MODERNISMO ummah

tecnicamente, tra un mese, il genere umano potrebbe già essere estinto, scomparso definitivamente, da questo pianeta, ed io credo che, sia utile anche per le troie di satana: come la MERKEL, come anche per voi, di incominciare a dire la verità! poiché i MORTI NON HANNO PAURA di poter ESSERE UCCISI!
in realtà: i farisei massoni Cabalisti ENTITà SpA FMI NWO, loro con i loro filmini pornografici, hanno fatto un ottimo lavoro per la galassia sharia, terrorismo jihadista ummah MECCA CABA, perché, per un maniaco sessuale è buono avere 4 mogli che lavorano per te, e che te lo succhiano tutto il giorno: anche! poi, quando, Ummah MECCA CABA sharia, con 4 mogli, lui quella la bestia di Maometto ha fatto 40 figli, lui prende il mitra, fa lo sterminio, di un paio di famiglie di schiavi dhimmi cristiani, e così, Maometto ha sistemato il problema dei suoi figli: con la benedizione della sua Moschea Madrassa IMAM Obama GENDER Darwin.
con tutti i genocidi di MARTIRI CRISTIANI, che si stanno commettendo sotto i nostri occhi: TUTTI DELITTI SHARIA ONU IMPUNEMENTE, dubito che i Padroni ABUSIVI del Mondo, potrebbero validamente sconfessare le mie affermazioni. QUì C'è UNA NEGAZIONE ASSOLUTA DEL VALORE SACRO DELLA VITA UMANA CHE DIO HA CREATO A SUA IMMAGINE ED A SUA SOMIGLIANZA.
QUANDO SI è DATA AD UNA SPA, LO STATUS DI PERSONA GIURIDICA? IN QUEL MOMENTO VOI AVETE UCCISO SPIRITUALMENTE E GIURIDICAMENTE IL GENERE UMANO.
VOI potete vedere la grandezza del REGIMe MASSONICO, la forza e la potenza del NUOVO ORDINE MONDIALE, e giustamente ne siete terrorizzati, MA, VOI NON RIUSCITE A VEDERE LA MIA GRANDEZZA, DATO CHE IO STO CALPESTANDO IL NWO COME SI PUò CALPESTARE UN TOPO.. io vi farò mettere tutti a morte per alto tradimento!
quando, ai livelli di associazioni corporazioni, di uomini noi parliamo di "ENTITà"? noi stiamo indicando sempre qualcosa di demoniaco! Per VELTRONI Enlightened SPA SISTEMA MASSONICO: il Nuovo Ordine mondiale è la più grande ENTITà, poi abbiamo la ENTITà PALESTINESE, e poi, abbiamo la ENTITà SIONISTA!
come satanisti massoni farisei, anche gli islamici loro complici, non hanno una Patria, loro hanno la UMMAH che sta soffocando inesorabilmente, il genere umano!
poiché, 1. C'è UN SOLO CORANO, 2. c'è una sola UMMAH; e c'è 3. una sola sharia, e poi, 4. c'è una sola MECCA CABA: poi tutta la LEGA ARABA è una sola truffa ed un solo delitto! COME, allora, POTREBBE ESSERE REALE legale legittimo uno STATO dei PALESTINESI?
ISraele ] MA, DOVE LONTANO TU CREDI DI POTER ARRIVARE? tra la kabbalah esoterica, il talmud satanico: il sistema massonico SpA bancario, e la stella di Rothschild sulla bandiera? TU SEI GIà ALL'INFERNO!
CINA E RUSSIA ] la MECCA CABA è il luogo, attraverso cui, tutti i demoni dell'inferno, [ che, i sacerdoti di satana della Cia hanno invocato, attraverso bestemmie e sacrifici umani ] possono risalire dall'abisso per infestare il nostro pianeta!
CINA E RUSSIA ] è vero, la WW3, può distruggere ogni forma di vita, su questo pianeta e può durare 10 anni. EPPURE, la WW3 PUò DURARE UN ORA SOLTANTO! se, voi mi DISINTEGRATE LA MECCA CABA? poi, ANCHE OGNI TERRORISMO ISLAMICO FINIRà nel MONDO!
BUSH SALMAN ROTHSCHILD SATANA IRAN ] nessuno che è sano di mente, dovrebbe sottovalutare una sola parola detta da Unius REI, perché lo sanno tutti, la metafisica non può mentire, e la metafisiica non può fallire!
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il tradimento delle religioni ] [ AVERE UN RAPPORTO CON DIO? è FACILISSIMO BASTA SOLTANTO DESIDERARLO! DIO NON è BLOCCATO DAL TUO PECCATO, PERCHé, DIO SA CHE IL TUO PECCATO PUò ESSERE VINTO, SOLTANTO DAL TUO RAPORTO CON LUI! è IMPOSSIBILE: PER UNA qualsiasi religione di questo pianeta, di pensare alla sua relativizzazione, perché, uomini religiosi che, hanno raggiunto il potere religioso di controllo degli uomini, no! non lo vogliono più lasciare questo potere! QUINDI SI ASSOCIANO AL POTERE POLITICO, PER COMMETTERE MAGGIORI DELITTI, ED è IN QUESTO MODO, CHE ABELE ZOROBABELE E GESù DI BETLEMME, loro CONTINUANO A MORIRE MILIONI E MILIONI DI VOLTE! Perché il potere demonico religioso, sempre in conflitto con il potere demonico politico, possano trovare un punto di incontro, dove l'uomo, il profeta, la coscienza libera: può mette il crisi il sistema criminale! ] perché questa è l'unica verità della LEGGE NATURALE, il potere deve servire la felicità dell'uomo, e non si deve servire dell'uomo, facendolo diventare da soggetto un oggetto di sfruttamento, un oggetto strumentalizzato. [ QUINDI, IL DELITTO DI ALTO TRADIMENTO CONTRO IL REGNO DI DIO, CHE OGNI RELIGIONE PUò COMMETTERE, CONSISTE NELLO AFFERMARE: " tu assolvi a questi obblighi, rispetta questi riti, rispetta questi decreti, pribizioni, sacrifici, limitazioni e comandamenti e quindi, e così, che tu sarai salvato!" ma, in realtà questa è la più grande menzogna del diavolo: perché soltanto Dio JHWH può salvare gli uomini! ECCO PERCHé, IL VERO CRISTIANESIMO: PENTECOSTALE, NON POTREBBE MAI ESSERE UNA RELIGIONE, MA SOLTANTO UNA RELAZIONE INTIMA, CONFIDENTE, COLLABORATIVA CON DIO, NoN UNA RELAZIONE DAL CARATTERE ESOTERICO: OCCASIONALE EPISODICA, o soprannaturale, no! MA, QUESTA è UNA RELAZIONE DI TIPO umano e divino: una relazione CONTINUATIVa! QUINDI NOI NON DAREMO ALLA RELIGIONE, A QUALSIASI RELIGIONE UN VALORE MAGGIORE CHE SI DEVE DARE AD UN PEDAGOGO, CHE POI, ANCHE IO, UNIUS REI IO SONO UN PEDAGOGO! Gesù lo ha detto: "quando avrete fatto tutto il vostro dovere, poi dite: "SIAMO SERVI INUTILI, AbBIAMO FATTO SOLTANTO IL NOSTRO DOVERE!"
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farisei salafiti ] ok! [ io credo, che, tra, le molte possibilità, non si dovrebbe escludere l'ipotesi che, Gesù di Betlemme sia stato un ciarlatano e che, sua madre, la umile Maria di Nazareth sia stata la povera vittima di un soldato romano stupratore! CERTO BRAVE PERSONE, NIENTE DA DIRE, MA, SUL PIANO TEOLOGICO, NON DOVREMMO ESCLUDERE CHE IL CRISTIANESIMO POSSA ESSERE STATA UNA TRUFFA! ] e c'è un solo uomo nella storia del Genere UMANO, a cui il Cristo PRESUNTO Messia di Betlemme, è costretto a mostrare il suo potere divino, perché, io sono il Regno di Dio in terra, io sono un potere politico universale! GESù HA DETTO: "MI è STATO DATO OGNI POTERE IN TERRA ED IN CIELO!".. ok! allora se, voi non farete la morte delle bestie? Poi, ISRAELE verrà disintegrato: e le profezie di Dio JHWH su di lui? sono soltanto una favola per bambini!
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dei farisei TALMUD SATANA AGENDA SPA FMI, mi hanno rimproverato perché, io ho messo in relazione la presunta distruzione di ISRAELE, con la presunta verità teologica di Gesù Messia di Betlemme! ma, quando gli scribi farisei sadducei Rothschild Anna Caifa, misero a morte Gesù, poi, furono costretti a maledire, anche, tutto il popolo degli ebrei: perché tutti volevano diventare cristiani. Quindi operarono, distruggendo al popolo, le genealogie paterne: e estromettendo il popolo degli ebrei, in questo modo, dalle alleanze. Quindi, sia il popolo degli EBREI, che la stessa religione ebraica sono soltanto una truffa, quindi, soltanto, i FARISEI SPA potrebbero essere legalmente il Messia: ma loro sono diventati i satanisti usurai massoni, di un popolo ebreo delle Promesse e delle alleanze: di Abramo e Mosé, che non esiste più da 2000 anni, e che loro hanno distrutto per sempre! è QUINDI PATETICA OGNI RIVENDICAZIONE DELLA PALESTINA DA PARTE DEGLI ISRAELIANI!

E SE COLORO CHE POTREBBERO ESSERE LEGALMENTE IL MESSIA, OGGI SONO I SATANISTI MASSoNI: ANTICRISTO USURA DELLA KABBALAH CHE è SEGRETAMENTE MAGIA NERA SATANICA: DI POTERE E CONTROLLO SUL FONDO MONETARIO, tutto nel NUOVO ORDINE MONDIALE, E SE è patetico ogni tentativo di ricostruzione, delle 12 Tribù di Israele, dato che, le promesse che si fondavano sulle genealogie, sono tutte promesse che sono andate distrutte! ECCO CHE, SIA UNA EBRAICITà, che una NAZIONALITà, COME UNA SALVEZZA DI TIPO EBRAICO RELIGIOSO: circa promesse alleanze e genealogie, possono rinascere (sia pure nella loro indipendenza ebraica) SOLTANTO ATTRAVERSO UNA LAICA SPIRITUALITà CRISTIANA! ECCO PERCHé, IO: "lorenzoJHWH" io SONO IN TUTTO IL MONDO, L'UNICO MESSIA umano figlio dell'uomo, l'unico messia EBREO CREDIBILE! Perché io ho il mandato creativo del Regno di Dio, per edificare e demolire.. TUTTO QUELLO CHE IO DECIDO DI FARE, COSì SARà FATTO COME IN CIELO E COSì IN TERRA! SOLTANTO ATTRAVERSO DI ME, PUò RINASCERE SIA L'EBRAISMO, SIA IL TEMPIO EBRAICO, CHE, anche UNA UNITà NAZIONALE DI TUTTI GLI EBREI DEL MONDO!
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il più grande nemico della crescita è l'evasione!" ha detto il vampiro fariseo satanista! MA UN POPOLO SOVRANO CHE NON DEVE COMPRARE IL SUO DENARO, AD INTERESSE, COME UN SCHIAVO? BENE QUESTO POPOLO NON HA BISOGNO DI PAGARE TASSE INDIRETTE!
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QUELLA DELL'ISLAM è UNA FEDE TOTALIZZANTE SOSTITUTIVA CHE SFOCIA IN DIVERSE FORME DI GENOCIDIO, E FORSE è GIUSTO DIVENTARE TUTTI ISLAMICI, OPPURE, SE è ERRATO, INVECE, è GIUSTO CHE, NOI DOVREMMO STERMINARE LA LEGA ARABA E CONDANNARE QUESTA RELIGIONE A LIVELO MONDIALE! WASHINGTON, 17 DIC - Syed Rizwan Farook e Tashfeen Malik marito e moglie, la coppia che ha compiuto la strage di San Bernardino in California, si scambiavano messaggi sulla jihad già prima di essere sposati. Lo facevano via internet ma in corrispondenza privata, non sui social media. "Dalle indagini risulta che alla fine del 2013, prima che si incontrassero di persona, nelle loro comunicazioni online si faceva riferimento all'impegno per la jihad e il martirio", ha detto il direttore dell'Fbi James Comey.
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IMPERIALISMO SAUDITA TURCA QATAR ISIS SHARIA ] ARABIA SAUDITA STA INVADENDO IL PAKISTAN .. E PENSARE CHE IL PAKISTAN GLI VOLEVA BENE! [ KABUL, 17 DIC - L'Isis ha inaugurato una radio nella provincia afghana di Nangarhar con cui si propone di diffondere il suo messaggio e tenta di consolidare la sua presenza in una area strategica al confine con il Pakistan. Lo riferisce Tolo Tv. L'emittente, denominata 'Voce del Califfato', ha come ulteriore obiettivo quello di facilitare il reclutamento di militanti da impegnare contro le forze di sicurezza del governo di Kabul e contro i talebani che si oppongono alla presenza dell'Isis in Afghanistan.
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NON CREDO CHE UN EVENTO POLITICO E PUBBLICO POSSA ESSERE RITENUTO UN EVENTO PRIVATO! QUESTO è SEMPRE STATO L'ISLAM DA MAOMETTO AD OGGI, E TUTTI LO DEVONO SAPERE! PARIGI, 17 DIC - I genitori del giornalista americano James Foley, decapitato dall'Isis SHARIA, hanno espresso indignazione per la diffusione su Twitter, da parte della presidente del Front National, Marine Le Pen, di una foto del cadavere mutilato del figlio DA SHARIA, e ne hanno chiesto l'immediato ritiro. "Siamo profondamente colpiti dall'uso fatto di Jim a beneficio politico di Le Pen - scrivono John e Diane Foley - e speriamo che la foto di nostro figlio, così come altre due immagini esplicite, vengano subito ritirate".
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CHI è STATO DANNEGGIATO? EUROPA SOLTANTO è STATA DANNEGGIATA! TUTTI CI AHNNO GUADAGNATO, ANCHE USA CI HANNO GUADAGNATO A NOSTRE SPESE! I NOSTRI POLITICI DEVONO ESSERE ARRESTATI! MOSCA, 17 DIC - "L'economia russa sta uscendo dalla crisi, è praticamente superata". Così il presidente Vladimir Putin risponde alla prima domanda della maxi-conferenza stampa. "Si è ridotta la fuga di capitali e il nostro interscambio commerciale è positivo", ha aggiunto. Putin ha ammesso che si dovrà probabilmente rivedere il bilancio statale del 2016 a causa del calo dei prezzi del petrolio. "Molto probabilmente saremo obbligati a cambiare qualcosa", ha detto.
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TEL AVIV, 17 DIC - Un palestinese ha tentato di accoltellare dei soldati israeliani al check point di Huvara non lontano da Nablus in Cisgiordania. Lo dicono i media che citano l'esercito. Il sospetto aggressore - hanno aggiunto - è stato colpito e ucciso dal fuoco dei soldati.
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MOSCA, 17 DIC - La Russia sostiene l'iniziativa degli Stati Uniti per la stesura di una risoluzione Onu sulla Siria. Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin, aggiungendo che la Russia è soddisfatta e che dopo aver studiato il progetto forse anche il governo e le autorità siriane saranno d'accordo.
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Per il Cremlino “nel mondo è in corso una grande guerra mediatica”. 17.12.2015( Nel mondo è in corso un grande guerra mediatica, ritiene il portavoce del presidente russo Dmitry Peskov.
"Si svolge da tanto tempo. Non è un grande gioco, ma una grande guerra informativa", — ha detto in un'intervista al canale televisivo "Rossiya 24". Peskov ha osservato che in questa guerra dell'informazione alcuni media "perdono l'aspetto umano e perdono la loro funzione di mezzi di comunicazione." "Vediamo tutti i partecipanti della guerra mediatica, vediamo le informazioni oggettive degli avversari, vediamo i nostri avversari completamente privi di qualsiasi obiettività, e traiamo le dovute conclusioni," — ha aggiunto il portavoce del Cremlino. Secondo Peskov, l'unico mezzo per contrastare questa situazione può essere una linea informativa attiva volta a trasmettere il proprio punto di vista alla comunità internazionale. "Penso che nell'ultimo periodo, negli ultimi anni, il nostro Paese abbia imparato molto e probabilmente è diventato il promotore di alcuni standard elevati in questo contesto", — ha osservato.
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Vladimir Putin
Chi è Putin? La risposta in un libro italiano. 10:33 17.12.2015. Tatiana Santi. Chi è veramente Vladimir Putin? È una domanda che si chiederanno in moltissimi, dai più simpatizzanti del presidente russo ai critici più accaniti. La risposta a questa domanda è una biografia firmata da Gennaro Sangiuliano.
Il libro "Putin. Vita di uno zar" racconta la storia di un personaggio complesso, che troppo spesso è stato banalizzato e ridotto a una serie di stereotipi dai media. La figura di Putin in realtà non può essere estrapolata dalla storia della Russia, dalle trasformazioni che ha vissuto il Paese. Ebbene, in questa biografia originale italiana l'autore ripercorre le avventure di un giovane Volodia cresciuto in "Komunalka", gli appartamenti collettivi in epoca sovietica, passando per la tappa del Vladimir spia al Kgb, fino ad arrivare alla crisi in Siria.
Leader carismatico, pragmatico e sicuro di sé, Putin è anche un personaggio da conoscere meglio. Questo è lo scopo della biografia "Putin. Vita di uno zar", presentato il 14 dicembre a Roma all'Istituto dell'Enciclopedia italiana, edito da Mondadori. Gennaro Sangiuliano, vicedirettore del TG1, ha gentilmente rilasciato un'intervista a Sputnik Italia in merito al suo libro.
— Non è il suo primo libro su temi russi. Da dove nasce il suo interesse per la Russia?
Vladimir Putin arriva nelle case degli italiani, la vita del presidente su rete 4
— Io molti anni fa ritrovai dei documenti inediti, erano dei rapporti della polizia italiana degli inizi del ‘900, che documentavano la presenza di Lenin a Capri. Decisi allora di fare un libro per raccontare queste presenze di Lenin che ci furono tra il 1908 e il 1910. In quell'occasione cominciai a studiare la storia russa, io di provenienza sono un giurista, non avevo fatto studi letterari. Ho cominciato però a leggere la grande letteratura russa, adesso posso dire di aver letto tutto Dostoevskij, Tolstoj e Pushkin.
— Perché ha deciso di scrivere un libro su Vladimir Putin?
— Facendo poi il giornalista ho continuato a fare attenzione sul personaggio che è Putin. Nelle dialettiche interne di un giornale, io mi sono sempre schierato dalla parte di Putin. Adesso i filoputiniani sono diventati più numerosi. Avevo capito che il personaggio era molto interessante e ho deciso di costruire questa biografia. Credo che la statura del personaggio meriti di essere conosciuta dal grande pubblico, al di là di tanti pregiudizi e luoghi comuni che filtrano di qua e di là sui giornali. Occorreva fare qualcosa di più organico e più complessivo che sfatasse i luoghi comuni e dicesse la verità.
La presentazione del libro su Vladimir Putin
— Al di là dei pregiudizi del mainstream, da parte dei lettori e i cittadini italiani c'è un grandissimo interesse nei confronti di Putin. Perché il presidente russo è più popolare che mai?
— Perché la gente è intelligente e sta cominciando a capire che una serie di fatti storici danno ragione a Putin. Prendiamo la Cecenia: questo fu il primo tentativo si stabilire al mondo un Califfato islamico, che sarebbe stato un califfato molto pericoloso per il Caucaso. I combattenti ceceni ora sono in Siria, Iraq e Libia, sono anche tra i più agguerriti e violenti. Putin ci aveva visto giusto a stroncare il califfato in Cecenia. Lo fece in maniera dura, ma era necessario fare così.
Anche in altri casi la storia gli sta dando ragione, come per esempio per quanto riguarda le vicende economiche e sociali. Io penso che alla fine l'opinione pubblica sia più intelligente di quello che le elite pensino e quindi la gente sta percependo il valore del personaggio.
— Qual è il ruolo della Russia oggi sull'arena internazionale e in Siria a suo avviso?
Raid aereo russo contro Daesh in Siria. Russia, ministero Difesa sottolinea trasparenza informazione su raid in Siria.
— Putin è l'unico che fa veramente la guerra al terrorismo. A me piace un Paese come gli Stati Uniti d'America, ma in Siria gli americani sono stati molto ambigui. Putin ha preso una posizione molto chiara e ben definita, sta facendo veramente la guerra.
Prendiamo per esempio l'ultima lite con la Turchia. Un italiano medio sente molto più vicino un russo che un turco come cultura, stile di vita, dato antropologico. I russi sono dei frequentatori dei nostri Paesi, vengono nelle nostre città, noi andiamo da loro. I turchi sono molto più distanti, al di là del fatto che la Turchia faccia parte della NATO. Credo che la gente lo percepisca bene.
— Si ritornerà a suo avviso a un vero punto di incontro tra la Russia e l'Occidente? Forse la Siria è proprio quest'occasione?
— Credo di sì. Con il tempo credo che quei occidentali che hanno rapporti storici con la Russia, penso ai tedeschi, agli italiani e adesso anche i francesi, premeranno anche sugli Stati Uniti. È molto importante vedere che cosa succede nelle leadership americane. A parte Donald Trump, che ha espresso pubblicamente la sua ammirazione per Putin, anche gli altri Repubblicani, hanno una posizione diversa da quella di Obama.
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Conferenza stampa di fine anno del presidente Putin
© Sputnik. Ramil Sitdikov
Mondo
09:56 17.12.2015(aggiornato 14:33 17.12.2015) URL abbreviato
51966150
Il 17 dicembre il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin ha tenuto la tradizionale conferenza stampa di fine anno. Ecco la cronaca testuale della conferenza stampa.



Dopo 3 ore 11 minuti si e conlusa la conferenza stampa di Vladimir Putin. E' disposto a cambiare la legge che vieta l'adozione dei bambini russi in alcuni paesi stranieri?
Il governo russo non deve avere fretta di cambiare la legge sull'adozione dei bambini russi all'estero. Il numero dei bambini adottati è più alto di quello dei bambini che necessitano di cure.
Serve in futuro alla Russia una base in Siria?
E' una domanda complessa. Non so se serva davvero. Se dobbiamo colpire qualcuno anche così (senza base) lo colpiamo lo stesso.
La Russia smetterà di fornire il gas all'Ucraina?
Non credo che vada eliminato il transito del gas in Ucraina e neanche che vada posto in competizione con il Nord Stream. Il punto chiave è che ogni gasdotto deve garantire affidabilità, sicurezza e costanza degli approvvigionamenti. Se le autorità ucraine mantengono il loro impegno, non ci sono problemi. Diversamente dovremo rivedere i piani.
Qual'è la sua opinione sull'omicidio Nemtsov?
Ritengo che questo sia un omicidio che vada indagato ed i cui colpevoli debbano essere puniti, chiunque essi siano.
Signor presidente, come stanno le sue figlie?
Per molte ragioni, non ultime quelle di sicurezza non ho mai parlato della vita private delle mie figlie. Io ritengo che ogni persona abbia il diritto di costruirsi il proprio destino. Le mie figlie non sono mai state viziate. Non hanno mai avuto privilegi. Fanno la loro vita e la fanno con dignità. Le mie figlie non fanno politica, non fanno business, lavorano e parlano e usano per lavoro 3 lingue europee.
L'anno prossimo ci saranno le elezioni negli USA. Come vede le prospettive di lavoro con il nuovo presidente statunitense?
Prima bisogna capire chi è. Noi siamo pronti a dialogare. Dopo l'ultimo incontro con Kerry mi è parso che gli USA siano d'accordo con noi. Noi siamo aperti e trasparenti. Sono loro che provano sempre a "suggerirci" cosa fare e come. Se un osservatore straniero in USA alle elezioni si avvicina a più di 5 metri da una coda al seggio lo arrestano. Noi siamo pronti a sederci e parlare con qualunque presidente che venga eletto dal popolo statunitense.
Secondo lei è arrivata l'ora di privatizzare le compagnie statali come Rosneft e Aeroflot, per sostenere l'economia?
Le compagnie statali possono essere parzialmente privatizzate per aumentare l'efficacia del loro operato, non per fare cassa. Lo Stato non
Qual'è lo stato è il futuro delle relazioni con la Georgia?
Noi non siamo la causa di questo deterioramento delle relazioni con la Georgia. Tornando ai fatti del 2008, la colpa storica è loro ed è in pieno sulle loro spalle. La colpa è dell'allora presidente Saakashvili che ha dato il via al processo di divisione del paese.
A Saakashvili hanno dato un visto lavorativo in USA e poi l'anno mandato in Ucraina. E come se gli avessero detto "Non soltanto vi governiamo. Ma vi mandiamo anche chi vi governa, perchè voi non siete in grado di farlo da solo. Su 45 milioni di personi non si riesce a trovare 10/15 persone in grado di governare? Questo è uno sputo in faccia al popolo ucraino.
Il presidente Putin durante la conferenza stampa di fine anno di fronte alla folta platea di giornalisti. Il presidente Putin durante la conferenza stampa di fine anno di fronte alla folta platea di giornalisti
Il 31 dicembre scadranno gli accordi di Minsk, qual'è la vostra posizione sul conflitto in Donbass?
Siamo favorevoli alla risoluzione del conflitto nel sud-est ucraino ma non attraverso l'eliminazione fisica di tutti gli abitanti del Donbass.
Putin invita un giornalista ucraino a fare una domanda: "Date la parola al giornalista ucraino, una repubblica a noi fraterna, non lo stancherò mai di ripetere"
Giornalista: Grazie presidente per la possibilità di farle una domanda anche se noi non siamo turchi, siamo ucraini. Lei ha detto che in Donbass non ci sono militari russi. Eppure ne sono stati catturati due. Li cambierete con tutti gli ucraini detenuti dai filorussi?
Putin: Lei ha nominato due persone e poi ha elencato un elenco lungo di persone con cui li vorreste cambiare. Gli scambi si fanno alla pari. Noi abbiamo detto che in Donbass non ci sono divisioni ufficiali russe. Possono esserci dei cittadini russi coinvolti nell'esecuzione di alcuni compiti militari. Capisca la differenza.
Giornalista: Come cambieranno le vostre relazioni con l'Ucraina dal primo gennaio?
Putin: A livello economico cambieranno in peggio, perchè siamo costretti a escludere l'Ucraina dallo spazio economico comune della CSI.
Lei ha detto che in Turchia abbiamo molti amici a livello di popolazione. Che futuro vede per le relazioni russo turche?
Con i popoli turchi (di etnia e lingua) che ci sono vicini e fanno parte della Russia dobbiamo continuare a dialogare. A livello statale invece non vedo prospettive di creare delle relazioni.
Su Assad la Russia dice che deve decidere il popolo siriano. Gli USA ed i loro alleati dicono che per Assad non c'è futuro politico. Avete discusso di questo con Kerry?
Ne abbiamo parlato con Kerry. La nostra posizione non cambia. Non accettiamo che nessuno dall'esterno imponga alla Siria il suo futuro. Solo il popolo siriano deve scegliere chi e con quale forma dovrà governarlo. Appoggiamo la decisione degli USA di scrivere una relazione al Consiglio di Sicurezza dell'ONU sulla soluzione del conflitto in Siria, per cui il segretario di stato Kerry è venuto in Russia. Questo ci dà l'idea del fatto che USA ed Europa sono seriamente preoccupati di ciò che succede nel medioriente.
Secondo lei c'è uno stato terzo dietro l'abbattimento del SU-24 russo da parte turca?
Capisco il vostro riferimento. Se qualcuno in Turchia ha deciso di leccare gli americani in un determinato posto, non lo so. Riteniamo il gesto turco un gesto nemico. Anche nell'ultimo incontro con le autorità turche ad Ankara ci sono state poste questioni molto importanti per la Turchia. Su questioni sensibili. Noi abbiamo  detto che capiamo e siamo pronti ad aiutare. Era così difficile alzare la cornetta e telefonare. Chiedere di non colpire determinati territori?
Cosa hanno ottenuto? Pensano che fuggiremo? Certamente no. La Russia non è quel tipo di paese. Se la Turchia aveva degli scopi non li ha raggiunti. Anzi ha solo peggiorato la situazione.
