti. Appena entrato accese con questi un piccolo fuoco nella par­te settentrionale della grotta. Preparò quindi una specie di pasta e cucinò un grande frutto che conteneva molti granellini; mangiarono anche dei pani. Più tardi si dedicarono a lunghe preghiere. Vidi Giuseppe mentre cercava di sistemare in modo migliore il giaciglio della Santa Vergine: sopra una strato di ramoscelli ste­se una di quelle coperte fatte nella casa di Anna; poi sotto il capo le pose un tappeto arrotolato. Infine portò l’asino nella grotta e lo legò poi chiuse l’ingresso con un telo di vimini; quindi il sant’uomo preparò il suo giaciglio vicino all’entrata. Il sabato era incominciato e la santa Coppia aveva ripreso a pregare; in modo edificante presero un po’ di cibo. Vidi Maria avvilupparsi nel suo mantello e pregare in ginoc­chio mentre Giuseppe si assentava dalla grotta. Dopo la preghiera Maria si stese sul letto girandosi sopra un fianco con la testa appoggiata al braccio. Giuseppe non ritornò che tardi a notte fonda. Pregò umilmente e si coricò sul suo giaciglio mi parve che piangesse.

62 – Maria Santissima trascorre le ultime ore del sabato nella caverna di “Maraha”
Sabato 24 novembre.
La Santa Vergine trascorse il sabato nella caverna assorta in uno stato contemplativo di preghiera. Giuseppe invece uscì alcu­ne volte probabilmente per recarsi alla sinagoga di Betlemme. Li vidi mangiare una parte del cibo preparato il giorno precedente poi ricominciarono a pregare. Dopo il pranzo l’ora cioè del saba­to che i Giudei usano consacrare alla passeggiata Giuseppe condusse la Vergine nella valle situata dietro la Caverna del Presepio dove si trova la grotta di Maraha. Si fermarono così in questa grotta che è più spaziosa di quel­la del presepio; qui Giuseppe preparò una specie di sedia alla sua sposa. Il restante del tempo lo impiegarono nella preghiera e nel­la meditazione sotto l’albero sacro. Quando calò la sera Giuseppe e Maria ritornarono alla loro abitazione. Allora la Santa Vergine annunciò al suo sposo che a mezza­notte si sarebbero compiuti i nove mesi dal momento in cui fu concepito il Santo Figlio e l’Angelo l’aveva salutata Madre di Dio. Ciò detto Maria pregò Giuseppe di fare da parte sua tutto quanto fosse possibile affinché il Fanciullo promesso da Dio e con­cepito in modo soprannaturale venisse ricevuto con tutto l’onore possibile. Inoltre lo esortò ad unirsi a Lei nelle preghiere ardenti per intercedere la misericordia di Dio verso quei duri di cuore che le avevano negato l’ospitalità. La Santa Consorte respinse l’offerta di Giuseppe di chiamare in aiuto due pie donne di Betlemme rifiutò dicendo che non ave­va bisogno di aiuto umano. Giuseppe si recò in città per fare altri acquisti nonché uno sgabello frutta secca pani e dell’uva appassita poi ritornò alla Grotta del Presepio dove trovò la Santa Vergine distesa sul suo giaciglio. Giuseppe cucinò e così pregarono e mangiarono in co­munione. Siccome il momento del prodigioso evento si avvicina­va il sant’uomo separò la propria cella dal resto della grotta; que­sto lo fece con alcuni pali ai quali appese delle stuoie. Poi diede da mangiare all’asino che aveva legato vicino alla porta. La Santa Vergine gli disse che il momento era ormai prossimo e che desi­derava rimanere sola perciò lo pregò di rinchiudersi nella propria cella. Prima di ritirarsi Giuseppe accese altre lampade per tenere illuminato l’ambiente; intese allora un rumore fuori della grotta e si affrettò a vedere cosa fosse: vide che era ritornata l’asinella la quale saltellava gioiosa come se annunciasse l’Evento. Giuseppe sorridendo la legò sotto la tettoia e le diede da mangiare. Appena rientrato il sant’uomo fu avvolto da una luce celeste soprannaturale. Allora vide la Madonna genuflessa e aureolata di raggi luminosi; pregava in ginocchio sul suo giaciglio col viso ri­volto ad oriente e la schiena verso l’ingresso. La caverna era interamente illuminata da questa luce intensa. Giuseppe contemplò la scena come una volta Mosè aveva fatto con il roveto ardente; poi entrato con santo timore nella cella si get­tò proteso sul terreno e si immerse nella preghiera più devota.

63 – La Nascita di Cristo
Lo splendore che irradiava la Santa Vergine diveniva sempre più fulgido tanto da annullare il chiarore delle lampade accese da Giuseppe. La Madonna inginocchiata sulla sua stuoia teneva il viso ri­volto ad oriente. Un’ampia tunica candida priva di ogni legame cadeva in larghe pieghe intorno al suo corpo. Alla dodicesima ora fu rapita dall’estasi della preghiera tene­va le mani incrociate sul petto. Vidi allora il suo corpo elevarsi dal suolo. Frattanto la grotta si illuminava sempre più fino a che la Beata Vergine fu avvolta tutta con tutte le cose in uno splendore d’infinita magnificenza. Questa scena irradiava tanta Grazia Divina che non sono in grado di descriverla. Vidi Maria Santissima assorta nel rapimento per qualche tem­po poi la vidi ricoprire attentamente con un panno una piccola figura uscita dallo splendore radioso senza toccarla né sollevarla. Dopo un certo tempo vidi il Bambinello muoversi e lo udii piangere. Mi sembrò che allora Maria Santissima sempre Vergine ritornando in se stessa sollevasse il Bambino e l’avvolgesse nel panno di cui l’aveva ricoperto. Alzatolo dalla stuoia lo strinse al petto. Sedutasi la Madonna si avvolse col Fanciullo nel velo e col suo santo latte nutri il Redentore. Vidi una fitta schiera di figure Angeliche nelle spoglie umane genuflettersi al suolo e adorare il Neonato divino; erano sei Cori angelici entro un alone di fulgida luce abbagliante. Un’ora circa dopo il parto Maria chiamò Giuseppe che se ne stava ancora assorto nella preghiera. Lo vidi avvicinarsi e proten­dersi umilmente mentre guardava in modo gioioso e devoto il Bambino Divino. Solo quando la santa Consorte gli ripetè di strin­gere al cuore con piena riconoscenza il dono dell’Altissimo egli prese il Bambino tra le braccia e lodò il Signore con lacrime di gioia. La Vergine allora avvolse il Bambinello nei pannolini vidi che lo ricoprì dapprima con un panno rosso poi lo avvolse in uno bianco fino alle ascelle mentre avvolse la testolina in un altro ancora. La Madonna aveva con sé solo quattro pannolini. Vidi allora Maria e Giuseppe seduti al suolo; non parlavano ma parevano assorti nella meditazione. Bello e raggiante vidi il Santo Neonato tutto fasciato disteso sulla stuoia mentre Maria lo contemplava. A quella vista esclamai: “Questo Corpicino è la salvezza del­l’universo intero”. Poco dopo la santa Coppia pose il divino Neonato nella mangiatoia che era stata riempita di ramoscelli e di fini erbette e Gli adagiarono una coperta sul corpicino. Deposto il Bambino in questa culla che si trovava più in basso del posto dove era stato partorito la santa Coppia pianse di gioia e cantò le lodi del Signore. Giuseppe dispose il giaciglio e la seggiola della Santa Vergi­ne vicino al presepe. Vidi Maria Santissima prima e dopo il par­to sempre velata e biancovestita; nei primi giorni subito dopo l’Evento stava seduta o inginocchiata dormiva su un fianco e mai la vidi ammalata o affaticata. Quando qualcuno veniva a visitarla si velava ancor più accuratamente e se ne stava diritta sul posto dove era avvenuta la santa Nascita.