E' soddisfatto del lavoro del governo? Potrebbero esserci dei cambiamenti?
In tutti questi anni mi sembra di aver sempre mantenuto una linea equilibrata nei confronti dei membri del governo. Non sono per i cambi in corsa, ancor più radicali. Quasi sempre non portano a nulla. Se invece parliamo di migliorare il lavoro del governo, allora si, c'è questa intenzione, ma non per cambiare qualcuno in particolare, ma migliorare il lavoro del primo organo governativo dello stato.
A causa dei tassi d'interesse alti i nostri imprenditori non possono ricevere crediti. Anche all'estero, per ovvi motivi, non possono. Faremo la fine del Venezuela?
Tutti vorrebbere che il tasso di rifanziamento della Banca Centrale venga rivisto. Sento dire che all'estero i tassi sono più bassi. E' vero. Ma li la struttura dell'economia è un altra. Noi abbiamo la minaccia dell'inflazione, loro quella della deflazione.
Nonostante la crisi in Russia i dati economici mostrano un dato positivo
La disoccupazione è al 5,6%. Nel 2009 era all 8.3%.  Il debito pubblico è sceso al 13%. Si è registrato un trend positivo nell'afflusso di capitali dall'estero: sono sicuro che gli investitori capiscono la realtà della nostra economia e esprimono l'intenzione di entrare nel nostro mercato. Il picco della crisi è già stato toccato. A settembre e ottobre è già stato registrato un aumento della produzione. Soprattutto nell'agricoltura. Per il secondo anno consecutivo il nostro raccolto ha superato quota 100 milioni di tonnellate, 103 milioni.
L'anno scorso preannunciò che entro due anni usciremo dalla crisi. Adesso qual'è il suo pronostico?
Rispondo con un annedoto: "Si trovano due amici e uno chiede all'altro. Come va? Ma guarda, la vita va a momenti. Bianchi e Neri. Adesso è nera. Dopo sei mesi si ritrovano di nuovo e gli fa la stessa domanda. Guarda la so la storia dei momenti. Come va? Guarda adesso è nera, forse prima era bianche". Nel 2014 abbiamo impostato il nostro budget calcolando un prezzo del petrolio di 100 dollari. Per il 2016 di 50 dollari al barile. Adesso costa 38 dollari al barile. Probabilmente dovremo apportare ulteriori modifiche.
Giornalisti da tutta la Russia e dal resto del mondo ] Tradizionalmente alla conferenza stampa di fine anno del presidente Putin prendono parte giornalisti russi e di tutto il mondo. Per attirare l'attenzione del presidente e ricevere il diritto a rivolgere la propria domanda ognuno si ingegna come può. Cartelloni, bandiere, abbigliamenti stravaganti. Anche questo fa parte dell'evento.
Tutto pronto per la conferenza stampa di fine anno di Vladimir Putin
Alle ore 12 russe — 10 italiane — inizierà la conferenza stampa di fine anno del presidente della Federazione Russa Vladimir Putin. L'anno scorso i giornalisti accreditati furono 1348, 78 le domande poste, 4 ore e 40 minuti la durata totale.
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Putin sospende accordo su zona libero scambio tra Russia e Ucraina: http://it.sputniknews.com/mondo/20151217/1742903/putin-conferenza-fine-anno.html#ixzz3ua6qelFB
Esto es muy urgente e importante. No podemos construir Actuall sin ti. Hola lorenzoJHWH:
No podemos, ni queremos.  [ DIO BENEDICE ECONOMICAMENTE I DONATORI! ] Este correo es... muy importante (y muy urgente). Y, déjame que te lo adelante ya, de tu respuesta al mismo dependerá el futuro y el rumbo de Actuall. Actuall nació hace poco más de tres meses. El 1 de octubre. Hoy, puedo decir con orgullo que es una realidad espléndida y creciente. Las cifras de Actuall en número de lectores, suscriptores (como tú) del Brief de Víctor, comentarios, noticias compartidas, etc., son muy estimulantes e ilusionantes. Queríamos hacer, lo estamos haciendo, periodismo centrado en defender las causas de la vida, la familia y la libertad. Periodismo para saber más, para actuar mejor y organizarnos de manera más inteligente como sociedad. Periodismo que abraza la innovación tecnológica y reúne escritores, editores y programadores brillantes y entusiastas alrededor de la visión de una sociedad ordenada y abierta, formada por personas libres, hombres y mujeres más fuertes que cualquier gobierno en defensa de nuestra libertad y nuestros bienes materiales e inmateriales. Estamos construyendo el primer diario nativo digital provida, profamilia, con una perspectiva liberal-conservadora y cristiana de la sociedad, hecho en español y con una cobertura global de las causas de la libertad en España, Europa y América. Estamos haciendo ese periodismo para ti, pero queremos (y necesitamos) dar un paso más, hacerlo contigo. A ese paso lo llamamos de lectores a miembros (socios).
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Es hoy... Es tiempo de cambiar, es tiempo de actuar, es tiempo de Actuall.
Queremos, contigo, informar, reflexionar, actuar.
Creo firmemente que hace falta un periódico online como el nuestro, que defienda la vida, la familia y las libertades, que son las bases de la civilización.
Un periódico para todos, participativo, para ciudadanos activos. Un periódico transparente en permanente diálogo con el ciudadano y sus preocupaciones. Un periódico que pretende, ¡ahí es nada!, algo que en realidad es contradictorio con la naturaleza misma del periodismo: sobrevivir a lo efímero. Actuall ayudará (te ayudará a ti, lorenz) a defender, en el terreno de las ideas y de la acción, los valores que te importan. Es un medio, quiere serlo, para saber y actuar, para haceroír tu voz.  [ Independiente. ] [ Decimos, sin falsas retóricas, que Actuall es independiente, esto es, que sus verdaderos propietarios son sus lectores. Para construir Actuall necesitamos, ahora, tu apoyo y tu concurso.  ¿Puedes convertirte ahora en socio de Actuall con una contribución mensual de 35, 50 o incluso 100 euros (o cualquier otra cantidad —mayor o menor— que te parezca oportuna)? (puedes modificar o cancelar esa aportación mensual en cualquier momento). https://colabora.actuall.com/hazte-socio-de-actuall
Millones de ciudadanos necesitan (necesitamos y demandamos) un medio de comunicación moderno que haga frente al pensamiento izquierdista dominante (a las dentelladas de una suerte de Leviathan, que acosa las más elementales libertades) creando opinión, ofreciendo argumentos, influyendo en los centros de poder y defendiendo las convicciones que nos hacen ser comunidad y que tú y yo sabemos que son buenas imprescindibles para mejorar la sociedad.
Actuall es eso... En Actuall queremos atenernos a los hechos, dudar de los paraísos en la Tierra, reírnos de los emperadores desnudos, atizar dialécticamente a los tiranos, y dejar en evidencia a sus bufones y corifeos. Y, como el viejo maestro Montanelli, estamos dispuestos a hacerlo con (absoluta) independencia «a prueba de censores, dictadores y balas». Porque creemos, como él, que «El periodismo no es un oficio, es una misión».
Eso tiene un precio. La libertad y la independencia, siempre tienen un precio...
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Actuall es gratuito. No tenemos ánimo de lucro pero, como es obvio, sí tenemos gastos...
Para afrontarlos con una mínima estabilidad; para tener la seguridad de que podremos hacer nuestro trabajo (contigo), el que de alguna manera nos has encomendado y en el que, sin duda, participas; para poder seguir adelante, te necesito. Necesito que des ese paso adelante y te conviertas ahora en socia/o de Actuall. Ojalá te animes a hacerlo. Estoy convencido de que, como intentamos de todo corazón (contigo y para ti), con Actuall... Es posible cambiar el mundo y si no (de forma inmediata) el mundo, sí el rumbo de la política y de las ideas, dando voz a quienes aún creen en los valores de la libertad, el dinamismo de la sociedad civil, y en la dignidad inviolable de la persona. Y, como Buckley, gigante del periodismo que en la segunda mitad del siglo XX, obró el milagro de sacar al conservadurismo norteamericano de la postración, librarlo de sus complejos y arrebatarle a la izquierda el monopolio cultural e incluso político, hacerlo con glamour y sin perder la sonrisa. Un fuerte abrazo, mil gracias por estar ahí.
Alfonso Basallo, director y todo el equipo de Actuall
P.D. Por supuesto tú eres quien determina el importe de tu contribución mensual como socio de Actuall (somos diferentes), de tal manera que puede ser con alguna de las cantidades que te propongo o con cualquier otra, mayor o menor. Puedes hacerlo aquí: https://colabora.actuall.com/hazte-socio-de-actuall y recuerda además que, en cualquier momento, puedes cancelar o modificar esa aportación mensual.
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è sceso all'inferno il massone, soltanto, un altro massone che Satana partorì con Rothschild ] [ Licio Gelli, la P2 perde il suo maestro. Nato a Pistoia il 21 Aprile 1919 si è spento nella sua storica “Villa Wanda” (dal nome della prima moglie) il 15 dicembre 2015. Il quadro clinico, data anche la veneranda età, si era aggravato irrimediabilmente sino a spirare silenziosamente. Condannato per innumerevoli capi d’imputazione, come:  Procacciamento di notizie contenenti segreti di Stato; Calunnia nei confronti dei magistrati milanesi Colombo, Turone e Viola; Calunnia aggravata dalla finalità di terrorismo per aver tentato di depistare le indagini sulla strage alla stazione di Bologna - vicenda per cui è stato condannato a 10 anni; Bancarotta fraudolenta (Banco Ambrosiano). Dal 2001 scontava una pena detentiva di 12 anni nella sua residenza affermando di sé nel 2003: “Ho una vecchiaia serena. Tutte le mattine parlo con le voci della mia coscienza, ed è un dialogo che mi quieta. Guardo il Paese, leggo i giornali e penso: Ecco qua che tutto si realizza poco a poco, pezzo a pezzo. Forse sì, dovrei avere i diritti d'autore. La giustizia, la tv, l'ordine pubblico. Ho scritto tutto trent'anni fa.”
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IL REGNO DI DIO NON SCENDERà A PATTI CON TE PER SALVARE LA TUA ANIMA! ] L’aborto non dà pace. La confessione di due uomini. E una donna, dopo 30 anni, chiede perdono per il voto pro-choice al referendum. Ora è volontaria al Centro di aiuto alla vita. 16 dicembre 2015. SEMPLICEMENTE AVERE APPROVATO LA LEGGE SULL'ABORTO, SEMPLICEMENTE QUESTO ASSENSO, TI PORTERà ALL'INFERNO! TU DEVI PENTIRTI DI GNI TUO PECCATO! IL REGNO DI DIO NON SCENDERà A PATTI CON TE PER SALVARE LA TUA ANIMA! ] Chi l’ha detto che l’aborto è una questione “da donne”? Sono certamente loro a pagarne le conseguenze più dirette, spesso lasciate sole a portare il peso di una decisione, spesso proprio perché lasciate sole spinte a scegliere questa strada. Eppure quello dell’aborto è anche e soprattutto un affare “da uomini”. Come racconta don Luigi, parroco alle porte di Milano. Da quando il Papa – con l’occasione del Giubileo della Misericordia – ha esteso a tutti i sacerdoti la facoltà di assolvere il peccato dell’aborto, da lui si sono presentati due uomini. Entrambi si erano già confessati in passato, ma a distanza di tempo dai fatti (30-40 anni) ancora non si sentono in pace. Il primo è un signore di 65 anni: lui e la moglie hanno deciso di abortire quando lei è rimasta incinta del terzo figlio. Pensavano di non farcela. Il secondo ha circa 50 anni: aveva 18 anni quando la sua ragazza è rimasta incinta e hanno deciso di abortire. Nessuno ha mai saputo, neanche i genitori, ma quel fatto ha lasciato in lui una impronta indelebile. E l’aborto è un affare “da donne”, non nel senso dispregiativo di una debolezza, ma in quello pieno di dignità e coraggio, di vita. Una di loro, Rosella (leggi qui la sua storia), ha deciso di confessarsi per qualcosa a cui molti nemmeno penserebbero: il voto a favore dell’aborto nel referendum del 1981. Non ci aveva più pensato, né ha mai dovuto affrontare il problema. A più di 30 anni di distanza, mentre scriveva il suo libro “Un’anima sola” in cui racconta la storia della sua conversione dopo la morte dell’unica figlia, un’amica le ha proposto di devolvere il guadagno al Centro di Aiuto alla vita (Cav) della clinica Mangiagalli, a sostegno delle gravidanze difficili. “In quel momento ho cominciato a riflettere: Signore, cosa mi stai dicendo? Da lì poi ho devoluto tutto al Cav… e mi sono confessata”. Cosa è successo? “Che Dio è vita, e se credo in Dio credo nella vita, e non ho nessun diritto di decidere per vita di un altro bambino”. Adesso Rosella sostiene come volontaria il Cav, è vicina ad alcune mamme. E ha trasformato anche la camera di sua figlia in una specie di nursery: “In genere le camere dei figli che se ne sono andati rimangono intatte…il letto rifatto, gli armadi con tutta la roba dentro. La camera di mia figlia è completamente diversa, perché io raccolgo le cose per i bambini: ci sono ciucci, biberon, abitini, il mio computer per scrivere. È una stanza che ha preso vita. I figli ci sono ma non sono più lì. È un cammino”.
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Dear Mr mESSIAH, An Open Doors safe house can be a lifeline to a pastor or evangelist. Especially ones who are standing firm against persecution, but trying to save their families from threats, arrest and imprisonment. Others need a safe house so they themselves can escape arrest – and be there for their families in times of need.
Your Gift of Hope helps provide vital aid and temporary safe houses for Christians who are under attack – offering their whole families the protection and courage they need to stand firm as a witness for Christ! Thank you for giving generously.
Together in His service, Jan Gouws. Executive Director, Open Doors Southern Africa
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Costco employee hurls anti-Semitic abuse Click here to watch: Costco smoothie demonstrator hurls anti-Semitic abuse at shopper. A Jewish shopper at a Costco store in the San Francisco Bay Area has uploaded footage of an extremely anti-Semitic rant tirade he was subjected to by a woman giving a smoothie demonstration at the store. According to the Coordination Forum for Countering Antisemitism, he said the woman began her rant by interrupting him during a conversation with another Jewish man. "I struck up a conversation with a Jewish guy in Costco in front of the Vitamox Blender Demonstration, when an employee interrupted to tell us that Jews need to go back where they came from. I asked her how that would be possible after what happened in WWII. She responded that Hitler never did anything wrong to the Jews and that they brought it on themselves," he said.
Watch Here. In the video - originally posted on the Live Leak video sharing site - the woman can indeed be heard claiming that the Jews were not persecuted by the Nazis, while simultaneously admitting something bad may have happened to them but that they "brought it on themselves." "They had a chance to go ahead and get $500 for their freedom," she bizarrely asserted. Prior to that, she could be heard saying that Jews should leave Israel and "go back to Europe", because it is "Palestinian land." The clip ends with the victim owing to report her to her managers. "You're gonna be fired today." Source: Arutz Sheva
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Donald Trump è il nostro candidato! Putin, 'endorsement' a Trump: 'E' vivace e talentuoso' Putin entra a gamba tesa nella campagna elettorale Usa: "E' una persona vivace e talentuosa".
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Erdogan, si è inventato questa: "lotta contro Pkk che continuerà", perché il genocidio è la sua soluzione.. Nel sud-est Turchia "finché non sarà garantita la tranquillità" già la tranquillità del cimitero degli armeni uccisi a tradimento, perché i turchi islamisti sono degli spergiuri e traditori!
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io sono indignato per questo atto di violenza! MA IL SISTEMA MASSONICO LA DEVE SMETTERE DI FARE VIOLENZA ALLE MINORANZE! Spagna: il premier Mariano Rajoy colpito da un pugno
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MALEDETTI DISGRAZIATI MAOMETTANI SHARIA! quello che non deve essere dimenticato, è che le fosse comuni dei martiri cristiani, la profanazione di tutte le Chiese, ecc..., del genocidio dei cristiani siriani e iracheni, sono stati i salafiti: finanziati dalla CIA, tutto l'esercito libero siriano di OBAMA, di liberi terroristi moderati turchi sauditi: jihadisti, internazionale islamica: sharia LEGA ARABA, che lo hanno fatto! ] NON RIUSCIRETE CON LE VOSTRE MENZOGNE A CAMBIARE LA STORIA, PERCHé IO HO VISSUTO QUESTA TRAGEDIA PERSONALMENTE E LA HO DOCUMENTATA GIORNO PER GIORNO, SUI MIEI 110 BLOG! [ BEIRUT, 17 DIC - Una fossa comune con almeno dieci cadaveri è stata rinvenuta nella regione orientale siriana di Dayr az Zor controllata dall'Isis. Lo riferisce l'Osservatorio nazionale per i diritti umani secondo cui il gruppo jihadista ha ammesso di fronte ai parenti delle vittime di aver ucciso le persone seppellite nella fossa. Sin da quando l'Isis ha preso il controllo delle regioni orientali della Siria nel 2013 ha commesso numerosi massacri, in particolare ai danni di membri di influenti tribù locali.
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questo discorso DI Michael Moore: è perfetto anche per Donald TRUMP, noi contestiamo la sharia AL COGLIONE CANCEROGENO Michael Moore, perché quando, i musulmani faranno la richiesta della sharia? TU DEVI MORIRE CON TUTTE LE TUE IDEE DEMOCRATICHE: PERCHé NULLA DI QUESTO, discorso, CHE VIENE AFFERMATO ADESSO, in questo articolo, è PRESENTE NELLA LEGA ARABA senza reciprocità!!  NEW YORK, 17 DIC - Michael Moore scende in campo contro Donald Trump: il regista si e' fatto fotografare davanti alla Trump Tower con un cartello e la scritta "siamo tutti musulmani" per protestare contro l'idea del re del mattone di vietare l'ingresso negli Usa a tutte le persone di fede islamica. "Siamo tutti musulmani, cosi' come siamo tutti messicani, cattolici ed ebrei, bianchi, neri e tutte le sfumature intermedie", ha aggiunto Moore in un post sulla sua pagina Facebook.
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come non posso riconoscere nessun diritto ai musulmani, PALESTINESI, ecc.. finché la LEGA ARABA non condanna la sharia, così, io non posso riconoscere nessun diritto ai GAY finché non viene condannata la ideologia GENDER, per tutti è SODOMA educativi antiomofobi! ANZI VOI SIETE SCESI SUL CAMPO DELLA BATTAGLIA CONTRO il REGNO DI DIO CHE IO SONO!  STRASBURGO, 17 DIC - Forte sostegno alle nozze gay, viste anche come presupposto per una maggiore tutela dei diritti delle persone. E netta bocciatura della pratica della maternità surrogata, il cosiddetto 'utero in affitto' perche' "compromette la dignità umana della donna dal momento in cui il suo corpo e le sue funzioni riproduttive sono usati come una merce". E' quanto si legge nel rapporto annuale sui diritti umani nel 2014, un testo di oltre trenta pagine, approvato dalla Plenaria di Strasburgo.
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 TEL AVIV, 17 DIC. IO MANDERò MIEI MISSILI BALISTICI, SU TUTTA A LEGA ARABA SHARIA PER QUESTA AGGRESSIONE! Un razzo SHARIA lanciato da Gaza è caduto in un'area aperta del sud di Israele dove poco prima sono risuonate le sirene di allarme. Lo dice il portavoce militare israeliano secondo cui non sono segnalate vittime.
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NON ESISTE UNO STUPIDO, IN TUTTO IL MONDO, CHE LUI POSSA PENSARE CHE GLI USA O LA NATO SIANO SERI NELL'EVITARE LA GUERRA MONDIALE, CHE INVECE, è PROPRIO IL LORO VERO OBIETTIVO! 17.12.2015. COME SE, QUESTE ARMI POSSANO RAPPRESENTARE UN OSTACOLO PER LA CINA SE DECIDESSE DI FARE UNA INVASIONE! GLI USA, E I LORO MASSONI LOCALI NEL LORO CINISMO, HANNO DECISO DI AMMAZZARE QUESTE PERSONE DI TAIWAN! Il ministero degli Esteri cinese richiama l’ambasciata Usa: “Taiwan è parte inalienabile del territorio cinese”. Il ministero degli Esteri cinese ha convocato l'incaricato d'Affari dell'ambasciata statunitense per protestare contro la decisione dell'amministrazione Obama di autorizzare la vendita di armamenti a Taiwan per un valore di 1,83 miliardi di dollari. Minacciate anche sanzioni contro le aziende che parteciperanno all'iniziativa. Come rilanciato dall'agenzia Xinhua, per il vice ministro degli Esteri cinese, Zheng Zeguang, "Taiwan è parte inalienabile del territorio cinese" e la vendita di armi non solo andrebbe contro il diritto e i rapporti internazionali, ma minaccerebbe "pesantemente" la sicurezza e la sovranità nazionale della Cina. Oggetto della disputa la vendita di due fregate della classe Perry a Taiwan e di missili anticarro, veicoli anfibi d'assalto, sistemi elettronici di puntamento, missili terra-aria Stinger.
http://it.sputniknews.com/mondo/20151217/1748347/usa-cina-taiwan-armi.html#ixzz3ubEtEl8E
L'UNICO MOTIVO DI QUESTE SANZIONI CONTRO LA RUSSIA, è PERCHé, sia LA NATO che, LA CIA HANNO FATTO UN GOLPE ED UN POGROM IN UCRAINA: contro i russofoni! ] [ Ue rinnova le sanzioni alla Russia. 17.12.2015. e dopo CHE FARISEI SALAFITI MASSONI LEGA ARABA HANNO INVASO LA SIRIA CON I JIHADISTI: LA GUERRA MONDIALE TOTALE NUCLEARE, è SOLTANTO UN EVENTO TEMPORALE, CHE LA MOLTO SOFISTICATA DIPLOMAZIA RUSSA PUò SOLTANTO POSTICIPARE! Le sanzioni verso Mosca, che scadono il 31 gennaio prossimo, saranno prorogate da Bruxelles senza discussione al vertice dell’Unione Europea. Non ci sarà alcuna discussione sul tema del rinnovo delle sanzioni economiche contro la Russia al vertice dell'Unione Europea del 17 e 18 dicembre. La Cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha chiuso bruscamente la discussione. Evidentemente le pressioni americane sono state molto forti. Il ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni, a sua volta, ha precisato che l'Italia non ha chiesto alcun rinvio sulle sanzioni alla Russia e ha confermato che la decisione del vertice europeo sarà comune, senza alcun dibattito. "Politicamente parlando, la valutazione generale è andata chiaramente nella direzione di un rinnovo delle sanzioni" alla Russia ha precisato alla stampa l'Alto Rappresentante per la politica Estera dell'Ue, Federica Mogherini. Tutti i ministri degli esteri dei Paesi aderenti all'Ue, ha proseguito Lady Pesc, "hanno indicato che stiamo andando nella giusta direzione sulla messa in atto dell' accordo di Minsk ma siamo ancora lontani da una piena messa in atto e così hanno dato l'indicazione che abbiamo bisogno di un rinnovo delle sanzioni per un ulteriore periodo di tempo".
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Poroshenko: ricevute rassicurazioni da Bruxelles su estensione sanzioni vs Russia
Matteo Salvini torna a Mosca, "no alle sanzioni": http://it.sputniknews.com/politica/20151217/1748667/ue-russia-sanzioni.html#ixzz3ubGLVBYG
Shalom lorenzojhwh, As the boycotts against Israel continue to increase, it becomes even more important to BREAK the boycotts by purchasing products from Israel. Although Israel is under the constant threat of Palestinian terror, suffers from rampant anti-Israel media bias and increasing boycotts, the People of Israel are blessed to live in their ancient homeland with a thriving economy. Our reaction to the Boycotts, Divestment and Sanctions (BDS) against Israel should be very simple: Just BUY more. Turn the boycotts into BUYcotts! Click Here to Buy Your Gifts from Israel. The European Union supports labeling Israeli products from Judea and Samaria. This hurts Arabs as much as Jews. Thousands of Arabs are employed by Israeli companies in Judea and Samaria. Boycotting these goods means Arab workers will lose their jobs. Israel is the best country in the region for Arabs to live. Yet it is also the ONLY country whose products are labeled and boycotted. Show Support by Buying Gift Items from Israel. For those of you who love Israel - and want to share the beautiful blessings of Israel with your family and friends - please consider buying your gifts from Israel. Not only will you and your loved ones cherish having a piece of Israel in your home, you are helping the effort to defeat the anti-Israel boycotts, So this year, please buy as much as you can from Israel... Shop Israel and Break the Boycotts! Thank you for standing united with the People, Country and Land of Israel. With Blessings from Israel! IMPORTANT NOTICE: The 25% off sale on ALL Israeli gift items from the Israel Boutique has been extended, but only through the weekend. Use discount code ISRAEL25. Take advantage of this great opportunity to help Israel, break the boycotts and share in the blessings! Click Here to Buy Beautiful Gifts from Israel.
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QUESTO è L'INCUBO DELLA TEOSOFIA SATANICA GENDER I MASSONI FARISEI COMUNISTI BILDENBERG. PRESTO VEDREMO LA GUERRA CIVILE! SE AVESSERO FATTO QUESTA VIOLENZA A ME: IO MI SAREI FATTO GIUSTIZIA DA SOLO! Siete «cristiani radicali». E gli allontanano i cinque figli. L'incredibile storia di una coppia in Norvegia. Che ora cerca giustizia e vuole dimostrare l'abuso subito. 15 dicembre 2015. Sono stati arrestati, interrogati e subito rilasciati dai servizi sociali norvegesi mentre i figli venivano allontanati da loro, per giorni e senza alcuna spiegazione. Ma questo è solo l’inizio dell’incredibile storia che ha coinvolto i due coniugi Marius e Ruth Bodnariu, lui romeno e lei norvegese, residenti a Bergen, in Norvegia, di cui ora si inizia a sapere qualcosa tramite la voce del loro legale. Per ora, le notizie sono abbastanza frammentate e molti rimangono i punti oscuri (Tempi.it, 14 dicembre). SOLO PER L’ALLATTAMENTO. La storia è stata resa pubblica dalla stampa rumena intorno al 20 novembre, ma solo questa settimana sono emerse le motivazioni per cui, da oltre un mese, non è permesso alla coppia di vedere i cinque figli, se non per l’allattamento del più piccolo da parte di Ruth. Nei documenti che l’avvocato difensore ha finalmente ottenuto dai servizi sociali, si legge che Marius e Ruth sono «cristiani radicali che stavano indottrinando i loro figli» (RomaniaTv.net, 20 novembre). ESAMI MEDICI. Bodnariu, fratello di Marius e pastore cristiano, ha detto di essersi messo in contatto con l’avvocato della famiglia ha appreso sugli interrogatori ai nipoti e ha scritto on line il resoconto del colloquio avuto con il legale. I bambini sono stati sottoposti a diversi esami medici da cui emerso che non vi è alcun segno di abusi fisici. Nonostante questo è stato domandato loro se fosse vero che ricevevano punizioni. LA VERSIONE DELL’ACCUSA. A parte sculacciate o tirate d’orecchi, non hanno raccontato di punizioni violente e pericolose e non sono affatto spaventati all’idea di tornare a casa. In particolare gli psicologi hanno puntato l’indice su presunte percosse ricevute, come sottolinea ancora Tempi.it. Una delle figlie avrebbe detto che il padre una volta aveva «scosso come un tappeto» il figlio minore perché si era aggrappato ai suoi occhiali.
LA VERSIONE DEI GENITORI. La verità è però molto diversa. «Marius – ha continuato il fratello – mi ha spiegato che era semplicemente felice per il fatto che per la prima volta il figlio (di tre mesi) era riuscito ad afferrare qualcosa» e che quindi gli aveva fatto fare un balzo. Il timore del pastore è che gli assistenti sociali stiano cercando di far dire ai bambini quello che vogliono loro. “MAI SUBITO ABUSI”. «Hanno anche provato a far da dire a Ruth, nei primi interrogatori, che il marito abusAva di lei fisicamente», denuncia Bodnariu. «Ma Ruth ha risposto che non poteva, perché è una bugia». I bambini avrebbero scritto anche delle lettere a mamma e papà, che però non sono mai state consegnate. I servizi sociali hanno invece dichiarato che non esistono lettere e che ai bambini non mancano i genitori. I CANTI CRISTIANI. Sul web è scattata una petizione a sostegno della famiglia mentre Bodnariu parla di «attacco demoniaco» alla famiglia e di problemi pregressi tra Marius e la preside della scuola perché l’uomo insegnerebbe agli scolari canzoni cristiane. «Sono accecati dal male – conclude il pastore – con la preghiera lo abbatteremo» (rodiagnusdei.wordpress.com, 20 novembre).
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LA CONSAPEVOLEZZA DELLA INTRINSECA PECCAMINOSITà DELLA NATURA UMANA, è IL PRIMO LIVELLO DI AUTOCONSAPEVOLEZZA, PER AVERE UN RAPPORTO CON DIO, E DIO NON TI CHIEDERà MAI DI ODIARE O DISPREZZARE TE STESSO, MA, TI CHIEDERà DI INCOMINCIARE UN COMBATTIMENTO SPIRITUALE, CHE NASCE DAL RICONOSCERE LA PROPRIA CONDIZIONE DI PECCATO, DAVANTI ALLA PAROLA DI DIO! ] SE IO NON AVESSI QUESTO MINISTERO POLITICO UNIVERSALE, IO ACCOGLIEREI ED AIUTEREI TUTTE LE PERSONE CHE HANNO IL CUORE SPEZZATO DELLA MIA SOCIETà: INTORNO ALLA PAROLA DI DIO, LI RACCOGLIEREI! [ Preghiera e castità non sono una “terapia ripartiva” per gli omosessuali. Monta la polemica sul metodo Courage dopo un'inchiesta de L'Espresso. Molly Holzschlag 15 dicembre 2015. Omosessualità e preghiera: l’inchiesta del settimanale L’Espresso (6 dicembre) ha provato ad alzare un polverone intorno alle attività di Courage Italia. Courage è nata a New York nel 1980 e si è diffusa nel mondo, arrivando anche nel nostro Paese con l’apertura di circoli autorizzati dal Pontificio consiglio per la famiglia. Il servizio che si offre alle persone omosessuali è un “accompagnamento spirituale”, con l’obiettivo di incoraggiare la castità e seguire l’insegnamento della Chiesa sull’omosessualità. LA RICOSTRUZIONE DE L’ESPRESSO. Secondo L’Espresso, quelli di Courage sono «circoli di pochi, convinti ultracattolici che con la guida di un prete messo a disposizione dalla Curia si convincono che possono “guarire” e tornare eterosessuali». Un giornalista del settimanale che ha partecipato ad uno degli incontri dell’associazione scrive: «Nel solco della dottrina cattolica intende l’uomo unicamente come peccatore. L’unico modo di essere accettato agli occhi del Signore per chi è lesbica, gay, bisessuale o transgender e allo stesso tempo credente. Nessuna indicazione concreta per chi soffre e reprime i propri istinti. Per chi cerca parole di conforto, amore e compagnia».
UNA SERATA A “COURAGE”. La serata con i membri di Courage a cui ha partecipato il giornalista «si chiude con una preghiera comune mano nella mano. Le dinamiche sono simili a quelle delle sette. Nei giorni successivi scatta un bombardamento continuo di sms, telefonate e inviti per non mollare il gruppo».
POLEMICHE A REGGIO EMILIA. L’11 dicembre, scrive la Gazzetta di Reggio, «l’arrivo a Reggio Emilia dell’associazione Courage, il movimento internazionale di orientamento ultracattolico che organizza gruppi di auto-aiuto che servirebbero a “guarire” dalle pulsioni omosessuali, ha scatenato una grossa polemica. E non solo nella città emiliana».
COSA E’ REALMENTE COURAGE. Prova a far chiarezza sulla vicenda Courage, il quotidiano dei vescovi italiani Avvenire (12 dicembre): «L’Apostolato Courage – fondato nel 1980 dal servo di Dio Terence Cooke, arcivescovo di New York, per aiutare chi è attratto da persone dello stesso sesso a vivere la propria condizione in modo coerente con gli insegnamenti della Chiesa – ha organizzato nei giorni alcuni momenti di preghiera a Reggio Emilia, Torino e Roma». SESSUALITA’ E PAROLA DI DIO. Si tratta di iniziative «che fanno parte di un percorso, liberamente proposto e altrettanto liberamente accolto da chi decide di aderirvi, fondato su due obiettivi: la riflessione sulla propria sessualità e l’accoglienza della Parola di Dio come regola in base alla quale organizzare la propria vita». NESSUNA “TERAPIA RIPARATIVA”
Difficile cogliere in questo programma spirituale «un’offesa alle condizioni delle persone omosessuali e, soprattutto, la volontà di proporre una ‘terapia riparativa’. Pratica psicoterapeutica ormai desueta e che vuol dire tutto e niente, ma che per le lobby gay si è trasformata in una parola d’ordine per una sorta di indignazione a comando».
CASTITA’ COME SCELTA DI VITA. Sul caso si è registrato anche l’intervento diretto di Courage Italia che in un comunicato sottolinea come «molte persone ritengono legittima e attraente una proposta di vita affettiva in armonia con l’antropologia cristiana». Inoltre, si fa notare, «la castità non è un ‘obbligo’ ma viene vissuta come scelta di amore per Dio e per gli altri». Scelta che merita rispetto «indipendentemente dall’orientamento sessuale». Respinta con molta fermezza l’accusa di praticare terapie di guarigione: «Ogni uomo o donna che partecipa liberamente alle attività di Courage sa che lì può trovare aiuto spirituale, accoglienza e amicizia, ma non una terapia medica, come viene ricordato all’inizio di ogni incontro».
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LA LEGA ARABA CON LA SHARIA STA MINACCIANDO IL GENERE UMANO DI STERMINIO, MA, QUESTA VOLTA NELL'ERA DEI SATANISTI MASSONI FARISEI: PER L'ISLAM FINIRà IN TRAGEDIA! MA QUESTA è UNA TRAGEDIA DEFINITIVA SENZA RIMEDIO! I cristiani possono professare la fede nell’islam per salvarsi la vita? Rinnegare la propria fede è una cosa seria, ma non a tutti è dato il dono del martirio. 15 dicembre 2015. Padre Elias Mallon. I cristiani possono professare la Shahada islamica, il credo o professione di fede dei musulmani, per salvarsi la vita? La questione è stata sollevata di recente da un docente di Storia e Teologia della St. Paul’s University di Limuru e Nairobi, in Kenya. Di primo acchito la domanda sembra semplice, pressante e molto attuale, soprattutto considerando i recenti massacri di cristiani da parte degli estremisti islamici in Kenya. A una lettura più approfondita, però, la questione non è poi così semplice. L’autore menziona i leader cristiani in Kenya, che hanno detto che per salvarsi la vita i cristiani possono recitare la Shahada. L’autore dell’articolo è fortemente in disaccordo. È chiaro, quindi, che la domanda non è solamente teologica, ad esempio sul fatto che la Shahada contenga qualcosa di diametralmente opposto alla fede cristiana. La risposta è sia sì che no. La prima parte della Shahada, “non c’è dio all’infuori di Dio”, non è più problematica per un cristiano dello Shemà degli ebrei, “Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo” (Deuteronomio 6, 4). I cattolici romani e molti altri cristiani, ebrei e musulmani credono nello stesso Dio (cfr. Concilio Vaticano II, Lumen Gentium, par. 16). La seconda parte della Shahada, “e Maometto è il messaggero di Dio”, è per i cristiani molto più problematica. Ad ogni modo, non è questo il fulcro della questione, che sembra riguardare piuttosto il permesso. La posizione dell’autore al riguardo è chiara. Parla di recitare la Shahada per salvarsi la vita come “scegliere di rinnegare Cristo per il bene della preservazione di sé”. Recitare la Shahada per salvarsi la vita comunica che “la mia fede in Cristo è una fede di convenienza”, e i cristiani che la pensano così sono “concentrati su se stessi” e “un giorno lodano il Signore e quello dopo recitano il credo musulmano solo per uscire dalla sofferenza”. La persecuzione tira fuori il meglio e il peggio della cristianità, e a volte il peggio viene da settori inaspettati. Nei primi cinque secoli della Chiesa ci sono stati due movimenti importanti (dichiarati eresie) che avevano a che fare con cristiani la cui fede non era abbastanza forte da morire per lei. Questi movimenti erano il novazianesimo (III secolo) e il donatismo (IV secolo). Entrambi i movimenti erano quello che si descrive come “rigoristi”. Per i novaziani, i cristiani che “sbagliavano” (lapsi) non avrebbero mai potuto essere riaccolti nella comunione con la Chiesa. I donatisti, pur se meno estremi dei novaziani, erano ad ogni modo molto rigidi nei confronti dei cristiani che avevano sbagliato ma poi si erano pentiti. Quello che avevano in comune i due movimenti era il concetto della Chiesa come “Chiesa di santi, ad esclusione dei peccatori”. In entrambi i casi, la Chiesa non era d’accordo. È interessante e ironico che una discussione analoga stia avendo luogo nell’islam. Come quella nel cristianesimo, la discussione nell’islam risale a molti secoli fa. Nell’islam, la questione riguarda l’apostasia. La domanda è fondamentalmente questa: la fede è solo una questione di cuore o è una questione di osservanza esteriore? Se una persona non rinnega davvero la fede, anche se non vive affatto i suoi precetti, quella persona è un’infedele (kāfir) condannata all’inferno? I Murjiʽiti, che risalgono alla prima generazione dell’islam, e i seguaci della scuola di giurisprudenza Ashʽari non ritengono questi atti un’apostasia. I musulmani sciiti hanno la categoria della taqiyya, “dissimulazione, prudenza”, che permette ai credenti di rinnegare la propria fede sotto minacce estreme. Alcune scuole di pensiero islamiche sunnite come i Kharijiti, tuttavia, si sono affrettate a considerare questi musulmani infedeli e meritevoli di morte e dannazione. È interessante che l’ultima scuola di pensiero rigorista sia stata scelta da molti musulmani salafiti-jihadisti contemporanei e portata all’estremo dall’ISIS. E così, in un esempio ironico degli opposti che si incontrano, la posizione rigorista nella cristianità trova delle analogie nella posizione estremista contemporanea nell’islam.
Alla fin fine, ad ogni modo, la questione dev’essere trattata come questione pastorale. Come tutta la ricerca medica mira alla guarigione, tutta la teologia, indipendentemente da quanto possa essere astratta, deve tendere alla pratica pastorale. È anche una questione di ecclesiologia o teologia della Chiesa. Se la Chiesa è esclusivamente la comunità dei santi, dei puri e degli eroici, allora non c’è posto per chi ha sbagliato o per chi è debole. Se invece la Chiesa è la comunità dei santi e dei peccatori, degli eroici e dei deboli, se la Chiesa è – come la definisce papa Francesco – l’ospedale da campo dopo una battaglia, allora c’è posto per tutti. Il Nuovo Testamento descrive Gesù come una persona venuta non per i giusti ma per i peccatori (Luca 5, 32), non per i sani ma per i malati (Marco 2, 17) e come colui che richiede misericordia, non sacrificio (Matteo 9, 13). I cristiani stanno subendo persecuzioni terribili in molte parti del mondo. Non parliamo della discriminazione o della perdita di prestigio, ma della perdita di proprietà, famiglia e vita. Se dobbiamo essere onesti, nessuno di noi sa come reagirebbe di fronte alla minaccia di una morte violenta. Sono certo che quei “leader e accademici cristiani… che dicono che si può recitare la Shahada islamica” non stanno dicendo semplicemente che va bene, come se fosse una possibilità tra le tante (uguali?) sono pienamente consapevoli del tipo di situazione in cui una persona si dovrebbe trovare per avere questo dilemma. Il mio sospetto è che qualcuno possa aver usato l’antico ragionalmento morale del “male minore”. In ogni caso, indipendentemente da come venga posta la domanda, il problema è profondo a livello pastorale, riguardando nella fattispecie come ci rapportiamo alle persone che non hanno scelto il martirio. Quasi fin dall’inizio, i cristiani hanno parlato del martirio come di un dono. Se il martirio è un dono, allora potremmo dover affrontare il fatto che è un dono non dato necessariamente a chiunque. Come la storia della Chiesa ha mostrato ripetutamente, l’ideale e la realtà di una fede eroica fino alla morte sono sempre stati due cose diverse. Ci sono stati coloro che sono morti piuttosto che rinnegare la propria fede e quelli che non l’hanno fatto. Rinnegare la propria fede è sicuramente una cosa molto seria. Spesso nei Vangeli Gesù parla di rinnegare chi lo rinnega (Matteo 10, 31 segg; Marco 8, 38; Luca 12, 9). Quello stesso Gesù, tuttavia, dice a Pietro che deve perdonare non 7 ma 77 volte (Matteo 18, 22). Dubito davvero che Gesù abbia stabilito uno standard più elevato per gli uomini che per Dio. Il reverendo Elias D. Mallon è membro dei Frati Francescani dell’Atonement. Ha conseguito una licenza in Antico Testamento e un dottorato in Lingue Mediorientali presso la Catholic University of America. I suoi articoli appaiono regolarmente sulle riviste America e ONE. Elias è responsabile per le relazioni esterne della Catholic Near East Welfare Association (CNEWA), che sostiene progetti caritatevoli, educativi, sanitari e di sviluppo in Medio Oriente, Etiopia, Europa orientale e India meridionale. Rappresenta la CNEWA alle Nazioni Unite.
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QUESTI CRIMINALI IDEOLOGICI SONO UNA TEOSOFIA SATANICA CHE ABBATTE LA LEGGE NATURALE, E CHE ABBATTE LA SAPENZA ED UN AMORE: NATURALE CREATIVO ED INFINITO, MA, IL CREATORE ONNIPOTENTE, SARà COSTRETTO AD ABBATTERE TUTTI LORO, IN UNA DISPERAZIONE INFINITA! PERCHé QUESTI PERVERTITI HANNO DISTRUTTO IL CONCETTO DI MORALITà E DI ETICA, PERCHé, HANNO SCARDINATO LA VITA, E I SIGNIFICATI SEMANTICI, I CONCETTI FONDATIVI DI DEFINIZIONE DEL BENE E DEL MALE? DA LORO SONO STATI PERVERTITI! Michela Marzano usa anche Papa Francesco per promuovere il gender. Chris Maxwell. Unione Cristiani Cattolici Razionali. 15 dicembre 2015. BOLOGNA, ITALY - NOVEMBER 08: Italian authoress Michela Marzano attends the presentation of her book 'Love is everything: that's all that I know about Love' (L'Amore e tutto: e tutto cio che so dell'Amore) at Ambasciatori book shop on November 8, 2013 in Bologna, Italy. (Photo by Roberto Serra - Iguana Press/Getty Images) Sono almeno quattro i diretti interventi di Papa Francesco nel solo 2015 contro il gender, la teoria secondo la quale l’essere uomini e donne sarebbe una costruzione sociale e non derivata necessariamente dall’essere nati come maschi e femmine. Come abbiamo documentato nel nostro dossier apposito, a gennaio Francesco ha rivelato di essere stato un testimoni oculare del tentativo di introdurre il gender nelle scuole: «Era un libro di scuola, un libro preparato bene didatticamente, dove si insegnava la teoria del gender […]. Questa è la colonizzazione ideologica: entrano in un popolo con un’idea che niente ha da fare col popolo […] e colonizzano il popolo con un’idea che cambia o vuol cambiare una mentalità o una struttura. Lo stesso hanno fatto le dittature del secolo scorso […] pensate ai Balilla, pensate alla Gioventù Hitleriana. Hanno colonizzato il popolo, volevano farlo». Ha poi ripreso l’episodio nel marzo successivo: «Sono stato testimone di un caso di questo tipo con una ministro dell’educazione riguardo l’insegnamento della teoria del “gender” che è una cosa che sta atomizzando la famiglia. Questa colonizzazione ideologica distrugge la famiglia». Sempre nello stesso mese ha parlato di «quello sbaglio della mente umana che è la teoria del gender, che crea tanta confusione. Così la famiglia è sotto attacco», mentre nell’Udienza generale di aprile ha valorizzato la differenza tra uomo e donna, dicendo anche: «io mi domando, se la cosiddetta teoria del gender non sia anche espressione di una frustrazione e di una rassegnazione, che mira a cancellare la differenza sessuale perché non sa più confrontarsi con essa». Davanti a questi durissimi interventi, il fatto che la filosofa Michela Marzano citi il Pontefice nei suoi quotidiani spot pro-gender è ancora di più deleterio e significativo della cattolicità autodichiarata dalla parlamentare Pd. Invitata recentemente anche a Tv2000, la televisione della CEI, il giorno prima di Costanza Miriano: una scelta poco felice (non è la prima da quando l’ex Iena Alessandro Sortino è diventato vicedirettore), dando spazio (senza contraddittorio) in buona fede e in nome di un giornalismo etico e obiettivo a chi spazio ne ha già a sufficienza (anzi, sui grandi media si sente la carenza delle voci contrarie) e in buona fede non lo è affatto. Lo ha dimostrato proprio la Marzano quando ha strumentalizzato Francesco in una recenteintervista a Il Mattino, sostenendo che anche il Papa sarebbe a favore dei ripensamenti dei ruoli di genere per promuovere l’uguaglianza. La filosofa è autrice del recente libro “Papà, mamma e Gender” (Utet 2015), scritto frettolosamente per smentire l’esistenza della famosa teoria ma, attraverso il quale, ne ha riproposto i contenuti, come abbiamo già evidenziato. E’ infatti molto più facile introdurre queste “colonizzazioni” nelle scuole senza dare ad esse un’etichetta ben precisa, facilmente accusabile e confutabile.
Anche recentemente la Marzano ha scritto: «paternità e maternità sono caratteristiche che appartengono a ognuno di noi, indipendentemente dalla propria identità di genere». Questa è esattamente l’ideologia gender: la mamma può essere chiunque si percepisce come donna, indipendentemente dal fatto che sia nato come maschio o femmina, e viceversa. Questo per la Marzano significa “ripensare” i ruoli di genere, tirando dalla sua parte il Pontefice. Nella stessa intervista al quotidiano campano la Marzano ha ancor meglio precisato: «Quando si parla di “sesso” ci si riferisce all’insieme delle caratteristiche fisiche, biologiche, cromosomiche e genetiche che distinguono i maschi dalle femmine. Quando si parla di “genere”, invece, si fa riferimento al processo di costruzione sociale e culturale sulla base di caratteristiche e di comportamenti, impliciti o espliciti, associati agli uomini e alle donne». Sarebbe quindi da promuovere come normale il percepirsi come maschi-donne e femmine-uomini nel caso in cui sesso e genere non coincidano, alla faccia delle rassicurazioni sul fatto che si vuole soltanto insegnare il rispetto. Ecco la colonizzazione ideologica contro cui sta combattendo Papa Francesco.
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QUESTI CRIMINALI IDEOLOGICI SONO UNA TEOSOFIA SATANICA CHE ABBATTE LA LEGGE NATURALE, E CHE ABBATTE LA SAPENZA ED UN AMORE: NATURALE CREATIVO ED INFINITO, MA, IL CREATORE ONNIPOTENTE, SARà COSTRETTO AD ABBATTERE TUTTI LORO, IN UNA DISPERAZIONE INFINITA! PERCHé QUESTI PERVERTITI HANNO DISTRUTTO IL CONCETTO DI MORALITà E DI ETICA, PERCHé, HANNO SCARDINATO LA VITA, E I SIGNIFICATI SEMANTICI, I CONCETTI FONDATIVI DI DEFINIZIONE DEL BENE E DEL MALE? DA LORO SONO STATI PERVERTITI! Educazione. “Educazione moderna”, il video che critica con tanto umorismo l’ideologia di genere che fa paura. 15 dicembre 2015. Che cos’è il politically correct? Dire le cose senza offendere nessuno o dire bugie? Poco tempo fa leggevamo la notizia del divieto del Padre Nostro in un cinema e pochi giorni fa una mostra sacrilega di ostie consacrate veniva chiamata arte. Entrambe le proposte in onore dell’esercizio del diritto di dire quello che voglio e del mondo di tollerarlo. Conceptional Media ci presenta esattamente questo fenomeno. Il video Educazione moderna può sembrare a molti simpatico o esagerato, ma in realtà è un video da incubo. La storia ci mostra una lezione di matematica in cui il linguaggio è stato completamente modificato, e quindi la matematica non ha più il significato reale. Il “nuovo” alunno, che potrebbe essere chiunque di noi, non capisce cosa succede. Le sue parole e i suoi atteggiamenti hanno un significato del tutto diverso per il resto della classe. Questa sala non si allontana dal mondo moderno in cui tutto è relativo, tutto è permesso e ciò che è anormale diventa normale e dev’essere non solo accettato ma celebrato, mentre ciò che è naturale viene sminuito. Tutto questo accade semplicemente modificando il linguaggio. Suona familiare? Non siamo molto lontani dal trasformarci in questa classe. Lasciarci trascinare da questa “modernità” ci toglie il senso autentico e libero di essere persone. È come se all’improvviso non avessimo più il diritto di avere un’opinione formata e obiettiva riguardo al mondo. Come se la ricerca del bene e la verità fossero proibite, o peggio ancora non esistessero. Questa ideologia ci sta privando del nostro diritto di essere persone! Ci sta allontanando da ciò che è buono per tutti e sta evitando che il mondo sia migliore. Una società felice è impossibile in queste circostanze. Il bene, il buono, è l’unica cosa che ci può legare armoniosamente come società. Senza il bene e senza la verità, la libertà scompare e con questo noi come persone rimaniamo vuote, tradendo il nostro fine, che è donarci e incontrare gli altri. Quante volte vi siete trovati nella situazione in cui dovevate tenere per voi le cose o modificare il vostro linguaggio non solo per non offendere o discriminare, ma per proteggervi? Essere cattolici, avere una famiglia numerosa, essere a favore della vita, difendere il matrimonio ed essere eterosessuali è aggressivo. Come può essere possibile che si debba tenere per sé la verità e non si diffonda il bene per paura? Forse anche voi non avete il diritto di essere tollerati e rispettati? E al di sopra di questo, forse il mondo può perdere l’opportunità di essere migliore? Come ha detto papa Francesco nel suo discorso ai vescovi dell’Asia nell’agosto 2014, “(…) l’abbaglio ingannevole del relativismo, che oscura lo splendore della verità e, scuotendo la terra sotto i nostri piedi, ci spinge verso sabbie mobili, le sabbie mobili della confusione e della disperazione. È una tentazione che nel mondo di oggi colpisce anche le comunità cristiane, portando la gente a dimenticare che ‘al di là di tutto ciò che muta stanno realtà immutabili; esse trovano il loro ultimo fondamento in Cristo, che è sempre lo stesso: ieri, oggi e nei secoli’ (Gaudium et spes, 10; cfr Eb 13,8)”. Non parlo qui del relativismo inteso solamente come un sistema di pensiero, ma di quel relativismo pratico quotidiano che, in maniera quasi impercettibile, indebolisce qualsiasi identità. Modern Educayshun ITA - Nelle Note Multimedia. https://www.youtube.com/watch?v=z72jtR_om98 Nelle Note multimedia. Published on Dec 16, 2015. The follow up to #Equality, Modern Educayshun delves into the potential dangers of our increasingly reactionary culture bred by social media and political correctness. Written and Directed by Neel Kolhatkar
Instagram & Twitter @neelkolhatkar https://youtu.be/z72jtR_om98
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What Do Palestinians Think about the Holocaust? https://youtu.be/7TJzclHiQIY Have you ever wondered what the average Palestinian knows or thinks about the Holocaust? The answers provided in this video are shocking. https://www.youtube.com/watch?v=7TJzclHiQIY Palestinians: What do you know about the Holocaust? Corey Gil-Shuster. Published on Aug 31, 2014 Please donate to the project so I can travel further and more often: http://www.gofundme.com/Ask-Project Want to know what Israelis and Palestinians in the Middle East really think about the conflict? Ask a question and I will get answers. Want to contribute? Go to http://www.gofundme.com/Ask-Project People ask Israeli Jews questions. I go out and ask random people to answer. Canadian-Israeli filmmaker Cory Gil-Shuster set out last summer, during Operation Protective Edge, to find out what the Palestinians on the street have to say about the Holocaust. The answers from our Palestinians neighbors presented in the video below are very interesting, to put it mildly. This film is a must-watch and SHARE…    http://unitedwithisrael.org/watch-what-do-palestinians-say-about-the-holocaust
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ONU HA SMESSO DI ESSERE IL TESTIMONE DEI DIRITTI UMANI, ECCO PERCHé, LO STERMINIO, IL GENOCIDIO, SONO DELLE LOGICHE DELLA GEOPOLITICA USA NATO LEGA ARABA! ECCO PERCHé, LA GUERRA MONDIALE PUò ESSERE SOLTANTO UN FATTO, UN EVENTO INEVITABILE, DA DECIDERE SOLTANTO SU SCALA TEMPORALE! http://unitedwithisrael.org/watch-its-so-easy-to-blame-israel/ Has anyone noticed that the Palestinians have never compromised on ANY issue, yet Israel is to blamed for literally EVERYTHING? This video is a bit funny but dead serious. Its message is extremely relevant and must be seen by all. WATCH: It’s So Easy to Blame Israel. https://www.youtube.com/watch?v=MhrJAZHHSIg Blame Israel! https://youtu.be/MhrJAZHHSIg thelandofisrael, Uploaded on Nov 1, 2011
TheLandofIsrael.com has done it again! In this new, entertaining approach to sticking up for the Jewish People, Ari & Jeremy put the blame where it belongs! UNESCO has accepted the Palestinian Authority (PA) as an official member. Pressure on Israel is mounting, fingers are pointing at the Jewish State, and the layers of the blame are those who should be our greatest allies. Wach this video to decide for yourself who's to blame in the Middle East conflict. Israelis and the Palestinians have been embroiled in negotiations for years. Some of Israel's most hard line leaders have made unprecedented sacrifices for peace, while throughout the entire process, the Arab leadership in Gaza, Judea & Samaria (the West Bank) and Jerusalem have never compromised on any issue. With regards to israel, The differences between Hamas, Fatah (PLO), Islamic Jihad and Hezbollah have become nuanced at best. Can any rational person blame Israel for the lack of peace when their so called "partner" in negotiation has never made even one concession or compromise?  
Secretary of State John Kerry just recently blamed Israel (again) for the lack of peace with the Palestinians. United with Israel is often bombarded with messages from people urging us to just “make peace” and “stop killing” the Palestinians. What nobody seems to realize is that the blame is being placed on the wrong side. Who is responsible for the lack of peace? Here comes the answer!
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NON è GIUSTO CHE, IO DEVO FARE MORIRE GLI ISRAELIANI, PER DISTRUGGERE LA LEGA ARABA E SALVARE IL GENERE UMANO! NO NON è GIUSTO! PRESTO VERRANNO A SGOZZARE ANCHE VOI! IO SONO SCANDALIZZATO DELLA COMPLICITà DI TUTTE LE NAZIONI CON IL PIù BRUTALE NAZISMO SHARIA DI ASSASSINI SERIALI MANIACI DELLA STORIA DEL GENERE UMANO!
http://unitedwithisrael.org/watch-palestinian-lies-kill/ WATCH: How Palestinian Lies Literally Kill. Palestinian lies are constantly spread, inciting the masses to violence and terrorism, and innocent civilians have died as a result. Incitement kills. Words kill. Lies kill.