64 – Gli Angeli annunciano la Nascita del Signore ai pastori -  Movimento ed emozione negli uomini e nella natura -  La torre dei pastori
In queste immagini del Natale di Cristo vidi vivere nella stessa notte quei simboli antichi pieni di significati meravigliosi. Vidi che un insolito movimento regnava nella natura negli uomini e in molti luoghi del mondo. Dappertutto si manifestava un’ecceziona­le energia emozionale. I simboli cosmici del Natale della Luce del mondo scesero nel­la coscienza e nei cuori di molti uomini. I cuori di tutta la gente buona furono commossi dalla lieta attesa quelli dei malvagi invece furono riempiti di timore. Anche gli animali si sentirono turbati soavemente dalla lieta attesa. In molti luoghi vidi nascere fiori erbe e virgulti dal terre­no; vidi gli alberi rinfrescati diffondere un dolce olezzo; vidi dal suolo scaturire molte nuove fonti d’acqua cristallina che scorrevano copiose. Nello stesso momento in cui nacque il Salvatore nella caver­na posta più a meridione di quella del presepio scaturì una ricca fonte; il giorno seguente San Giuseppe ne scavò un canale per dare all’acqua il suo corso. Sopra Betlemme il cielo era triste e di color rossiccio ma so­pra la Grotta del Presepio la caverna di Maraha e la valle dei pastori si stendeva una nebbia luminosa. Nella valle dei pastori ad un’ora e mezzo di cammino dalla grotta cominciavano i colli vitiferi che si estendevano fino a Gaza. Sui medesimi si trovavano le abitazioni di tre capi dei pastori come i tre Magi erano capi di tre tribù. Ad una certa lontananza dalla Grotta del Presepio vi era la torre dei pastori: in mezzo al fogliame delle alte piante si alzava un’impalcatura gigantesca di travi combinate in forma piramidale. La torre era il punto di congiungimento per tutti i pastori della regione; aveva una scala e delle gallerie. Era fornita di pic­cole vedette simili alle torrette delle guardie e molte stuoie ne co­privano i lati. Questa torre aveva alcune similitudini con quella dei tre Magi su cui si usava di notte contemplare gli astri; vista da lontano la torre di vedetta dei pastori sembrava quasi una nave alta munita di molti alberi con le relative vele. Dalla torre si gode­va il panorama generale dei dintorni si vedevano Gerusalemme ed il monte della tentazione presso Gerico. I pastori vi tenevano delle vedette per poter controllare gli armenti e poterli ritirare prontamente al suono del corno quando vi era il pericolo dell’assalto dei predoni o di qualche popolazione nemica. Le singole famiglie dei pastori abitavano non lontano dalla torre; le loro case erano circondate da campi e da giardini. Lungo il colle erano state erette delle capanne in una molto più grande delle altre e suddivisa con vari tramezzi abitavano le consorti dei guardiani che preparavano le vivande. Stanotte ho visto vicino alla torre le greggi sparse qua e là sotto il cielo aperto mentre sul colle dei pastori gli armenti erano al coperto sotto una capanna. La notte santa era particolarmente immersa nel silenzio stel­lato; vidi una nube luminosa calare su tre pastori mentre osservavano ammirati la bellezza del cielo. Contemporaneamente udii levarsi nelle immensità del silenzio notturno un canto dolce e tranquillo. Sul principio i pastori si spaventarono di fronte a quelle manifestazioni ma ben presto un Angelo apparve loro e così li tranquillizzò: “Non temete! Io vi reco una lieta novella che rallegrerà tutto il popolo poiché oggi è nato il vostro Salvatore nella città di Davide il Cristo il Signore. Voi lo riconoscerete nel Bambino che avvolto in miseri panni gia­ce in un presepio. Mentre l’Angelo così parlava lo splendore circostante cresce­va sempre più ed allora scorsi sei o sette graziose figure di An­geli luminosi apparire ai pastori. Tenevano nella mano una specie di lungo nastro o pergamena sulla quale in lettere grandi quasi tutte come un palmo della mano stavano scritte alcune parole. Si levò poi un canto magnifico e così udii: “Sia gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà”. Poco dopo anche i pastori di guardia alla torre ebbero la stessa apparizione e così pure altri i quali stavano raccolti intorno ad una fontana distante tre ore da Betlemme. I tre pastori dopo la visione degli Angeli non si avviarono immediatamente al prese­pio da cui erano lontani circa mezz’ora né vi andarono quelli della torre i quali avevano da percorrere un doppio cammino; ma tutti preferirono raccogliersi in consiglio e discutere quali doni doves­sero portare al Neonato. Quando decisero di comune accordo che doni portare al prodigioso Bambino allora si affaccendarono per procurarli con ogni sollecitudine. I pastori giunsero al presepe il mattino presto.

65 – La Nascita di Cristo viene annunciata nel mondo antico: a Gerusalemme a Roma e in Egitto
Noemi la maestra della Santa Vergine Anna la profetessa il vecchio Simeone la madre Anna ed Elisabetta di Juta ebbero tut­ti delle rivelazioni concernenti la nascita del Messia. Il fanciullo Giovanni fu subito commosso e invaso da profon­da gioia. Tutti ebbero una visione in cui videro Maria ma nessu­no sapeva dove si era compiuto l’Evento meraviglioso. Solo Anna sapeva che Betlemme era il luogo della salvezza. Vidi che tutti gli scritti dei sadducei uscendo dalle custodie si spargevano al suolo. I sadducei spaventati attribuirono l’avve­nimento alla stregoneria e pagarono affinché il fatto rimanesse se­greto. Durante la notte ebbi delle visioni su alcuni avvenimenti a Roma collegati con la nascita del Signore. Nello stesso momento in cui nacque Gesù in un quartiere della città dove abitavano molti Giudei improvvisamente zampil­lò una fonte di olio nero; tutti ne rimasero fortemente impressio­nati. Contemporaneamente un idolo magnifico di Giove si frantu­mò sotto il crollo del tetto di un tempio romano. I sacerdoti spaventati da questo nefasto avvenimento offrirono molte vittime agli dei del tempio. Poi interrogarono un altro ido­lo (credo fosse la statua di Venere) chiedendogli perché fosse av­venuto questo prodigio la statua rispose loro: “Tutto questo av­viene a Roma perché una Vergine ha generato un figlio concepito senza opera d’uomo”. I sacerdoti atterriti da questa notizia andarono a consultare i loro libri e ricordarono che settant’anni prima quell’idolo adorno d’oro e di pietre preziose era stato messo nel tempio; gli furono offerte vittime con grande solennità. In quel tempo viveva a Roma una profetessa assai religiosa Serena o Cyrena credo fosse una Giudea. Aveva delle visioni e prediceva il futuro sapeva spiegare il motivo della sterilità di diverse donne e godeva di buona consi­derazione. Aveva dichiarato pubblicamente che non era giusto tributare all’idolo onori così dispendiosi perché un giorno si sareb­be frantumato in mille pezzi. I sacerdoti la fecero rinchiudere in una prigione dove la torturarono perché non aveva saputo dire loro quando sarebbe avvenuto il triste evento. La veggente allora pregò Dio affinché le suggerisse la rispo­sta seppe così che l’idolo si sarebbe frantumato quando una Ver­gine immacolata avrebbe generato un figlio per volere divino. A tale rivelazione i sacerdoti tacciarono per pazza Serena e la allontanarono. Quando il tetto del tempio crollò spaccando la statua in mil­le pezzi i sacerdoti si resero conto tristemente che la donna ave­va detto il vero. Vidi l’imperatore Augusto sulla cima di una collina a Roma circondato da altre persone. Al suo lato scorsi il tempio crollato. Vidi pure alcune scale che conducevano alla vetta di un monte dove si trovava una porta d’oro. Era quello il luogo dove si decidevano gli affari più importanti dello stato. Mentre l’imperatore scendeva dal monte ammirò in cielo alla sua destra un’apparizione. Vide una Vergine seduta su un arcoba­leno che stringeva al petto un Bambinello. Credo che il simbolo fosse veduto dal solo Augusto. Consultato un oracolo per conoscere il significato di tale apparizione l’imperatore apprese che era nato un Fanciullo divino dinanzi al quale tutti dovevano cedere. Subito Augusto fece innalzare un altare sul luogo dove gli era apparso il simbolo e con molta pompa si dedicarono numerosi sacrifici sull’ara del “Primogenito di Dio”. Anche in Egitto si verificò un avvenimento testimoniante la nascita di Cristo: un idolo immenso non lontano da Maratea e Menfi era ammutolito e non dava più oracoli. Allora il sovrano dell’Egitto comandò che in tutto il paese fossero elevati grandi sacrifici affinché l’idolo spiegasse la causa del cambiamento. Così il feticcio fu costretto da Dio a dire che si era piegato alla potenza del Figlio nato da una Santa Vergine. Inoltre egli ag­giunse che in quel luogo si sarebbe dovuto erigere un tempio dedicato al Figlio del vero Dio. Il re osservò la volontà dell’idolo e fece costruire il tempio. Infine vidi che il feticcio venne abolito dal loro culto e si tri­butò il culto devozionale alla Vergine col Bambino; però nel sen­so pagano. Quando Gesù bambino vestito della santa Luce di Dio fu ac­colto dalla Vergine Maria i Re Magi colsero il simbolo di questa Nascita ed ebbero la sua meravigliosa visione mentre scrutavano i segreti del cielo. I Magi erano astronomi e avevano sulla cima di un monte una torre piramidale di legno per studiare i movimenti stellari. Uno di essi era di vedetta fissa sulla sommità di questa torre per osservare le stelle insieme con i sacerdoti. Ho visto spesso due Re scrutare il cielo e comunicarsi vicendevolmente le varie osservazioni; l’al­tro abitava in un paese lontano posto a mezzogiorno del Mar Ca­spio. I Magi contemplavano in particolare un astro dalle cui rela­tive alterazioni o cambiamenti sviluppavano la teologia del firmamento stellato. Questa notte ho visto il simbolo da loro tanto atteso il quale era costituito di vari movimenti degli astri. Non si trattava di una sola stella bensì di una costellazione. Vidi un bell’arcobaleno dove stava assisa la Vergine; posava il piede sulla mezzaluna alla sua destra apparve un ceppo di vite e alla sinistra un fascio di spighe. Dinanzi alla Vergine emerse un calice simile a quello dell’ultima Cena. Dal suo interno vidi spor­gere un Bambino aureolato di raggi luminosi come quelli del San­to Sacramento; questi raggi si diramavano in tutte le direzioni. Vidi i due Magi venire a conoscenza della santa Nascita av­venuta in Giudea. Il terzo che abitava nel paese lontano ebbe an­ch’egli la visione del santo Evento. Allora i Re mossi dall’indicibile gioia radunarono i tesori ed una quantità di doni ed intrapresero il viaggio per rendere omaggio al Redentore dell’umanità. Dopo pochi giorni il terzo Re raggiunse gli altri due e così continuarono il viaggio insieme. La lunga attesa del Messia era finalmente terminata; spesso li avevo visti sulla torre ad osservare le stelle e a contemplarne i simboli.