The Palestinian “lie machine” is in full effect, urging Palestinian civilians to give up their lives so they can become martyrs. The lie that Israel is trying to change the status quo of the Temple Mount is still being spread. In fact, this particular lie has been spread since 1929! And yet, Israel has never attempted to damage or destroy the Al-Aqsa Mosque. It stands today as it has for centuries. What we see clearly is that Palestinian incitement and lies really do kill. Please help Israel and SHARE this video. Published on Dec 15, 2015
https://youtu.be/JAndoxXUNtI As Israeli civilians are being butchered by Palestinian terrorists, it's evident that Palestinian lies kill. The Biggest Palestinian lie is that Israel is trying to change the status-quo on the Temple Mount, while in fact Israel is determined to maintain the status-quo. Palestinian Lies Kill
Israel's Foreign Affairs Min. https://www.youtube.com/watch?v=JAndoxXUNtI
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IL TERRORISMO ISLAMICO SHARIA è CONCESSO, PERMESSO, FINANZIATO, DIFFUSO, DALLA GALASSIA JIHADISTA TURCO SHARIA SAUDITA, IN TUTTO IL MONDO, MA, NON è MAI CONDANNATO, ALMENO IPOCRITAMENTE, FORMALMENTE, SOLTANTO, IN ISRAELE! IN ISRAELE OGNI TERRORISMO è LEGITTIMO! MA, SE LA SHARIA DELLA LEGA ARABA, NON FOSSE DIETRO, A TUTTO IL TERRORISMO MONDIALE? POI, IL TERRORISMO MONDIALE SECCHEREBBE SUBITO! IO FARò DEL MALE A TUTTE LE NAZIONI DEL MONDO PER QUESTO MOTIVO! Defense Minister Moshe Ya’alon responded to US Secretary of State John Kerry’s accusations that Israel is responsible for stalled peace talks, charging that Kerry’s plans for Israel would endanger its security and were impracticable. In an interview with the The New Yorker magazine this month, US Secretary of State John Kerry expressed frustration with the stalled Israeli-Palestinian peace process and placed the blame on Israel. “We know exactly what we are doing,” Ya’alon told Israel’s IDF Radio on Tuesday. “I will say this clearly: we do not want to rule over them [the Palestinians] and it is good that they have political independence and that they vote for their own parliament. Between this and [Israel] leaving Judea and Samaria – then what? It [the Palestinian entity] will be vital – financially, with infrastructure and even security? If we[the IDF] would not be operating [against Palestinian terrorism] in Jenin and Shechem, Abu Mazen [Palestinian Authority head Mahmoud Abbas] would cease do to so as well.” “It’s no secret we don’t agree [with the Americans] on everything,” he added. “If we would have implemented Kerry’s plans for security, which he passed on to us over a year ago – then there would be mortar shells falling on Ben Gurion Airport today.” Minister of Internal Security Gilad Erdan blasted Kerry for his lack criticism of the Palestinians for their refusal to negotiate and their terrorism. “I deeply regret Kerry’s remarks,” he stated. “I will not begin to ask similar questions about other conflicts occurring across the globe. I think that Kerry would have done better if, instead of making those statements, he put pressure on the side that actually refuses to enter a diplomatic process.” By: Max Gelber, United with Israel
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LE NAZIONI DEL MONDO NON ASCOLTANO LA DISPERAZIONE DEI MARTIRI CRISTIANI ED ARRIVERà IL GIORNO, CHE IO NON ASCOLTERò PIù LA DISPERAZIONE DEL MONDO! Kenya: non solo Garissa. Sintesi: il Kenya sale nella nostra WWList a causa di una forte islamizzazione di certe aree del paese e di conseguenti tensioni derivanti da frange radicali. L'attentato di Garissa di aprile è solo il più eclatante, ma si susseguono da tempo aggressioni, minacce e discriminazioni a danno dei cristiani locali. Il pastore Abramo ci accoglie sorridente: "Siamo felici di ricevervi. Grazie per essere venuti da molto lontano per incoraggiarci”. La sua comunità è una delle tante che la nostra missione aiuta in Kenya, paese profondamente cristiano, ma che in alcune regioni sta vivendo fortissime tensioni per un'islamizzazione crescente e l'arrivo di frange estremiste che seminano il terrore. In Italia si parlò molto della strage dell'università di Garissa, dove ad aprile di quest'anno i terroristi islamici di Al-Shabaab fecero irruzione separando gli studenti cristiani dai musulmani e assassinando brutalmente 143 di loro (più alcune guardie e decine di feriti). Quell'università deve ancora riaprire, il trauma di quell'evento ha avuto profonde ripercussioni nelle famiglie delle vittime, nei sopravvissuti, nello staff dell'università e nell'intera comunità cristiana di Garissa. Confidano e lavorano affinché a breve possa riaprire. Il pastore Abramo guida una chiesa di almeno 100 membri in un'area fortemente islamizzata e dove la tensione è palpabile: "Non molto tempo fa, ci stavamo riposando dopo una riunione di preghiera tenutasi nel nostro locale quando fecero irruzione 2 uomini armati, gridando Allah è grande. Era notte e ci sorpresero, mi alzai di scatto, sentii le esplosioni e una forte spinta e fitta al petto: caddi tra le sedie rovinosamente e capii che mi avevano sparato”, racconta il pastore. In quell'attentato avvenuto ben prima di quello dell'università di Garissa, persero la vita due membri di chiesa presenti, mentre la pallottola che colpì al petto il pastore passò a un paio di centimetri dal cuore per uscire da dietro la spalla. "Quando riaprii gli occhi, non c'erano più. Pensavo di essere morto, ma il dolore mi ricordò immediatamente che ero vivo. Mi guardai attorno e vidi la confusione e i corpi dei miei fratelli a terra. Poi arrivarono gli aiuti”. Garissa non è un caso isolato, è solo uno dei più eclatanti di queste zone del Kenya. Si registra infatti un aumento di aggressioni, minacce, discriminazioni a danno delle comunità cristiane in particolare in aree come quelle al confine con la Somalia. Di fatto il pastore Abramo e i leader delle altre chiese della zona, da tempo non possono tenere incontri serali (di preghiera, di studio o altro) per ordine delle autorità. Iniziano a sperimentarsi ostacoli nell'apertura di nuove chiese in alcune specifiche aree fortemente islamizzate, per via del fatto che le autorità preferiscono "non alimentare tensioni”: ebbene una chiesa in queste aree evidentemente è considerata fonte di tensioni. E' per questa ragione che il Kenya sta guadagnando posizioni nella nostra WWList.
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ISraele ] MA, DOVE LONTANO TU CREDI DI POTER ARRIVARE? tra la kabbalah esoterica, il talmud satanico: il sistema massonico SpA bancario, e la stella di rothschild sulla bandiera? TU SEI GIà ALL'INFERNO!
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ma, la aggressione letale contro la RUSSIA? è soltanto, la storia della morte [ NATO ], che cerca a sua occasione! Russia, Medvedev: con abbattimento Su-24 Turchia ha dato motivo per scoppio guerra ] e gli islamici non giudicano negativamente un evento di guerra mondiale, anzi, perché nella storia gli islamici hanno sempre giocato d'azzardo! e grazie a tutti i genocidi che hanno fatto? dobbiamo dire che gli è sempre andata bene! [ 09.12.2015( Con l'abbattimento dell'aereo russo Su-24 Ankara ha creato un motivo per far scoppiare una guerra, ma le autorità russe non hanno risposto simmetricamente, ha dichiarato il primo ministro Dmitry Medvedev rispondendo alle domande dei giornalisti dei canali televisivi russi nel programma tradizionale "Conversazione con il primo ministro." "Nel 20° secolo come agivano solitamente i Paesi a casi simili? Iniziavano una guerra," — ha detto Medvedev. Medvedev ha sottolineato che Mosca non intende avviare azioni militari di risposta, tuttavia vuole dimostrare alla Turchia la durezza della sua posizione. Medvedev: giusto aumento spese difesa, senza buon esercito Stato russo non esisterebbe
Medvedev accusa Turchia: difende ISIS
Putin sull'abbattimento Su-24: "Perchè lo hanno fatto? Lo sa solo Allah"
Lavrov su abbattimento Su-24: qualcuno vorrebbe far saltare i negoziati di pace su Siria: http://it.sputniknews.com/politica/20151209/1691011/Siria-Aviazione.html#ixzz3ubzMMYT7












il MODERNISMO ERESIA, come il "fumo di satana" è entrato nella Chiesa di Cristo, la aggressione dei marrani! LA NATURA UMANA(EVOLUTA SENZA DIMOSTRAZIONE SCIENTIFICA) ASSOLUTAMENTE INADATTA ED INCOMPATIBILE, PER IL REGNO DI DIO, A MOTIVO DEL PECCATO ORGINALE è DIVENUTA "BUONA" RIDICOLIZZANDO IL SACRIFICIO DELLA CROCE, e RENDENDO INCOMPRENSIBILE LA VITA DELL'UOMO SPIRITUALE, E DELL'UOMO DIVINIZZATO. I CARNALI GENDER, SCIMMIE EVOLUTE, HANNO AVUTO IL LORO MOMENTO DI GLORIA: questo è il POTERE DELLE TENEBRE! ] Teologi e Pastori scellerati invece di fondarsi su San Tommaso e il concilio Vatino II, come sul"Fides et Ratio" il solido magistero della Chiesa, attingono alla schiuma del demonio: Cartesio, Hume, Kant, Schelling, Hegel, Heidegher, Husserl, ecc...


http://www.paginecattoliche.it/modernismo2.htm
 II. L'antimodernismo sotto Pio xX, Testo del prof. Roberto de Mattei. tratto dall'opera "Don Orione negli anni del modernismo",
edita da Jaca Book, Milano 2002, pp. 320, Euro 23, ISBN 8816-30386-7. http://www.jacabook.it/ricerca/schedalibro.asp?idlibro=2714,
e curato da Don Flavio Peloso dell'Opera Don Orione, http://213.156.45.144/m2wa/donorione/messaggi/articolo.asp?ID=129 ,
qui riprodotto per gentile concessione del curatore e dell'editrice. 1. Il Magistero antimodernista di san Pio X. La reazione antimodernista all'interno della Chiesa si riassume emblematicamente nell'opera di magistero e di governo di Pio X anche senza evidentemente esaurirsi in essa. Il numero dei collaboratori pienamente fedeli agli orientamenti del Pontefice fu tuttavia meno consistente di quanto si possa immaginare e gli antimodernisti costituirono, come i modernisti, una minoranza all'interno della Chiesa.

Quando, il 4 agosto 1903, cardinale Giuseppe Sarto, patriarca di Venezia, venne elevato al soglio pontificio, il padre Semeria ne apprese la notizia da don Minocchi in Russia. «Chi han fatto Papa?», domandò. «Sarto – rispose Minocchi – con il nome di Pio X». «Un reazionario! Siamo fritti», rispose Semeria1.
Il «reazionario» Pio X, «fu nel medesimo tempo – come ben sottolinea Roger Aubert – uno dei più grandi pontefici riformatori della storia»2. Il suo programma di restaurazione della società cristiana, riassunto dalla formula Instaurare omnia in Cristo, implicava, oltre alla ferma difesa dell'ortodossia della Chiesa minata dal modernismo, anche un vasto programma di iniziative pastorali e di riforme, a cominciare da quella della Curia pontificia. La reazione di Pio X contro il modernismo non fu d'altra parte, semplice repressione, ma profonda riflessione e fermo giudizio sui problemi che esso sollevava. Ciò risulta chiaramente dalla enciclica Pascendi3, l'atto più significativo del suo regno e uno dei documenti pontifici di maggior spessore teoretico del secolo XX. La Pascendi venne preceduta dal decreto Lamentabili4 che sta ad essa come il Sillabo alla Quanta cura e fu seguita dal giuramento antimodernista Sacrorum antistitum, che ne costituisce il compimento.
L'ampio ed elaborato documento è diviso in tre punti in cui vengono analizzate e ricondotte a unità le diverse personalità che si fondono nei fautori del modernismo: il teologo, lo storico, il critico, l'apologeta, il riformatore. Seguono le istruzioni disciplinari che i vescovi debbono attuare nella scelta dei professori nei seminari e per l'incremento degli studi filosofici, teologici e delle materie profane ausiliarie.
Per Pio X, l'agnosticismo, secondo cui la ragione umana è ristretta interamente entro il campo dei fenomeni e non può innalzarsi a Dio, né conoscerne l'esistenza, sia pure per mezzo delle cose visibili, costituisce l'aspetto negativo del modernismo5. La dottrina dell'immanenza vitale ne costituisce l'aspetto positivo6.
L'immanenza, come ogni fenomeno vitale, nasce per i modernisti da un bisogno che sorge a sua volta da un «movimento del cuore», un sentimento religioso, la cui specificità è la fede che non poggiando su alcune premesse razionali è in realtà fideismo. La fede per essi non è l'adesione dell'intelligenza ad una verità rivelata da Dio, ma una esigenza religiosa che per «vitale immanenza» si sprigiona dall'oscuro fondo (subcoscienza) dell'anima umana. L'immanenza postula l'equivalenza tra coscienza e rivelazione intesa come l'apparire di Dio all'anima: di qui «la legge che erige la coscienza religiosa a regola universale sullo stesso piano della rivelazione e alla quale tutto deve essere sottoposto, perfino l'autorità suprema, nella sua triplice manifestazione, dottrinale, culturale, disciplinare»7.
L'immanenza viene applicata dal teologo alle formule e verità di fede con la conclusione che le rappresentazioni della realtà divina si riducono a «simboli», espressioni di particolari situazioni di coscienza la cui «formula intellettuale» muta a secondo dell'«esperienza interiore» del credente. Le formule del dogma, per i modernisti, non contengono verità assolute: esse sono immagini della verità che devono adattarsi al sentimento religioso8.
Il modernismo respinge i concetti della trascendenza teologica di Dio rispetto al creato, della divinità di Gesù Cristo, considerata unicamente presente nella coscienza del credente e della divinità della Chiesa, prodotto dell'esperienza collettiva. In ultima analisi l'unica formula valida della verità religiosa si risolve nella struttura che la coscienza dà a sé stessa di fronte ai singoli problemi della fede. In questo senso viene capovolta la prospettiva tradizionale secondo cui l'esperienza religiosa può essere soltanto un valore secondario e indipendente dalla Rivelazione e dal Magistero ecclesiastico e si riprende il tentativo dello gnosticismo di abbracciare tutte le istanze della verità attraverso un principio unico, la soggettività della verità e la relatività di tutte le sue formule9.
Il nucleo del modernismo per Pio X non consiste tanto nell'opposizione all'una o all'altra delle verità rivelate, ma nel cambiamento radicale della nozione stessa di «verità», mediante l'accettazione del «principio di immanenza» che sta a fondamento del pensiero moderno10, come riassume la proposizione 58 condannata dal Decreto Lamentabili: «La verità non è più immutabile dell'uomo stesso, giacché essa si evolve con lui, con lui per lui». Dio stesso si fa in noi e non sarà mai attuato in pieno perché il divenire non può arrestarsi. La conseguenza di quest'errore è la professione dell'evoluzione dei dogmi: il significato e valore dei dogmi non proviene più dal loro immutabile contenuto, ma dall'«esperienza religiosa» del credente, dall'emozione soggettiva che il dogma può suscitare in lui. Contrariamente ai principi di identità, di contraddizione e di causalità, il divenire è a se stesso la sua ragione, senza una causa superiore, in un vortice evolutivo in cui l'essere si confonde con il non essere, il vero con il falso, il bene col male.
Considerata nella sua struttura fortemente teoretica ed anche nel suo inconfondibile stile, la Pascendi può essere considerata come un documento fondamentale del Magistero della Chiesa e fra tutti gli atti di Pio X resta «il monumento più insigne del suo pontificato»11. Essa, come sottolinea Poulat12, è lo sbocco logico dell'orientamento vigorosamente affermato da Pio X, circa mezzo secolo prima, nel Sillabo (1864): «Pio IX denunciava gli errori ad extra (all'esterno della Chiesa) che correvano nel mondo; Pio X, al contrario, colpiva un fenomeno ad intra (all'interno della Chiesa), colpendo quegli stessi errori che si erano infiltrati nella Chiesa, dove avevano preso forme e radici»13.
La Pascendi costituirà un riferimento anche per l'enciclica Humani generis di Pio xii14 e la Fides et Ratio di Giovanni Paolo ii15.
Il documento di Pio x fu inaspettatamente elogiato per la sua potenza filosofica e la sua coerenza dai due principali pensatori «laici» dell'Italia del tempo, Benedetto Croce e Giovanni Gentile. Croce, dopo la pubblicazione dell'enciclica, scrisse un articolo sul «Giornale d'Italia» del 13 ottobre 1907, dal titolo Insegnamenti cattolici di un non cattolico. Benedetto Croce a Salvatore Minocchi in cui concludeva ponendo ai modernisti l'alternativa: «o andare innanzi o tornare indietro. Ossia, o ricongiungersi ritardatari alle schiere dei pensatori non confessionali: o, dopo essersi dibattuti vanamente per qualche tempo, ricadere nel cattolicesimo tradizionale»16. Gentile da parte sua scriveva che «in verità l'enciclica Pascendi dominicis gregis è una magistrale esposizione e una critica magnifica dei principi filosofici di tutto il modernismo: e l'accusa di sfiguramento (secondo il termine tolto a prestito dall'enciclica stessa) che l'enciclica avrebbe fatto di esso modernismo, è gridio di paperi, come avrebbe detto il Carducci. L'autore dell'enciclica ha visto fino in fondo e interpretato esattamente, da critico enunctae naris, la dottrina giacente nelle esigenze filosofiche, teologiche, apologetiche, storiche, critiche, sociali dell'indirizo modernista»17.
L'opera antimodernista di san Pio x fu coronata dal Motu proprio Sacrorum antistitum del 1 settembre 191018 e dal giuramento che esso imponeva. «Questo giuramento, senza nulla aggiungere di essenziale agli atti precedenti, ne è quasi un solenne riassunto»19: esso costituisce una positiva e diretta riaffermazione delle dottrine cattoliche alle quali si oppongono le eresie moderniste.
In particolare il giuramento respinge «l'eretica invenzione della evoluzione dei dogmi, secondo la quale tali dogmi cambierebbero di significato per riceverne uno diverso da quello che è stato dato loro dalla Chiesa agli inizi»20 e rigetta la concezione modernista che vede nella dottrina cristiana una «creazione della coscienza umana» che si sarebbe formata poco a poco con lo sforzo degli uomini e dovrebbe perfezionarsi indefinitamente. La Chiesa ribadisce che la «dottrina della fede» è stata «trasmessa dagli apostoli e dai Padri ortodossi» come un «deposito divino» e non come un prodotto umano, frutto del pensiero o della coscienza dell'uomo. Infine l'ultimo articolo, fondendo la dottrina del concilio Vaticano i e quella della Pascendi ricorda che la fede non è «un cieco sentimento religioso che erompe dalle oscurità del subcosciente», ma che essa è «un vero assenso dell'intelletto» alla verità rivelata da Dio21.
Nel corso del suo pontificato, Pio x seguì personalmente l'esecuzione delle disposizioni dell'enciclica e quelle relative al giuramento antimodernista. Questi interventi e le sanzioni ecclesiastiche che colpirono i protagonisti, circoscrissero la portata e gli effetti del movimento ma non valsero ad arrestarne il corso né a frenarne la profonda influenza.

2. I collaboratori di Pio X nella difesa dell'ortodossia
De gentibus non est vir mecum (Is. 63,3), aveva confidato Pio x a mons. Archi che era stato suo metropolitano a Venezia22. La croce del suo pontificato fu la solitudine nell'affrontare la lotta, con pochi veri e devoti collaboratori all'interno dell'episcopato italiano e della stessa Curia romana. Oltre alla sua segreteria, diretta da mons. Giambattista Bressan (1861-1950), Pio x fu coadiuvato soprattutto da due cardinali23, il segretario di Stato Rafael Merry del Val24 (1865-1930) e il prefetto della Congregazione Concistoriale per i Vescovi Gaetano De Lai25 (1853-1928). Se De Lai rappresentò, secondo alcuni, «l'uomo forte del pontificato»26, Merry del Val fu realmente unito a Pio x «cor unum et anima una»27, in undici anni di aspre lotte su molteplici fronti. Una unione intima e costante tra due uomini di così diverse provenienze che si spiega solo, come ben sottolinea Orio Giacchi, se si pensa «all'altissima atmosfera in cui le due anime vivevano»28: canonizzato il Pontefice, in attesa di beatificazione il suo Segretario di Stato, i due personaggi illuminarono indubbiamente con le loro personalità un'oscura epoca nella storia della Chiesa.
Mons. Alfonso Archi (1844-1938), chiamato nel 1905 alla diocesi di Como che resse fino al 1925, e mons. Giovanni Volpi29 (1860-1931) vescovo di Arezzo dal 1904 al 1919, furono i due presuli più vicini a Pio x, rappresentando «le due punte più in vista dell'antimodernismo all'interno dell'episcopato italiano»30. Entrambi furono, oltre che zelanti pastori, insigni direttori di anime. Mons. Archi fu direttore spirituale della visitandina Benigna Consolata Ferrero31 (1885-1916), di cui è in corso il processo di beatificazione; mons. Volpi, già vicario e vescovo ausiliare della diocesi di Lucca, lo era stato della beata Elena Guerra (1835-1914) e di santa Gemma Galgani (1878-1903)32. I loro nomi non avevano tuttavia il prestigio e l'influenza di altri vescovi, come il cardinale di Pisa, Pietro Maffi (1858-1931) e il cardinale arcivescovo di Milano Andrea Carlo Ferrari (1850-1921), favorevoli alla cosiddetta «stampa di penetrazione», avversata dal Pontefice che appoggiava quei giornali che affermassero apertamente e senza compromessi i principi cattolici in tutti i settori della vita cristiana33.

Il quotidiano «L'Unità cattolica» fondato nel 1863 a Torino da don Giacomo Margotti (1883-1887), poi trasferito a Firenze nel 1892 e affidato alla direzione di Giuseppe Sacchetti (1845-1906) era il più importante quotidiano intransigente dell'epoca e il più vicino a Pio x34. Esso fu diretto da due giovani sacerdoti, don Paolo de Toth35 (1881-1965) e poi don Alessandro Cavallanti36 (1879-1917).
A Breganze, nella diocesi di Vicenza, uscì dal 1890 al 1915, la rivista «La Riscossa, Per la chiesa e per la patria» dei fratelli Scotton37, Jacopo (1834-1909), Andrea (1838-1915) e Gottardo (1845-1916). Nella rivista, voce ufficiosa dell'Opera dei congressi, più volte incoraggiata dalla Segreteria di Stato38, Paul Sabatier vedeva, con l'«Unità Cattolica», lo «specchio del pensiero di Pio x»39.
A Genova infine, nel 1908, l'«Eco d'Italia» divenne «La Liguria del Popolo» sotto la direzione di don Giovanni Boccardo40 (1877-1956), membro, per un certo tempo, del Sodalitium Pianum41, legato a mons. Volpi, che gli affidò la direzione del seminario di Arezzo.
Nei momenti delle più calde polemiche, Pio x manifestò la sua simpatia e benevolenza, «con gesti ed espressioni pubbliche ed inequivocabili»42, verso questi giornali che sussidiava, come ricorda il suo segretario particolare mons. Pescini, perché combattevano contro il modernismo43.

3. Mons. Benigni e il Sodalitium Pianum (1909-1921)
Mons. Umberto Benigni44 (1862-1934), entrò in scena qualche anno più tardi, con la sua agenzia di informazioni «Corrispondenza romana» (1907)45, prima pubblicata in italiano e poi in francese e poi con il Sodalitium Pianum, o Sodalizio San Pio v (1909), sotto il patrocinio del Papa che aveva istituito il Sant'Uffizio e ottenuto la grande vittoria di Lepanto contro i turchi (1571).
Nato nel 1862 a Perugia dove aveva completato gli studi ecclesiastici, Benigni aveva iniziato una duplice attività nel campo storico e in quello giornalistico nella redazione di quotidiani intransigenti come il ligure «l'Eco d'Italia» e il romano «La voce della Verità». Personalità di forte ingegno e di vasta cultura, con notevoli doti di organizzatore, il 24 maggio del 1906, su proposta di mons. Gasparri, fu chiamato alla Segreteria di Stato come sottosegretario della Congregazione degli Affari Ecclesiastici straordinari e il 28 agosto 1906 venne nominato prelato domestico di Sua Santità46. Rimase in quella carica fino al 7 marzo 1911 quando gli successe l'allora monsignor Eugenio Pacelli47.
Fu certamente questo il periodo più importante della sua vita. Grazie alla sua conoscenza delle lingue e alle sue relazioni internazionali, egli si occupava in particolare del servizio stampa della Santa Sede, svolgendo, per la prima volta nella storia, un ruolo che lo rese l'antesignano di quella che sarà la «sala stampa» vaticana48.
Nella sua testimonianza al processo di beatificazione di Pio x, il cardinal Gasparri riferendosi al Sodalitium Pianum sottolinea «con dispiacere che questo fu approvato da Pio x e dalla Concistoriale audito Pontifice»49. Pur non avendo mai ricevuto un'approvazione canonica formale, il Sodalitium pianum fu effettivamente conosciuto e incoraggiato dalla Santa Sede: in particolare dalla S. Congregazione Concistoriale, di cui era prefetto il card. De Lai e dallo stesso Pio x che inviò tre autografi papali di benedizione ed assicurò una sovvenzione annuale; costituito nel 1909, il Sodalizio fu sciolto dopo la morte di Pio x per essere riattivato nel 1915, d'intesa con la Congregazione Concistoriale. Venne definitivamente sciolto in data 25 novembre 192150.
Da quel momento in poi e fino alla morte, il 26 febbraio del 1934, mons. Benigni non esercitò alcuna carica ufficiale, al di fuori dell'insegnamento51.
La storiografia contemporanea ha ripreso le accuse di «delazione» e di «spionaggio» già lanciate dai modernisti contro il prelato romano: Benigni sarebbe stato, in una parola, «il peccato di Pio x»52. Si dimentica però il «multiforme e fervido lavorio segreto»53 del modernismo, svolto, come scrive Bedeschi, da un «un reticolo inafferrabile e variegato»54 diffuso nelle principali città italiane (a Napoli Avolio, a Milano Casciola, a Roma Genocchi, a Genova Semeria); in particolare si deve a Sabatier «la creazione di una controinformazione vaticana e modernista»55 attraverso un efficace collegamento coi corrispondenti dalle capitali europee di autorevoli organi di infomazione, dal «Times» al «Journal des Débats», dal «Temps» a «Le Siècle», dal «Daily News» al «Morning Post». Così, nel 1907, Sabatier che era alla ricerca di notizie su Benigni per passarle al giornalista Maurice Pernot56, si rivolge all'oratoriano Mattia Federici per conoscere notizie sul passato genovese del direttore di «Corrispondenza Romana»57: metodi non molto diversi da quelli «spionistici» attribuiti al suo avversario.
Attorno a mons. Benigni e al Sodalitium pianum si è creata una vera e propria «leggenda nera», in maniera tale da impedire un giudizio obiettivo sul personaggio che ebbe un carattere difficile58, ma intese, come scrive il card. Antonelli nella Disquisitio, «mettere sé stesso, le sue molteplici qualità intellettuali, le sue vaste esperienze, soprattutto nel campo storico-culturale e sociologico, al servizio della Chiesa»59. Va tenuta in conto la obiettiva ricostruzione dell'opera del prelato romano e dei suoi collaboratori di uno studioso come Poulat, così come sono di grande valore storico le conclusioni che scaturiscono dalla Disquisitio, che poté basare il suo esame sul prezioso incartamento della S. Congregazione Concistoriale60.
1) Il Sodalitium pianum, considerato in sé e sulla base del suo Statuto e Programma, era un'organizzazione buona e destinata a buon fine.
2) Il Sodalitium pianum voleva essere un organo di penetrazione (vita esemplare dei membri in conformità a tutte le direttive pontificie: vita cattolica «integrale»), e di informazione (raccolta personale, rapida e sicura, di notizie su tutti i campi della vita religiosa, politica, sociale, culturale) a servizio della Curia Romana.
3) Il Sodalitium pianum nella idea primitiva di Benigni, avrebbe dovuto essere una specie di istituto ecclesiastico «secolare» sottoposto alla S. Congregazione Concistoriale, così come vivono e agiscono gl'Istituti religiosi sotto la S. Congregazione dei Religiosi.