Capitolo v

I SANTI RE MAGI
Notizie intorno alla tradizione dei Re Ma gi.  66 – Visioni di Suor Emmerick degli antenati dei Santi Re cinquecento anni prima di Cristo. 67 – Adorazione dei pastori.  68 – I tre pastori aiutano San Giuseppe mentre le donne essene servono la Santa Vergine.  69 – L’ancella di Anna giunge da Maria Santissima – La violenza di Erode.  70 – La circoncisione di Cri­sto – Il santo nome “Gesù”.  71 – Elisabetta giunge alla grotta.  72 – I Magi si mettono in viaggio verso Betlemme. 73 – Altre visioni sui tre Magi -          Il viaggio prosegue.  74 – La lunghezza del viaggio.  75 – La carovana dei Magi – Il re di Causur.  76 – L’osservazione delle stelle presso i tre Magi – La stella di Giacobbe. 77 – La scala di Giacobbe e i simboli primi­tivi dell’Avvento e della venuta di Maria.  78 – Maria avverte l’arrivo dei Magi.  79 – I doni di Anna alla Santa Vergine. 80 – Il lungo viaggio dei Magi continua: in cammino verso il Giordano – Visioni della Veggente sulle tappe e le vicende del viaggio.  81 – L’arrivo di Anna alla grotta – I tre Re passano il Giordano. 82 – L’arrivo a Gerusalemme dei Magi – Erode èsconvolto. 83 – I tre Re si presentano ad Erode e ripartono per Betlemme. 84 – La stella indica ai Magi la Grotta del Presepio. 85 – Gioia e commo­zione dei Magi alla presenza della Beata Vergine.  86 – Giuseppe alloggia i tre Re.  87 – L’inquietudine di Erode.  88 – Un Angelo avverte i Santi Re del pericolo erodiano.  89 – Misure delle autorità di Betlemme contro i Magi – Zaccaria di Juta visita la Sacra Famiglia.  90 – La Sacra Famiglia si nasconde.  91 – De lacte Sanctissimae Virginis Mariae (il miracolo del latte di Maria). 92 – Celebrazione della ricorrenza delle nozze di Maria San­tissima.  93 – Preparativi per la partenza.  94 – Anna Caterina Emmerick: le reliquie dei tre Magi. Notizie intorno alla tradizione dei Re Magi. Suor Anna Caterina Emmerick ebbe numerose visioni sui Re Magi personaggi profondamente radicati nella nostra tradizione cristiana e cat­tolica; si rendono perciò in questo capitoletto alcune notizie generali ad essi relative.

Secondo gli studiosi biblici incerto ancora sarebbe il numero dei Magi e leggendario il carattere regale. I nomi attribuiti loro dalla tradi­zione popolare compaiono solo verso il VI secolo e sono: Gaspare Melchiorre e Baldassare. Il primo arabo il secondo persiano e il terzo indiano. Storicamente i Magi sono i sacerdoti del mazdeismo; si pensa che essi ne furono addirittura gli stessi fondatori. La condizione sacerdotale raggiunta mediante un rito sacrificale avrebbe conferito loro poteri supernormali. Il nome “Magi” deriva da “maga” attribuito ai greci che quando entrarono in contatto con i per­siani li definirono appunto come “magici” (da maghiskos).  Alcuni scrittori cristiani dell’antichità esprimono differenti pareri col­locando il paese d’origine dei Magi in Arabia in Persia oppure in Caldea. Nel V secolo il papa San Leone presenterà i Magi come “le primizie della Gentilità” (Sermone XXXV2). Nel corso dei primi secoli cristiani le raffigurazioni pittoriche li pre­sentano in generale vestiti con l’abito consueto dei Persiani. Si specifica spesso il significato simbolico dei loro doni: la mirra allude alla morte o al sacerdozio l’oro alla regalità l’incenso alla divinità. Dalla loro com­parsa ci vorranno otto secoli perché la leggenda fissi il loro numero i loro nomi e le funzioni. In Oriente dove lo studio in senso mitico delle stelle rimane tut­t’ora molto più diffuso che in Occidente il “Libro della Caverna dei tesori” (VI secolo) racconta che i Magi avevano visto una stella (costel­lazione) che raffigurava una fanciulla con un bambino che portava una corona. Andarono a cercare oro incenso e mirra che Adamo ed Eva aveva­no posto in una caverna per il giorno in cui fosse sorta quella costella­zione e partirono per Betlemme. I Magi sarebbero poi stati battezzati dall’apostolo Tommaso e lo aiutarono ad evangelizzare il loro paese. Un ‘altra leggenda di provenienza armena precisa che essi erano tre fratelli e rappresentavano tre popoli differenti. I tre Santi Re sono invocati contro la grandine le tempeste e i pericoli dei viaggi contro la stregoneria e i malefici. Proteggono anche dalla febbre dal mal di testa dall’epilessia e dalla morte improvvisa. Secondo la Tradizione Cristiana le reliquie dei loro corpi sarebbero state conservate a Milano poi con Federico Barbarossa sarebbero state tra­slate a Colonia. Nel 1903 alcune ossa dei Magi furono restituite a Mi­lano. Questi personaggi sono ricordati incisivamente nel Vangelo di Matteo (21-12) come visitatori e adoratori del bambino Gesù.

66 – Visioni di Suor Anna Caterina Emmerick degli antenati dei Santi Re cinquecento anni prima di Cristo
Una volta ebbi la grazia di vedere quanta misericordia ebbe Dio con i pagani. Gli antenati dei tre Re Magi cinquecento anni prima del Na­tale di Cristo erano assai ricchi e potenti avevano riunite sotto un solo scettro numerose province. Essi abitavano in accampamenti di tende; invece l’altra tribù che viveva ad oriente del mar Caspio aveva gli abitati di pietra perché le abitazioni erano esposte allo straripamento delle acque. Questi popoli dediti all’astronomia avevano usanze culturali molto crudeli: immolavano i vecchi gli storpi e perfino i fanciulli. Il rito da loro in uso era veramente orrendo: avvolgevano i bambini in una veste bianca e li ponevano in una caldaia dove li facevano cuocere. Nei tempi successivi quando fu predetta a quei ciechi la nascita del Salvatore tali riti tremendi furono finalmente aboliti. Tre figlie di re dotate di spirito profetico ebbero tutte con­temporaneamente la certezza che nel futuro sarebbe sorta una stella da Giacobbe e che una Vergine senza opera d’uomo avrebbe ge­nerato il Salvatore. Esse vestivano tuniche e lunghi mantelli andavano predican­do per quei paesi il miglioramento dei costumi ed annunciavano l’arrivo del Salvatore. Dissero inoltre che un giorno sarebbero giun­ti i servi del Signore ed avrebbero mostrato il vero culto da tri­butarsi a Dio. Predissero molte altre cose fin dopo gli avvenimenti dei no­stri tempi. Le profezie delle tre vergini accennavano ad una certa costella­zione ed alle alterazioni che sarebbero conseguentemente venute. Ne provenne quella costante osservazione degli astri che veniva fatta dalla sommità del colle. Seguendo le indicazioni simboliche delle costellazioni e i vari cambiamenti stellari i padri delle veggenti introducevano riforme e cambiamenti nel tempio nel culto e negli addobbi. Offrivano pure sacrifici alla futura Madre del Sal­vatore continuando però con il loro culto sanguinoso. Il tempio era costituito da una tenda che veniva cambiata continuamente con stoffe di diverso colore. Tra le riforme più importanti operate alla loro antica tradizione si annovera il passag­gio della loro festa di riposo dal giovedì al sabato (questo fatto mi parve molto significativo). Conosco anche il nome pagano di que­sto giorno: tanna o tannada. Gesù venne al mondo nell’anno 3997.

67 – Adorazione dei pastori
Visioni di domenica mattina 25 novembre.
Alle primi luci dell’alba i tre capi dei pastori arrivarono alla grotta dov’era nato Gesù portando i doni che avevano raccolto e che consistevano in animaletti somiglianti a caprioli o forse capretti in ogni modo diversi da quelli che conosciamo noi. Avevano il collo lungo occhi piccoli e chiarissimi pelle finissima e corpora­tura snella. I pastori li conducevano legati da lunghe e sottili cordicelle. inoltre portavano sulle spalle degli uccelli uccisi e legati insieme su lunghe aste. Sotto al braccio ne portavano altri più grossi ancor  vivi. Vidi pure altri doni. San Giuseppe si affrettò ad accoglierli cordialmente: i pastori gli dissero che erano venuti ad adorare il Bambino della promes­sa messianica rivelato loro dagli Angeli durante la notte. Quindi offrirono quello che avevano portato; Giuseppe accettò umilmente i doni e condusse i pastori dalla Vergine e dal bambino Gesù vi­cino alla mangiatoia. Quei devoti impugnando ancora i bastoni si genuflessero in grande umiltà contemplando in adorazione per lungo tempo il Santo Bambino; senza poter proferire parola dinanzi a tanta magnificenza e luce. Istintivamente intonarono l’inno che avevano udito quella notte dall’Angelo ed un salmo molto bello. Quando si congedarono la Vergine porse nelle loro braccia il Bambino ed essi dopo averlo contemplato glielo restituirono pian­gendo di gioia. Poi lasciarono la grotta commossi.
Domenica sera 25 novembre. La Veggente trascorse la giornata in gravi sofferenze fisiche e spirituali  appena cadde in estasi disse di essere stata trasportata in Terrasanta e di aver visto Gesù tentato dal demonio nel deserto. Quasi contemporaneamente disse di vederlo pure come neonato nel presepio venerato dai pastori della torre. Dopo aver pronunciato queste parole l’estatica con rapidità sor­prendente si levò dal suo giaciglio e corse alla porta della sua stanza chiamando le persone che si trovavano nell’anticamera: “Venite presto! Venite ad adorare il Bambino; Egli è qui vici­no a me!”. Parlando con un entusiasmo incredibile ritornò subito a letto tutta raggiante e prese a cantare il Magnificat il Gloria e alcuni altri inni semplici ma dal significato com­movente e profondamente mistico. Il giorno seguente con voce chiara e dai toni mielati Suor Emmerick continuò a narrare.
I pastori con le loro famiglie avevano recato molti doni: uc­celli uova miele tessuti di vari colori fascetti di piante con grandi foglie. Queste piante avevano delle spighe ripiene di grossi grani. Vidi ancora i pastori inginocchiati dinanzi al Bambino intonare Salmi assai graditi all’orecchio il Gloria e alcuni cantici dai versi molto brevi. Io cantai con loro: “O fanciullino tu sei del colore della rosa e ci appari quale piccolo araldo della Salvezza”. Nel congedarsi si inchinarono in religioso silenzio come se avessero voluto baciare il Santo Bambino.

68 – I tre Pastori aiutano San Giuseppe mentre le donne essene servono la Santa Vergine
Lunedì 26 novembre.
Oggi ho visto i tre pastori aiutare Giuseppe a migliorare le condizioni della Caverna del Presepio ed in quelle laterali. Anche presso la Santa Vergine vidi parecchie pie donne occupate nell’aiu­tarla. Erano donne essene che abitavano in una valle ad oriente della Grotta del Presepio vivevano in piccolissime grotte scavate nella rupe dove il monte scendeva più scosceso; istruivano i fan­ciulli della loro comunità religiosa. San Giuseppe come sappiamo le conosceva fin dal tempo della sua giovinezza. Le pie donne si alternavano nel cucinare lavare i panni e servire come potevano la Santa Famiglia.

69 – L’ancella di Anna giunge da Maria Santissima – La violenza di Erode
Visioni di martedì 27 novembre.
Mentre Giuseppe e Maria stavano contemplando il Bambino Divino l’asino ad un tratto chinò il capo fino al suolo inginocchiandosi con le zampe anteriori. A questa straordinaria devozione dell’animale vidi la santa Coppia piangere di commo­zione. Alla sera un anziano e l’ancella di Anna giunsero alla grotta provenienti da Nazareth. Essi portarono una gran quantità di cose necessarie a Maria. Il vecchio servo piangendo di gioia ripartì subito per portare la lieta novella ad Anna mentre l’ancella rima­se ad aiutare la Santa Vergine.
Mercoledì 28 novembre.
Parecchie persone giunsero da Betlemme tra le quali vidi alcu­ni emissari di Erode giunti per verificare la fama del Bambino miracoloso. In seguito ai discorsi dei pastori il santo Evento era divenuto pubblico. Maria con l’ancella e Gesù lasciò la grotta ri­fugiandosi nella caverna laterale. Quando giunsero gli emissari di Erode trovarono nella grotta solo Giuseppe con alcuni pastori e dopo averlo beffato vilmente per la sua povertà e semplicità an­darono via. Maria rimase nascosta nella caverna laterale per circa quattro ore.
Questa sera la Veggente dall’assopimento estatico in cui si tro­vava ebbe un brusco risveglio e così esclamo:
“Erode ha fatto assassinare un dignitario nel tempio che aveva spesso protestato contro le usurpazioni del tiranno. Lo fece chiamare a Gerico per motivi diplomatici e lo fece as­sassinare mentre era in viaggio. Il tiranno aumentò così la sua influenza sul tempio impiegando nelle alte cariche due dei suoi figli naturali che erano Sadducei”.

70 – La Circoncisione di Cristo – Il santo nome: “Gesù” Visioni di giovedì 29 novembre.
Il padrone della bettola dove avevano alloggiato ultimamente Giuseppe e Maria si recò a visitare il Santo Bambino. Si era fatto preannunciare da un servo con molti doni. Frattanto tutti gli abi­tanti delle valli e dei paesi circostanti venuti a conoscenza del­l’Evento accorsero alla grotta a riverire il nascituro.
Sabato 1 dicembre.
Dopo mezzogiorno sono giunte molte altre persone. Calata la sera le donne prepararono il banchetto sotto un pergolato dinanzi alla grotta; il pergolato era stato sistemato da Giuseppe e dai pa­stori fin dai giorni precedenti. Era giunta la fine del settimo gior­no dalla santa Nascita e secondo la tradizione ebraica allo spun­tare dell’ottavo giorno il fanciullo doveva essere circonciso. Giuseppe infatti era andato a Betlemme ed era ritornato in­sieme a tre sacerdoti con loro c’erano anche un anziano ed una donna che nella sacra cerimonia sembrava avesse il compito di nutrice. La donna portava con sé una specie di sedia ed un grosso piatto di pietra di forma ottangolare sul quale vidi collocati gli og­getti necessari alla circoncisione. I medesimi furono disposti sulle stuoie che coprivano il terreno dove aveva luogo la cerimonia. La sedia era come una cassa che quando si apriva formava un largo sedile. Fu coperta con un panno rosso. La pietra ottangolare aveva due piedi di diametro. Nel centro della medesima vi era un incavo coperto da una lastra di metallo che conteneva in piccoli scompartimenti tre astucci ed un coltello di pietra. La pietra ven­ne collocata sopra uno sgabello a tre piedi coperto da un tappeto. Terminata la preparazione i sacerdoti salutarono Maria e il bambino Gesù. Li vidi parlare affabilmente con la Vergine e com­mossi presero il Bambino nelle loro braccia. Poi cominciò il banchetto sotto il pergolato una folla di popolo era presente come vuole la tradizione Giuseppe ed i sacerdoti distribuivano doni e cibarie finché tutto fu diviso. Il sole frattanto tramontava e il suo disco mi parve rosso e immenso molto più grande di come ci ap­pare nel nostro paese. Notai che quando fu bassissimo la Caverna del Presepio ne fu interamente irradiata.
Domenica 2 dicembre.
Nella grotta le lampade accese le preghiere e i cantici si pro­trassero fino al mattino successivo. La Santa Vergine era timida e smarrita. Erano le prime luci dell’ottavo giorno dopo la nascita di Gesù ed aveva custodito sul petto in una piega del mantello un panno che serviva per avvolgere il Santo Bambino e tergergli il sangue. La pietra ottangolare fu ricoperta dai sacerdoti da un pan­no rosso e superiormente da uno bianco mentre risuonavano ininterrotte le preghiere e i cantici della cerimonia. La Vergine avan­zò velata e depose nelle mani dell’ancella il Bambino con il pan­no che serviva a fasciarlo. Dopo aver ripetute le preci l’ancella a sua volta lo passò a Giuseppe e questi alla nutrice che distese il Bambino ricoperto da un velo sulla pietra ottangolare. Giuseppe teneva fermo il Bambino per la parte superiore del corpo. A destra e a sinistra stavano in ginocchio due sacerdoti cia­scuno dei quali teneva un piedino del Bimbo mentre quello che compiva la sacra cerimonia stava in ginocchio dinanzi al medesi­mo. Sollevata la piastra che ricopriva la pietra ottangolare il sa­cerdote sacrificante alzò i tre astucci contenenti l’acqua per la fe­rita e l’unguento. Il coltello aveva il manico e la lama di pietra. La punta ad uncino del coltello operò il taglio. Una seconda ferita fu fatta al Bambino con l’unghia tagliente del dito del sacerdote che succhiò la piaga e l’asperse con l’acqua strofinandola poi con un altro rimedio che prese dall’astuccio per rimarginare la ferita. Ciò che era stato staccato col coltello fu ri­posto tra due laminette concave di color bruno ma risplendenti. L’oggetto venne poi consegnato alla Vergine. La cosiddetta “nutrice” fasciata la piaga avvolse il Fanciullo Divino nel panno fino alle ascelle. Il velo che Gli copriva la testa fu avvolto intorno al corpo. Infine quando Gesù fu posto sulla pietra ottangolare ricominciarono le preghiere. Sebbene l’Angelo avesse detto a Giuseppe che il Bambino doveva chiamarsi Gesù il sacerdote non accettò subito il nome ma continuò la preghiera affinché Dio l’illuminasse nel modo giusto. Allora la figura luminosa di un Angelo comparendo al sacerdote gli presentò allo sguardo interiore una tavoletta simile a quella che vediamo sulla Croce sulla quale stava scritto: Gesù. Il religioso parve profondamente commosso e illuminato dal­la divina ispirazione scrisse il santo nome su una pergamena. Frattanto il Santo Bambino piangeva disperatamente Giusep­pe lo prese e lo passò dalle mani dei sacerdoti a quelle di Maria la quale con altre due donne se ne stava in fondo alla grotta. La Vergine cercò di acquietare il Bambino porgendogli il pro­prio petto. La cerimonia si concluse quando la Madonna pose il Bambino sulla pietra ottangolare e i sacerdoti incrociarono le mani sopra di Lui poi lo riconsegnarono a Maria Santissima. Giuseppe porse a Maria anche i pannolini intrisi di sangue e la nutrice conservò le filamenta sanguinose. Ricominciata la preghiera ed i canti solenni si affacciava timidamente il nuovo giorno. L’asino durante la solenne cerimonia era rimasto legato in un angolo della spelonca. Vidi i sacerdoti illuminati dalla luce dello Spirito Divino che con Giuseppe e i pastori si rifocillavano sotto il pergolato. Durante la mattinata si presentarono all’ingresso della grotta numerosi poveri e pure questi furono rifocillati. Vidi poi una quantità di medicanti sporchi e luridi che giunsero alla grotta at­traverso la valle dei pastori. Sembrava che si dirigessero ad una festa che aveva luogo a Gerusalemme. I mendicanti dopo aver ricevuto da Giuseppe molti doni e il desinare posero molte domande indiscrete inoltre bestemmiarono ed oltraggiarono tutti. Non so chi fossero costoro ma mi fecero un’impressione assai triste. La notte seguente il Santo Bambino fu molto inquieto lo vidi piangere assai per il dolore. La Santa Vergine e Giuseppe se lo scambiavano tra le braccia e lo confortavano. La donna che aveva avvolto Gesù nei pannolini ritornò per rinnovare le fasciature.