Il Sodalitium pianum servì effettivamente la Santa Sede offrendo regolari informazioni, facendo uso alle volte, per garantire la sicurezza della corrispondenza, di un apposito cifrario61. Il padre Jules Saubat62 (1867-1949), procuratore generale dei Padri di Betharram, che fu indirizzato a Benigni dal cardinale Merry del Val63 e divenne segretario del Sodalitium pianum, testimonia che «mai nella lotta furono usati mezzi illeciti o disonesti; però tutte le arti umane, anche le più scaltre, furono messe al servizio della verità»64. Ma, depone ancora lo stesso Saubat: «Spia no: la spia è il male al servizio del male e per il male. Qui c'è la vigilanza attraverso mezzi umani sufficientemente onesti, per il bene. Altrimenti bisognerebbe dire: spie sono i Nunzi che sono incaricati di informare; spia il Segretario di Stato a cui tutte le mattine il Papa domanda: Custos quid de nocte? Il Segretario di Stato passa per la scala regia: Benigni passava per la scala di servizio; è tutta qui la differenza»65.
«In conclusione, e considerando oggettivamente le cose – afferma il card. Antonelli nella Disquisitio – il segreto e il cifrario erano in un certo senso mezzi necessari, per lo meno utili, certo non immorali, dal momento che Benigni non ebbe segreti verso l'autorità competente della Santa Sede con la quale si teneva in contatto»66.

4. La Compagnia di Gesù al centro della tempesta
Al centro dell'acceso scontro tra modernisti e antimodernisti si trovò la Compagnia di Gesù la cui rivista «Civiltà Cattolica», fin dalla sua fondazione legata alla Santa Sede, esprimeva il tradizionale spirito di attaccamento al Papato dell'Ordine, al cui interno tuttavia si erano manifestate gravi defezioni, a cominciare da quella del padre Tyrrell, espulso dalla Compagnia solo dopo il 1906.
All'inizio del secolo, la «Civiltà Cattolica», che era stata un bastione delle posizioni intransigenti, si era piegata al vento delle novità, avvicinandosi a poco a poco, come scriveva l'oratoriano genovese Mattia Federici, amico di Loisy, «alla scuola esegetica che prima riteneva fosse suo compito combattere»67.
Accanto a Pio x, si schierarono tuttavia le menti più fortemente speculative della Compagnia di Gesù come i padri Louis Billot68 (1846-1931) e Guido Mattiussi69 (1852-1925). Scrittore, conferenziere, professore, promotore del movimento tomistico in Italia70, Mattiussi «fu veramente il propugnatore della verità cattolica. Col suo ingegno potente ed acuto, penetrava con tale facilità le verità più alte, da dare la sensazione che ne avesse piuttosto un'intuizione che una qualunque cognizione»71 scrive il padre (poi cardinale) Paolo Dezza ricordandone «l'irremovibile fermezza nel difendere la verità»72.
Billot, nel suo volume De inspiratione Sacrae Scripturae (1903), confutava non solo Loisy, ma gli scritti, ispirati alla metodologia storico-critica loisista, dei suoi confratelli Franz-Xavier Funk (1840-1907) Franz von Hummelauer (1841-1914) e Ferdinand Prat (1857-1938), ospitati tra il 1902 e il 1903 da «La Civiltà Cattolica» al cui interno esistevano, intorno al 1902, una tendenza «conservatrice» e una tendenza «progressista»73. Il padre Angelo De Santi (1847-1922), esponente dell'ala «progressista», dimostrava una sorprendente benevolenza nei confronti di Harnack, definendolo «un critico giusto, leale ed erudito»74 e tentando, la ambigua operazione di prendere «il buono che seppe darci il professore berlinese, lasciando a lui e ai suoi il cattivo»75, mentre il padre Prat teorizzava il «terzo partito», tra eterodossia e ortodossia, «quello dell'esegeta geloso di conciliare l'ortodossia più rigorosa con il desiderio di essere del suo tempo»76. Quando la rivista dei gesuiti arrivò al punto di pubblicare un articolo sostanzialmente elogiativo nei confronti del filosofo positivista ed evoluzionista Herbert Spencer, morto nel 1903, scese in campo lo stesso padre Mattiussi.
Tra i gesuiti vicini a Pio x vanno ricordati inoltre lo storico Ilario Rinieri77 (1853-1941), il sociologo Giulio Monetti78 (1874-1948) e il padre Giuseppe Chiaudano79 (1858-1915), superiore della Provincia piemontese della Compagnia dal 1903 al 1910. Quando nel 1913 il padre Salvatore Brandi (1852-1915) fu colpito da apoplessia, Pio x, che stimava la pietà e la dottrina del padre Chiaudano, lo nominò inaspettatamente rettore del collegio degli scrittori della «Civiltà Cattolica», ma il padre Chiaudano sopravvisse di poco a Papa Sarto. Gli successe il padre Enrico Rosa80 (1870-1938), allievo del padre Sante Schiffini81 (1841-1906), mentre ferveva la polemica sul sindacalismo cattolico.
Pio X non nascose la sua diffidenza verso la nuova linea della Compagnia di Gesù. Il padre Franz-Xaver Wernz (1842-1914), preposito generale della Compagnia, gravemente malato, il 31 luglio 1914 scrisse una lunga lettera protestando la fedeltà sua e dell'ordine e chiedendo direttive al Papa. Papa Sarto non rispose e in un colloquio confidenziale col nuovo «assistente d'Italia» manifestò le sue preoccupazioni per la linea delle riviste «Etudes» e «Stimmen aus Maria Laach» e per la persona del padre Wlodzimierz Ledochowski (1866-1942), «assistente» del padre Wernz e dall'11 febbraio 1915 suo successore come generale dell'Ordine82.

5. L'affermazione della «terza forza»
Tra modernisti e antimodernisti esisteva un «terzo partito»83 impersonata fino al 1913 dal cardinale Mariano Rampolla del Tindaro84 (1843-1913), Segretario di Stato di Leone XIII e mancato Papa nel conclave del 1903. Rampolla, nel 1901, aveva scelto come suoi collaboratori diretti mons. Giacomo Della Chiesa85 (1854-1922) e mons. Pietro Gasparri86 (1852-1934); il primo lo aveva nominato segretario della Congregazione per gli Affari ecclesiastici ordinari e Sostituto alla Segreteria di Stato; il secondo, segretario della Congregazione degli Affari ecclesiastici straordinari. Pio X, dopo aver nominato segretario di Stato il card. Merry del Val, aveva allontanato dalla Segreteria di Stato entrambi i protetti del cardinal Rampolla, il primo sostituito da mons. Nicola Canali (1874-1961), il secondo da mons. Raffaele Scapinelli di Legniguo (1858-1933). Dopo il 1908, la Segreteria di Stato, diretta da un cardinale Segretario comprendeva due sezioni, alla prima delle quali, la congregazione per gli Affari ecclesiastici straordinari, vennero affidati i compiti propri della Segreteria di Stato, mentre la seconda si occupava degli Affari interni. Dal cardinale Segretario di Stato Merry del Val dipendevano monsignor Canali, sostituto della Segreteria di Stato, a cui erano affidati gli Affari ecclesiastici ordinari e monsignor Scapinelli di Legniguo, segretario della sezione degli Affari ecclesiastici straordinari, coadiuvato fino al 1911 dal sottosegretario Umberto Benigni; una terza sezione si occupava dei brevi pontifici.
Mons. Gasparri fu creato cardinale nel concistoro del 6 dicembre del 1907 per assumere il compito di stendere la nuova codificazione del diritto canonico; mons. Della Chiesa, nell'ottobre del 1907, fu nominato a sua volta arcivescovo di Bologna, dove attese per ben sette anni la sua elevazione al cardinalato, avvenuta il 25 maggio del 191487. Pio X morì il 3 agosto 1914; appena tre mesi dopo il conferimento della porpora, il 3 settembre 1914 mons. Della Chiesa venne eletto a sorpresa al soglio pontificio: «I retroscena del Conclave, ormai noti abbastanza nei circoli romani – scrive Buonaiuti a Houtin il 17 settembre 1914 – mostrano indubbiamente che l'elezione del card. Della Chiesa ha voluto rappresentare l'indicazione di un governo ecclesiastico che fosse l'antitesi perfetta del regime di Pio X»88.
Quattro mesi dopo la morte di Pio X, mons. Eudoxe Mignot (1842-1918), arcivescovo di Albi, fece pervenire al cardinal Ferrata, primo segretario di Stato del neoeletto Benedetto XV, un Memoriale in cui attaccava duramente il movimento di reazione antimodernista promosso da san Pio X e invitava la Santa Sede ad una politica di «riconciliazione» con i modernisti89. Il 13 ottobre 1914, nominando, dopo il cardinale Ferrata, il cardinale Pietro Gasparri suo Segretario di Stato90, Benedetto XV manifestò la sua decisa volontà di mutare l'orientamento del pontificato piano91, tornando alla linea di governo «rampolliana» abbandonata da Pio X.
Benedetto XV in accordo con il cardinale Gasparri smantellò il Sodalitium pianum92 e tese la mano, senza successo, a Buonaiuti93. Dopo la morte di Benedetto XV, l'ultima battaglia tra la tendenza ecclesiastica antimodernista che si richiamava a Pio X e la linea moderata impersonata dal card. Gasparri si svolse nel corso di un conclave che, secondo quanto avrebbe confidato lo stesso Gasparri, fu «uno dei più contrastati nella storia»94. Il cardinale arcivescovo di Milano Achille Ratti venne eletto Papa il 6 febbraio del 1922 con il nome di Pio XI. L'aspro dibattito che aveva contrapposto il modernismo all'antimodernismo andò estinguendosi. Si aprì una stagione di apparente tregua in cui il modernismo parve inabissarsi e l'antimodernismo dissolversi.
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Dialogo col modernismo – di P. Giovanni Cavalcoli, OP. By admin On 13 ottobre 2013. di P. Giovanni Cavalcoli, OP già commentato alcuni aspetti della nuova intervista rilasciata dal Papa a Scalfari a Casa Santa Marta ed avevo promesso di toccare altri due punti emersi in quell'incontro: la questione del modernismo e quella della coscienza. agenzia ZENIT del 1° ottobre scorso riporta, tra le parole del Papa, un accenno interessantissimo al "modernismo", che invece non compare nel testo pubblicato da Repubblica del medesimo giorno e da L'osservatore Romano del 2 ottobre, dove invece al suo posto appare l'espressione "cultura moderna", che è altra cosa, anche se non senza rapporto col fenomeno del modernismo, che è un approccio eretico alla cultura moderna a suo tempo condannato, come è noto, da S.Pio X, mentre i Papi del postconcilio hanno sempre – salvo rarissime eccezioni – evitato di usare la parola "modernismo", carica di drammatiche risonanze, ed hanno fatto presente molte volte come il confronto critico con la cultura moderna sia impellente dovere della Chiesa di oggi stimolata in ciò dal Concilio Vaticano II.
http://www.riscossacristiana.it/dialogo-col-modernismo-di-p-giovanni-cavalcoli-op/
 Il problema dell'assenza o presenza della parola "modernismo" appare all'interno di un brano delle parole del Papa riportato in modo diverso nelle fonti citate. Presento le due versioni parallele (ZENIT e Repubblica-OR), che non sono del tutto uguali; ma è difficile sapere quale è la fonte fedele. Si comprende altresì che entrambe intendono riferire la stessa sezione dell'intervista perché, al di là delle evidenti somiglianze, nei due casi l'ultima frase è addirittura la stessa, come possiamo vedere:
 Da Repubblica e da L'Osservatore Romano:
 I padri conciliari sapevano che aprire alla cultura moderna significava ecumenismo religioso e dialogo con i non credenti. Dopo di allora fu fatto molto poco in quella direzione. Io ho l'umiltà e l'ambizione di volerlo fare.
 Da ZENIT:
 Si rinvigorisce allora l'invito dei padri conciliari ad aprirsi al modernismo, nel senso di proseguire sulla via dell'"ecumenismo religioso" e del "dialogo con i non credenti". Dopo il Vaticano II – ha constatato – "fu fatto molto poco in quella direzione. Io ho l'umiltà e l'ambizione di volerlo fare".
 Come si spiega questa differenza? Che cosa veramente ha detto il Papa? Io qui, prendendomi tutta la responsabilità e con modestia, avanzo un'ipotesi, che applica un principio ben noto ai critici: la cosiddetta lectio difficilior: proprio la lezione più difficile ed insolita è quella che ha maggior probabilità di essere il vero pensiero dell'Autore, perchè suppone nell'ascoltatore l'attitudine a recepire quanto di nuovo è venuto dall'oratore: la novità desta infatti l'attenzione in chi ascolta e stimola quindi di più a registrarla, che non le cose risapute o di carattere ordinario. Per questo la notizia di una novità sorprendente è più credibile di quella che riporta cose usuali o scontate.
 Per questo trovo più credibile il testo di ZENIT che non quello delle altre due fonti, le quali, per l'imbarazzo che può suscitare la parola "modernismo", possono aver ritenuto opportuno tralasciarla sostituendola con quella più innocua e scontata di "cultura moderna", per il vantaggio che può venire all'attuale modernismo, il quale per evidenti motivi, preferisce tenersi celato ed ha sempre avuto l'interesse a non riconoscersi tale, preferendo l'autonomina di "progressismo" assai meno compromessa ed anzi lusinghiera, e che tanto successo gli ha procurato.
 Ora non è da escludersi una forte presenza modernista in Repubblica, ed inoltre, per indizi in mio possesso, oserei avanzare l'ipotesi di un'infiltrazione modernista moderata persino ne L'Osservatore Romano.
 Ciò però che può giocare a favore del testo Repubblica-OR è che l'articolista di ZENIT sembra riferire solo ad sensum e mette tra graffette solo alcune espressioni del Papa, mentre la parola "modernismo" è fuori: il che può far pensare ad un'inesattezza dell'articolista o ad una sua arbitraria interpretazione delle parole del Papa, cose che purtroppo ogni tanto capitano nei giornalisti.
 Se tuttavia il Papa non l'ha pronunciata, resta finissima l'interpretazione dell'articolista, perchè coglie in modo straordinariamente intelligente l'impostazione pastorale dell'attuale Papa, lanciato in una formidabile impresa di recupero mediante il dialogo di quanto di valido c'è nella cultura moderna e quindi nello stesso modernismo, il quale, per quanto sia un'eresia, tuttavia, come avviene sempre nelle stesse eresie[1], non è privo di un aspetto di verità, che è appunto il tentativo, benchè fallito, di assumere nel cattolicesimo gli aspetti validi del mondo moderno.
 Che interesse potrebbero aver avuto i modernisti ad evitare il riferimento al modernismo? Il Papa aveva fatto una mossa abilissima e sorprendente col citarlo e nel modo col quale lo aveva citato: un modo rispettoso che ovviamente non potrà dimenticare S.Pio X. Questo non era accaduto nei precedenti Papi del postconcilio, i quali, quelle pochissime volte che avevano citato il modernismo, lo avevano fatto nel senso negativo di S.Pio X. Ma questo Papa, lo sappiamo, non cessa di sorprenderci. Analogamente egli ha citato positivamente la teologia della liberazione, ma senza dimenticare la condanna pronunciata dal Beato Giovanni Paolo II.
 Questa volta il riferimento al modernismo, se è autentico, è semplicemente favoloso e denota una improvvisa e geniale svolta nella pastorale del Papato nei confronti di questo pericolosissimo fenomeno, vera iattura della Chiesa di oggi, fenomeno del quale già il Maritain, seguìto poi da molti altri studiosi, si era accorto nel 1966 e contro il quale aveva messo in guardia, problema che i Papi finora non sono riusciti a risolvere. Si era adottata la misura di non parlarne, senza apprezzabili risultati. Ora Papa Bergoglio mette le carte in tavola e se anche non ha pronunciato la parola, ormai è chiara la sua linea, che ZENIT ha capito benissimo, vorrei dire profeticamente.
 Papa Francesco ha cominciato, a quanto pare, ad affrontare l'enorme problema del modernismo col suo stile caratteristico del dialogo. Come S. Francesco, Papa Bergoglio è capace di dialogare anche con i lupi, quei lupi che da decenni devastano l'ovile di Cristo, perché i pastori mercenari sono scappati, per non dire dei pastori che sono diventati lupi, quei lupi che hanno spaventato anche Papa Benedetto, il quale pure all'inizio del suo pontificato aveva chiesto preghiere affinchè non avesse avuto paura dei lupi. Non sono bastate le preghiere o siamo davanti ad un misterioso piano della Provvidenza che vuole vincere i forti con la forza dei deboli? Ricordiamoci la vittoria del Crocifisso. Ricordiamoci il Magnificat. Certo il cristiano è un agnello in mezzo ai lupi, ma, come diceva il Card.Biffi, "poveri lupi"!
 Anche i santi comunque possono fuggire in ritirata strategica: Gesù stesso forse non scappò quella volta che volevano gettarlo giù dal monte nella sua cara Nazaret? (Cf Lc 4 16-30). Se poi sono cacciati o danno le dimissioni, questo non depone contro il loro coraggio, anzi ne è una conseguenza. Papa Bergoglio non vuole pastori attaccati al denaro, ma soltanto al gregge di Cristo. Più che annusare i soldi, devono annusare le pecore.
 Una delle insidie più pericolose e fascinose che vengono dal modernismo, un'insidia "moderna", è la tematica dell'io e della coscienza. Al riguardo il Maritain, riferendosi alla cultura moderna, parlava dell'"avvento dell'io". E difatti Scalfari non si smentisce, parlando dell'io cartesiano, principio dell'immanentismo moderno, quell'i'io cartesiano, come riferisce lo stesso Scalfari, che gli fece perdere la fede. Ma avrebbe potuto citare anche Lutero.
 Papa Bergoglio è tornato sul tema della coscienza con espressioni che sanno apparentemente di relativismo e soggettivismo, ma che, bene intese, sono in perfetta linea con il realismo e l'oggettività dei valori tradizionalmente insegnati dalla Chiesa.
 Dice Scalfari al Papa: "Lei, Santità, l'aveva già scritto nella lettera che mi indirizzò. La coscienza è autonoma, aveva detto, e ciascuno deve obbedire alla propria coscienza. Penso che quello sia uno dei passaggi più coraggiosi detti da un Papa".
 Risponde il Papa: "E qui lo ripeto. Ciascuno ha una sua idea del Bene e del Male e deve scegliere di seguire il Bene e combattere il Male come lui li concepisce. Basterebbe questo per migliorare il mondo".
 Osservo che dire che ciascuno ha la sua idea del bene e deve seguire quella, non esclude che esista un'idea universale ed oggettiva del bene, che però dev'essere applicata e concretizzata in ciascun caso secondo il legittimo punto di vista e le esigenze proprie di ciascuno.
 Inoltre dovrebbe essere evidente che quando il Papa dice che bisogna seguire la propria coscienza, fa riferimento alla coscienza in buona fede, la quale, anche se oggettivamente sbaglia senza saperlo, resta innocente e deve essere seguita, come riconosce lo stesso S.Tommaso[2].
 Questo ha voluto dire il Papa e non altro. Egli si è già pronunciato contro il soggettivismo, che è invece la pretesa del soggetto o io individuale di essere il principio primo ed assoluto della propria o altrui condotta. Il cogito cartesiano, caro a Scalfari, è principio di soggettivismo. Ciò fa scomparire la nozione di bene comune, sulla quale tanto insiste il Papa, crea un bellum omnium contra omnes, viene fuori l'homo homini lupus di Hobbes, e alla fine si nega l'esistenza di Dio – l'io al posto di Dio – come sommo e saggio ordinatore della condotta morale.
 E' chiaro quindi che l'"autonomia" della coscienza, di tipo cartesiano, della quale parla Scalfari, non coincide affatto con l'autonomia come la intende Papa Bergoglio, autonomia che evidentemente non è assoluta, ma occupa cristianamente uno spazio limitato di azione e di iniziativa che gli è concesso dal Creatore.
 Il Papa non entra nella questione di una concezione giusta o sbagliata del bene, determinabile in base a un criterio oggettivo ed universale. Egli semplicemente suppone la percezione del bene e sostiene la libertà da parte di ciascuno di realizzarlo secondo il proprio punto di vista, le proprie preferenze e le proprie possibilità, diverse da individuo a individuo.
 Alla domanda di Scalfari se concepisce un'"unica idea del bene", il Papa si accorge che Scalfari non fa una questione metafisica sull'essenza universale del bene, ma entra nella questione pratica politico-morale se è legittima una pluralità di concezioni del bene.
 Il Papa risponde abilmente riconoscendo senza difficoltà l'esistenza e la legittimità di questa pluralità secondo le modalità sopra espresse. Come ho detto, Papa Bergoglio lascia qui nell'ombra, ma non esclude affatto l'universalità metafisica del Bene, e quindi l'unicità del Bene divino, grande lascito di Platone, fondamento del monoteismo, e la conseguente oggettività della legge morale, costante insegnamento della Chiesa, né quindi nega – come potrebbe? – un Bene sommo che sia il Bene unico per tutti, benchè fruito e goduto in modo diverso da ciascuno.
 Caratteristica del bene, però, è la concretezza e la singolarità, a differenza del vero, che è sempre universale ed astratto, come già notava Aristotele. Questo lo diceva con la massima chiarezza un S.Tommaso, campione dell'universalità, ma sommo realista. Una morale o un governo ecclesiale o politico che, in nome di un falso universalismo o una falsa unità (pensiamo al comunismo), misconoscesse questa autonomia o libertà della coscienza dei singoli, sarebbero disastrosi per la salvezza dell'uomo e il bene della comunità. Questo sottintende il Papa.
 Conclusione. Finora al termine modernismo si è dato un senso totalmente negativo, più o meno accentuato. S.Pio X, come è noto, lo chiamava la "somma di tutte le eresie". Da qui un certo alone di disagio e di tensione che circonda da quasi un secolo questa fatidica parola, che è diventata una specie di tabù anche per il triste ricordo di eccessi compiuti con zelo indiscreto e a volte crudele nell'operare la repressione del dannoso e traumatico fenomeno. Oggi i modernisti si rifanno contro i cattolici delle angherie subìte dai loro predecessori, con la differenza che se prima questi erano castigati dai cattolici, oggi sono i poveri cattolici a soffrire sotto i colpi degli eretici.
 Papa Francesco, con la sua evangelica semplicità, mette le carte in tavola e noi siamo invitati a trattare serenamente della grave questione con senso di responsabilità: raccogliamo il suo input sulla scia del Concilio e del principio del dialogo, senza per questo dimenticare gli errori condannati da S.Pio X.
 Occorre trovare il positivo anche nei fenomeni più aberranti, sull'esempio di Cristo che non spezza la canna fessa e non spegne il lucignolo fumigante o, se volete, mutatis mutandis, sull'esempio dei gatti, i quali trovano qualcosa di buono da mangiare anche nel bidone delle immondizie. Qualcosa del genere il Papa lo ha fatto con la teologia della liberazione.
 Sono convinto che i modernisti si stanno accorgendo della piega che stanno prendendo le cose e cercano di correre ai ripari con un'autodifesa impropria ed affannosa, ma penso che ormai sia per loro troppo tardi. Viene ad essi offerta la strada del dialogo, ma dovranno tener presente che il Papa non può cedere sui punti della fede. Egli pare ormai deciso a togliere dalla Chiesa quella "sporcizia" della quale parlava Papa Benedetto, ed a condurla sulla via di quel vero progresso della vita cristiana, che è stato voluto dal Concilio, al di là di resistenze anacronistiche anticonciliari e nella libertà dai rigurgiti modernisti, che falsamente si richiamano al Concilio.
[1] Mi permetto al riguardo di rimandare al mio libro La questione dell'eresia oggi, Edizioni Vivere In, Monopoli (Bari) 2008.
[2] Cf Summa Theologiae, I-II, q.19. aa.5-6.
http://www.riscossacristiana.it/dialogo-col-modernismo-di-p-giovanni-cavalcoli-op/
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il MODERNISMO ERESIA! ] http://tradizionalistacattolico.blogspot.it/2010/12/papa-pio-x-giuramento-antimodernista.html
Sacrorum Antistitum [giuramento antimodernista]
lunedì 6 dicembre 2010
San Pio X – Giuramento Antimodernista - Motu Proprio Sacrorum Antistitum
Papa Pio X Io Walter fermamente accetto e credo in tutte e in ciascuna delle verità definite, affermate e dichiarate dal magistero infallibile della Chiesa, soprattutto quei principi dottrinali che contraddicono direttamente gli errori del tempo presente.
Primo: credo che Dio, principio e fine di tutte le cose, può essere conosciuto con certezza e può anche essere dimostrato con i lumi della ragione naturale nelle opere da lui compiute (cf Rm 1,20), cioè nelle creature visibili, come causa dai suoi effetti.
Secondo: ammetto e riconosco le prove esteriori della rivelazione, cioè gli interventi divini, e soprattutto i miracoli e le profezie, come segni certissimi dell'origine soprannaturale della religione cristiana, e li ritengo perfettamente adatti a tutti gli uomini di tutti i tempi, compreso quello in cui viviamo.
Terzo: con la stessa fede incrollabile credo che la Chiesa, custode e maestra del verbo rivelato, è stata istituita immediatamente e direttamente da Cristo stesso vero e storico mentre viveva fra noi, e che è stata edificata su Pietro, capo della gerarchia ecclesiastica, e sui suoi successori attraverso i secoli.
Quarto: accolgo sinceramente la dottrina della fede trasmessa a noi dagli apostoli tramite i padri ortodossi, sempre con lo stesso senso e uguale contenuto, e respingo del tutto la fantasiosa eresia dell'evoluzione dei dogmi da un significato all'altro, diverso da quello che prima la Chiesa professava; condanno similmente ogni errore che pretende sostituire il deposito divino, affidato da Cristo alla Chiesa perché lo custodisse fedelmente, con una ipotesi filosofica o una creazione della coscienza che si è andata lentamente formando mediante sforzi umani e continua a perfezionarsi con un progresso indefinito.
Quinto: sono assolutamente convinto e sinceramente dichiaro che la fede non è un cieco sentimento religioso che emerge dall'oscurità del subcosciente per impulso del cuore e inclinazione della volontà moralmente educata, ma un vero assenso dell'intelletto a una verità ricevuta dal di fuori con la predicazione, per il quale, fiduciosi nella sua autorità supremamente verace, noi crediamo tutto quello che il Dio personale, creatore e signore nostro, ha detto, attestato e rivelato.
Mi sottometto anche con il dovuto rispetto e di tutto cuore aderisco a tutte le condanne, dichiarazioni e prescrizioni dell'enciclica Pascendi e del decreto Lamentabili, particolarmente circa la cosiddetta storia dei dogmi.
Riprovo altresì l'errore di chi sostiene che la fede proposta dalla Chiesa può essere contraria alla storia, e che i dogmi cattolici, nel senso che oggi viene loro attribuito, sono inconciliabili con le reali origini della religione cristiana.
Disapprovo pure e respingo l'opinione di chi pensa che l'uomo cristiano più istruito si riveste della doppia personalità del credente e dello storico, come se allo storico fosse lecito difendere tesi che contraddicono alla fede del credente o fissare delle premesse dalle quali si conclude che i dogmi sono falsi o dubbi, purché non siano positivamente negati.
Condanno parimenti quel sistema di giudicare e di interpretare la sacra Scrittura che, disdegnando la tradizione della Chiesa, l'analogia della fede e le norme della Sede apostolica, ricorre al metodo dei razionalisti e con non minore disinvoltura che audacia applica la critica testuale come regola unica e suprema.
Rifiuto inoltre la sentenza di chi ritiene che l'insegnamento di discipline storico-teologiche o chi ne tratta per iscritto deve inizialmente prescindere da ogni idea preconcetta sia sull'origine soprannaturale della tradizione cattolica sia dell'aiuto promesso da Dio per la perenne salvaguardia delle singole verità rivelate, e poi interpretare i testi patristici solo su basi scientifiche, estromettendo ogni autorità religiosa e con la stessa autonomia critica ammessa per l'esame di qualsiasi altro documento profano.
Mi dichiaro infine del tutto estraneo ad ogni errore dei modernisti, secondo cui nella sacra tradizione non c'è niente di divino o peggio ancora lo ammettono ma in senso panteistico, riducendolo ad un evento puro e semplice analogo a quelli ricorrenti nella storia, per cui gli uomini con il proprio impegno, l'abilità e l'ingegno prolungano nelle età posteriori la scuola inaugurata da Cristo e dagli apostoli.