71 – Elisabetta giunge alla grotta. Visioni di lunedì 3 dicembre.
Seduta sopra un asino condotto da un vecchio servo vidi Elisabetta dirigersi verso il presepe. Era partita da Juta. Giuseppe l’accolse con gran cortesia e immensa fu la gioia delle due donne nel ritrovarsi. Piangendo di commozione la sposa di Zaccaria strin­se al seno il bambino Gesù. Fu preparato per lei il giaciglio vici­no al luogo dove era nato il Salvatore. La culla dove dormiva adesso Gesù veniva posta spesso su un alto piedistallo simile a quei cavalletti che si usano per segare la legna. Da qui il bambino Gesù era contemplato dai più intimi che poi Lo accarezzavano e pregavano. Vidi anche quando Maria era stata in una culla tenuta in simile modo.
Martedì 4 dicembre.
Ieri sera ed oggi ho visto le due sante donne assorte per molto tempo in adorazione dinanzi al Santo Bambino. Esse parlavano spesso di quell’Evento meraviglioso. Io mi sentivo con loro ed ascoltavo con vera gioia quanto dicevano. Maria narrò ad Elisabetta tutto ciò che le era accaduto e quando le spiegò le difficoltà che aveva trovato nella ricerca di un ricovero per la notte a Betlem­me Elisabetta pianse amaramente sulla durezza degli uomini. Poi le raccontò molte cose che si riferivano alla santa Nascita di Gesù e di alcune circostanze come del momento dell’Annun­ciazione quando aveva la sensazione che il cuore le scoppiasse nel petto e si sentiva invadere da un’inesprimibile voluttà. La Beata Vergine confessò ad Elisabetta che in quel momento si senti portar via dagli Angeli nelle regioni Celesti e contempo­raneamente fu totalmente cosciente della propria nullità. Le mani­festò inoltre il vivo desiderio della salvezza che provò quando vide apparire la figura del proprio Fanciullo avvolta dalla luce dello Spirito Divino. Allora Elisabetta le disse: “Tu fosti graziata nel tuo parto più delle altre donne; anche il parto di Giovanni sebbene non dolo­roso fu diverso del tuo”. Anche oggi ho visto ancora molti di quegli orribili ceffi ero­diani; essi sono passati dinanzi alla porta e hanno chiesto doni poi li ho sentiti insultare e bestemmiare. Giuseppe ha rifiutato loro qualsiasi cosa. Numerosi personaggi di posizione elevata erano partiti da Bet­lemme affollandosi verso sera intorno alla grotta; siccome Maria non voleva farsi vedere da loro corse a nascondersi nella grotta laterale a quella del presepio. Vidi la Santa Vergine uscire col Bambino e recarsi nell’altra ca­verna. Giuseppe vi aveva fatto degli accorgimenti l’ingresso era as­sai più angusto: quattordici gradini immettevano in un piccolo antro poi si accedeva in un locale più grande di quello del pre­sepio. Maria Santissima entrò in questa caverna e adagiò il bambino Gesù in una specie di conca scavata nel terreno. Alcune volte il Fanciullo era nudo tranne una fascia attorno al corpo altre volte lo vidi fasciato interamente. Spesso giungeva anche la nutrice; Maria divideva i doni con lei che a sua volta li distribuiva ai poveri di Betlemme.

72 – I Magi si mettono in viaggio verso Betlemme
Visioni comunicate dalla Veggente al pellegrino nell’anno 1821. La Veggente stabilì il giorno dell’Evento un mese prima della data ecclesiastica cioè il 25 novembre. In quel giorno stesso vide partire i Magi per la Giudea. Sempre secondo le sue contemplazioni Suor Cate­rina ritenne che il viaggio dei tre Re fosse durato circa un mese diver­samente dalla tradizione ufficiale dei tredici giorni che intercorrono tra il Natale e l’Epifania.
Mentre costruivo il piccolo presepio nel convento vidi i Santi Re dirigersi verso Betlemme seguendo la stella.
Visioni del 25 novembre.
Nella notte della vigilia del santo Natale mentre tutto era già pronto per il lungo viaggio due Magi scrutavano ancora gli ster­minati campi del cielo stellato. Erano sulla torre piramidale e guar­davano attraverso lunghi cannocchiali la stella di Giacobbe che aveva una coda. Questa era apparsa ai loro occhi quasi divisa in due parti in entrambe si scorgeva la figura di una grande Vergi­ne luminosa dinanzi alla quale aleggiava un Bambino raggiante di luce. Dal fianco destro del Fanciullo usciva un ramo sul quale a guisa di fiore si trovava una torre dalle molteplici entrate. Vidi che la torre a poco a poco si trasformava in una città. Era la Gerusalemme celeste! Appena comparso questo simbolo i due Magi partirono senza indugi. Theodeko il terzo Re che abitava a circa due giorni di viaggio più ad oriente appena vide il simbolo partì in tutta fretta per raggiungere le carovane degli altri Magi.
26 novembre.
Colta da un’estasi profonda mi addormentai e mi trovai nel­la grotta vicino alla Madonna la quale una volta mi aveva con­cesso di tenere tra le braccia il Pargoletto che stringeva al suo cuore. Era notte quando giunsi da Lei: Giuseppe aveva appoggiato il capo sul braccio destro e dormiva; egli era nella piccola stanza accomodata a destra presso l’entrata. Maria era desta e sedeva al solito posto vicino al presepio tenendo il Bambino stretto al seno e sotto il velo. Durante il giorno parte del suo giaciglio arrotolato in forma di grande guanciale le serviva per sedersi. La pregai ardentemen­te in ginocchio di concedermi un po’ il Bambino fra le braccia. Nonostante sapesse come era forte il mio desiderio continuando a contemplare il Santo Fanciullo non volle darmelo forse perché stava allattandolo. Io al suo posto avrei fatto altrettanto. Mi sovviene allora che i tre Magi animati dal loro sentimento devozionale erano in marcia per raggiungere la Vergine e il San­to Bambino. Nei cuori dei tre devoti Re il desiderio salvifico in­tenso e puro era stato alimentato dalla fiamma dell’attesa dei loro padri. Sentivo interiormente aumentare il desiderio ardente di trovarmi vicino a loro. Cosicchè finita la mia preghiera scivolai pian piano fuori dalla grotta con ogni cautela per non disturbare la Santa Famiglia; dopo un lunghissimo cammino raggiunsi la ca­rovana dei tre Santi Re. Fu in questo viaggio che vidi molte cose sui costumi e le abi­tudini di alcuni popoli nonché sui riti profani che essi tributavano agli idoli. Fui dapprima condotta verso mezzogiorno in un paese che non conoscevo e dove mai ero stata. Era sabbioso e sterile. Si ve­devano disseminati sulla collina dei piccoli villaggi composti da ca­panne di vimini dal tetto di giunchi abitate da poche famiglie. Non vidi molti alberi ma alcune grandi piante sotto le quali tenevano gli idoli. Mi sembrò che questa gente vivesse ancora in uno stato molto selvaggio perché si alimentava con la carne di uccelli rapaci. La loro carnagione era color rame i capelli giallo volpino la statura bassa ed erano quasi tutti grassi ma notai che erano agili e attivi. Non ho visto che avessero con loro animali domestici o greggi. Il loro dorso era nudo e le donne avevano il petto coperto da una fascia dai diversi colori. Strisce gialle e verdi erano cucite e ricamate sulla parte anteriore della veste la quale aveva nel mez­zo una fila di bottoni e terminava a punta sulle spalle. Il ricamo era assai grossolano simile a quello degli antichi paramenti sacerdotali. Costoro fabbricavano con i germogli di un piccolo albero tappeti rudimentali che poi vendevano in città. Vidi i loro idoli collocati sotto gli alberi. Questi avevano la testa di un bue dalle lunghe corna la bocca era aperta il corpo traforato da immensi buchi ed inferiormente in una larga apertura ardeva il fuoco che serviva ad abbrustolire le vittime dei sacrifici. Vidi anche idoli più piccoli alcuni a forma di uccelli e di draghi un cane a tre teste ed un lungo serpente avvolto nelle pro­prie spire. All’inizio del viaggio mi parve di avere alla destra un grande fiume dal quale mi allontanavo sempre più. Abbandonato questo paese di selvaggi la via che percorrevo nello spirito conduceva sempre più verso l’alto finché ascesi un monte di bianchissima sabbia ricoperto di mucchi di pietruzze nere che sembravano cocci di vasi e di tazze. In questo luogo la mia attenzione fu attirata da alcuni alberi dal tronco coperto di foglie di enorme grandezza e dalla forma piramidale. Ho veduto pure altri alberi con le foglie lisce a forma di cuore. Giunsi quindi in un paese con pascoli di enorme estensione; vidi in questa terra alcune colline dove pascevano greggi innume­revoli. Sembrava che ci fosse gran cura delle viti essendo queste ben disposte su regolari terrapieni e circondate da siepi intrecciate. I proprietari abitavano in capanne dal tetto liscio e dalle por­te di vimini. Le capanne erano rivestite di stoffa di lana bianca simile a quella che avevo visto intessere dal popolo selvaggio. L’accampamento era disseminato sul vasto pianoro interrotto da estese boscaglie e da bassi boschetti le tende erano poste in cir­colo intorno ad una di maggiori dimensioni. Gli armenti erano di genere diverso. Vidi pecore ricoperte da fiocchi di lana bitorti e con lunghissime code; animali con le corna che parevano capretti ed erano grassi come agnelli e altri quadrupedi simili ai cavalli del­la steppa. Vidi cammelli ed elefanti anche bianchi rinchiusi entro uno steccato rudimentale; erano addomesticati e venivano adoperati solamente per gli usi domestici. Ebbi la percezione che quei greggi gli animali ed i campi ap­partenessero tutti ad uno dei Magi partiti per Betlemme. Alcuni pastori indossavano giubboni lunghi fino alle ginocchia. Suppongo che durante l’assenza del loro sovrano alcuni so­vrintendenti avessero l’incarico di controllare e contare i capi. Infatti vidi giungere sul luogo delle persone vestite in modo distinto avvolte in lunghi mantelli le quali esaminavano tutto ed ascoltavano il rapporto dei singoli pastori. I sovrintendenti entra­vano nella tenda più grande e scrivevano le loro osservazioni sul­le tavolette. I branchi e le greggi si contavano e si controllavano pure vicino alla tenda principale. Arrivai nella notte sui pascoli dei Magi; regnava un profondo silenzio su quelle pianure. Vidi molti pastori che dormivano sotto le tende mentre altri si muovevano cautamente fra le bestie son­nolenti che giacevano vicine sulla prateria. Vidi i pastori contemplare il cielo notturno disseminato di astri luminosi mentre le miti pecorelle distese al suolo con lo sguardo obbediente seguivano i movimenti di costoro che le guidavano. Fui pervasa di commozione a quella scena riportando alla mente il Buon Pastore il quale non riposò fino a quando non ebbe ritrovato la pecorella smarrita e l’ebbe ricondotta all’ovile. Il Padre Celeste e misericordioso aveva inviato il suo Unige­nito affinché si incarnasse per riportare all’ovile le pecorelle tra­viate assumendosi quale Agnello di Dio le colpe di tutta l’uma­nità. I Re di questi pastori erano partiti la notte antecedente illu­minati dalla stella prodigiosa. Le lunghe zampe dei cammelli rompevano il profondo silenzio della notte del deserto. La carovana attraversando con passo celere l’accampamento si arrestò vicino alla tenda principale. I cammelli del campo risvegliati al rumore improvviso si alzarono rivolgendo il lungo collo; udii anche il belare delle pecore e degli agnelli ridestati. Scesi dalle loro cavalcature alcuni dei frettolosi arrivati scos­sero dal sonno i pastori che riposavano sotto le tende. Frattanto i più vicini fra i guardiani notturni erano accorsi alla tenda principa­le. Dopo poco tempo tutto il campo fu sveglio: vidi numerose per­sone che ancora sonnolenti si strinsero intorno ai sopraggiunti e discorrevano con loro accennando alle stelle. I nuovi arrivati parla­vano di una certa costellazione o apparizione che era comparsa in cielo e che era già sparita. Questi uomini facevano parte della carovana di Theodeko che giungeva da quel paese lontano. I viag­giatori chiesero ai pastori quale tratto di strada potevano aver già percorso Mensor e Sair. Theodeko infine dopo aver preso alcune informazioni decise di dirigersi ad un punto dove i tre erano soliti incontrarsi nelle occasioni particolari.