Mantengo pertanto e fino all'ultimo respiro manterrò la fede dei padri nel carisma certo della verità, che è stato, è e sempre sarà nella successione dell'episcopato agli apostoli (1), non perché si assuma quel che sembra migliore e più consono alla cultura propria e particolare di ogni epoca, ma perché la verità assoluta e immutabile predicata in principio dagli apostoli non sia mai creduta in modo diverso né in altro modo intesa (2).
Mi impegno ad osservare tutto questo fedelmente, integralmente e sinceramente e di custodirlo inviolabilmente senza mai discostarmene né nell'insegnamento né in nessun genere di discorsi o di scritti. Così prometto, così giuro, così mi aiutino Dio e questi santi Vangeli di Dio. [ Stemma Papa Pio X ] Papa Pio X – Giuramento Antimodernista - Motu proprio Sacrorum Antistitum
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http://www.riscossacristiana.it/home/edith-stein/
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la giurisdizione del Regno di Dio dice: che, Se un popolo abita in un territorio per 40 anni ed un giorno, poi, ha diritto giuridico di possesso su quel territorio! E POI, LO SANNO TUTTI, A NESSUN POPOLO PUò ESSERE NEGATA LA PROPRIA PATRIA, ALTRIMENTI, DIVENTANO I SATANISTI FARISEI TALMUD AGENDA ROTHSCHILD IL FMI SPA, IL CAZZO NEL CULO!
! Benjamin Netanyahu, spesso soprannominato Bibi, io NON HO DEI DUBBI, CIRCA, IL FATTO CHE, IL MIO FRATELLO, Abd Allah bin Abd al-Aziz Al Saud, Re dell'Arabia Saudita Abdullah, MI POSSA NEGARE LA MADIANA, PER FARE UNA PATRIA A TUTTI GLI eBREI DEL MONDO! LUI è MOLTO PIù BRAVO RAGAZZO, DI QUELLO CHE IO DICO, contro di lui! questo è il mio problema: "Come, tu potrai costringere i Rothschild e tutti i parassiti usurai, come loro, a lasciare il loro potere nel NWO, ed il loro sacerdozio all'altare di Satana JaBullOn, per venire a vivere nel deserto Egiziano-Saudita?
http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/mediooriente/2014/10/23/mopresunto-attentatoreproblemi-mentali_cb5777e1-d0fb-498e-826f-9851e21da7f3.html
Lorenzo Scarola · Teologico dell'Italia Meridionale
PRESTO QUESTO ABOMINIO Islam ABOMINIO FINIRà DI ESISTERE! Quella bambina di tre mesi che è stata uccisa: il suo vero nome è: Genere Umano! "PRESTO QUESTO ABOMINIO Islam ABOMINIO FINIRà DI ESISTERE!". TEL AVIV, 23 OTT - Lamentava problemi mentali emersi dopo aver scontato un periodo di detenzione in Israele Abdel Rahman al-Shaludi, il ventenne palestinese ucciso a Gerusalemme da un agente della polizia israeliana dopo che con la sua auto aveva investito un gruppo di passanti, provocando la morte di una bebe' e il ferimento di altre 8 persone. Secondo la polizia israeliana si e' trattato di un attentato. La agenzia Maan ha appreso che al-Shaludi aveva fissato un appuntamento con uno psichiatra. LO VANNO DICENDO TUTTI NEL REGNO DI DIO: "TUTTI I MUSULMANI HANNO GRAVI PROBLEMI PSICHICI! "
C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti Croce del Santo Padre Genere Umano" Benedetto. C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux. Croce sacra sii la mia Luce, N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux. Che il dragone non sia il mio duce V. R. S. Vadre Retro satana, Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana. Non mi persuaderai di cose vane, S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas, Ciò che mi offri è cattivo, I.V. B. Ipsa Venena Bibas. Bevi tu stesso i tuoi veleni, ESORCISMO (Al segno + ci si fa il segno della croce) + In nomine Patris, et Filii et Spiritui Sancto, Croce del Santo Padre Benedetto. Croce Santa sii la mia Luce e non sia mai il dragone mio duce. Va indietro satana! Non mi persuaderai di cose vane. Sono mali le cose che mi offri, bevi tu stesso il tuo veleno. Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo +. Amen!
Lorenzo Scarola · Teologico dell'Italia Meridionale
My JHWH Holy -- quello che, io odio di questi satanisti farisei cabalisti luciferini talmud agenda FMI Banca MOndiale, Rothschild.. è che, loro si prendono sempre troppo tempo, e troppi cadaveri, per fare tutte le cose! C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti Croce del Santo Padre Genere Umano" Benedetto. C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux. Croce sacra sii la mia Luce. N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux. Che il dragone non sia il mio duce V. R. S. Vadre Retro satana. Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana. Non mi persuaderai di cose vane, S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas. Ciò che mi offri è cattivo, I.V. B. Ipsa Venena Bibas. Bevi tu stesso i tuoi veleni, ESORCISMO (Al segno + ci si fa il segno della croce) + In nomine Patris, et Filii et Spiritui Sancto, Croce del Santo Padre Benedetto. Croce Santa sii la mia Luce e non sia mai il dragone mio duce. Va indietro satana! Non mi persuaderai di cose vane. Sono mali le cose che mi offri, bevi tu stesso il tuo veleno. Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo +. Amen!
Lorenzo Scarola · Teologico dell'Italia Meridionale
PRESTO QUESTO ABOMINIO Islam ABOMINIO FINIRà DI ESISTERE! gli atei evoluzionisti, le scimmie GENDER, non hanno nessun senso della logica, dal momento che, condannano a morte Israele, e tutto l'Occidente, per spianare la strada alla shariah, della LEGA ARABA, il peggiore nazismo CALIFFATO OTTOMANO della storia! Ma questa non è la agenda di questi coglioni sauditi salafiti spietati assassini.. NO! questa, è la agenda Rothschild talmud i satanisti DATAGATE NWO FMI SPA GMOS! Isis lapida uomo per adulterio in Siria. Due giorni dopo notizia su donna che ha subito stessa sorte. C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti Croce del Santo Padre Benedetto. C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux. Croce sacra sii la mia Luce, N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux. Che il dragone non sia il mio duce V. R. S. Vadre Retro satana, Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana, Non mi persuaderai di cose vane, S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas, Ciò che mi offri è cattivo, I.V. B. Ipsa Venena Bibas, Bevi tu stesso i tuoi veleni, ESORCISMO (Al segno + ci si fa il segno della croce)
+ In nomine Patris, et Filii et Spiritui Sancto, Croce del Santo Padre Benedetto. Croce Santa sii la mia Luce e non sia mai il dragone mio duce. Va indietro satana! Non mi persuaderai di cose vane. Sono mali le cose che mi offri, bevi tu stesso il tuo veleno. Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo +. Amen!
http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/mediooriente/2014/10/22/confine-egitto2-militari-israele-feriti_d6a9b2db-b5bb-4019-88d1-d5c4cb82b139.html
al MIO FRATELLO, Abd Allah bin Abd al-Aziz Al Saud, Re dell'Arabia Saudita Abdullah. tu lo sai, le guerre sono utili, anche, per ridurre un forte incremento demografico! Quindi, se noi facciamo la mia FRATELLANZA UNIVERSALE, e la PACE UNIVERSALE: poi, voi non potete più pensare di fare: i poligami pedofili, che: devono fare morire, un 70% del popolo in guerra! come ha detto Erdogan alle sue cagne: "figliate! voi fate più figli!" e poi, lui va dicendo in giro, che, con 1.000.000 di soldati bene armati, lui deve conquistare Iraq, Siria, Israele, Egitto, Grecia, e tutti i balcani per rifare l'Impero Ottomano!
Benjamin Netanyahu, spesso soprannominato Bibi, QUESTO è SCIENTIFICO! L'UNICO MOTIVO PER LA CIA 666 DATAGATE 322 ROTHSCHILD, DI ENTRARE NEI MIEI BLOGGERS, è QUELLO DI DISATTIVAME LA FUNFIONE DI PUBBLICAZIONE AUTOMATICA, DEGLI ARTICOLI, ATTRAVERSO MAIL! quando io trovo disattivata questa funzione? POI, SOLTANTO LORO POTREBBERO ESSERE STATI!
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al MIO FRATELLO, Abd Allah bin Abd al-Aziz Al Saud, Re dell'Arabia Saudita Abdullah. CHI è STATO QUEL FIGLIO DI UNA TROIA DI ERDOGAN, CHE è VENUTO A DIRE A ME: "LA SICILIA è STATA NOSTRA: PER 8 SECOLI!" E POI, COME UN VIGLIACCO DI CODARDO CHE TI SPARA ALLE SPALLE, POI è FUGGITO, SPARITO? Tu non dire come Erdogan "la terra islamica!" come a dire: "che importa che abbiamo fatto il genocidio, dei popoli precedenti, poi, questa è casa nostra shariah, nazi, ed a casa nostra noi possiamo fare i nazisti shariah!"
TU NON FARE COME ERDOGAN, NON DIRE LE SUE PAROLE, PERCHé ERDOGAN STA PER MORIRE COME UN CANE, INSIEME TUTTI I SUOI 1000.000 di SOLDATI!! C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti Croce del Santo Padre Genere Umano" Benedetto. C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux. Croce sacra sii la mia Luce, N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux. Che il dragone non sia il mio duce V. R. S. Vadre Retro satana. Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana. Non mi persuaderai di cose vane, S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas. Ciò che mi offri è cattivo, I.V. B. Ipsa Venena Bibas. Bevi tu stesso i tuoi veleni, ESORCISMO (Al segno + ci si fa il segno della croce) + In nomine Patris, et Filii et Spiritui Sancto, Croce del Santo Padre Benedetto. Croce Santa sii la mia Luce e non sia mai il dragone mio duce. Va indietro satana! Non mi persuaderai di cose vane. Sono mali le cose che mi offri, bevi tu stesso il tuo veleno. Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo +. Amen!
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Usa: un messaggio ai sacerdoti Celebra le "nozze" gay o vai in galera di Massimo Introvigne23-10-2014 Non dite che non ve l'avevamo detto. Su questo giornale spieghiamo da tempo che dove passano le leggi sull'omofobia, dove si riconoscono le unioni civili e i «matrimoni» omosessuali, dove si sostiene che i diritti degli omosessuali a non essere discriminati prevalgono su ogni altro diritto, è solo questione di qualche anno e poi si andranno a prendere e portare in prigione anche i preti e i pastori che si rifiutano di «sposare» persone dello stesso sesso. Oggi dobbiamo confessare ai lettori che ci eravamo sbagliati. Pensavamo fosse questione di qualche anno: ma si trattava di qualche mese. Negli Stati Uniti, che pure sono un Paese con una grande tradizione di rispetto per la libertà religiosa, ci siamo già arrivati. Il 13 maggio 2014 la Corte d'Appello Federale per il Nono Circuito ha ordinato allo Stato dell'Idaho di cominciare a celebrare «matrimoni» fra persone dello stesso sesso il 15 ottobre di quest'anno, in una delle tante decisioni in cui i giudici calpestano in nome dei diritti degli omosessuali la volontà delle autorità statali elette dai cittadini e degli stessi elettori che si sono espressi in senso contrario mediante referendum. Il 15 ottobre nell'Idaho gli omosessuali hanno cominciato a «sposarsi»: s'intende, in municipio. Ma bastava leggere le pubblicazioni LGBT per sapere che, vinta la battaglia con lo Stato, la loro lobby e i loro avvocati si preparavano a combattere quella successiva, con le Chiese e comunità religiose, per obbligare preti e pastori a «sposarli». Due giorni dopo la data del 15 ottobre, il 17 ottobre, due omosessuali hanno preso contatto con i coniugi Donald ed Evelyn Knapp, pastori della Chiesa del Vangelo Quadrangolare nella ridente cittadina di Coeur d'Alene, Idaho. Che la cittadina sia ridente non è una semplice nota di colore. Gode di una straordinaria posizione su un lago che offre numerosi angoli pittoreschi e romantici, e subito alle spalle ci sono alte montagne coperte dalla neve per parecchi mesi. Celebrata da tante canzoni, Coeur d'Alene è una meta amata dai turisti, ma soprattutto da un tipo di turista particolare. A Coeur d'Alene si va per sposarsi, e per farsi fotografare vestiti da sposi con lo sfondo dei suoi panorami mozzafiato. Una causa relativa a matrimoni a Coeur d'Alene ha dunque tutte le carte in regola per diventare un caso nazionale. Quanto alla Chiesa del Vangelo Quadrangolare, è una delle maggiori denominazioni del protestantesimo pentecostale, presente tra l'altro anche in Italia. Per chi fosse stupito dall'aggettivo «quadrangolare» e pensasse a dottrine bizzarre, precisiamo che il nome della comunità fa riferimento ai quattro Vangeli e ai quattro ruoli di Gesù Cristo che salva, battezza nello Spirito Santo (dopo tutto si tratta di pentecostali), guarisce e regna.
I coniugi Knapp sono anziani pastori di questa comunità – stanno per celebrare le loro nozze d'oro, giacché sono sposati da quarantasette anni – molto conosciuti e rispettati a Coeur d'Alene. La Chiesa del Vangelo Quadrangolare rifiuta il «matrimonio» omosessuale, come tantissime altre Chiese e comunità religiose. Quando dunque ricevono la richiesta di «sposare» due uomini, i due pastori rifiutano in nome della loro dottrina. A questo punto scende in campo il sindaco Steve Widmyer, il quale fa parte di un partito indipendente di sinistra, Balance North Idaho, che a sorpresa ha sconfitto sia i repubblicani, egemonici dello Stato, sia i democratici in diverse elezioni comunali celebrate nel 2013. Che sia il sindaco a muoversi induce a riflettere, perché si tratta di una strategia ormai internazionale degli attivisti LGBT: contare sulla politica e sulla magistratura, ma corteggiare e cercare di fare intervenire anche i sindaci, come avviene in Italia in modo spettacolare in questi giorni con primi cittadini che violano la legge e sfidano i prefetti trascrivendo «matrimoni» omosessuali celebrati da italiani all'estero.
In molti Stati americani i sindaci hanno poteri di polizia e possono effettivamente mandare in prigione chi viola i loro ordini. Il sindaco ha dunque fatto notificare ai coniugi Knapp un ordine che ingiunge loro di celebrare subito il «matrimonio» fra i due omosessuali. Diversamente dovranno pagare una multa di mille dollari per ogni giorno di ritardo nella celebrazione del «matrimonio». Inoltre saranno arrestati e sconteranno 180 giorni di carcere, sempre per ogni giorno di ritardo. Come il sindaco – che dev'essere più forte in matematica che in tema di libertà religiosa – ha spiegato, questo significa che se i due anziani pastori dovessero mantenere il loro rifiuto per un mese, cioè trenta giorni, dovrebbero poi pagare trentamila dollari di multa e rimanere in prigione quattordici anni, dunque verosimilmente trascorrere in galera tutto il tempo che resta loro da vivere.
Il sindaco sostiene che in tutto questo non c'è nessuna violazione della libertà religiosa, perché – a differenza di quanto avviene nella Chiesa Cattolica, ma con modalità comuni a molte denominazioni protestanti – i matrimoni nella comunità dei pastori Knapp non sono gratuiti, ma sottoposti al pagamento di una quota fissa. Inoltre, a richiesta, la chiesa si occupa anche dei fiori e della musica e, per regolarità fiscale, emette una fattura che parte da una società appositamente costituita. Si potrebbe pensare che questo metta al riparo almeno i cattolici, ma è evidente che la lobby LGBT vuole costruire un caso pilota: dopo di che sosterrà che anche nella Chiesa Cattolica chi si sposa normalmente fa un'offerta, che costituisce un pagamento mascherato, e naturalmente se li vuole paga i fiori e la musica.
Evangelicamente convinti che si debba obbedire a Dio piuttosto che agli uomini, i due pastori hanno rifiutato di «sposare» gli omosessuali, dichiarando che preferiscono andare in prigione. Fortunatamente, come sanno i lettori di questa testata, negli Stati Uniti esiste una grande e agguerrita organizzazione di giuristi e avvocati che si battono per la causa della libertà religiosa, della vita e della famiglia, l'Alliance Defending Freedom, molto temuta dalla lobby LGBT perché ha vinto il 75% delle cause in cui ha partecipato. Nello scorso mese di luglio, abbiamo pubblicato un'intervista esclusiva con il suo presidente, il cattolico Alan Sears, che di interviste non ne concede molte. L'Alliance Defending Freedom ha capito la posta nazionale in gioco nel caso di Coeur d'Alene e ha preso in mano il caso dei coniugi Knapp, notificando alla città dell'Idaho un atto di citazione, che ha anche reso pubblico, il quale ha già avuto come primo risultato quello di bloccare l'esecuzione dell'ordine del sindaco, per cui per il momento i due pastori pentecostali non andranno in prigione. La battaglia legale si annuncia lunga, e decisiva per la libertà religiosa negli Stati Uniti. Ha un parallelo in una grande città, Houston, in Texas, dove una strabiliante ordinanza del sindaco – come si vede, è proprio il momento dei sindaci – ha chiesto a una serie di pastori «sospetti» di registrare, far trascrivere e trasmettere al comune i testi di tutte le loro prediche dove si menzioni l'omosessualità, in modo che possa verificare se sono passibili di incriminazione secondo le leggi sull'omofobia. Anche qui, i pastori sono difesi dall'Alliance Defending Freedom.
Da noi non succederà? «Illusione, dolce chimera sei tu», cantava tanti anni fa Claudio Villa. Potreste preferire la versione di Aurelio Fierro, ma le cose non cambierebbero. Le lobby gay hanno già annunciato che dopo gli Stati anche le Chiese dovranno essere obbligate a «non discriminare» e a «sposare» gli omosessuali. Impossibile nei Paesi dove la Costituzione protegge la libertà religiosa? Ma in teoria nessuno Stato la protegge di più degli Stati Uniti, e guardate che cosa succede. Quanto all'Europa, la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ci ha spiegato nel caso «Ladele» del 2013 relativo a una funzionaria di stato civile cristiana inglese che non voleva celebrare un'unione civile fra due persone dello stesso sesso, che il diritto degli omosessuali a non essere discriminati prevale sulla libertà religiosa. L'appello è stato rigettato e la sentenza è definitiva.
I preti in Italia sono protetti dal Concordato? Forse pensava lo stesso anche il cardinale Fernando Sebastián quando rilasciava con tranquillità un'intervista dove affermava che gli atti omosessuali sono una «forma deficiente» di espressione della sessualità. È vero, poteva usare un'altra parola: ma non voleva offendere, spiegava che «deficiente» significa etimologicamente mancante di qualcosa. Ma dopo tutto, avrà pensato, in Spagna c'è il Concordato, e io non sono neppure un semplice prete, sono appena stato nominato cardinale, sono amico del popolarissimo Papa Francesco e ho 84 anni. Il 6 febbraio 2014 il cardinale Sebastián è stato iscritto sul registro degli indagati per incitamento alla discriminazione degli omosessuali e omofobia. Rischia due anni di prigione. Non so voi, ma io comincerei a preoccuparmi. http://www.lanuovabq.it/it/articoli-usa-un-messaggio-ai-sacerdoticelebra-le-nozze-gay-o-vai-in-galera-10714.htm
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SCHEGGE DI VANGELO
http://www.lanuovabq.it/it/articoli-la-sapienza-del-cuore-10727.htm
Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada cerca di trovare un accordo con lui, per evitare che ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all'esattore dei debiti e costui ti getti in prigione. Io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all'ultimo spicciolo.
(Lc 12,54-59)
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La castità non è più una virtù? Riflessioni sul Sinodo. di Enrico Cattaneo20-10-2014 Penso che non solo i Padri sinodali, ma anche tutti i cattolici e tutte le persone di buona volontà abbiano vissuto con molta sofferenza interiore il dilemma dibattuto al Sinodo tra l'essere fedeli alla parola di Cristo sul matrimonio e nello stesso tempo il venire incontro a tante situazioni di fragilità, di fallimento, di crisi della famiglia. Questa lacerazione interiore, presente certamente in tutti i Padri sinodali e in tutti gli altri partecipanti (coppie, religiosi e osservatori di altre confessioni), impedisce di classificare semplicisticamente le varie posizioni, contrapponendo i "conservatori" agli "aperti", i "rigidi" ai "misericordiosi".
Anche la relazione-sintesi della prima settimana, fatta dal card. Erdő, rifletteva questa lacerazione, e indicava delle possibili vie per affrontare i problemi della famiglia, tenendo salda la dottrina. Le cose positive presenti in questa relazione sono molte, però altre lasciano un senso di disagio. Tra le cose positive va sottolineato l'atteggiamento di fondo da assumere di fronte alla crisi dell'istituto familiare, ed è quello di presentare "il Vangelo della famiglia", e cioè tutta la bellezza del matrimonio e della famiglia cristiana, testimoniata da tanti sposi e da tante famiglie. Questa "bellezza", frutto della grazia, passa certamente per la via della croce, fino all'eroismo dell'amore oblativo. La relazione del card. Erdő toccava anche tante situazioni che sono più o meno direttamente in connessione con la famiglia, e cioè le convivenze (e quindi i rapporti prematrimoniali), le unioni di fatto, i matrimoni civili tra battezzati e la questione omosessuale.
Ora ci chiediamo: invece di prospettare soluzioni ambigue, che non fanno che disorientare i fedeli, perché non è stata detta nessuna parola sulla "bellezza della castità", come valore autenticamente umano e cristiano? O forse che la castità non è più una virtù? O forse che la Chiesa non ha più il coraggio di indicare ai giovani, ai fidanzati e anche alle coppie sposate, il valore della castità e della verginità per il Regno di Dio? Non sarebbe questo il vero messaggio profetico per il nostro tempo?
Del resto, i primi cristiani, che erano immersi in un mondo corrotto sotto tutti i punti di vista, si sono presentati proclamando da una parte la bellezza del matrimonio cristiano, monogamico e indissolubile, segno dell'unione di Cristo con la Chiesa, ma anche proponendo la superiore bellezza della verginità, abbracciata a motivo di Cristo e del Vangelo. Gesù non era vergine? E la Madre di Gesù, Maria, non è sempre stata proclamata "sempre vergine"? Certo, i tempi moderni esigono una presentazione adeguata alle problematiche di oggi. Ma è mai possibile che non esistano oggi teologi, pastori, medici, psicologi, sociologi, che sappiano illustrare la bellezza della castità come valore umano, e soprattutto la verginità per il Regno? Questo sarebbe il lavoro da fare, e speriamo che lo si faccia nell'anno della vita consacrata (novembre 2014-2015).
Che il Sinodo abbia del tutto ignorato questo aspetto, sembra una cosa sconcertante e preoccupante. Se la Chiesa non sa più proporre integralmente il messaggio evangelico sulla sessualità, allora significa che la mentalità del mondo è entrata pure nella Chiesa. E volendo andare un po' a fondo alla questione, c'è un motivo di questo offuscamento, che è avvenuto da quando si sono volute livellare tutte le vocazioni, tutti i carismi, dicendo che la scelta della verginità per il Regno non è "migliore" della scelta matrimoniale. Non dice Paolo di "aspirare ai carismi più grandi" (1Cor 12,13)? E non dice forse che chi si sposa "fa bene", ma chi non si sposa per essere tutto del Signore "fa meglio" (cf. 1Cor 7,32-38)? E non è stata sempre questa la posizione della Chiesa cattolica nei suoi duemila anni di storia? O Dio non è libero di dare i suoi doni, e di offrire all'uno cinque talenti, a un altro due e a un altro ancora uno solo? Toccherà poi a ciascuno fare fruttare al massimo il dono ricevuto, e su questo il Signore valuterà la santità della persona.
Tornando al Sinodo, dovrebbe essere chiaro che la crisi della famiglia è dovuta anche alla crisi della morale sessuale. Ora, invece di spruzzare un po' di acqua santa su situazioni oggettive di peccato (ed è stato notato come nella relazione-sintesi manchi proprio questo concetto), perché non fare anche nei riguardi della sessualità quella proposta positiva che si vuole fare per la famiglia? In altre parole, ci sono due "bellezze" evangeliche da presentare: la "bellezza della famiglia", scuola di oblatività, di fecondità e di comunione, e la "bellezza della castità", scuola di autodisciplina e di elevazione dell'amore umano e cristiano.
Se poi la riflessione sulla famiglia che andrà avanti fino al Sinodo ordinario dell'anno prossimo, si riducesse a copiare gli ortodossi per quanto riguarda la comunione ai divorziati risposati; a copiare i protestanti nel considerare il Vangelo come un ideale, lasciando alle coscienze dei singoli decidere nelle situazioni concrete; a copiare gli anglicani nell'intendere la sinodalità come un risolvere le questioni a forza di maggioranza, allora non si capisce dove stia quella "creatività" che è stata sollecitata da papa Francesco.
http://www.lanuovabq.it/it/articoli-la-castita-non-e-piu-una-virturiflessioni-sul-sinodo-10688.htm
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2 Cronache 36:19-23 UNIUS REI E IL TERZO TEMPIO EBRAICO!
19. I Caldei incendiarono la casa di Dio, demolirono le mura di Gerusalemme, dettero alle fiamme tutti i suoi palazzi, e ne distrussero tutti gli oggetti preziosi.    
19. They set fire to God's temple and broke down the wall of Jerusalem; they burned all the palaces and destroyed everything of value there.    
20. E Nebucadnetsar menò in cattività a Babilonia quelli ch'erano scampati dalla spada; ed essi furono assoggettati a lui ed ai suoi figliuoli, fino all'avvento del regno di Persia    
20. He carried into exile to Babylon the remnant, who escaped from the sword, and they became servants to him and his sons until the kingdom of Persia came to power.
21. (affinché s'adempisse la parola dell'Eterno pronunziata per bocca di Geremia), fino a che il paese avesse goduto de' suoi sabati; difatti esso dovette riposare per tutto il tempo della sua desolazione, finché furon compiuti i settant'anni.    
21. The land enjoyed its sabbath rests; all the time of its desolation it rested, until the seventy years were completed in fulfillment of the word of the LORD spoken by Jeremiah.    
22. Nel primo anno di Ciro, re di Persia, affinché s'adempisse la parola dell'Eterno pronunziata per bocca di Geremia, l'Eterno destò lo spirito di Ciro, re di Persia, il quale, a voce e per iscritto, fece pubblicare per tutto il suo regno quest'editto:    
22. In the first year of Cyrus king of Persia, in order to fulfill the word of the LORD spoken by Jeremiah, the LORD moved the heart of Cyrus king of Persia to make a proclamation throughout his realm and to put it in writing:    
23. "Così dice Ciro, re di Persia: L'Eterno, l'Iddio de' cieli, m'ha dato tutti i regni della terra, ed egli m'ha comandato di edificargli una casa in Gerusalemme, ch'è in Giuda. Chiunque tra voi è del suo popolo, sia l'Eterno, il suo Dio, con lui, e parta!"    
23. "This is what Cyrus king of Persia says: " 'The LORD, the God of heaven, has given me all the kingdoms of the earth and he has appointed me to build a temple for him at Jerusalem in Judah. Anyone of his people among you--may the LORD his God be with him, and let him go up.' "
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SHAHBATZ BATTI "un autentico martire della fede cristiana"
Voglio solo un posto ai piedi di Gesù.. "Shahbatz Batti – "Un autentico 'martire' della fede cristiana" Un anno fa nel mese di Marzo, e precisamente il 2, moriva martire il Ministro [pakistano] Shahbatz Batti. Era nato il 9 Settembre del 1968, in una famiglia cristiana originaria del villaggio di Kushpur. Dopo aver completato gli studi intraprende la carriera politica nel Pakistan People's Party [Partito Popolare Pakistano], lavorando a fianco di Benazir Bhutto fino all'assassinio della leader pakistana ( http://www.stpauls.it/domenica/1221do/1221dohp.htm#approf ).
Difensore dei deboli e degli emarginati, presidente dell'APMA (Alleanza delle minoranze di tutto il Pakistan), Ministro pakistano (unico cattolico) per la difesa delle minoranze religiose, del suo lavoro diceva: "Voglio solo un posto ai piedi di Gesù…. Tale desiderio è così forte in me che mi considererei privilegiato qualora Gesù volesse accettare il sacrificio della mia vita.".