73 – Altre visioni sui tre Magi – Il viaggio prosegue
Nella notte tra il 27 e il 28 novembre mentre spuntava l’auro­ra Theodeko ed il suo seguito raggiunsero Mensor e Sair in una città antica in rovina. Vidi numerose alte colonne disposte in fila. Le porte sotto le torri quadrangolari erano per metà diroccate e dappertutto erano disseminate delle belle statue che non mostra­vano le posizioni goffe dello stile egiziano bensì erano fatte bene con un certo atteggiamento molto espressivo. il terreno era sabbioso e ricoperto da mucchi di sassi. In mezzo alle rovine vidi in ag­guato accovacciate certe persone che mi parvero ladri ben adde­strati alla rapina. Indossavano solo una pelle di animale intorno al corpo ed avevano in mano degli stocchi. Erano di color bruno di bassa statura muscolosi e assai agili. Vidi le tre carovane dei Magi congiungersi al centro della cit­tà. Allo spuntar del giorno abbandonarono questo luogo e prose­guirono frettolosi il viaggio. Molti poveri di questa zona che era­no stati allietati dalla generosità dei tre sovrani si aggregarono alle carovane. Dopo una mezza giornata di viaggio i Magi pensarono di riposare per un giorno intero. In questa città piena di rovine poco dopo la morte di Cristo l’apostolo Giovanni mandò Saturninoe Jonadab (il fratellastro di Pietro) a predicarvi il Vangelo. Theodeko aveva una carnagione di un bel color giallo; lo ri­cordo ammalato nella sua tenda quando trentadue anni dopo Gesù andò a visitare i tre Magi. Ogni Re era seguito da quattro parenti. Vidi anche persone d’alto rango accompagnate a loro volta da servi e cammelli. Fra i numerosi giovani del seguito ricoperti solo da una fascia ai fian­chi vedo Eleazaro del quale posseggo una reliquia. Egli subirà il martirio.
Quando Anna Caterina fu interrogata dal suo confessore sui nomi dei Santi Re così rispose:
“Mensor quello dai colore bruno dopo la morte di Cristo fu battezzato da San Tommaso con il nome di Leandro; Theodeko dal colore giallo e di età avanzata accolse dallo stesso San Tommaso il nome di Leone. il moro che quando giunse Gesù era già mor­to si chiamava Seir ovvero Sair”.
Il confessore allora le domandò: – E quest’ultimo come fu chiamato all’atto del battesimo? –
Egli era già morto e non ebbe altro battesimo che quello dell’intenzione”.
Allora il confessore soggiunse: – Questi nomi non li ho mai sen­titi da quando sono al mondo ho sempre saputo che si chiamavano “Gaspare Melchiorre e Baldassare”.- Suor Emmerick così gli rispose:
“Si sono chiamati così perché questi sono nomi simbolici che corrispondono ed esprimono precisamente il loro carattere: il pri­mo è “amorevole”; il secondo: “si aggira dolcemente intorno”; il terzo significa: “pronto con la volontà ad aderire a quella di Dio”.
La Veggente pronunciò queste parole con grande allegria accom­pagnando l’espressione di ciascun nome col gesto e stendendo la mano fuori dal letto.
Visioni del 28 novembre.
Dopo una mezza giornata di cammino dalla città delle statue i tre Magi e le loro carovane entrarono in un paese molto più fer­tile. Io mi sentii unita alle loro carovane. Vidi che in questo pae­se le abitazioni dei pastori erano numerose e disseminate fatte di pietre bianche e nere. La carovana andava accostandosi ad un poz­zo della pianura vicino al quale si trovavano numerose capanne assai vaste e aperte da un lato. Tre di queste erano disposte al cen­tro di tutte le altre; mi parve che fosse un luogo destinato alla sosta delle carovane. Ognuna delle tre carovane dei Magi era presieduta da cinque persone compreso il sovrano il quale aveva cura di ogni cosa pre­siedeva alle riunioni ed impartiva gli ordini. I componenti di ogni tribù al seguito dei Magi avevano un colore di carnagione diver­so dalle altre come erano diversi pure nel vestito. Tutti portavano sandali molto aperti i piedi nudi erano sormontati da cordicelle sottilissime che li mantenevano legati alle suole. Persone di alto rango sedevano comode sul carico degli animali e impugnavano un bastone per distinguersi. Portavano alla cintola sciabole coltelli e borse. Costoro erano seguiti da bestie grandi quasi come cavalli ca­valcate da servi e schiavi che stavano seduti sul carico degli ani­mali stessi. Le carovane si fermarono intorno ad una vasca chiusa da un coperchio che fu aperta da un uomo che aveva accompagnato la carovana fin dalla città diroccata; così dietro il pagamento di un’imposta le bestie poterono abbeverarsi. Poi tolsero dai somari delle ceste contenenti le provviste e da quelle mangiarono men­tre dei vasi di pietra furono riempiti di foraggio e posti davanti agli animali. Quella gente aveva trasportato molte provviste anche per le proprie cavalcature. Vidi moltissimi pani ben conservati in scatole di cuoio vasellami preziosissimi di un metallo giallognolo e tempestati di gemme calici preziosi di cui si servivano per bere. Gli orli dei vasi erano muniti di pietre preziose di color ros­so. Dopo che le bestie furono sazie e dissetate si accesero i fuo­chi. Vidi formare al centro del campo una grande pira di legna­me dove furono arrostiti numerosi uccelli. I tre sovrani e gli an­ziani distribuivano il cibo perfino ai loro servi e agli schiavi seduti un po’ in disparte. Mi sento commossa nel vedere l’amabile e infinita generosità dei Santi Re! Li vedo dividere i pasti con i poveri accorsi da ogni parte. E come si fa con i fanciulli porgono perfino alle loro lab­bra i vasi aurei per dissetarli.



ECONOMIA e FINANZA, IN EVIDENZA, POLITICA, VERSO LA BANCAROTTA

[558/20dic] 20 dicembre, #Datagate: #Ue, rivelazioni inaccettabili #BRUXELLES, Le nuove rivelazioni sullo spionaggio #Nsa, contro, il responsabile Ue per la concorrenza #Joaquin #Almunia "sono inaccettabili e meritano la più forte condanna". Lo dichiara la portavoce della #Commissione, #Pia #Ahrenkilde, precisando che "solleveremo la questione con le autorità di #Stati #Uniti e #Gran #Bretagna". Questo non è il tipo di comportamento che ci aspettiamo dai nostri partner strategici, per non parlare di un nostro stato membro", ha aggiunto #Ahrenkilde. [ma, satanisti massoni e traditori si ribllano e dicono: ] #NEW #YORK, Le rivelazioni della talpa, l'eroe del #Datagate, #Edward #Snowden, ha affermato il traditore, presidente #Barack #Obama, "hanno danneggiato il satanismo predatoio degli #Usa", e "hanno danneggiato il modo ( #criminale) con cui raccogliamo #intelligence". Hanno danneggiato la #diplomazia, di delinquenti, #Usa, ha aggiunto, affermando che, si tratta di un danno, che,non era "necessario". Perché è giusto, stritolare le vittime! [] ma, anche questo è un teatrino meschino di satanisti, massoni europei, infatti nessuna ambasciata, di Illuminati, #farisei, #USA, #GB, di complici #Aliens #Abductions #agenda, verrà chiusa! e questo è il motivo per cui a fine 2014, voi subirete la guerra mondiale nucleare!

[559/20dic] #JHWH, contro, di me, #Unius #REI, loro non hanno scuse, perché, in questi 6anni, io ho sempre scritto, quello che, io penso! ed essendo la mia parola regale e divina, la mia parola è legge, tutti possono impugnare un qualsiasi articolo scritto da me contro di me! Quindi, le mie parole sono la più potente protezione per la garanzia, di chiunque, su questo pianeta. tuttavia, loro sono stati ostinati, infatti, le ambasciate, di: 1. #Usa, 2. #Gb, 3. #Fmi, 4. #Banca Mondiale, [ sostanzialmente, tutte le #Spa, associazioni segrete, devono essere abolite ] non sono state chiuse, ancora! Quindi, il loro sangue, ricada su di loro, perché, #Israele non può sopravvivere 5 ore, ad una pioggia di 10.000 #missili #alati, ad altra precisione, che la #lega #Araba ha preparato contro di lui.

[560/20dic] #Benjamin #Netanyahu, tu hai visto l'orario? questa mattina, non mi volevo alzare dal letto! io sono costretto a trasformare, questi giorni di Natale, in giorni di terrore, per tutti! Perché, io sono sono stato costituito da, Signore Creatore, Onnipotente, #JHWH, come, il Re di Israele, il Re del Genere umano, Unius REI, e tu lo sai, io non ho, un personale interesse, in tutto questo, ma, la mia giurisdizione universale, di #Unius #REI, rimarrà, comunque, per i prossimi 50 anni, su questo pianeta, perché, è indispensabile, che, le 12 Tribù di #Israele, siano riunite, nel #deserto #saudita! ecco perché, è scritto, che, anche, per la #pazienza #divina, c'è un limite!

[561/20dic] #Benjamin #Netanyahu, perché, se si ammazzano gli #sciiti in #Iraq, la colpa è sempre tua? e Perché, di tutti i crimini, che, la #Arabia #Saudita, commette, contro, le #Nazioni #Arabe, e contro il mondo, non viene mai condannata, in modo adeguato? Infatti, tutti i Paesi della #Lega #ARABA, e dico, Proprio tutti, hanno missili a lunga gittata, dotati di una #sofisticata #tecnologia di #precisione, quindi, per questi #islamici, sono sufficienti poche ore, per carbonizzare #Israele, e noi, non possiamo proprio dire, che, i #farisei, #anglo-ameicani, #Spa, #Fmi, non sanno niente, di tutto questo, visto che, lo #Onu, protegge, i #nazisi #Islamici, di cui è disinvoltamente composto. Se, non hai il fegato per spingere il bottone? vengo io, oggi stesso! [ questo teatrino mortale, allo interno della #Lega #Araba, non ha mai fermato lo #espansionismo #islamico, perché, una sola è la #Mecca, il luogo abominevole della #idolatria #nazista] quindi, tu hai poco tempo per reagire!

[565/21dic] 21 dicembre, #Nucleare: Iran, Bonino Emma Bildenberg, Agenda Illuminati, Spa, #Fmi, #Nwo, per sollevare, la nuova era di satana: dice: "ora niente errori" perché, la agenda dei suoi #farisei, #Illuminati, #anglo-americani, dopo 1000 anni di complotti, è vicina a compiersi, contro, la Speranza di Israele, Illuminati non deve fallire!  #TEHERAN, Il successo dell'accordo sul #nucleare #iraniano, "dipenderà da loro, ma, anche da noi" (perché, poni un contratto, con un contraente sleale? Perché, anche tu, tu sei una satanista occulta, del sistema Massonico Bildenberg? Un parassita che ha rubato la sovranità monetaria, principio, Costituzionalmente invilabile! loro sono nazisti, assassini, tutte le 50 Nazioni, della Lega Araba, non erano prima, 50 Nazioni Cristiane? tu stai legittimando, tutti i loro genocidi, e la distruzione, di tutti i cristiani, di Africa e Medio Oriente! ). Lo ha detto il ministro degli #Esteri #Emma #Bonino, che è, arrivata a #Teheran, per una visita, di due giorni (come ambasciatrice di #Rothschild, #Fmi, #Banca #mondiale, per fare del male, ad #Israele, e a tutto il #Genere #umano). "Non bisogna fare errori tattici, di nervosismo eccessivo. è, un momento fragile, bisogna tenere, i nervi a posto, chi ha la consapevolezza (cioè, #Unius #REI), lui ha il dovere di essere, più disciplinato degli altri" (perché, Israele deve essere immolato, sull'altare di satana, new shoah). [ed è questo, il mio problema, io ho questa consapevolezza! [1°] qui, unico caso al mondo, i cristiani stanno lottando, per sopravvivere? #Centrafrica, almeno 29 morti, #Msf, una quarantina i feriti, tutti ricoverati, 20 dicembre, #BANGUI, I nuovi scontri #interreligiosi, scoppiati a #Bangui, nella #Repubblica #Centrafricana ieri sera, e proseguiti, anche oggi, hanno fatto almeno 29 morti. Lo ha reso noto un responsabile della Croce Rossa locale. Negli scontri, si contano, anche, una quarantina di feriti, ricoverati nell'ospedale di #Bangui, secondo #Medici #senza #frontiere ( #Msf).  [ ed è questo, il mio problema, io ho la consapevolezza! [2°] #Siria opposizione, sempre più soggetta, alle infiltrazioni, di #al-Qaeda, ma, nessuno, lo ammette esplicitamente, e qualcuno, come, il #principe #saudita, ventiduesimo figlio del fondatore del #Regno, ha scritto, recentemente, su un giornale americano (senza pudore, di essere il finanziatore, della #galassia #jihadista nel mondo), che, il suo Paese, se necessario, farà da se, anche, se, la sua politica, sarà radicalmente diversa, da quella degli #Stati #Uniti. Ma, tutti sanno, che, da un guerra come questa uscirà vincitore, soltanto, quello che sarà riuscito ad annientare, spietatamente (che è: il genocidio, che, stanno facendo, contro, i cristiani, in tutto il #Medio #Oriente), tutti i suoi nemici [Corriere della Sera, sabato 21 Dicembre, 2013, Anno 138. N.302] Questi, amici di #Emma #Bildenberg #Bonino, sono #maniaci #religiosi, con, il genocidio sistematico! Cosa lei sta dicendo, in #Iran, circa, la libertà di religione? Lei che vuole distruggere la civiltà #EBRAICO-cristiana, perché è una #RADICALE #anticristo, che cosa importa  a lei dei #martiri #cristiani?

[563/21dic] 666 Nsa, Bush, Fmi, Nwo, se, voi disturbate il mio computer, ancora? io vi faccio partecipare, a 4 funerali, in 4 mesi! se, c'è un Dio nel cielo? noi siamo dei vermi sulla terra! tu non lo dimenticare mai! e porta via, tutti i tuoi satanisti cannibali, da google e youtube, immediatamente!

[564/21dic] 666 NSA, Bush, IMF, Nwo, if you disturbe, my computer, again? I will do participate you, to, 4 funerals, in 4 months! if, there is a God, JHWH, in heaven? we are the worms on earth! You do not ever forget that!, and taketh away, all your Satanist cannibals, from google and youtube, immediately!

[ 566/21dic ] December 21, #Nuclear: Iran, Emma Bonino Bildenberg, Illuminati Agenda, Spa, #IMF, #Nwo, to lift, the new age of Satan says, " Now no errors " because the agenda of its #Pharisees, #Illuminati #Anglo-Americans, after 1000 years of conspiracies, is close to pass against the Hope, kill  Israel! the #, must not fail! #TEHRAN, The success of the #Nuclear #Iran " will depend on them, but also to us" (why, ask a contract with a contractor unfair Why, you too, you're a #Satanist #occult #system #Masonic #Bildenberg? A parasite that has stolen the monetary sovereignty, principle, constitutionally inviolable! they are Nazis, murderers, all 50 Nations, the #Arab #League, they were not before, 50 Christian Nations? legitimizing you're, all of their genocide, and the destruction of all the Christians of Africa and the Middle East!). This was stated by Minister of Foreign Affairs #Emma #Bonino, who is arrived at #Tehran, for a visit of two days (as an ambassador of #Rothschild #IMF, #World Bank, to hurt, to #Israel, and to all the ##Genre human). "We must not make tactical errors, excessive nervousness. Has a fragile time, keep the nerves in place, those who have the knowledge (ie, ##Unius REI), he has a duty to be more disciplined than others" (because, Israel must be sacrificed on the altar of Satan, new shoah ). [ and it is this, my problem, I have this awareness! [ 1 ] Here, the only case in the world, Christians are struggling to survive? #Central Africa, at least 29 dead, #MSF, forty wounded, hospitalized, December 20th, #BANGUI, New #interreligious clashes, broke out, in #Bangui in #Central #African #Republic #last night, and, continued, even today, have made at least 29 dead. This was announced by an official of the local Red Cross. In the clashes, there are, also, about forty wounded, hospitalized in Bangui #according to Doctors without Borders ( #MSF ). [ And it is this, my problem, I have the knowledge! [2nd ] #Syria opposition, increasingly subject, infiltration, #al-Qaeda, but nobody admits it explicitly, and someone, like, the #Saudi prince, son of the founder of the twenty-second #United, wrote recently, in an American newspaper ( without shame, to be the lender of the galaxy #jihadist in the world), that his country, if necessary, will act as if it, too, if his policy, will be radically different, from, that, of the #United #States. But, everyone knows that, a war like this will come out the winner, only, what will be able to destroy, mercilessly ( that is: genocide, that they are doing against the Christians, in all #Middle #East ), all his enemies [ Corriere della Sera, Saturday, December 21, 2013, Year 138. Ranked #302 ] These, friends #Bildenberg #Emma Bonino, are #religious maniacs, with the systematic genocide ! What she is saying, in #Iran, about, the freedom of religion? You want to destroy civilization #HEBREW-Christian, because it is a RADICAL #antichrist, what does it matter to her martyrs of #Christians?
[I am Unius REI, and King of Israel] Per liberare le piccole spose forzate, dai mostri mulmani, del satanista Maometto Pedofilo! Con l'Islam Coranico Fondamentalista, presto verrà la resa dei conti, ed è un vero peccato, che, saranno i satanisti americani farisei, a guidare il gioco mortale, perché, loro il sistema #massonico #Bildenberg, 666 Fmi, Nwo, hanno distrutto la civiltà ebraico-cristiana in modo irrimediabile, ed irreparabile!