I Talebani pakistani lo hanno ucciso il 2 marzo 2011, perché cercava di modificare la legge sulla blasfemia. Il cardinale Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, nell'omelia pronunciata durante la Messa di suffragio ha detto: "Shahbatz ha fatto sì che Gesù incrociasse il suo sguardo e aprisse il suo cuore… ha avuto il coraggio di servire i suoi fratelli cristiani e non cristiani, di offrire i suoi servizi alla Chiesa, a rischio della propria vita. Dobbiamo rendere grazie a Dio per aver messo sulla nostra strada quest'autentico 'martire', cioè 'testimone', della fede cristiana.
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Alla luce dello spirito profetico che ispirò l'Incontro Interconfessionale di Assisi del 27 Ottobre 1986 che il Beato Giovanni Paolo II volle fortemente ( http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1986/october/documents/hf_jp-ii_spe_19861027_prayer-peace-assisi_it.html ), leggo con viva speranza quanto riportato da AsiaNews il giorno successivo a quello del sacrificio di Shahbatz Batti (http://www.asianews.it/notizie-it/Assassinio-Bhatti,-domani-i-funerali-nel-Punjab.-La-condanna-dei-musulmani-20936.html ): "Mohammad Azam, leader della moschea Badshahi a Lahore, è "scioccato" dalla notizia della morte di Bhatti, che definisce 'un buon amico'. La guida musulmana sottolinea che 'la gente non ha più il diritto di esprimere le proprie opinioni', mentre si continua a definire 'democratico' il governo che regge il Paese. Azam chiarisce che 'quanti hanno rivendicato l'assassinio non sono musulmani, né esseri umani', perché 'l'islam è una religione di pace, che insegna a rispettare le minoranze'. Invocando il bisogno di tolleranza e armonia, egli conferma che aderirà 'alla tre giorni di lutto indetta dalla comunità cristiana'."
Nel mio piccolo, rileggendo le parole di Shahbatz, colgo il dono della capacità di guardare alla propria vita terrena come facente parte di una realtà e di un destino più grande e non come solo ciò che la vita terrena stessa può significare nel suo breve evolversi in un frammento di tempo…. Parole che sembrano passare come la vita di Shahbatz e di ognuno di noi, ma che invece restano nella storia di questa povera umanità come luci per il nostro cammino verso l'approdo sicuro dell'amore di Dio nella Vita Eterna.
http://www.comunitachiarini.org/category/speciali-ed-eventi
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Sinodo ed eucarestia. Il dibattito sui divorziati risposati e la documentata pratica di accostarsi alla Comunione in stato di peccato grave, rivelano quanto nel mondo cattolico si sia perduto - tra l'altro - il significato dell'Eucarestia.
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Sinodi virtuali e cessioni di sovranità
di Robi Ronza21-10-2014
La Sala Stampa vaticana ha perso (ancora una volta) la battaglia con i media non riuscendo a impedire che il Sinodo parallelo, governato dalla catena internazionale il cui principale anello italiano sono La Repubblica e Sky, prendesse il posto del Sinodo reale.
Senza tornare sul Sinodo reale, già ampiamente descritto e commentato in queste pagine, intervengo qui su questo aspetto della questione, peraltro non secondario. A un osservatore motivato, e desideroso di ragionare con la propria testa, oggi Internet rende disponibile, fra le tante cose, anche l'originale della Relatio Synodi nonché il bellissimo intervento di Papa Francesco alla conclusione dei lavori dei padri sinodali. Chiunque quindi può misurare da sé la distanza tra la realtà del Sinodo e la caricatura che ne è stata fatta. Siccome però il grande pubblico non sa prendere una tale iniziativa, benché sia letteralmente alla portata di tutti, il proverbiale uomo della strada finirà  per credere al Sinodo de La Repubblica. Perciò a nostro avviso è della più grande importanza che, in tempo per il Sinodo ordinario in programma per il 2015, la Sala Stampa e la Santa Sede si attrezzino per evitare un'altra disfatta del genere. La Relatio Synodi è un documento in 62 punti in cui è condensato un dibattito organico e ricchissimo di spunti su un istituto come la famiglia che comunque - con buona pace di tutti coloro che ne auspicano irresponsabilmente la scomparsa - è la struttura sociale primaria e più diffusa ovunque nel mondo. Gli scioccherelli de La Repubblica, di Sky e delle loro rispettive galassie non hanno parlato d'altro se non dei temi toccati nei punti 52 (questione della comunione ai divorziati risposati), 53 (convivenze more uxorio) e 55 (eventuale "normalizzazione" dell'omosessualità), nessuno dei quali peraltro è passato nemmeno nella formulazione definitiva, non avendo ottenuto una sufficiente maggioranza di consensi. Proprio perché tale censura era del tutto prevedibile non ci si può non domandare perché la Sala Stampa non sia adeguatamente attrezzata per contrastarla. Con il suo imprevisto discorso alla fine dei lavori del Sinodo, papa Francesco è sceso in campo in modo magistrale. Quanti però verranno a saperlo in quelle vaste periferie culturali che si abbeverano solo alle opache galassie mediatiche di cui si diceva? A nostro avviso la Santa Sede deve farsi carico con urgenza di questo problema e risolverlo per tempo.
Proprio nei giorni del Sinodo sulla famiglia, il sindaco di Roma, Ignazio Marino, fra grandi squilli di trombe mediatiche ha "trascritto" nel registro della stato civile della sua città un certo numero di pseudo-matrimoni omosessuali celebrati all'estero. Se è vero (ossia se la trascrizione non è avvenuta su un quadernetto a parte) la trascrizione è semplicemente invalida e costituisce un reato. I Comuni infatti tengono i registri di stato civile su delega dello Stato e in tale veste il sindaco è ufficiale di governo. Siccome i cosiddetti matrimoni omosessuali non esistono per il nostro ordinamento, il sindaco che li trascriva fa un gesto illegale. Non è Alfano che li vieta, è la legge. Nell'area politica cui appartiene Ignazio Marino si fa un gran parlare della legalità, cui si dedicano convegni, fiaccolate e carovane. Se la legalità di cui ama tanto parlare non è a senso unico, ci si deve perciò attendere da don Ciotti una fiaccolata di protesta sotto il Campidoglio.
Siamo nella settimana in cui la "legge di stabilità", attuale nome d'arte della legge di bilancio, va alla firma del presidente della Repubblica e poi parte per Bruxelles. Il presidente della Repubblica ne parla bene, la legge è "pronta per la sua firma", ma finora la sua firma non c'è; e tutto resta in sospeso in attesa del giudizio della Commissione Europea, promesso entro il 30 novembre. Che cosa resta ancora della nostra sovranità se un elemento-chiave della sovranità stessa, ovvero le decisioni sulla spesa, più che dalla firma di Napolitano dipendono da quella di un commissario che non ha alcuna legittimazione democratica e che è nato in un piccolo paese ai confini del mondo abitato, la Finlandia, molto ordinatamente amministrato ma remoto dalle complessità e dalle tensioni di un paese come il nostro, una delle maggiori economie mondiali e tra queste l'unica ad essere bagnata solo dal Mediterraneo? Sarebbe ora di cominciare a domandarselo.
Per motivi fiscali ricevere in busta il Tfr (la vecchia liquidazione) conviene solo a pochissima gente, ma il governo se ne è accorto soltanto adesso. Ancora una volta insomma si è dimostrato che questo governo non dispone adeguatamente di tutte le "batterie" di esperti di fiducia mancando i quali sono più le volte che le cannonate di Renzi cadono in acqua di quelle in cui raggiungono il bersaglio. Se il premier non rimedia alla svelta a questa lacuna il suo governo finirà per disfarsi come un budino più per carenze interne che per urto dall'esterno. In sé e per sé nemmeno il milione di manifestanti che la Cgil gli ha promesso a Roma per il 25 ottobre deve fargli paura. È significativo e sintomatico che il 25 ottobre sia un sabato: giorno ideale, complice l'ottobrata romana, per la gita a Roma di frotte di pensionati in buona salute… attuale nocciolo duro dalla base cigiliellina. Simpatiche persone, che però non costituiscono una forza d'urto tale da impensierire il governo. Un milione di pensionati e di studenti in gita a Roma sono tanti in assoluto ma ben pochi relativamente a un paese di 60 milioni di abitanti. Più che la Cgil insomma Renzi ha buoni motivi per temere appunto la mancanza di un staff adeguato al suo progetto.
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sabato 2 giugno 2012. Vittorio Messori - Gesù. Per Diciotto Secoli Nessuno Dubitò della sua Esistenza
gesùIl progresso degli studi ha portato di recente anche a qualche fatto che interferisce proprio là dove ogni ipotesi mitologica ha evidentemente la base. E cioè l'indimostrabilità, sul piano storico, dell'esistenza di un uomo chiamato Gesù per insufficienza di notizie sicure in fonti non cristiane. Vediamo allora qualche particolare al proposito. Cominciamo osservando subito che da non molto è stato reso di dominio pubblico un antichissimo documento di cui riconosce l'importanza persino Augstein, il coordinatore della recente e demolitrice inchiesta giornalistica sul Cristo.
Si tratta della lettera che uno storico minore siriaco, non cristiano, un certo Mara Bar Sarapion scrisse nell'anno 73 al figlio studente ad Edessa. In questa lettera, il Bar Sarapion ricorda tra l'altro che i giudei avrebbero giustiziato il loro «saggio re», che aveva tentato di dare loro nuove leggi. Perciò (secondo lo scrittore siriaco) Israele è stata punita con la rapina del regno, il massacro di gran parte del popolo e la dispersione dell'altra parte per tutto il mondo.
Questa lettera non è ovviamente un argomento decisivo per risolvere la questione della esistenza storica di Gesù. La citiamo perché si tratta di uno dei documenti più recenti e meno noti, sebbene tra i più significativi: ne è possibile infatti la datazione precisa (non oltre il 73) e proviene da un autore sicuramente non cristiano. Dunque, già pochi decenni dopo la morte di Gesù, per tutto l'Oriente correva la notizia di un "Re dei giudei" e nuovo legislatore, ucciso da coloro che avrebbero dovuto diventare suoi sudditi.
È un'ulteriore e recente conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, che la "leggenda" cristiana (se leggenda è) era già fissata con precisione già nella seconda metà del primo secolo. Ed è "mito" o "leggenda", checché ne dicano Engels e tanti altri, che proviene proprio da Israele.
A proposito di esistenza storica di Gesù va notato che, sin verso la fine del XVIII secolo, non venne mai in mente a nessuno di metterla in dubbio; nemmeno ai nemici più accaniti del cristianesimo. Nemmeno ai polemisti anti-cristiani più antichi, quelli che avevano a disposizione gli archivi imperiali ancora intatti.
È dal Settecento che si comincia a esagerare il silenzio delle fonti antiche su di lui. «Ma quali sarebbero queste numerose cronache romane che si sarebbero tanto sfogliate invano alla ricerca di una testimonianza sulla sua esistenza? - si è chiesto a ragione uno studioso tedesco - In effetti, quelle cronache non esistono. Tutta la tradizione storica sull'antico impero romano è andata perduta, ad eccezione di Tacito e di Svetonio. E tutti e due parlano di lui».
Oltre a Tacito (verso l'anno 115) e a Svetonio (circa l'anno 120) parla delle origini cristiane anche Plinio il Giovane. Ne parla anzi prima degli altri, verso il 112. Ancora più indietro un certo Thallus, un samaritano, autore di una cronaca che pare scritta a Roma verso il 60, polemizza con i credenti circa la natura delle tenebre che avrebbero accompagnato la morte di Gesù. La testimonianza di Thallus dunque (se la datazione è esatta, come molti ammettono) è dunque persino anteriore a quella già di estrema antichità di Bar Serapion.
Flavio Giuseppe, scrivendo verso il 93 le sue Antichità Giudaiche, parla di lui. E non solo nel celebre brano (il Testimonium Flavianum) di cui ci occuperemo subito. Molto importante è infatti la riga dove si accenna all'esecuzione di un Giacomo che Flavio Giuseppe definisce «il fratello di Gesù, il cosiddetto Cristo». Un accenno che non può essere una tarda interpolazione cristiana: questa con ogni probabilità non avrebbe parlato di fratello di Gesù ma di cugino, stante la polemica che già aveva dilaniato la chiesa a proposito di "fratelli e sorelle di Gesù". Né un pio falsario avrebbe certo definito il suo Dio come "il cosiddetto Cristo".
Che Flavio Giuseppe avesse parlato di Gesù era quasi del tutto sicuro. E per l'accenno al "fratello Giacomo" e per l'esistenza nelle sue Antichità di un brano sul Messia dei cristiani. In che modo, però, ne avesse parlato restava discusso. Infatti quel brano (il celebre Testimonium Flavianum, cioè la testimonianza di Flavio) dimostra uno scrupolo apologetico tale da tradire una mano cristiana. E cristiano Giuseppe non fu. Eppure parlava di «Gesù, uomo saggio, ammesso che lo si possa chiamare un uomo», diceva di lui che «faceva dei miracoli», scriveva delle sue apparizioni ai discepoli tre giorni dopo la morte «di nuovo vivo». Affermava, infine: «Egli era il Cristo».
Quasi tutti gli studiosi (cattolici compresi) affermavano dunque che, partendo probabilmente da un accenno autentico, un copista cristiano aveva adulterato il passo di Flavio Giuseppe.
Nel 1971, una scoperta forse decisiva è venuta dal prof. Shlomo Pinès dell'Università Ebraica di Gerusalemme. Come titolò il suo articolo il 14 febbraio del 1972 il quotidiano International Herald Tribune «Gli ebrei portano le prove storiche dell'esistenza di Gesù». Il prof. Pinès, infatti, notò per primo che del testo sul Cristo nelle Antichità si possedeva un'altra versione, diversa da quella giudicata inquinata delle edizioni classiche. Quella versione è contenuta in un'opera araba del x secolo, la Storia Universale di Agapio, vescovo di Hierapolis in Siria. Agapio riporta il Testimonium Flavianum senza quelle espressioni di fede che lo facevano rifiutare dagli studiosi. Ora, osserva tra l'altro Pinès, sembra incredibile che un vescovo cristiano abbia minimizzato il testo di Flavio Giuseppe, togliendogli (se c'erano) i termini lusinghieri su Gesù. Inoltre, varie testimonianze di autori antichi (Origene, Girolamo, Michele il Siriano) sembrano confermare che il professore ebreo contemporaneo avrebbe davvero scoperto la versione originale della testimonianza di Flavio. Se è così dice Pinès, «abbiamo qui la più antica testimonianza scritta, di origine non cristiana, che riguardi Gesù». È un'ipotesi che da molti studiosi, tra cui Daniélou, è stata considerata come estremamente probabile.
Ecco il brano di Flavio Giuseppe, così com'è riportato da Agapio, nella versione dell'Università Ebraica di Gerusalemme:
«A quell'epoca viveva un saggio di nome Gesù. La sua condotta era buona, ed era stimato per la sua virtù. Numerosi furono quelli che, tra i giudei e le altre nazioni, divennero suoi discepoli. Pilato lo condannò ad essere crocifisso e a morire. Ma coloro che erano divenuti suoi discepoli non smisero di seguire il suo insegnamento. Essi raccontarono che era apparso loro tre giorni dopo la sua crocifissione e che era vivo. Forse era il Messia di cui i profeti hanno raccontato tante meraviglie».
Decisive, a parere di molti, le testimonianze delle antiche fonti giudaiche. Queste polemizzano con Gesù, tentano spesso di presentarlo sotto una veste negativa, persino di diffamare la sua nascita. Ma in questo modo non gli negano, gli riconoscono anzi piena realtà storica. Klausner, studioso ebreo che esaminò i documenti del giudaismo su Gesù, ha scritto che «questi non negano nulla della storicità dei vangeli: soltanto li usano come fonte di scherno e di biasimo».
Altrettanto può dirsi dei polemisti pagani contro il cristianesimo nascente: tra quegli autori non c'è alcuno che alle diffamazioni innumerevoli aggiunga anche il dubbio sull'esistenza storica del fondatore del nuovo culto.
Comunque, tutto il complesso di testimonianze antiche basta soltanto a farci ragionevolmente certi di quella esistenza. L'intuizione pascaliana sui tre ordini di grandezza può aiutare a capire le ragioni della indifferenza degli storici ufficiali pagani nei suoi confronti. Nessuno di quegli scrittori avrebbe potuto occuparsi di lui se non per inciso. Essi parlano di coloro che furono "re" nell'ordine della forza e della sapienza. Le tracce che Gesù ha lasciato non sono quelle su cui si basa la storia ufficiale: palazzi reali, templi, monete con il suo nome e il suo profilo, segni di guerre e di conquiste.
Egli ha lasciato solo un elemento impalpabile, in apparenza insignificante: la sua parola, affidata a un gruppo di rozzi provinciali. Non è un caso, infatti, che le testimonianze antiche più che di lui parlino degli effetti "politici" della sua esistenza. Gli storici, cioè, non hanno colto il Cristo, confuso com'era nel torrente delle vicende orientali. Hanno notato invece il cristianesimo, che andava organizzandosi come vivace e inquietante "gruppuscolo" che era impossibile disperdere.
Tratto dal Libro "Ipotesi su Gesù"
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Halloween: non solo cretineria, ma anche trappola del demonio – di Michele Majno By Redazione On 23 ottobre 2014. Rieccola. Ogni anno si ripropone la cosiddetta "festa" di Halloween, la ripetizione di un rito pagano che ha radici antiche e inquietanti. Possiamo scrollar le spalle e considerarla solo come una delle tante idiozie imposte dalla moda. Ma c'è di peggio, molto di peggio. Riproponiamo ai nostri lettori un articolo di Michele Majno, pubblicato lo scorso anno su Riscossa Cristiana, soprattutto perché i genitori vigilino e tengano lontani i loro figli da "innocue festicciole" che possono essere l'anticamera di rovinose esperienze. Consigliamo anche la rilettura di un'intervista a Don Marcello Stanzione: APPELLO DI DON MARCELLO STANZIONE AI CATTOLICI: NON FESTEGGIATE HALLOWEEN! – di Mariateresa Conte
http://www.riscossacristiana.it/halloween-solo-cretineria-ma-anche-trappola-del-demonio-di-michele-majno/
Lei col demonio ci combatte quotidianamente. Qual è il più grande successo di Satana?
Padre Gabriele Amorth: Riuscire a far credere di non esistere. di Michele Majno
Halloween, Ad autunno inoltrato arrivano inevitabilmente due seccature: l'influenza e la festa di "Halloween". L'influenza si affronta facilmente e ormai è grande la diffusione della vaccinazione. Halloween è una cretinata e quindi inevitabilmente ha avuto successo. Non solo: essendo una cretinata, e considerando il livello dei nostri politici e amministratori locali, la "festa" di streghe, folletti e paccottiglia consimile si svolge anche con finanziamenti pubblici, "eventi" e, naturalmente, viene proposta anche ai bambini. ] [ Ma Halloween è solo una cretinata? No, c'è di peggio e c'è di che preoccuparsi. Vi proponiamo una rapida carrellata di pareri (tratti da articoli e interviste) su questa festa, che non ha nulla a che vedere con le nostre tradizioni. Sono pareri di persone serie, affidabili, esperte, e possono essere molto utili soprattutto per le famiglie, affinché si rifletta prima di consentire ai figli di partecipare a strane e contorte ritualità, in cui non mancano aspetti malsani e oscuri (o fin troppo chiari).
Padre Gabriele Amorth
"Halloween, una trappola del demonio, che le prova tutte": lo dice padre Gabriele Amorth, decano degli esorcisti nel mondo. Padre Amorth, qual è il suo giudizio su Halloween? "intanto, fa schifo e mi fa schifo. Si tratta di una roba pagana, anticristiana ed anticattolica, proveniente da terre nordiche ed esplosa negli Usa. Questa robaccia, pretende, e talvolta ci riesce anche, di mettere in secondo piano ed offuscare la Solennità di Tutti i Santi che celebriamo con gioia il primo novembre. E siccome, appunto, il suo scopo è quello di mettere intralcio alla santità, è una ideazione del demonio che intende scompaginare i piani di Dio. Halloween è una festa pagana". Una dimostrazione della scaltrezza del Nemico: "il diavolo cerca di mettere zizzania tra Dio e uomo, non tanto per ostilità verso l'uomo, quanto per voler offendere Dio, che è il suo bersaglio preferito, e talvolta, riesce in questo scopo, anche se verrà sconfitto per sempre".
È utile ricordare un ammonimento di Padre Amorth che, interrogato su quale fosse il più grande successo del demonio, rispose: "Riuscire a far credere di non esistere".
Don Marcello Stanzione
Il problema è a livello psicologico di massa, poiché si crea un'ondata di simpatia per delle realtà macabre. Pensiamo al bambino che vede da piccolo la festa di Halloween come una sciocchezza; è possibile che un giorno crescendo si avvicini veramente a queste situazioni spiacevoli. Vestire da fattucchieri, streghe e maghi è innanzitutto di poco gusto. La Chiesa sotto questo punto di vista, gioca un ruolo fondamentale; è necessario che tutti noi sacerdoti lavoriamo intensamente al fine di avvicinare i nostri parrocchiani a Dio.
Cardinale Carlo Caffarra, Arcivescovo di Bologna
In un'intervista ad Avvenire nel 2011 l'Arcivescovo ha parlato di ha parlato di «brutta resa al relativismo dilagante», con tanto di nota sull'edizione bolognese di Avvenire , per la manifestazione organizzata a suo tempo in piazza Re Enzo a base di zucche da intarsiare per Halloween dalla Coldiretti, associazione di area cattolica. La curia in tale circostanza invitò a usare le zucche «per la vellutata o il ripieno dei tortelli».
Mons. Cesare Nosiglia, Arcivescovo di Torino
«La festa dei Santi e la commemorazione dei fedeli defunti, tanto care alla tradizione anche familiare del popolo cristiano, da anni sono contaminate da Halloween. Tale festa non ha nulla a che vedere con la visione cristiana della vita e della morte e il fatto che si tenga in prossimità delle feste dei santi e del suffragio ai defunti rischia sul piano educativo di snaturarne il messaggio spirituale, religioso, umano e sociale che questi momenti forti della fede cristiana portano con sé. Halloween fa dello spiritismo e del senso del macabro il suo centro ispiratore».
Avv. Gianfranco Amato, presidente dei Giuristi per la Vita
Halloween, in realtà, è tutt'altro che un'innocua festicciola per bambini. Profondamente radicata nel paganesimo e nel satanismo, continua ad essere una pericolosa forma di idolatria demoniaca.
Trae origine da un'antichissima celebrazione celtica diffusa nelle isole britanniche e nel nord della Francia, con cui i pagani adoravano una delle loro divinità, chiamata Samhain, Signore della morte. Era considerata una delle feste più importanti, e dava inizio al capodanno celtico. La notte del 31 ottobre in onore del sanguinario dio della morte, veniva realizzato, sopra un'altura, un enorme falò utilizzando rami di quercia, albero ritenuto sacro, sul quale venivano bruciati sacrifici costituiti da cibo, animali e persino esseri umani.
Di quest'ultima crudele e sanguinaria usanza ne dà testimonianza lo stesso Giulio Cesare nel suo De Bello Gallico (libro VI, 16), così come Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia (XXX, 13), in cui parla di «riti mostruosi», e Tacito nei suoi Annales (XIV, 30), che definisce i sacrifici umani praticati dai druidi come «culti barbarici».
… Per comprendere quanto la Chiesa, fin dall'inizio dell'evangelizzazione dei popoli celti, fosse preoccupata di quella pericolosa "solennità" pagana, basta considerare che la Festa di Ognissanti fu spostata, in Occidente, al primo novembre, con tanto di vigilia la notte precedente, proprio per contrastare il culto satanico di Samhain.
… per il moderno satanismo, Halloween continua ad essere una festa privilegiata. E' uno dei quattro sabba delle streghe, delle quattro grandi "solennità" coincidenti con alcune delle principali festività pagane e dell'antica stregoneria. La prima e più importante è, appunto, quella di Halloween, considerata il Capodanno magico. La seconda "solennità" è quella di Candlemass, che si celebra la notte tra il 1° e il 2 febbraio ed è considerata la Primavera magica (per i cristiani è la ricorrenza della Presentazione del Bambino Gesù al tempio, chiamata anche popolarmente "Festa della Candelora"). La terza "solennità" è quella di Beltane, che si festeggia nella notte tra il 30 aprile ed il 1° maggio, chiamata anche la notte di Valpurga, e segna l'inizio dell'Estate magica. La quarta "solennità" è quella di San Giovanni Battista, che si svolge la notte tra il 23 e 24 giugno, ed è particolarmente attesa per mettere in atto malefici di malattia e di morte.
Com'è facile notare sono tutte celebrazioni notturne che si svolgono nel buio e nell'oscurità, a conferma della definizione evangelica di Satana come Principe delle Tenebre, e dei suoi seguaci come Figli delle Tenebre.
http://www.riscossacristiana.it/halloween-solo-cretineria-ma-anche-trappola-del-demonio-di-michele-majno/
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I NUOVI MARTIRI VITTIME DELLA CHIESA CATTOLICA, UN TRIBUNALE DELLA INQUISIZIONE AL CONTRARIO!
IL CASO DEI FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA – Elenco degli articoli pubblicati, in ordine decrescente
By admin On 1 ottobre 2013. IL CASO DEI FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA
Elenco degli articoli fin qui pubblicati, in ordine decrescente
LA VERITÀ SUL COMMISSARIAMENTO DEI FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA – di Cristina Siccardi
IN DIFESA DEI FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA PUNITI DA PAPA FRANCESCO – di Sandro Magister
IL COMMISSARIO NOMINA PADRE ALFONSO BRUNO SEGRETARIO GENERALE DEI FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA
IL CASO DEI FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA. ANALISI DEL QUESTIONARIO DEL VISITATORE APOSTOLICO, MONS. VITO ANGELO TODISCO – di Cristina Siccardi
IL CASO DEI FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA. QUANDO PADRE PIO E' COINVOLTO A SPROPOSITO – di Marco Bongi
IL CASO DEI FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA. POSITIVISMO GIURIDICO E POSITIVISMO TEOLOGICO – di Giovanni Turco
DAI GESUITI AI FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA. SINT UT SUNT, AUT NON SINT – di Roberto de Mattei
QUEGLI SVARIONI DEI FRANCESCANI DISSIDENTI CHE NON CONOSCONO S. FRANCESCO – di Mauro Faverzani
IL CASO DEI FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA. LEX DUBIA NON OBLIGAT – di Roberto de Mattei
FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA: ANCH'IO LI CONOSCO – di Alessandro Gnocchi
3515 LETTERE IN 7 GIORNI: SI E' CHIUSA CON GRANDE SUCCESSO LA CAMPAGNA IN SOSTEGNO DELLA MESSA TRADIZIONALE E DEI FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA
IL CASO DEI FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA. INTERVISTA A PADRE ALESSANDRO M. APOLLONIO, FI
I FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA E LA DISINFORMAZIONE SUL WEB
QUELLA SBERLA AI FRANCESCANI NELLA CHIESA DI FRANCESCO. APPELLO – di Alessandro Gnocchi – Mario Palmaro
IL CASO DEI FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA. IL DOLORE A CUI NON CI SI ABITUA – di Massimo Viglione
NOTA UFFICIALE DEI FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA del 03-08-2013: UNA RISPOSTA A VATICAN INSIDER
IL CASO DEI FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA. FORTI CON I DEBOLI E DEBOLI CON I FORTI? – di Lorenzo Bertocchi
IL COMMISSARIAMENTO DEI FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA. VIAGGIO ALLE FONTI… – di Pucci Cipriani
DA "CORRISPONDENZA ROMANA" UN'INIZIATIVA IN SOSTEGNO DEI FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA E DELLA MESSA TRADIZIONALE
IL CASO DEI FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA. UN COMMENTO DI PADRE GIOVANNI CAVALCOLI
NEI TEMPI IN CUI SI PARLA TANTO DI SAN FRANCESCO D'ASSISI, VENGONO COLPITI FRANCESCANI CHE VIVONO IN MANIERA RADICALE LA REGOLA – di Corrado Gnerre
IL "CASO" DEI FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA – di Roberto de Mattei
I FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA E LA CRISI DELLA CHIESA: PERCHÉ NON SI PUO' TACERE – di Alessandro Gnocchi – Mario Palmaro
I FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA SULLA STRADA DEL MARTIRIO DEI SANTI DELLA CHIESA – di Cristina Siccardi
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LA VERITÀ SUL COMMISSARIAMENTO DEI FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA – di Cristina Siccardi On 25 settembre 2013 di Cristina Siccardi
fonte: Corrispondenza Romana. Sul sito dei Francescani dell'Immacolata è uscito il comunicato dal titolo Presentazione dati visita apostolica, immediatamente riproposto su "Vatican Insider" da Andrea Tornielli, quale presunta conferma della infondatezza delle critiche mosse dai cosiddetti "tradizionalisti" alla legittimità etica e giuridica del commissariamento dei Francescani stessi e delle sue modalità di esecuzione; si tratta di un articolo che è tutto una requisitoria contro coloro che difendono non il commissariamento, come il vaticanista de "La Stampa", ma i Francescani stessi.
http://www.riscossacristiana.it/la-verita-sul-commissariamento-dei-francescani-dellimmacolata-di-cristina-siccardi/
Tanta euforia è giustificata? I dati forniti da padre Alfonso Bruno, portavoce e braccio destro del Commissario e, quindi, parte in causa ostile a padre Manelli ed alla santità dell'Ordine stesso di cui fa parte, smentiscono in maniera vigorosa la baldanza dell'articolo di Tornielli, dimostrando, invece, che la posizione di chi ha mosso critiche al giacobino operare della Pontificia Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e per le Società di vita apostolica gode del sostegno della maggioranza dei Francescani dell'Immacolata, quantomeno in tutti i punti citati da padre Bruno.