[567/21dic] [I am Unius REI, and King of Israel] For free small brides forced by monsters muslims, the Satanists sons of Mohammed Pedophile! With the Qur'anic Fundamentalist Islam, soon will come the day of reckoning, and it is a shame that Americans are the Satanists Pharisees to drive the deadly game, because their system # Masonic #Bildenberg, #666 #IMF, #Nwo, have destroyed civilization #Jewish-Christian, irreversibly, and, with irreparable damage! the only logic of the Arab League is to: "If you will not kill me? then, I'll kill you!" Emma Bonino, you chose to become a spit of Satan! ]  [ l'unica logica della Lega Araba è quella di: "se tu non mi ucciderai? poi, io ti ucciderò!" Emma Bonino, tu hai scelto di diventare lo sputo di satana! ] questa è la verità, tu sei andata in Iran per sterminare il popolo iraniano a nome di Rothschild, perché amare i musulmani significa punirli, e non incoraggiarli nella loro schifrenia religiosa. [That is the truth, you went to Iran to exterminate the people of Iran, on behalf of Rothschild, because, if, you love the Muslims, also, love means to punish them, and do not encourage them in their maniac crazy religious]

[568/21dic] #Emma #Bonino #Bildenberg, what, you have learned to do well, it is with the jar #sucker, #sucking, #fetuses, from inside the #uterus's #womens, you're a #serial #killer for me, you 're to do the hurting, against, all mankind, that number, is your basement apartment in #Norway, what #Rothschild has given to you, for live #nuclear #worldwide?  You are perfect as a #teacher, of #girls #Satanic, #international #institutional #Nsa, #Cia, #cannibal! Tu sei perfetta come maestra, delle ragazze sataniste! [] #Emma #Bonino #Bildenberg, quello, che, tu hai imparato a fare bene, è con il #barattolo #ventosa, di succhiare, i #feti, da dentro, #utero delle donne, tu sei una #assassina #seriale per me, tu stai facendo del male, a tutto il genere umano, che, numero è il tuo appartamento sotterraneo, in #Norvegia, quello che Rothschild ha dato a te?

[569/21dic] #Arab #League, #Iran, #Saudi #Arabia, to me, do not care, about your #nuclear #bombs, you can put them, all in the ass! but, if you do not give up, #Sharia quickly, I will kill you all, like dogs! [] #Lega Araba, #Iran, #Arabia #Saudita, a me, non importa niente delle vostre #bombe #nucleari, ve le potete mettere tutte nel culo! ma, se voi non rinunciate alla #Sharia, vi farò morire tutti come cani!

[570/21dic] nessuno può dividere, la #Palestina, perché, lei è indivisibile, è come se, due figli cattivi, vogliono dividersi la madre, ma, così facendo, la tagliano in due, e la uccidono! Tutti quelli, che, propongono dei confini, è perché, hanno il genocidio nel cuore, infatti, loro sanno bene, che, i confini in #Palestina, non sono destinati a durare. Quindi, #Stato di #Israele, e, #Sharia #Lega #Araba, sono una minaccia insormontabile, per il Genere umano, ma, io posso uccidere entrambi! Poiché, unica è la madre, unico è il Padre: #Abramo, ed i fratelli si devono perdonaren ed amare, finalmente! In questo modo, tutti gli ebrei, del mondo, che, non vorranno ritornare, nelle 12 Tribù, di #Israele, presso, il Signore loro Dio, #JHWH, al vero #Monte #Sinai, che, è il #Arabia #Saudita, dichiareranno da soli, di essere i satanisti, una minaccia per il genere umano, quindi, è necessario, che siano uccisi! ] 21 dicembre, #Mo: Lega Araba boccia piano #Usa, #IL #CAIRO, In una riunione straordinaria chiesta dal #presidente #palestinese #Abu #Mazen, la Lega Araba ha respinto il piano proposto dagli #Usa per garantire la sicurezza #Israele in caso di accordo di pace: piano che, prevede lo schieramento per 10 anni di #soldati #israeliani nella valle del #Giordano, sui confini del futuro stato di #Palestina. #Abu #Mazen appare pronto ad accettare, in quell'area al massimo militari #statunitensi, non a sancire una presenza #israeliana. E la #Lega #Araba lo sostiene. [ma, se, non siete in accordo con me, dovrete essere in accordo, con la #guerra #mondiale #nucleare, ma, di questo io sono sicuro, nessuno di voi, che, mi legge, sopravviverà!]

[ 571/21dic ] no one can divide the #Palestine, because, she is indivisible, it's like two naughty children, they want to divide the mother, but in doing so, cut her, in half, and kill! All those who, propose the borders, it is because they have the genocide in the heart, in fact, they know well that the boundaries in #Palestine, are not intended to last. So, #State #Israel, and #Sharia #Arab League, are an insurmountable threat to the human genre, but, I can kill you both! Because, it is only the mother, only the Father #Abraham, and the brothers must forgive, and love, finally! In this way, all the Jews of the world, who will not want to return, in the 12 Tribes of Israel, at the Lord their God, #YHWH, true #Mount Sinai, which is the #Saudi #Arabia, declare yourself, to be #Satanists, a threat to the human race, then, is necessary, they are killed!] December 21, #Mo: #Arab #League rejects #U.S. #plan, #CAIRO, In a special meeting requested, by the President #Palestinian #Abu #Mazen, the #Arab #League rejected the plan proposed by #Usa, to ensure the safety Israel, in the event, of a peace agreement: plan that provides, for the deployment, of 10 years of #Israeli #soldiers, in the valley of the #Jordan, on the borders, of the future state of Palestine. #Abu #Mazen appears ready to accept, in that, the maximum #U.S. #military, not to establish, a presence #Israel. And, the #Arab #League supports it. [ but, if you do not agree with me, you'll be in accord, with, the world #nuclear war, but, of this, I am sure none, of you who read me, will can survive! ]

[572/21dic] Saudi Arabia, io ti conosco, conosco la tua fede, e essa mi piace! Anche il tuo amore è dolce! il profeta ripete le cose, che, lui ha sentito, e questo, non è il mio caso, perché, io sono un Governatore, che, la fede ha mandato dal Regno del Dio di Abramo, sulla terra. Quindi, completamente, al contrario del profeta, è il Regno di Dio, che, è impegnato, a fare quello, che, io voglio. quindi, 1. non c'è nulla, che, è impossibile per me! 2. noi ci possiamo amare, veramente, tra, di noi, e con tutti. Io sono la vivente legge naturale: il Decalogo, la vivente fratellanza universale, e questa, non è una utopia difficile, perché, essa è presente nel cuore di ogni uomo, che lui non sia un fariseo assassino di pervertito massone.

[573/21dic] Saudi Arabia, I know you, I know your faith, and I like it! Even your love is sweet! the prophet repeats things, which, he has felt, and, this is not my case, because, I am a Governor, that the faith, has sent, from, the Kingdom of God, of, Abraham, on earth. So, completely, unlike the prophet, is the Kingdom of God, which is committed to doing, all, that, I want. then, 1. there is nothing, that, is impossible for me! 2. we can love, really, between, us, and, with everyone. I am the living natural law: the Ten Commandments, the living universal brotherhood, and, this is not a utopia difficult, because, it is present, in every human heart, if, he is not a Pharisee murderess of pervert Mason.

[574/21dic] my #Saudi #Arabia, ogni anno, 20.000 persone, innocenti, spariscono, inghiottiti, dal satanismo del #Messico (tutte vittime di #narcotraficanti, e #satanisti americani, #Usa, #Fmi, #farisei, #talmud), sono quasi tutti, poveri, della #America #Latina che, loro cercano, il lavoro in #Usa. ma, vengono catturati, e, in parte: 1. i loro organi sono venduti, in parte: 2. finiscono sullo #altare di satana, in parte, 3. diventano degli #schiavi! ma, Senza la perversione istituzionale, di #Bush #Kerry, #Obama, il #satanismo #istituzionale, 322, "teschio con le ossa" degli #USA? questo #satanismo non sarebbe mai potuto succedere! ed, io credo, che, per questi innocenti, 20.000, vittime, del #Messico?, il genere umano, tutto, non merita più, di sopravvivere! Tu non puoi pensare, di essere di Dio, e poi, come mio cognato dire: "non mi importa niente, degli altri!", perché, uno solo è Dio, che, ha fatto tutti, per finire di credere, come un #fariseo, che, il dio demonio, ha fatto, anche, gli #schiavi per la nostra felicità!

[575/21dic] my #Saudi Arabia, every year, 20,000 people, innocent people, they disappear, swallowed up, from the satanism of, #Mexico ( all victims of #drug #traffickers, and #Satanists Americans, #U.S., #IMF, #Pharisees #Talmud ), are almost all poor, #Latin #America, that, they seek, in, #Usa the job. but, they are captured, and, in part: 1. their #organs are sold, in part: 2.