Alla domanda sullo stile di governo di padre Manelli ha risposto: che tutto va sostanzialmente bene il 39%; che esistono problemi risolvibili dal Capitolo Generale Ordinario (cioè non ci sono problemi tali da giustificare la benché minima deroga alle norme interne dell'Istituto) il 16% (26% del 61%=16%); che ci sono problemi risolvibili da un Capitolo Generale Straordinario (quindi ancora senza l'ingerenza della Pontificia Congregazione per i Religiosi) o dal Commissariamento il 45% (74% del 61%= 45%). Da questi dati risulta che la maggioranza dei Francescani dell'Immacolata ritiene, su questo punto, che il commissariamento sia del tutto ingiustificato.
I difensori del Commissariamento non riescono a raggiungere la maggioranza nemmeno dopo essere stati sommati a coloro che si limitavano a chiedere un Capitolo straordinario. Va sottolineato il fatto che le due voci che nel questionario di mons. Todisco erano distinte, vengono surrettiziamente accorpate, per far lievitare la percentuale del commissariamento. Anche sulla questione liturgica, dove maggiormente si concentrano gli entusiasmi dei sostenitori del golpe ecclesiale, i dati, sia pure con la manipolazione di associare i sostenitori del commissariamento ai richiedenti un Capitolo straordinario, ribadiscono che la maggioranza assoluta dei Francescani ritengono ingiustificato il commissariamento stesso. Tanto che sostiene: che tutto va sostanzialmente bene il 36%; che esistono problemi risolvibili dal Capitolo Generale Ordinario il 15% (23% del 64%=15%); che ci sono problemi risolvibili da un Capitolo Generale Straordinario o dal Commissariamento il 49% (77% del 64%=49%). Vera e propria débâcle subiscono i seguaci del commissariamento sui due temi più subdolamente calunniosi del questionario, vale a dire quelli riguardanti la formazione dei novizi e dei seminaristi ed i rapporti con le Suore Francescane dell'Immacolata.
Al primo quesito ha risposto: che tutto va sostanzialmente bene il 48%; che esistono problemi risolvibili dal Capitolo Generale Ordinario il 14% (27% del 52%= 14%); che ci sono problemi risolvibili da un Capitolo Generale Straordinario o dal Commissariamento il 38% (73% del 52%=38%).
Al secondo quesito hanno risposto: che tutto va sostanzialmente bene il 47%; che esistono problemi risolvibili dal Capitolo Generale Ordinario l'8% (15% del 53%= 8%); che ci sono problemi risolvibili da un Capitolo Generale Straordinario o dal commissariamento il 45% (85% del 53%= 45%). Considerato che solo 140 dei circa 150 frati professi hanno risposto al questionario, meno del 25% dei frati ha chiesto il commissariamento! Ci domandiamo che cosa abbiano da esultare i portavoce, frati o laici che siano, del commissario Volpi: se si fosse trattato di elezioni politiche il commissario ed il suo segretario Bruno sarebbero tornati a casa ed il Governo sarebbe stato restituito al legittimo superiore generale.
http://www.riscossacristiana.it/la-verita-sul-commissariamento-dei-francescani-dellimmacolata-di-cristina-siccardi/
Ma, benché nel caso di specie diritto e volontà democratica coincidano, sappiamo che la Chiesa ed i suoi ordini non sono strutture democratiche e non basano i loro ordinamenti sul consenso, ma sulla giustizia, conseguente alla verità («la morale discende dal dogma»), e sulla divina volontà. La Congregazione per i Religiosi decise lo scorso 11 luglio il commissariamento dell'Ordine fondato da padre Stefano Manelli, figlio spirituale di san Pio da Pietrelcina, che nel 1965 riscoprì e meditò le Fonti Francescane e gli scritti di san Massimiliano Maria Kolbe. Fu così che la vigilia di Natale del 1969 chiese di avviare una nuova opera al Superiore generale dei Frati Minori Conventuali, padre Basilio Heiser, che assecondò l'istanza e venne stilata la Regola, nella quale i pilastri sono: preghiera, povertà, penitenza, lavoro di apostolato.
Dunque contemplazione vera e mortificazione francescana, che hanno trovato nella Santa Messa di sempre, liberalizzata da Benedetto XVI nel 2007, il naturale coronamento, come ha dimostrato il prof. Corrado Gnerre nel suo breve trattato, che costituisce la circolare di settembre 2013 de "Il Cammino dei Tre Sentieri", dedicata in modo speciale ai Francescani dell'Immacolata ed al loro martirio bianco (http://www.itresentieri.it/pdf/Circolare_206.pdf). Ecco che essa diviene la pietra d'inciampo per coloro che tale totalità di dedizione non sono in grado di raggiungere e si vedono costretti a ricorrere all'ingiusto commissariamento, nato dalla richiesta di cinque di loro: i padri Angelo Geiger, Peter Fehlner, Massimiliano Zangheratti, Michele Iorio, Antonio Santoro.
Questi cinque frati vengono ascoltati dal Visitatore apostolico, monsignor Vito Angelo Todisco, prima, e dal commissario, padre Fidenzio Volpi, dopo, oltre a godere dell'appoggio di padre Alfonso Bruno, nominato segretario generale dell'Istituto dal commissario lo scorso 5 settembre, divenuto, così, il capo dei frati collaborazionisti. Papa Francesco auspica un atteggiamento di «misericordia» e «tenerezza», e dichiara a "Civiltà Cattolica": «No all'ingerenza spirituale nella vita delle persone», descrive la Chiesa di oggi come «un ospedale da campo dopo la battaglia» e afferma: «Io vedo con chiarezza che la cosa di cui la Chiesa ha più bisogno oggi è la capacità di curare le ferite», perché «alla fine la gente si stanca dell'autoritarismo». Ma autoritarismo e prepotenza sono gli unici elementi che hanno caratterizzato e caratterizzano il "caso Francescani dell'Immacolata" come in moltissimi oggi possono testimoniare.
L'autorità deve essere fonte di unità: i figli (i frati) si riconoscono non nel potere giacobino e patrigno di un commissariamento illegittimo e brutale, bensì nell'autorità del padre (padre Manelli) e nella voce di Cristo che egli rappresenta e per la quale essi hanno scelto di entrare in questo Ordine, «ma non tutti» (Gv. 13,10). È questione di verità e di giustizia. Mons. Vito Angelo Todisco, "visitatore apostolico" per conto della Congregazione dei religiosi aveva inviato a tutti i Francescani, senza incontrarli personalmente, un burocratico e fazioso questionario, dove emergevano domande tendenti ad ingenerare dubbi su padre Stefano Maria Manelli. Ora, per "amore di trasparenza" sono state rese pubbliche non le risposte dei monaci, bensì, le percentuali, per di più aggregate nella maniera scorretta di cui dicevamo, ma la sociologia non potrà mai sostituirsi alle questioni dell'anima. Come abbiamo dimostrato, nemmeno le statistiche così manipolate riescono a coprire la generale ostilità dei Francescani dell'Immacolata a questo commissariamento: il baro non è riuscito a vincere nemmeno con un mazzo di carte truccato.
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Riscossa Cristiana. "I FRUTTI DEL CONCILIO". PADRE GIOVANNI CAVALCOLI SCRIVE A PIERO VASSALLO FEMMINICIDIO. COPERTURA IDEOLOGICA DI BEN ALTRI SFACELI – di Giovanni Lazzaretti. IN DIFESA DEI FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA PUNITI DA PAPA FRANCESCO – di Sandro Magister
By admin On 17 settembre 2013 Quattro studiosi hanno inviato in Vaticano un esposto contro il divieto ai frati dell'Immacolata di celebrare la messa in rito antico. "È una sanzione in palese contrasto con il motu proprio 'Summorum pontificum' di Benedetto XVI"
di Sandro Magister fonte: chiesa.espressonline.it   ROMA, 17 settembre 2013 – Il divieto imposto da papa Francesco ai frati francescani dell'Immacolata di celebrare la messa in rito antico continua a suscitare vivaci e diffuse reazioni.
Nel darne notizia, lo scorso 29 luglio, www.chiesa titolò così:
La prima volta che Francesco contraddice Benedetto
In realtà, quella libertà di celebrare la messa in rito antico che papa Joseph Ratzinger aveva assicurato a tutti col motu proprio "Summorum pontifiicum" oggi non ha più estensione universale, perché è stata revocata dal suo successore a una congregazione religiosa e conseguentemente anche ai fedeli che assistevano alle sue messe.
Con contraccolpi che investono l'intera Chiesa.
Molti amanti della tradizione temono infatti che questa restrizione apportata a un caposaldo del pontificato di Benedetto XVI diventi presto un impedimento più generale.
Così come, sul fronte opposto, altri invocano che la messa in rito antico sia relegata definitivamente al passato e salutano nel divieto imposto da papa Francesco ai francescani dell'Immacolata un primo passo in questa direzione.
I francescani dell'Immacolata hanno ubbidito. Ma c'è chi non si è arreso e ha inviato in Vaticano una critica serrata del decreto con cui la congregazione per i religiosi – con l'esplicita approvazione del papa – ha intimato ai frati il divieto di celebrare la messa in rito antico.
Gli autori di questa analisi critica sono quattro rinomati studiosi cattolici: Roberto de Mattei, storico e autore di una rilevante ricostruzione in chiave tradizionalista del Concilio Vaticano II, Mario Palmaro, filosofo del diritto, Andrea Sandri, esperto in diritto costituzionale, e Giovanni Turco, filosofo. I primi due insegnano all'Università Europea di Roma, il terzo all'Università Cattolica di Milano, il quarto all'Università di Udine.
I quattro – costituitisi in una commissione di studio denominata "Bonum veritatis" – hanno inviato il 14 settembre il loro esposto al cardinale João Braz de Aviz, prefetto della congregazione che ha emesso il decreto, quella per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica, e per conoscenza ad altri dirigenti vaticani: al segretario di Stato entrante Pietro Parolin, al cardinale Raymond L. Burke, presidente del tribunale supremo della segnatura apostolica, all'arcivescovo Guido Pozzo, segretario della pontificia commissione "Ecclesia Dei".
Nella lettera con cui accompagnano l'esposto, così i quattro motivano la loro iniziativa:
"L'analisi, da noi coordinata, è stata redatta da un gruppo di studiosi, di diverse discipline, che hanno avvertito in coscienza il dovere di offrire una riflessione sulla questione, in considerazione del suo interesse universale, consapevoli del diritto dei fedeli, sancito dal codice di diritto canonico (can. 212) di proporre ai pastori pareri riguardanti la vita della Chiesa. Essi riscontrano nel decreto una serie di gravi problemi che attengono al rispetto della legge naturale e del diritto canonico, nonché della 'lex credendi', e che hanno rilevanza per tutto il mondo cattolico. La loro gravità merita di essere considerata nella loro portata e nelle sue conseguenze".
Nella conclusione della lettera, i firmatari chiedono "un tempestivo intervento della Santa Sede per riconsiderare la questione nella luce della giustizia e dell'equità, nonché del bene spirituale di sacerdoti e fedeli".
Questo è il link al decreto che ha vietato la messa in rito antico ai francescani dell'Immacolata:
 "Il Santo Padre Francesco ha disposto…"
E questo è il testo integrale dell'analisi critica del decreto, scritta dai quattro studiosi:
 "Una sanzione in palese contrasto…"
Di essa, sono riprodotte qui di seguito le parti che direttamente riguardano il divieto di celebrare la messa in rito antico.

ANALISI DEL DECRETO DI COMMISSARIAMENTO DEI FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA
di Roberto de Mattei, Mario Palmaro, Andrea Sandri, Giovanni Turco
Il decreto della congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica dell'11 luglio 2013 […] è un atto di gravità tale da non potere essere considerato di mera rilevanza interna per i soli destinatari. […]
Il decreto impone ai frati francescani dell'Immacolata – contrariamente a quanto disposto dalla bolla "Quo primum" di san Pio V e dal motu proprio "Summorum pontificum" di Benedetto XVI – il divieto di celebrare la messa tradizionale.
Ciò facendo priva di un bene di valore incommensurabile – la messa (celebrata in rito romano antico) – sia i frati, sia i fedeli che attraverso il ministero dei frati hanno potuto partecipare alla messa tridentina, sia tutti coloro i quali avrebbero potuto, in futuro, eventualmente parteciparvi.
Il decreto, perciò, non riguarda solo un bene – e con ciò, "il" bene – di cui sono privati (salvo espressa autorizzazione) i frati, ma anche un bene – e con ciò, "il" bene – spirituale dei fedeli, che mediante il ministero dei frati desideravano e desiderano accedere alla messa tradizionale.
Essi si trovano a subire – loro malgrado ed al di là di qualsivoglia colpa, quindi senza ragione – una sanzione in palese contrasto con lo spirito e con la lettera sia dell'indulto "Quattuor abhinc annos", sia della lettera apostolica "Ecclesia Dei", di Giovanni Paolo II, sia del motu proprio "Summorum pontificum" di Benedetto XVI.
Tali documenti, infatti, sono palesemente mossi dalla finalità di soddisfare l'esigenza di partecipazione alla messa secondo il rito romano classico, da parte di tutti i fedeli che ne abbiano desiderio.
Pertanto il decreto evidenzia una obiettiva rilevanza per tutti coloro i quali – per le ragioni più diverse – apprezzano ed amano la messa latino-gregoriana. Tali fedeli attualmente costituiscono una parte cospicua, e certamente non trascurabile, dei cattolici, sparsi in tutto il mondo. Potenzialmente essi potrebbero coincidere con la totalità stessa dei membri della Chiesa. Il decreto colpisce obiettivamente anch'essi.
Parimenti colpisce tutti coloro i quali, anche acattolici – per diverse ragioni, come storicamente già emerso in occasione dell'appello presentato a Paolo VI nel 1971 – avessero a cuore la continuità della messa tradizionale. Il decreto (ben al di là, quindi, della vicenda relativa ad un Istituto religioso) palesa una rilevanza universale anche sotto questo profilo. […]
* Per quanto riguarda la proibizione della celebrazione della messa in rito romano antico (detta anche "forma straordinaria") si rilevano numerosi e gravi problemi posti dal decreto in parola, che evidenziano obiettivamente altrettante manifeste anomalie logiche e giuridiche.
Anzitutto, in merito a tale proibizione imposta ai frati francescani dell'Immacolata, derivante dalla imposizione ad essi della sola facoltà di celebrare in modo esclusivo secondo il nuovo messale (detto anche "forma ordinaria") salvo espressa autorizzazione, non si può non rilevare che essa risulta palesemente in contrasto con quanto disposto per la Chiesa universale tanto dalla bolla "Quo primum" di san Pio V (1570) quanto dal motu proprio "Summorum pontificum" di Benedetto XVI (2007).
La bolla di san Pio V, infatti, stabilisce universalmente ed in perpetuo: "in virtù dell'autorità apostolica noi concediamo, a tutti i sacerdoti, a tenore della presente, l'indulto perpetuo di poter seguire, in modo generale, in qualunque Chiesa, senza scrupolo alcuno di coscienza o pericolo di incorrere in alcuna pena, giudizio o censura, questo stesso messale, di cui avranno la piena facoltà di servirsi liberamente e lecitamente, così che prelati, amministratori, canonici, cappellani e tutti gli altri sacerdoti secolari, qualunque sia il loro grado, o i regolari, a qualunque ordine appartengano, non siano tenuti a celebrare la messa in maniera differente da quella che noi abbiamo prescritta né d'altra parte possano venir costretti e spinti da alcuno a cambiare questo messale".
A sua volta, il motu proprio di Benedetto XVI stabilisce che "è lecito celebrare il sacrificio della messa secondo l'edizione tipica del messale romano promulgata dal beato Giovanni XXIII nel 1962 e mai abrogato". E precisa che "per tale celebrazione secondo l'uno o l'altro messale il sacerdote non ha bisogno di alcun permesso, né dalla Sede Apostolica, né dal suo ordinario".
Altresì il motu proprio afferma che "le comunità degli istituti di vita consacrata e delle società di vita apostolica, di diritto sia pontificio, sia diocesano, che nella celebrazione conventuale o 'comunitaria' nei propri oratori desiderano celebrare la santa messa secondo l'edizione del messale romano promulgato nel 1962, possono farlo". Analogamente dichiara che "ai chierici costituiti 'in sacris' è lecito usare il breviario romano promulgato dal beato Giovanni XXIII nel 1962".
Il medesimo motu proprio fissa inequivocabilmente che "tutto ciò che da noi è stato stabilito con questa lettera apostolica data a modo di motu proprio, ordiniamo che sia considerato come 'stabilito e decretato' e da osservare dal giorno 14 settembre di quest'anno [2007], nonostante tutto ciò che possa esservi in contrario".
Come è chiaro dai due testi summenzionati e dai loro connotati essenziali, la libertà di celebrazione della messa tridentina appartiene alla legislazione universale della Chiesa e configura un diritto per ciascun sacerdote.
Analogamente ne deriva un diritto per i fedeli aderenti a tale "tradizione liturgica". Quanto ad essi, infatti, il codice di diritto canonico riconosce: "I fedeli hanno il diritto di rendere culto a Dio secondo le disposizioni del proprio rito approvato dai legittimi pastori della Chiesa" (can. 214).
Perciò la proibizione, salvo autorizzazione, disposta dal decreto misconosce obiettivamente tale legislazione universale della Chiesa, deliberando – mediante un atto evidentemente da subordinarsi ad essa (sia per materia sia per forma) – in modo contrastante con la disciplina universale e permanente. La quale, in ragione delle sue origini apostoliche, gode – come argomentano illustri studiosi – del carattere dell'irreformabilità.
La proibizione della celebrazione della messa tridentina da parte del decreto risulta ingiustamente discriminante nei confronti del rito latino-gregoriano, il quale non solo risale dal Concilio di Trento a san Gregorio Magno e da questi alla tradizione apostolica ma, secondo l'inequivocabile apprezzamento del motu proprio "Summorum pontificum" di Benedetto XVI "deve essere tenuto nel debito onore per il suo uso venerabile e antico". Esso, infatti, è espressione della "lex orandi" della Chiesa. Pertanto un bene da custodire. Non un male da cui allontanare.
Inoltre, l'imposizione ai frati della sola celebrazione del nuovo messale, suppone una normativa di autorizzazione speciale nei confronti del messale latino-gregoriano, la quale è obiettivamente inesistente. O altrimenti ne introduce l'applicazione, a fronte di una legislazione di contenuto palesemente diverso ed opposto.
È chiaro, infatti, che il regime di autorizzazione di un atto o attività particolare presuppone una proibizione ordinaria, alla quale eventualmente si può derogare in casi straordinari (particolari e determinati). Ma questo (ovvero l'ordinaria interdizione) è escluso esplicitamente dalla legge della Chiesa, la quale dichiara come facoltà del sacerdote, da esercitarsi liberamente e senza alcuna autorizzazione, quella della celebrazione della messa tridentina.
Va rilevato, altresì, che l'interdizione (salvo espressa autorizzazione) di tale celebrazione evidenzia tre ulteriori obiettive anomalie del decreto.
Questo, infatti, stabilisce un regime di autorizzazione per la messa tradizionale, indicando genericamente come titolare della potestà autorizzativa le "competenti autorità". Ma, risultando abrogata la normativa prevista dall'indulto "Quattuor abhinc annos" e dalla lettera apostolica "Ecclesia Dei", non si intende quale sia precisamente l'autorità competente a rilasciare l'autorizzazione in parola. Tanto più che la competenza in tale materia prescinde certamente dalla congregazione degli istituti di vita consacrata, e sarebbe semmai da riferirsi alla commissione pontificia "Ecclesia Dei".
Risulta singolare, peraltro, che l'autorizzazione di cui al decreto sia da concedersi "per ogni religioso e/o comunità", quasi che a celebrare la messa non sia il singolo sacerdote, ma anche una comunità tutta intera, nel suo insieme (compresi eventualmente i frati non sacerdoti). Quasi che la comunità autorizzata possa autorizzare a sua volta, trasmettendo (come?) l'autorizzazione (da parte di chi?), proceduralmente (a quali condizioni?) al singolo celebrante.
A segnare una ulteriore anomalia del decreto vi è il fatto che tale regime di autorizzazione è temporalmente indeterminato. Non vengono, cioè, indicati i termini di applicabilità del regime di autorizzazione imposto ai soli frati francescani dell'Immacolata. Fino a quando sarà ad essi imposta la richiesta dell'autorizzazione? Fino ad un determinato giorno? Fino al conseguimento di un certo obiettivo? In perpetuo?
Al riguardo il testo del decreto nulla dice. Contrariamente alla necessità di determinatezza – ovvero di razionalità e di giustizia – di qualsivoglia provvedimento (difatti, anche una pena che coincida con l'intero arco della vita o che sia perpetua ha una sua determinatezza). Si tratta di una istanza di diritto naturale e di diritto canonico (cfr. can. 1319). Ignorata la quale si manifesta un evidente detrimento tanto del carattere retributivo, quanto del carattere medicinale di qualsivoglia provvedimento restrittivo (in questo caso, di una facoltà propria di ogni sacerdote).
D'altra parte, la proibizione della celebrazione della messa latino-gregoriana – pur riferita dal decreto come decisa dal papa – resta obiettivamente circoscritta nell'ambito di un decreto di una congregazione romana.
Ne consegue che – almeno quanto alla sua forma ed al vincolo che da essa deriva – non può che condividere i limiti del decreto medesimo e la sua necessaria sottomissione alla legislazione universale della Chiesa. Infatti, diversamente da una qualsiasi deliberazione disciplinare pontificia – tale "ex professo", se compiuta nell'ambito della sua potestà di giurisdizione, ovvero del "munus gubernandi", e secondo quanto legittimamente possibile in conformità al diritto divino positivo ed alle definizioni solenni ad esso relative – la disposizione in oggetto non può che restare circoscritta al decreto medesimo, nei limiti delle facoltà di una delle congregazioni romane.
In ogni caso, l'imposizione derivante dal decreto come qualsiasi deliberazione disciplinare di chicchessia non può non essere obiettivamente misurata dal diritto naturale – ovvero dalla giustizia – e dal diritto divino positivo, cui il diritto canonico, la disciplina e la giurisprudenza ecclesiatiche devono necessariamente conformarsi.
Infatti, come ha ricordato Benedetto XVI nel discorso in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario del tribunale della Rota romana del 21 gennaio 2012, "la 'lex agendi' non può che rispecchiare la 'lex credendi'".
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Il motu proprio del 7 luglio 2007 con cui Benedetto XVI ha liberalizzato la celebrazione della messa in rito antico:
"Summorum pontificum"
La lettera che papa Ratzinger ha accompagnato al motu proprio:
"Cari fratelli nell'episcopato…"
E la successiva istruzione della commissione pontificia "Ecclesia Dei" del 13 maggio 2011:
 "Universae ecclesiae"
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Su uno strano cambiamento avvenuto in alcune traduzioni ufficiali dell'originale latino del motu proprio di Benedetto XVI":
Il "Summorum pontificum" finalmente tradotto. Ma con una parola cambiata
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Il sito web dei francescani dell'Immacolata, in cui tra l'altro documentano che il loro fondatore e superiore generale padre Stefano Manelli "non ha mai imposto a tutte le comunità l'uso del 'Vetus Ordo', ma non vuole nemmeno che ne diventi l'uso esclusivo, e lui stesso ne ha dato l'esempio celebrando ovunque secondo l'uno o l'altro 'Ordo'":
Francescani dell'Immacolata
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One Response to IN DIFESA DEI FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA PUNITI DA PAPA FRANCESCO – di Sandro Magister
    ITER PARA TUTUM scrive:   
    30 dicembre 2013 alle 21:24   
    Ieri parlando con un seminarista – molto più giovane di me – gli ho detto di studiarsi quanto accadde con Padre Pio da Pietrelcina, la sentenza definitiva ci fu il 16 giugno 2002 in Piazza San Pietro, ero presente anch'io e mentre Padre Pio diventava San Pio, Mons. Maccari non ci fece una bella figura.
    Gli ho detto anche che un giorno, che io non vedrò ma lui avendo solo 20 anni probabilmente arriverà a vedere, ci sarà un altro rito di canonizzazione, nel quale P. Fidenzio Volpi a sua volta non ci farà una bella figura.
    Le forze del Male lavorano incessantemente, ma c'è un limite, e la verità è come l'olio nell'acqua; per quanto si rimesti alla fine viene a galla.
    Alla fine ci fu giustizia per Padre Pio, dopo tante persecuzioni, ed alla fine ci sarà giustizia per Padre Manelli!
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al MIO FRATELLO, Abd Allah bin Abd al-Aziz Al Saud, Re dell'Arabia Saudita Abdullah. il fatto che, in questo momento, il valore del Mio pensiero politico, sia: maggiormente apprezzato: e quantitativamente rilevante; NEL NWO, QUESTO NON CONDIZIONA IL MIO PENSIERO STESSO, perché, io sono Unius REI in eterno: in ogni modo, comunque, cioè, io sono l'unica speranza, che è rimasta, per tutto il genere umano, che farisei e salafiti hanno rovinato e condannato alla distruzione! IO SONO UNIUS REI, I MIEI OPPOSITORI SONO I CRIMINALI!
fine della storia! SE QUALCUNO CREDE, CHE, LA SUA VITA POSSA VALERE QUALCOSA PER LA VITA ETERNA? LUI STA CON ME! IL MIO PENSIERO è INVIOLABILE, PERCHé IO SONO LA METAFISICA VIVENTE, IL VIVENTE DECALOGO DI MOSé! IO SONO LA ATTUAZIONE POLITICA DELLA LEGGE NATURALE E DELLA LEGGE DEL TAGLIONE! C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti Croce del Santo Padre Genere Umano" Benedetto. C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux. Croce sacra sii la mia Luce, N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux. Che il dragone non sia il mio duce V. R. S. Vadre Retro satana, Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana, Non mi persuaderai di cose vane, S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas, Ciò che mi offri è cattivo, I.V. B. Ipsa Venena Bibas. Bevi tu stesso i tuoi veleni, ESORCISMO (Al segno + ci si fa il segno della croce) + In nomine Patris, et Filii et Spiritui Sancto, Croce del Santo Padre Benedetto. Croce Santa sii la mia Luce e non sia mai il dragone mio duce. Va indietro satana! Non mi persuaderai di cose vane. Sono mali le cose che mi offri, bevi tu stesso il tuo veleno. Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo +. Amen!